{"id":52386,"date":"2009-03-09T10:14:21","date_gmt":"2009-03-09T09:14:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2009\/03\/09\/asili-nido-la-storia-di-una-mamma-albenganese\/"},"modified":"2009-03-10T08:18:03","modified_gmt":"2009-03-10T07:18:03","slug":"asili-nido-la-storia-di-una-mamma-albenganese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2009\/03\/asili-nido-la-storia-di-una-mamma-albenganese\/","title":{"rendered":"Asili nido: la storia di una mamma albenganese"},"content":{"rendered":"<p><strong>[thumb:1532:l]Albenga<\/strong>. Vi abbiamo raccontato <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/2009\/03\/07\/carenza-di-asili-nido-lo-sfogo-di-una-mamma\/\" target=\"_blank\">l\u2019esperienza di Paola<\/a>, mamma quarantenne di Varazze, alle prese con la lacuna territoriale degli asili nido. Sempre in tema di strutture per la custodia dei bambini, \u00e8 la volta della storia di Enrica, albenganese, madre di un bimbo di due anni. Nel luglio 2007 la nascita del primo figlio ed Enrica, dipendente di uno studio professionale privato, cerca subito di sistemarsi in modo da rientrare a permesso di maternit\u00e0 obbligatoria terminato. Il piccolo al quattordicesimo mese di vita viene ammesso all\u2019asilo nido comunale \u201cRoberto Di Ferro\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_411\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_411\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cDurante il primo anno di vita l\u2019impegno sul lavoro mi ha indotto a far ricorso alla baby sitter \u2013 spiega Enrica \u2013 Baby sitter che, dalle 9 alle 12,30 e dalle 15 alle 19 per cinque giorni settimanali mi costava ben 350 euro alla settimana\u201d. Una spesa incisiva, affrontata con il solo stipendio della donna, che prosegue: \u201cNel gennaio del 2009, dopo appena quattro mesi di frequenza all\u2019asilo, la retta mensile da 220 euro passa a 250 euro. Qualcuno dir\u00e0: \u2018forse 30 euro non sono poi cos\u00ec tanti\u2019. Invece io credo che in un periodo in cui si fa davvero fatica ad arrivare a fine mese, in cui i soldi non bastano mai per le utenze, il condominio e il sostentamento, altri 30 euro solo per la retta all\u2019asilo nido Di Ferro sono davvero eccessivi, perch\u00e9 colpiscono tutte le famiglie che nella prima infanzia del loro bambino si trovano a dover continuamente spendere per ogni necessit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>\u201cPossibile che, in mezzo ai tanti progetti edilizi, come il polo scolastico o il porto, non si tenga conto che le famiglie albenganesi non possono essere sempre colpite da \u2018misure economiche straordinarie\u2019 che determinano aumenti del prezzo della vita quotidiana?\u201d si domanda la mamma ingauna. La polemica \u00e8 cavalcata dal Centro Aiuto Vita, che nei giorni scorsi ha sollevato la questione dell\u2019assenza di asili nido sul territorio provinciale ed ha anche chiesto un \u201cprovvedimento ministeriale antifannulloni\u201d da applicarsi negli asili nido comunali, che accetterebbero soltanto bambini pi\u00f9 grandi di tre mesi \u201cperch\u00e9 \u2013 dice Eraldo Ciangherotti \u2013 richiedono da parte degli educatori statali minore impegno e supporto nell\u2019accudimento\u201d.<\/p>\n<p>\u201cHo seguito spesso le polemiche lanciate dal CAV ingauno, ho letto anche i commenti che con una certa frequenza compaiono su IVG.it \u2013 osserva Enrica \u2013 Avete toccato davvero il cuore della questione: ne ho avuto certezza dopo aver letto lo sfogo della signora di Varazze che avete pubblicato e la vicenda delle due mamme lavoratrici licenziate dalla Saint-Gobain di Vado Ligure. Possibile che non si mettano le priorit\u00e0 delle famiglie disagiate in cima agli altri interessi economici?\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[thumb:1532:l]Albenga. Vi abbiamo raccontato l\u2019esperienza di Paola, mamma quarantenne di Varazze, alle prese con la lacuna territoriale degli asili nido. Sempre in tema di strutture per la custodia dei bambini, \u00e8 la volta della storia di Enrica, albenganese, madre di un bimbo di due anni. 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