{"id":527402,"date":"2021-05-15T11:05:37","date_gmt":"2021-05-15T09:05:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ivg.it\/?p=527402"},"modified":"2021-05-15T11:46:50","modified_gmt":"2021-05-15T09:46:50","slug":"chernobyl-26-aprile-1986","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/05\/chernobyl-26-aprile-1986\/","title":{"rendered":"Chernobyl, 26 aprile 1986"},"content":{"rendered":"<p>In questi giorni stiamo nuovamente sentendo parlare di problemi ad uno dei reattori della centrale nucleare di Chernobyl.\u00a0Ma cosa \u00e8 successo in passato?<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_884\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_884\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_884').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_884\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Quella dell\u2019esplosione di Chernobyl \u00e8 la storia di uno dei disastri mondiali pi\u00f9 sconvolgenti che siano mai successi nella storia.\u00a0La citt\u00e0 di Chernobyl si trova in territorio ucraino, a ottanta chilometri a nord dalla capitale Kiev, vicino al confine con la Bielorussia. La costruzione dei quattro reattori che compongono la centrale nucleare fu completata nei primi anni ottanta. Ma non appena i primi tre reattori furono attivi vennero gi\u00e0 a galla alcuni problemi e il sito fu oggetto di indagini da parte del KGB (principale agenzia di sicurezza, servizio segreto e polizia segreta dell\u2019Unione Sovietica, attiva dal 1954 al 1991), che studi\u00f2 i possibili difetti dei reattori. Ma nessuno rese pubblici gli incidenti precedentemente avvenuti. Cos\u00ec, nel 1983, anche il reattore numero 4 divenne operativo.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 nella sala comandi di quest\u2019ultimo che, alle ore 1.23 del 26 aprile 1986, il personale del reattore (erano presenti una decina di persone) inizi\u00f2 un test per verificare se le turbine erano in grado di far funzionare il sistema di raffreddamento. Il reattore, che non poteva essere spento, venne isolato. I tecnici notturni, nonostante le personali titubanze, intimiditi e minacciati di licenziamento dal burbero e ambizioso vicedirettore tecnico della centrale, Anatoly Djatlow, ridussero la potenza del reattore e disattivarono il sistema di emergenza, per evitare interruzioni del test.<\/p>\n<p>Ma il nocciolo del reattore cominci\u00f2 a surriscaldarsi. Nonostante questo i tecnici (in particolare due giovanissimi ingegneri), sempre contrari ma ancora sotto le insistenze di Djatlow, continuarono finch\u00e9, per una serie di errori ed omissioni procedurali, ci fu una violenta impennata di potenza, che disintegr\u00f2 le barre di alimentazione di uranio: le tubature dell\u2019alimentazione esplosero! Queste esplosioni furono talmente potenti che fecero saltare in aria lo schermo di protezione del reattore, distruggendone poi il tetto in catrame. I reattori della centrale di Chernobyl non erano protetti da strutture di contenimento, per questo motivo rilasciarono massicce quantit\u00e0 di materiali radioattivi nell\u2019atmosfera. Diverse persone che abitavano non molto lontane dalla centrale, vedendo nel cielo quella nube particolare, uscirono di casa per ammirarla da lontano, non sapendo di cosa si trattasse. Queste persone, insieme a tantissimi vigili del fuoco che quella notte, ignari di quale fosse la natura dell\u2019enorme incendio, si precipitarono alla centrale per spegnerlo, nel giro di poco tempo sarebbero morte tutte tra atroci dolori.<\/p>\n<p>All\u2019interno del reattore il nocciolo era ormai fuso, ma non spento. Mosca non diede la notizia ufficialmente. Questa arriv\u00f2 in occidente solo alcuni giorni dopo, soprattutto grazie a Vladimir Shevcenko, un film-maker che per mesi, instancabilmente, si fece testimone di ogni momento dell\u2019immane tragedia: la disperazione dei soccorritori, l\u2019arrivo dei pompieri, le persone evacuate, l\u2019uso degli elicotteri e tutti i tentativi fatti per cercare di placare il mostro, quel nocciolo incandescente e radioattivo. \u201cChernobyl: Chronicle of Difficult Weeks\u201d \u00e8 il reportage, presente anche su Youtube, che Shevcenko ha montato e completato prima di morire, per via delle radiazioni con cui \u00e8 venuto a contatto, nemmeno un anno dopo.<\/p>\n<p>Se la linea delle autorit\u00e0 era quella della censura, la comunit\u00e0 internazionale cominci\u00f2 a pretendere di sapere cosa fosse successo e quali misure erano state adottate per limitare le radiazioni. Per arrestare queste ultime furono impiegati degli elicotteri che versarono all\u2019interno del reattore sabbia e altre polveri. Alla fine il reattore ne fu ricoperto. La cittadina di Pripyat, che ospitava i lavoratori della centrale, era situata a soli 3 chilometri dal luogo dell\u2019esplosione. Nonostante questo venne fatta evacuare solo dopo trentasei ore, insieme a tutti coloro che vivevano in un raggio di 35 chilometri dalla centrale di Chernobyl. <\/p><div class=\"single-img-content-container fullwidth-single shortcode standard\">\n    <div class=\"image_container\" style=\"text-align: center;\">\n        <picture class=\" lazyload\"><img loading=\"lazy\" class=\"lazy\" data-srcset=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/05\/pripyat-683748.jpg 1024w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/05\/pripyat-683748.jpg 970w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/05\/pripyat-683748.jpg 660w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/05\/pripyat-683748.jpg 316w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/05\/pripyat-683748.jpg 150w\" data-src=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/05\/pripyat-683748.jpg\" alt=\"pripyat\"><\/picture>\r\n\n    <\/div>\n            <span class=\"single-gallery-caption\">La citt\u00e0, ancora oggi fantasma, di Pripyat. Sullo sfondo, la centrale nucleare di Chernobyl<\/span>\n    <\/div>\n\n<p>Il pulviscolo radioattivo scaturito dal luogo dell\u2019incidente, poi classificato come catastrofico, di livello 7, nel giro di dieci giorni si deposit\u00f2 su tutta l\u2019Europa settentrionale. Per arginare il pericolo derivante da ci\u00f2, al di fuori del territorio sovietico furono adottate precauzioni molto rigide: per mesi gli europei, italiani compresi, rinunciarono a latte fresco e verdura. Fu proibito bere acqua piovana, bloccata l\u2019importazione dei prodotti di origine animale e vegetale dall\u2019Ucraina, dal resto dell\u2019Urss\u00a0bisognava che ci fosse un\u2019attestazione governativa di merce prodotta e confezionata prima del 20 aprile 1986.<\/p>\n<p>Ma questo era niente. L\u2019istituto di\u00a0fisica sanitaria si raccomand\u00f2 di non arieggiare troppo gli\u00a0ambienti, di evitare l\u2019uso dei\u00a0condizionatori, di non portare a spasso i\u00a0bambini\u00a0per troppo tempo, anzi, che sarebbe stato meglio tenerli al coperto, e lo stesso valeva per le donne incinte. I motivi di preoccupazione aumentavano col passare del tempo. L\u2019ombra maligna dei\u00a0tumori\u00a0e di altri misteriosi problemi si allungava alle nostre spalle.<\/p>\n<p>E Mosca tacque.\u00a0Minimizz\u00f2. Inutilmente. Irresponsabilmente.\u00a0Le responsabilit\u00e0 dell\u2019accaduto caddero sul direttore dell\u2019impianto e sui tecnici che avevano eseguito il test, che vennero processati e condannati, anche se morirono pochissimo tempo dopo per via dell\u2019esposizione ravvicinata alle radiazioni.<\/p>\n<p>Le conseguenze di questo disastro immane furono tantissime e sono ancora visibili. Le cittadine limitrofe a quella della centrale appaiono ad oggi tristemente deserte e sono meta, insieme a Chernobyl stessa, del noto \u201cdark tourism\u201d. Ci furono centinaia di morti per esposizione immediata alle radiazioni. Oltre diecimila casi di cancro tiroideo, malformazioni, anche nei bambini.<\/p>\n<p>E, purtroppo, non \u00e8 finita qui.\u00a0(CONTINUA\u2026.)<\/p>\n<p><i>\u201cNera-mente\u201d \u00e8 una rubrica in cui parleremo di crimini e non solo, scritta da Alice: <\/i><a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/nera-mente\/\"><i>clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/i><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Nera-Mente&#8221; \u00e8 la rubrica di Alice: un viaggio tra i fatti oscuri dell&#8217;attualit\u00e0<\/p>\n","protected":false},"author":17675,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,118826],"tags":[106259],"class_list":["post-527402","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-magazine","tag-nera-mente"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/527402","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/17675"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=527402"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/527402\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=527402"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=527402"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=527402"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}