{"id":524050,"date":"2021-04-21T08:00:24","date_gmt":"2021-04-21T06:00:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ivg.it\/?p=524050"},"modified":"2021-04-21T07:18:19","modified_gmt":"2021-04-21T05:18:19","slug":"bumburismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/04\/bumburismo\/","title":{"rendered":"Bumburismo"},"content":{"rendered":"<p>\u201cLa critica letteraria non \u00e8 il tuo forte, amico mio. Non provartici! Lasciala fare alla gente che non ha frequentato l\u2019universit\u00e0. La fanno cos\u00ec bene loro, sui quotidiani! Tu sei un vero e proprio bumburista: questa \u00e8 la realt\u00e0. E io avevo ragione a sospettarlo. Tu sei uno dei bumburisti pi\u00f9 radicali e progrediti che io conosca\u00bb; \u00e8 una battuta pronunciata da Algernon nella commedia \u201cL\u2019importanza di chiamarsi Ernesto\u201d scritta da Oscar Wilde nel 1895. \u00c8 probabilmente pleonastico ma lo ricordo: il titolo in lingua originale gioca sull\u2019ambigua assonanza tra il termine earnest (onesto) ed il nome Ernest che, in effetti, in inglese si pronunciano allo stesso modo, da qui l\u2019intraducibilit\u00e0 in italiano se non ricorrendo al nome Franco che ha un senso anche come aggettivo. L\u2019intento del caustico autore irlandese era quello di denunciare il bigottume ed il perbenismo di facciata tipici dell\u2019et\u00e0 vittoriana ispirandosi alle society plays gi\u00e0 in uso in Francia ma ha inevitabilmente affrontato anche i temi del mascheramento, del doppio, dell\u2019ipocrisia e della rinuncia ad una vita nella quale riconoscersi pienamente. Aspetti, a mio vedere, di una sconcertante attualit\u00e0. \u00c8 in questo contesto che Algernon, uno dei personaggi della pi\u00e8ce, ricorre al termine \u201cbumburismo\u201d sul quale mi sembra interessante soffermarci come degno rappresentante di \u201cun pensiero altro\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_386\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_386\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_386').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_386\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Con il termine bumburismo Wilde intende indicare il consentirsi di condurre una doppia vita, una che \u00e8 quella convenzionale, quella che si \u00e8 andata definendo attraverso una sorta di incompresa collaborazione tra il soggetto e la societ\u00e0 nella quale lo stesso si \u00e8 trovato a vivere, esistenza vissuta in parte per convinzione, forse, in parte per scarso \u201cslancio vitale\u201d, cosa molto pi\u00f9 probabile; l\u2019altra \u00e8 la vita che i pi\u00f9 si rappresentano solo come sogno e che alcuni, migliori, pi\u00f9 coraggiosi, pi\u00f9 falsi, pi\u00f9 capaci alla rappresentazione, alcuni, dicevo, vivono sotto un\u2019altra maschera: ribadisco, un\u2019altra maschera! Un noto aforisma di Wilde recita cos\u00ec: \u201cUn uomo non \u00e8 del tutto se stesso quando parla in prima persona, dategli una maschera e lo sar\u00e0\u201d. \u00c8 certo che una societ\u00e0 ottusamente imbrigliata dal perbenismo e dal formalismo come quella vittoriana \u00e8 ben facile da sbeffeggiare specie se si \u00e8 una splendida penna iconoclasta come Oscar Wilde, ma, almeno a mio modo di vedere, non \u00e8 poi tanto differente dall\u2019attuale, sono mutate le maschere, oggi, specie in taluni ambienti, quelle maggiormente in uso sono ostentazione di libert\u00e0 e spregiudicatezza, ma spesso dietro l\u2019apparire si nasconde il \u201cconvenzionale\u201d , antesignano dell\u2019ancor peggiore \u201cpoco o nulla\u201d. Come non accostare il nostro pensiero alle provocatorie \u201cmaschere nude\u201d pirandelliane? Non c\u2019\u00e8 un tempo nel quale l\u2019essere umano, da quando ha deciso di essere civile, non abbia indossato una maschera!<\/p>\n<p>La domanda a questo punto \u00e8: perch\u00e9 dobbiamo ricorrere al bumburismo per poter condurre la vita che davvero vorremmo? Perch\u00e9 ci risulta impossibile riconoscerci il diritto ad essere felici? L\u2019interrogativo, spero sia chiaro, non vuole suggerire di reclamare il proprio diritto ad indossare una diversa maschera, forse nemmeno quello di poterla mutare a proprio piacimento, piuttosto affermare che sarebbe auspicabile non averne bisogno. Nella nostra societ\u00e0 ci raccontiamo che ognuno \u00e8 libero di essere ci\u00f2 che vuole, di operare qualsiasi scelta, sempre che rispetti le libert\u00e0 ed i diritti altrui, ma se avessi modo di conversare ad uno ad uno con ogni convinto sostenitore di questo giudizio, sono convinto che tutti sarebbero indotti ad ammettere di sentirsi pi\u00f9 o meno controllati, condizionati, limitati dal contesto, dalla cultura imperante, dalla perversione del giudicare, patologia estremamente diffusa che affligge soprattutto gli invidiosi. La soluzione pi\u00f9 diffusa \u00e8 \u201cadeguarsi in pubblico cercando nicchie di libert\u00e0 nascoste\u201d oppure, una forma di rinuncia ancor pi\u00f9 definitiva, convincersi di desiderare davvero di essere ci\u00f2 che \u00e8 \u201cpoliticamente corretto essere\u201d; ognuno diviene censore, giudice e secondino di tutti, in questo modo il sistema si auto-celebra nella sconfitta di ogni singolo.<\/p>\n<p>Ed arriviamo ad oggi: \u00e8 possibile sostituire il termine bumburismo con avatar. In realt\u00e0 l\u2019etimo del termine ha radici antiche, deriva dal sanscrito avatara e indica una personificazione di Visnu, appunto una \u201cdiscesa\u201d, traduzione letterale, del dio in una rappresentazione fisica, come nel caso di Krishna e Buddha, e riveste un ruolo centrale nell\u2019Induismo. Il termine, divenuto noto al grande pubblico attraverso l\u2019omonimo film del 2009, \u00e8 gi\u00e0 presente nel mondo virtuale di Second Life del 2003, una piattaforma informatica all\u2019interno della quale l\u2019utente opera per mezzo di una libera rappresentazione di s\u00e9, un avatar, appunto. L\u2019idea originale di Philip Rosedale registra diversi epigoni: Fresbo World, Smeet, Meetsee, Realxtend, Exit Reality, Small World, solo per citane alcuni. Quali le ragioni di tanto successo? Una \u00e8 sicuramente che nel \u201cmondo virtuale\u201d chi entra pu\u00f2 rappresentarsi attraverso un avatar nel quale esprime tutto ci\u00f2 che \u201cavrebbe voluto essere ma non gli \u00e8 stato possibile\u201d in quella che, convenzionalmente, viene definita \u201cvita reale\u201d. Ma in Second Life \u00e8 possibile incontrare altri avatar, organizzare feste, produrre attivit\u00e0, guadagnare ed arricchirsi, addirittura innamorarsi e convivere, si fanno, in buona sostanza, tutte quelle cose che rendono reale il quotidiano, con l\u2019aggiunta che ognuno agisce nei panni di un \u201cindividuo-avatar\u201d nel quale molto di pi\u00f9 si riconosce! A questo punto, allora, in base a quale logica \u00e8 possibile ritenere pi\u00f9 \u201creale\u201d il quotidiano rispetto al \u201dvirtuale\u201d?<\/p>\n<p>\u00c8 un interrogativo provocatorio? Lo ammetto, ma forse potrebbe indurre a riflettere sull\u2019opportunit\u00e0 di essere ci\u00f2 che vogliamo nella \u201cfirst life\u201d, magari senza ricorrere all\u2019ossessione anglofona, ricordando che la vita \u00e8 una sola e deve essere degna di ognuno di noi, operazione realizzabile solo dal protagonista. Non credo che avremo altre opportunit\u00e0 e, nel caso, come potremmo averne consapevolezza? Credo che l\u2019adesso sia il momento di lasciare che i giudici e i censori affoghino nei propri miasmi, per poter a respirare il profumo della nostra autoliberazione.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,118826],"tags":[99780],"class_list":["post-524050","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-magazine","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/524050","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=524050"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/524050\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=524050"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=524050"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=524050"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}