{"id":52816,"date":"2009-03-13T12:19:03","date_gmt":"2009-03-13T11:19:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=52816"},"modified":"2009-03-13T12:24:01","modified_gmt":"2009-03-13T11:24:01","slug":"prosegue-il-viaggio-con-la-liguria-in-100-prodotti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2009\/03\/prosegue-il-viaggio-con-la-liguria-in-100-prodotti\/","title":{"rendered":"La cultura ligure del cibo in 100 prodotti"},"content":{"rendered":"<p>Nel comunicarvi che il libro \u201cLa Liguria in 100 prodotti\u201d (<a href=\"http:\/\/www.100prodotti.it\/\" target=\"_blank\">www.100prodotti.it<\/a>) sar\u00e0 in vendita presso lo stand Slow Food del Salone dell\u2019Agroalimentare Ligure a Finalborgo, proseguiamo con alcune schede che potrete ritrovare nel libro. Partiamo allora dai Presidi Slow Food: piccole produzioni di qualit\u00e0 e pratiche tradizionali salvaguardate da Slow Food.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_312\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_312\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Aglio di vessalico. L\u2019aglio nacque dall\u2019impronta che il diavolo lasci\u00f2 mentre abbandonava l\u2019Eden. Cos\u00ec almeno racconta la leggenda. Coltivato da sempre, in diverse epoche e luoghi del mondo se ne trovavano testimonianze. Probabilmente le sue origini vanno ricercate nell\u2019Asia centrale e nell\u2019India, i soli paesi in cui la pianta cresce spontaneamente. Nell\u2019antico Egitto era usato dagli schiavi che costruivano le piramidi perch\u00e9 si credeva aumentasse la resistenza agli sforzi. Erodoto scrive di schiavi nutriti con un pezzo di pane, uno spicchio d\u2019aglio e mezza cipolla. In Grecia, durante le Olimpiadi, gli atleti ne mangiavano uno spicchio prima delle gare. Nel Medioevo era chiamato la cipolla del nobile ed era usato in campo magico e medicinale. Coltivato in montagna, in piccoli campi ombrosi, l\u2019aglio di Vessalico, piccolo, aromatico e adatto alla conservazione, viene confezionato in lunghe trecce (reste). Le teste, essiccate, vengono intrecciate a due a due. Ha un gusto forte, lievemente piccante, un profumo delicato. La bont\u00e0 e le qualit\u00e0 organolettiche dell\u2019aglio di Vessalico sono dovute al clima e alle caratteristiche del terreno dell\u2019area di produzione. In particolare la mitezza del clima di questi luoghi, per la presenza del mare a pochi chilometri di distanza; la natura dei terreni sciolti, derivati da una roccia madre argillosa, ne fa un luogo ideale per la coltivazione di questo \u201caglio di montagna\u201d. L\u2019aglio di Vessalico, per le sue caratteristiche chimiche e organolettiche uniche, viene protetto come Presidio Slow Food.<\/p>\n<p>Asparago violetto di Albenga. Apprezzati gi\u00e0 nell\u2019antico Egitto, gli asparagi erano noti anche ai greci e ai romani e Catone nel 200 a.C. ne descrisse la coltivazione, molto simile a quella odierna. L\u2019asparago ha sempre fatto parte della cucina italiana, e quello di Albenga ha sempre avuto molti estimatori: si racconta che nei palazzi di Roma, gi\u00e0 nell\u2019Ottocento, fosse una costante nei men\u00f9 dei ricevimenti importanti. Inconfondibile, per i turioni grossi e il colore viola intenso che gradatamente sfuma scendendo verso la base, l\u2019asparago violetto d\u2019Albenga \u00e8 una variet\u00e0 unica al mondo, portata avanti generazione dopo generazione dai coltivatori della piana. Frutto di una coltivazione assolutamente manuale, il suo periodo di raccolta avviene da met\u00e0 marzo ai primi di giugno. Privo della caratteristica fibrosit\u00e0 propria degli altre tipologie di asparagi, risulta molto morbido ed \u00e8 ottimo lessato, magari in pinzimonio con solo olio extravergine di olive taggiasche. In asparagiaie di almeno cinque anni, all\u2019inizio del periodo produttivo sono individuate le piante (10-20 per 1000 metri quadrati) che producono i turioni con le caratteristiche desiderate: calibro grosso,  e colore viola intenso. Le piante selezionate, di cui alcune sono femminili e altre maschili, e che fioriscono in un periodo anticipato rispetto a quelle da cui i turioni vengono raccolti, si intercrociano a opera di insetti impollinatori In molti negozi in Italia viene venduto un tipo di asparago viola, a volte non originario nemmeno dell\u2019Italia, ma piuttosto spagnolo. L\u2019asparago violetto di Albenga \u00e8 tutelato come presidio di Slow Food e potrebbe ottenere la denominazione Igp. Queste sono solo due eccellenze delle 100 che potrete trovare nel libro scritto in collaborazione con Slow Food Liguria. Ricordo che parte del ricavato sosterr\u00e0 la Fondazione Terra Madre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel comunicarvi che il libro \u201cLa Liguria in 100 prodotti\u201d (www.100prodotti.it) sar\u00e0 in vendita presso lo stand Slow Food del Salone dell\u2019Agroalimentare Ligure a Finalborgo, proseguiamo con alcune schede che potrete ritrovare nel libro. Partiamo allora dai Presidi Slow Food: piccole produzioni di qualit\u00e0 e pratiche tradizionali salvaguardate da Slow Food. Aglio di vessalico. 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