{"id":526766,"date":"2021-05-12T08:00:17","date_gmt":"2021-05-12T06:00:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ivg.it\/?p=526766"},"modified":"2021-05-11T11:37:16","modified_gmt":"2021-05-11T09:37:16","slug":"in-incognito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/05\/in-incognito\/","title":{"rendered":"In incognito"},"content":{"rendered":"<p>\u201cLa coscienza \u00e8 come un passeggero clandestino su un transatlantico, che si prende il merito del viaggio senza riconoscere l\u2019importanza dei massicci motori della nave\u201d \u00e8 una efficace metafora con la quale David Eagleman sintetizza la sua teoria intorno al rapporto mente \u2013 cervello che presenta nel saggio eponimo di questo incontro. La tesi di Eagleman pu\u00f2 riconoscere prestigiosi antesignani, sempre con i dovuto distinguo; Tommaso d\u2019Aquino, per esempio, affermava gi\u00e0 nel XIII secolo che gran parte delle azioni degli uomini \u201cnon procedono dalla riflessione della ragione\u201d, forse, implicitamente stava riconoscendo un\u2019area misteriosa che abita gli esseri umani non controllata dalla coscienza razionale, \u00e8 lecito definirla inconscia? Anche nel testo \u201cNuovi saggi sull\u2019intelletto umano\u201d, forse non casualmente uscito postumo poich\u00e9 probabilmente inviso alla prospettiva razionalistica imperante, Wilhelm Leibniz parla di \u201cpetites perceptiones\u201d per indicare quelle zone inaccessibili all\u2019indagine razionale che pure non possiamo che riconoscere ben evidenti nella nostra mente. La posizione di Eagleman \u00e8 radicale quanto definitiva, nel suo lavoro \u00e8 possibile leggere affermazioni come: \u201c\u00c8 inquietante rendersi conto che tutte le nostre azioni sono indotte da meccanismi innati, che fanno quello che sanno fare meglio, mentre noi inventiamo storie per giustificare le nostre scelte\u201d, insomma, prima il cervello fa agire il nostro corpo e, successivamente, noi, la mente conscia, costruiamo, pi\u00f9 o meno consapevolmente, una sorta di \u201csovrastruttura giustificativa\u201d per affermare una totale responsabilit\u00e0 ed un assoluto controllo su quanto fatto ma che, in realt\u00e0, \u00e8 stato deliberato \u201caltrove\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_940\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_940\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_940').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_940\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Rimando ad un prossimo appuntamento la riflessione sui \u201csistemi zombie\u201d e sulla giustificazione evoluzionistica circa l\u2019insorgere della coscienza nell\u2019uomo, tema centrale ed affascinante nel saggio di Eagleman ma che richieder\u00e0 un\u2019analisi specifica cos\u00ec come la stretta correlazione fra questa prospettiva e il concetto di \u201cgettitudine\u201d heideggeriano, per ora soffermiamoci sull\u2019affermazione dell\u2019autore circa la possibilit\u00e0, forse non immediata ma ipotizzabile, di veder sostituire il cervello in un corpo umano. Ipotesi che mi riporta alla mente uno scherzo che, nel corso di una lezione di filosofia, consumai davanti ad una classe approfittando della fiducia che i miei studenti nutrivano nel loro insegnante ed anche del fatto che si aspettassero da me stravaganze alle quali li avevo oramai assuefatti. La conversazione verteva sul \u201cParadosso di Teseo\u201d dal quale presi spunto raccontando loro di essermi prestato per una ricerca scientifico filosofica autorizzando la creazione di un essere umano identico a me, ma del tutto artificiale, nel quale avevo consentito che venissero impiantate tutte le mie conoscenze, esperienze, emozioni e memorie e che, in quell\u2019occasione, volevo presentarlo loro. Il pathos del momento contribu\u00ec al successo dell\u2019azione: uscii dalla classe, mi infilai un paio di occhiali sul naso e utilizzai l\u2019altra faccia della giacca double face che indossavo. Rientrai e, con noncuranza, chiesi agli studenti di prestarsi al test in qualit\u00e0 di esaminatori, avrebbero dovuto verificare se il \u201cclone tecnologico\u201d che stavano osservando poteva essere confuso per il loro vero insegnante, una sorta di evoluzione del test di Turing.<\/p>\n<p>Fortunatamente avevo a che fare con studenti intelligenti e, di conseguenza, ironici ed autoironici; superato il primo momento di disorientamento, infatti, colsero il senso della provocazione e la successiva conversazione sulla nave di Teseo divenne estremamente proficua. In estrema sintesi, per pi\u00f9 ampi e precisi dettagli rimando al testo di Plutarco, il paradosso narra del ritorno di Teseo da Creta ad Atene e degli inconvenienti che indussero l\u2019eroe a dover intervenire sulla propria nave sostituendone le parti danneggiate, ora, la questione \u00e8, la nave rimase la stessa oppure no, se si perch\u00e9 e se no in che momento divenne altro? Nel tempo diverse sono state le risposte alla questione. Per gli scettici la nave cessa di essere se stessa al momento della sostituzione del \u201cprimo fasciame corrotto\u201d; Platone nel Cratilo si esibisce in un sottile distinguo sul numero di parti sostituite mentre nel Simposio suggerisce un interessante parallelo tra il concetto di umanit\u00e0 come permanere e di individui che la compongono come divenire. Ancora una volta, per\u00f2, \u00e8 la posizione di Aristotele che risulter\u00e0 fondativa per il pensiero moderno, infatti, con il concetto di sostanza, pu\u00f2 affermare che \u00e8 questa a rendere la nave sempre se stessa al variare degli elementi corrotti nel tempo. Tommaso Hobbes proporr\u00e0 uno sviluppo del dilemma che ci riporta allo scherzo di cui sopra: se conservassimo le parti corrotte e, una volta realizzata del tutto una nuova nave, con queste ripristinassimo la vecchia, quali delle due sarebbe quella vera? Soluzioni recenti introducono il concetto di identit\u00e0 sortale che, a mio avviso, de-fondano ogni possibilit\u00e0 gnoseologica annichilendola in un relativismo convenzionale che non risolve il problema ma si limita ad aggirarlo, accontentiamoci di questo breve excursus per ora.<\/p>\n<p>Mi sembra evidente che il paradosso continui a rivestire una sconvolgente valenza filosofica nel momento in cui non lo applichiamo ad una nave ma ad ognuno di noi. Mediamente, nel volgere di soli otto anni, tutte le cellule che compongono il nostro corpo vengono sostituite, quindi, nemmeno si parla di \u201cuna parte del mezzo\u201d ma della totalit\u00e0: \u00e8 lecito affermare che noi siamo il permanere di qualcosa che nel corso della sua vita si rivoluziona completamente fino ad una decina di volte? Possiamo cos\u00ec tornare alla questione sollevata da Eagleman che definisce un \u201cpasseggero clandestino\u201d chi \u00e8 disperatamente convinto di essere il proprietario ed il nocchiero della nave. Non sarebbe pi\u00f9 corretto affermare che il mezzo \u00e8 evidentemente cambiato e, in base al principio di non contraddizione, non \u00e8 possibile definirlo come immutato e che Teseo non \u00e8 altro che il nome che attribuiamo al clandestino? Cos\u00ec facendo, per\u00f2, staremmo affermando che il clandestino non \u00e8 pi\u00f9 tale, non solo, che diviene l\u2019armatore, il comandante e, per dirla con Aristotele, l\u2019essenza della nave: ma una simile operazione non rischia di trasformarsi in un pi\u00f9 o meno consapevole autoinganno?<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,118826],"tags":[99780],"class_list":["post-526766","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-magazine","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/526766","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=526766"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/526766\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=526766"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=526766"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=526766"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}