{"id":523513,"date":"2021-04-16T10:58:45","date_gmt":"2021-04-16T08:58:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ivg.it\/?p=523513"},"modified":"2021-04-16T10:58:45","modified_gmt":"2021-04-16T08:58:45","slug":"i-canestrelli-di-pieve-di-teco-un-grissino-chiuso-da-pucciare-nel-latte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/04\/i-canestrelli-di-pieve-di-teco-un-grissino-chiuso-da-pucciare-nel-latte\/","title":{"rendered":"I canestrelli di Pieve di Teco, un &#8220;grissino chiuso&#8221; da pucciare nel latte"},"content":{"rendered":"<p>La forma \u00e8 quella, tipica, di braccialetto, ma il gusto cambia. Parliamo di un canestrello, dolce (?) comune a gran parte dell\u2019area ligustica, ma diverso per aromatizzazione a seconda del territorio, dei suoi aromi, della sua ricchezza. Oggi parliamo dei canestrelli di Pieve di Teco, caratterizzati dal gusto di anice, un gusto che in Valle Arroscia piace moltissimo, forse per il forte legame con la Provenza, dove l\u2019aperitivo per antonomasia \u00e8 il Pastis (e del Pastis parleremo nelle prossime settimane per una curiosit\u00e0 ingauna\u2026), ma anche dove l\u2019anice entra addirittura in un tradizionale sugo di salsiccia che le nonne di Pieve di Teco custodiscono gelosamente\u2026<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_521\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_521\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">L\u2019anice, si diceva, una pianta che arriva da lontano, dall\u2019Oriente (come gran parte del nostro patrimonio vegetale), ma facilmente confuso con altri aromi autoctoni, il finocchietto selvatico, ad esempio, che regala freschezza a dolci e intingoli, capace di sposarsi (sia l\u2019anice che il finocchietto, per non dire dell\u2019aneto) anche a salse da abbinare al pesce e non solo.<\/p>\n<p>Torniamo ai canestrelli di Pieve di Teco, preparati dai panifici del borgo, a cominciare da Ferrari, 150 anni di storia di pani, torte e focacce, una \u201csciamadda\u201d (l\u2019antico nome dei forni liguri, dove il fuoco dava la fiammata, la \u201csciamadda\u201d, appunto) che meriterebbe di essere maggiormente valorizzata, che hanno la forma di braccialetto e la tradizione di essere \u201cpucciati\u201d nel latte o nel caffellatte. Sono, come gli altri canestrelli del Ponente ligure (diversi da quelli tabarchini e genovesi in genere), una sorta di grissino chiuso ad 0, un bracciale che nel passato veniva venduto nei mercati, soprattutto da donne che li preparavano a casa e li vendevano nelle fiere.<\/p>\n<p>A differenza dei \u201ccugini\u201d di Taggia quelli di Pieve di Teco non amano il salato, nessun abbinamento con salumi e formaggi, al limite un goloso sgranocchiarli da soli, con al massimo l\u2019abbinamento, \u201cvinoso\u201d di un passito, Ormeasco, direi, vista l\u2019area di produzione, quella Valle Arroscia che non smette mai di dare grandi soddisfazioni di gusto ancorato nella storia\u2026<\/p>\n<p><em>\u201cLiguria del gusto e quant\u2019altro\u201d \u00e8 il titolo di questa rubrica curata da noi, Elisa e Stefano, per raccontare i gusti, i sapori, le ricette e i protagonisti della storia enogastronomica della Liguria. Una rubrica come ce ne sono tante, si potr\u00e0 obiettare. Vero, ma diversa perch\u00e9 cercheremo di proporre non solo personaggi, locali e ricette di moda ma anche le particolarit\u00e0, le curiosit\u00e0, quello che, insomma, nutre non solo il corpo ma anche la mente con frammenti di passato, di cultura materiale, di sapori che si tramandano da generazioni. Pillole di gusto per palati ligustici, ogni luned\u00ec e venerd\u00ec: <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/liguria-del-gusto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a>.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Liguria del gusto e quant&#8217;altro&#8221; \u00e8 la rubrica gastronomica di IVG, ogni luned\u00ec e venerd\u00ec<\/p>\n","protected":false},"author":18168,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,118826],"tags":[91746],"class_list":["post-523513","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-magazine","tag-liguria-del-gusto"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/523513","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18168"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=523513"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/523513\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=523513"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=523513"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=523513"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}