{"id":530535,"date":"2021-06-09T08:00:03","date_gmt":"2021-06-09T06:00:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ivg.it\/?p=530535"},"modified":"2021-06-08T09:43:29","modified_gmt":"2021-06-08T07:43:29","slug":"la-cicala","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/06\/la-cicala\/","title":{"rendered":"La cicala"},"content":{"rendered":"<p>\u201cLa morte \u00e8 la possibilit\u00e0 pi\u00f9 propria dell\u2019esserci. L\u2019essere per essa apre all\u2019Esserci il poter-essere pi\u00f9 proprio, nel quale ne va pienamente dell\u2019essere dell\u2019Esserci\u201d scrive Martin Heidegger nel primo capitolo del suo capolavoro \u201cEssere e Tempo\u201d. La scrittura del filosofo tedesco \u00e8 sempre tanto suggestiva quanto criptica, limitiamoci pertanto ad un solo breve frammento cercando di renderlo il pi\u00f9 prossimo possibile ad una lecita applicabilit\u00e0 al nostro quotidiano. Il tema sul quale si sofferma il controverso pensatore \u00e8 quello dell\u2019essere per la morte, l\u2019idea di accettare \u201cl\u2019incondizionata e insuperabile essenza della morte\u201d comprendendola non come una tragedia ma come una possibilit\u00e0. Inevitabilmente sintetizzo ed essenzializzo il percorso della sua analisi, ma quello che qui ci interessa \u00e8 cogliere l\u2019opportunit\u00e0 esclusiva dell\u2019essere umano nel momento in cui si scopre come cosciente della propria caducit\u00e0. Il tema della consapevolezza della propria fine ed il suo preannunciarsi progressivo nell\u2019esperienza dell\u2019invecchiamento sono argomenti che accompagnano la storia dell\u2019umanit\u00e0 dal momento in cui il primo uomo si \u00e8 scoperto tale, cio\u00e8 quando ha acquisito consapevolezza del proprio \u201cesser-ci\u201d, essere qui ed ora, atto che implica l\u2019inevitabile futura conclusione di tale \u201cpresenza\u201d. La tragica coscienza della prossimit\u00e0 della morte ha generato l\u2019anelito all\u2019immortalit\u00e0 e all\u2019eterna giovinezza.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_465\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_465\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_465').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_465\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Uno dei miti che meglio ci raccontano l\u2019evoluzione della riflessione dell\u2019uomo su questo tema credo sia quello della cicala, non mi riferisco a quello forse pi\u00f9 noto che narra della trasformazione subita da esseri umani tanto amanti della musica da arrivare a morire di fame pur di non interrompere il proprio canto cos\u00ec che le Muse li mutarono in cicale in modo che potessero dedicarsi alla loro arte nel corso di una breve vita e, dopo la morte, svolgessero il delicato compito di informare le dee su quali umani non le venerassero adeguatamente. Nemmeno voglio rifarmi alla ben nota favola di Esopo che tanto celebra l\u2019alacrit\u00e0 delle formiche quanto denigra l\u2019eccessivo compiacimento musicale della cicale. Preferisco riandare alla leggenda che vede protagoniste Eos, l\u2019aurora, ed il bellissimo umano Titone di cui si era innamorata. Senza interpellare minimamente l\u2019amato, dettaglio non trascurabile in una coppia, la dea chiese a Zeus di regalare l\u2019immortalit\u00e0 al suo compagno dal quale aveva anche avuto gi\u00e0 due figli, uno dei quali venne ucciso da Achille ed il pianto della madre per la sua morte dar\u00e0 origine alla rugiada. Ma torniamo a Zeus: il padre degli dei, che non manca di feroce umorismo, concesse l\u2019immortalit\u00e0 all\u2019ignaro Titone senza per\u00f2 accompagnarla all\u2019eterna giovinezza. Titone non poteva morire ma invecchiava ed il suo atletico ed affascinante corpo nel tempo divenne cos\u00ec sofferente e raggrinzito che Eos, mossa da piet\u00e0 o da disgusto o da altre brame non \u00e8 dato sapere, ottenne dal padre degli dei che il sofferente Titone venisse tramutato in una cicala.<\/p>\n<p>La vecchiaia \u00e8 certamente rappresentata come un periodo di sofferenza, vissuta come il lento declino verso il nulla della morte, ma forse \u00e8 possibile scoprirne numerosi aspetti interessanti, uno fra tutti quello di avere la possibilit\u00e0 di accedere ad una \u201cvita autentica\u201d, per tornare ad un linguaggio heideggeriano. \u201cL\u2019esistenza autentica \u2013 scrive il filosofo \u2013 non \u00e8 qualcosa che si libri al di sopra della quotidianit\u00e0 deiettiva; essenzialmente essa \u00e8 solo un afferramento modificato di questa\u201d, cosa significa? Credo che questa affermazione si possa esplicitare nella possibilit\u00e0 che si presenta solo a chi sa osservare lo scorrere frenetico delle azioni con un certo distacco, libero dal luogo comune e impersonale del si dice, si pensa, si fa e, in questo modo, avere accesso ad un pi\u00f9 vero \u201cio dico, io penso e io faccio\u201d, libero dal bisogno di consenso che, ovviamente, non \u00e8 sgradevole , ma diviene un corollario e non il teorema. Quella che Heidegger chiama \u201cla libert\u00e0 per la morte\u201d pu\u00f2 essere colta in un esperimento un po\u2019 estremo nei termini ma chiarificante se colto cum grano salis: immaginate di avere a disposizione un solo conclusivo giorno di vita. La prima reazione sar\u00e0 la disperazione, forse alcuni cederebbero ad essa, altri reagirebbero soddisfacendo desideri troppo a lungo censurati a causa della reale o presunta limitazione imposta dal contesto nel quale si sono trovati a vivere, altri ancora cercherebbero vendetta ad antiche ingiustizie subite, ma sono convinto che i pi\u00f9 vorrebbero regalarsi la possibilit\u00e0 di trascorrere le ultime ore donando sorrisi e bellezza alle persone che amano. Quale pi\u00f9 alta forma di libert\u00e0 e felicit\u00e0 ci \u00e8 concessa se non quella dell\u2019amore pi\u00f9 assoluto?<\/p>\n<p>Altro dono della vecchiaia, per le persone pi\u00f9 accorte, \u00e8 certamente l\u2019auto ironia. A questo proposito ricordo la profonda serenit\u00e0 con la quale Simone Signoret dichiarava che, al contrario delle sue colleghe attrici, non aveva nessuna intenzione di cancellarsi le rughe dal viso, \u201cCon tutto il tempo che ho impiegato per farmele comparire \u2013 affermava \u2013 non vedo proprio perch\u00e9 eliminarle\u201d; e ancora, quando un\u2019intervistatrice dichiar\u00f2 ammiccante a Sean Connery che gli uomini calvi e sessantenni sono molto sexy, l\u2019attore rispose: \u201cNon saprei. Non sono mai stato a letto con un sessantenne calvo.\u201d In taluni casi \u00e8 anche vero che gli anni fanno vecchi ma non saggi, ma vale solo per chi non ha fatto alcun tesoro delle proprie esperienze. Chi non ricorda il verso di una canzone del grande De Andr\u00e9: \u201cd\u00e0 buoni consigli chi non sa pi\u00f9 dare cattivo esempio\u201d? Certo, varrebbe la pena soffermarsi a riflettere su cosa si intende per buoni consigli e per cattivo esempio, ma credo che la questione ci porterebbe troppo lontano. All\u2019interno di questo argomentare \u00e8 importante chiedersi: se Titone avesse ottenuto oltre l\u2019immortalit\u00e0 anche l\u2019eterna giovinezza sarebbe stato felice? Prima di rispondere riflettiamo sul fatto che era umano! Gli dei, depensati e ignari della vita, loro s\u00ec possono essere felici di quella condizione, ma un uomo il cui corpo permane immutato, impossibilitato al cambiamento, mentre la sua mente, la sua coscienza della vita \u00e8 un perenne crescere e fluire, non credete che avvertirebbe la feroce scissione che lo lacera? Un essere umano \u00e8 ben pi\u00f9 complesso di un dio, \u00e8 pur vero che siamo abituati al nostro essere doppi, addirittura multipli, ma la zoppia della condizione ipotizzata ci impedirebbe il viaggio, e noi siamo esistenze in cammino.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,118826],"tags":[99780],"class_list":["post-530535","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-magazine","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/530535","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=530535"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/530535\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=530535"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=530535"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=530535"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}