{"id":525582,"date":"2021-05-01T18:40:53","date_gmt":"2021-05-01T16:40:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ivg.it\/?p=525582"},"modified":"2021-05-03T07:05:44","modified_gmt":"2021-05-03T05:05:44","slug":"lex-ilva-di-taranto-e-loperaio-licenziato-per-un-post-su-facebook","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/05\/lex-ilva-di-taranto-e-loperaio-licenziato-per-un-post-su-facebook\/","title":{"rendered":"L&#8217;ex Ilva di Taranto e l&#8217;operaio licenziato per un post su Facebook"},"content":{"rendered":"<p>Un po\u2019 di tempo fa mi ero occupata degli enormi scandali collegati alla cosiddetta \u201cFabbrica dei Veleni\u201d, l\u2019ACNA di Cengio . Scandali legati alla salute di migliaia di persone che hanno perso la vita, e non solo, negati e tentati di insabbiare a pi\u00f9 non posso dai \u201cpiani alti\u201d, per non dire altissimi.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_411\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_411\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_411').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_411\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Oggi parler\u00f2 di un\u2019altra fabbrica che non ha niente da invidiare all\u2019ACNA: l\u2019ex Ilva di Taranto, oggi chiamata ArcelorMittal.<\/p>\n<p>Aperta ufficialmente nel 1965, nel quartiere Tamburi, con una superficie totale di circa 15.450.000 metri quadrati, lo stabilimento nacque dalla \u201cfusione\u201d delle principali societ\u00e0 operanti nel settore siderurgico italiano del primo novecento.<\/p>\n<p>In alternativa alla citt\u00e0 di Taranto, si pens\u00f2, per la sua ubicazione, anche a Vado Ligure. Si scelse poi il comune pugliese prevalentemente per motivazioni politiche, ma anche per via delle sue aree pianeggianti e vicine al mare, la disponibilit\u00e0 di calcare, di manodopera qualificata, nonch\u00e9 alla sua ubicazione nel Mezzogiorno d\u2019Italia, con annessa possibilit\u00e0 di creare posti di lavoro e di usufruire di contributi statali per tale obiettivo.<\/p>\n<p>L\u2019Ilva era un colosso nella produzione di acciaio e contava circa 50mila dipendenti. Questa realt\u00e0 industriale and\u00f2 a coprire tutta la produzione nazionale di ghisa e il 58% di quella dell\u2019acciaio.\u00a0Ma, non inaspettati, iniziarono poi i guai giudiziari.<\/p>\n<p>Trent\u2019anni fa avvenne la prima inchiesta legata all\u2019inquinamento. Una casalinga residente nel quartiere Tamburi, esasperata perch\u00e9 costretta a raccogliere ogni giorno dosi massicce di una fastidiosa polvere rosa sul suo balcone, chiese alla magistratura di indagare sull\u2019origine di quella sostanza. Nel giro di vent\u2019anni si scopr\u00ec che dietro quella polvere non si nascondeva solo sporcizia, ma una vera e propria strage.<\/p>\n<p>In tredici anni (1998-2010) sono morte a Taranto 386 persone (diventate migliaia negli anni successivi) per colpa delle emissioni industriali. Tra queste, tanti, troppi bambini, che si sono ammalati molto pi\u00f9 del solito.<br>\nGli operai della fabbrica sono stati vittime di tumori allo stomaco o all\u2019ulcera. I cittadini residenti nei quartieri popolari nei pressi dell\u2019Ilva, condannati a vite brevi solo perch\u00e9 vivevano nel luogo sbagliato. Questa faccenda per fortuna non rest\u00f2 silenziosa ma fin\u00ec in tribunale, dove sul tavolo del giudice spuntavano le ufficiali correlazioni dei medici tra le sostanze prodotte dall\u2019Ilva e le malattie e morti delle persone.<\/p>\n<p>Nel 2012 il GIP di Taranto dispose il sequestro, senza possibilit\u00e0 di utilizzo, dell\u2019intera area siderurgica. Nell\u2019ordinanza egli concluse che \u201cChi gestiva e gestisce l\u2019Ilva ha continuato nell\u2019attivit\u00e0 inquinante con coscienza e volont\u00e0 per la logica del profitto, calpestando le pi\u00f9 elementari regole di sicurezza\u201d. Ne seguirono i seguenti arresti: Emilio Riva, presidente dell\u2019Ilva Spa fino a maggio 2010, suo figlio Nicola, succedutogli nella carica e dimessosi pochi giorni prima dell\u2019arresto, Luigi Capogrosso, ex direttore dello stabilimento.Ivan Di Maggio e Angelo Cavallo, responsabili di due importanti reparti all\u2019interno della fabbrica.\u00a0Accuse a loro carico: disastro colposo e doloso, avvelenamento di sostanze alimentari, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, danneggiamento aggravato di beni pubblici, getto e sversamento di sostanze pericolose e inquinamento atmosferico.\u00a0La fabbrica fu \u201cbonificata\u201d, riportata, teoricamente, a livelli normali di emissioni delle sostanze nocive, e rimessa in attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Nel 2018, sulle ceneri dell\u2019ex Ilva, nasce, dopo alcuni passaggi di propriet\u00e0, la ArcelorMittal, che costituisce sempre il maggior complesso industriale per la lavorazione dell\u2019acciaio in Europa. Ha altre sedi a Genova, a Novi Ligure e a Racconigi, in Piemonte. Ma, nonostante quanto sopra scritto, dalle poche notizie accessibili in merito, l\u2019inquinamento sembrerebbe non essere diminuito cos\u00ec tanto.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 qui che arriviamo ai giorni nostri. Dal 24 marzo al 7 aprile scorsi, infatti, su Canale 5 \u00e8 stata trasmessa una fiction interpretata da Sabrina Ferilli, dal titolo \u201cSvegliati amore mio\u201d. In questa serie viene narrata la vicenda di una fabbrica pugliese responsabile di diverse morti e malattie, in particolare tra i bambini, per via di fumi tossici emessi dall\u2019acciaieria, che si depositano nel quartiere popolare in cui \u00e8 ubicato lo stabilimento, proprio sotto forma di una strana polvere rosa.<\/p>\n<p>A questo punto avviene un fatto sconcertante: due operai della ArcelorMittal condividono un post su Facebook invitando a guardare la fiction con la Ferilli. Risposta dell\u2019azienda: sospesi entrambi. Uno dei due, Riccardo Cristello, licenziato, l\u2019altro no, poich\u00e8 si \u00e8 scusato pubblicamente con l\u2019azienda. Si sono messi in moto i sindacati, che hanno indetto uno sciopero, definendo l\u2019accaduto un \u201cgravissimo attacco alla democrazia e in particolare alla libert\u00e0 di espressione e opinione\u201d. Stando alle ultime notizie, i dirigenti dell\u2019acciaieria sarebbero disposti ad accogliere di nuovo il dipendente, a patto che chieda scusa pubblicamente, cosa che lui non intende fare perch\u00e9 sostiene di non aver fatto niente di male.<\/p>\n<p>Effettivamente, che cos\u2019avrebbe fatto di tanto grave questo dipendente se non esprimere la sua opinione in merito ad una fiction televisiva? Oltretutto il signor Cristello \u00e8 sempre stato un lavoratore ineccepibile: dipendente dell\u2019azienda da diversi anni, non aveva mai fatto un\u2019assenza e si era sempre comportato responsabilmente.<\/p>\n<p>Potrebbe essere, piuttosto, che i grandi dirigenti del colosso dell\u2019acciaio si siano sentiti toccati sul vivo, o peggio, questo semplice post su Facebook abbia innescato in loro la paura che venga fuori qualcosa che dovrebbe invece restare taciuto?\u00a0Forse lo scopriremo con il tempo. Forse no. Di certo la questione \u00e8 abbastanza sconvolgente.<\/p>\n<p><i>\u201cNera-mente\u201d \u00e8 una rubrica in cui parleremo di crimini e non solo, scritta da Alice: <\/i><a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/nera-mente\/\"><i>clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/i><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Nera-Mente&#8221; \u00e8 la rubrica di Alice: un viaggio tra i fatti oscuri dell&#8217;attualit\u00e0<\/p>\n","protected":false},"author":17675,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,118826],"tags":[106259],"class_list":["post-525582","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-magazine","tag-nera-mente"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/525582","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/17675"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=525582"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/525582\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=525582"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=525582"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=525582"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}