{"id":526187,"date":"2021-05-06T15:39:53","date_gmt":"2021-05-06T13:39:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ivg.it\/?p=526187"},"modified":"2021-05-06T15:39:53","modified_gmt":"2021-05-06T13:39:53","slug":"come-per-le-palme-un-insetto-mette-a-rischio-i-pini-lallarme-dei-verdi-savonesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/05\/come-per-le-palme-un-insetto-mette-a-rischio-i-pini-lallarme-dei-verdi-savonesi\/","title":{"rendered":"&#8220;Come per le palme, un insetto mette a rischio i pini&#8221;: l&#8217;allarme dei Verdi savonesi"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria<\/strong>. \u201cCome il \u2018punteruolo rosso\u2019 ha cancellato dal paesaggio migliaia di palme, cos\u00ec la \u2018Cocciniglia tartaruga\u2019 rischia di provocare un nuovo disastro attaccando diverse specie di pino. Ha gi\u00e0 provocato danni ai pini del meridione d\u2019Italia e si sta avvicinando pericolosamente alla Liguria\u201d. A lanciare l\u2019allarme \u00e8 il portavoce dei Verdi della provincia di Savona Gabriello Castellazzi.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_651\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_651\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\"><em>Ricordiamo bene la crisi del castagno provocata dal \u201cCinipide galligeno\u201d, sconfitto in pochi anni dall\u2019 insetto \u201cTorymus sinensis\u201d. Una \u201clotta biologica\u201d tempestiva che ha salvarto il partimonio verde dell\u2019 entroterra e la produzione di quel prezioso frutto che ha sfamato generazioni di liguri. La fascia costiera ha visto ultimamente una drastica riduzione del numero di palme a causa del \u201cPunteruolo rosso\u201d, con conseguenti danni al paesaggio e grandi spese per i Comuni costieri impegnati nelle sostituzioni di migliaia di esemplari. Questo secondo fatto \u00e8 avvenuto perch\u00e8 la \u201clotta biologica\u201d ha subito rallentamenti ed \u00e8 risultata tardiva la cura con fitofarmaci, nonostante una legge apposita fosse stata emanata addirittura nel febbraio del 2008.<\/em><\/p>\n<p><em>Speriamo non si ripeta lo stesso sbaglio nell\u2019affrontare il nuovo problema fitosanitario che riguarda la salvaguardia di un\u2019altra pianta caratteristica della nostra terra: il Pino marittimo. Un letale parassita, la \u201cToumeyella parvicornis\u201d (detta\u201cCocciniglia tartaruga\u201d perch\u00e8 il corpo delle femmine adulte ricorda il carapace della tartaruga) ha gi\u00e0 provocato danni ai pini del meridione d\u2019Italia e si st\u00e0 avvicinando pericolosamente alla Liguria. Come il \u201cpunteruolo rosso\u201d ha cancellato dal paesaggio migliaia di palme, cos\u00ec la \u201cCocciniglia tartaruga\u201d rischia di provocare un nuovo disastro attaccando diverse specie di pino.<\/em><\/p>\n<p><em>L\u2019insetto in questione \u00e8 un parassita molto prolifico: in un solo anno si pu\u00f2 riprodurre ben quattro volte; a femmina depone 700 uova e l\u2019individuo adulto vola facilmente fino a cinque chilometri dal nido. La sua origine questa volta non \u00e8 asiatica ma americana, si \u00e8 sviluppato enormemente, risultando particolarmente invasivo nell\u2019America centrale. I primi danni gravi si sono verificati nei Caraibi, a partire dal 2005, con la distruzione della variet\u00e0 locale di pini, senza incontrare il limite di antagonisti naturali.<\/em><\/p>\n<p><em>In Italia i primi focolai vennero segnalati nel 2014 , in Campania, sulle pinete litoranee di \u2018Pinus pinea\u2019 e \u2018Pinus pinaster\u2019 e si diffuse poi dopo circa due anni nel Lazio, giungendo nell\u2019area romana dove il patrimonio arboreo \u00e8 particolarmente ricco (120.000 sono i pini censiti recentemente in Roma citt\u00e0 e circa un milione se si comprendono anche tutte le pinete delle riserve naturali costiere intorno a Ostia). Nelle due regioni i pini gi\u00e0 colpiti sono migliaia. L\u2019insetto si nutre dall\u2019apparato linfatico delle foglie, ma diventa mortale solo per un altro motivo: la cocciniglia produce come residuo una specie di melata che ricopre le parti verdi e su questa sostanza organica prolifera un fungo che ricopre progressivamente con una patina nera tutta la chioma vitale, provocando l\u2019asfissia e la morte della pianta.<\/em><\/p>\n<p><em>Per affrontare il problema si \u00e8 formato un gruppo di lavoro costituito dal \u201cComitato Nazionale Fitosanitario\u201d con l\u2019obiettivo di produrre linee guida per le azioni di contrasto. Il Servizio Fitosanitario della Toscana segue con attenzione l\u2019espandersi della cocciniglia sul suo territorio ai confini con il Lazio. La \u201cRiserva Naturale Statale di Duna Feniglia\u201d che congiunge la terraferma al Monte Argentario \u00e8 costantemente sotto controllo. Il gruppo di lavoro coordinato dai Carabinieri Forestali esegue monitoraggi periodici sul terreno, abbinati a controlli aerei con droni forniti di telecamere capaci di individuare i primi sintomi di questa malattia.<\/em><\/p>\n<p><em>Esistono coleotteri predatori che potrebbero eliminarla, ristabilendo un equilibrio biologico, ma questa procedura si \u00e8 rivelata ancora troppo complessa. Il protocollo di cura comunemente adottato oggi prevede un trattamento endoterapico con \u201cAzadiractina\u201d (insetticida con tossicit\u00e0 molto bassa), ma tutte le associazioni ambientaliste lanciano un appello agli atenei universitari affinch\u00e8 si dedichino allo studio di soluzioni efficaci a lungo termine e senza l\u2019uso di sostanze tossiche. <\/em><em>La Regione Campania ha emesso due decreti (il 12 luglio 2015 e il 7 gennaio 2021) con i quali si prescrivono misure fitosanitarie preventive, di controllo e contrasto alla \u201cCocciniglia tartaruga\u201d. <\/em><\/p>\n<p><em>A Roma, il 13 aprile scorso, Italia Nostra insieme ad altre associazioni ambientaliste, \u00e8 scesa in piazza davanti al \u201cMinistero delle Politiche Agricole e Forestali\u201d affinch\u00e8 venga subito emesso un \u201cDecreto di lotta obbligatoria alla Toumeyella parvicornis\u201d per fermare la strage annunciata dei pini. La Regione Toscana ha istituito un sistema di monitoraggio su cento siti considerati a rischio. <\/em><em>Non abbiamo ancora notizie precise dalla Regione Liguria circa provvedimenti che cosentano di evitare il ripetersi della disastrosa perdita del patrimonio di palme su tutta la fascia costiera.<\/em><\/p>\n<p>Gabriello Castellazzi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Ha gi\u00e0 provocato danni ai pini del meridione d&#8217;Italia e si sta avvicinando pericolosamente alla Liguria&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":20734,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[120],"tags":[],"class_list":["post-526187","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-lettere","post_tag_personaggi-gabriello-castellazzi"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/526187","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/20734"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=526187"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/526187\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=526187"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=526187"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=526187"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}