{"id":523141,"date":"2021-04-14T07:55:27","date_gmt":"2021-04-14T05:55:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ivg.it\/?p=523141"},"modified":"2021-04-14T07:56:01","modified_gmt":"2021-04-14T05:56:01","slug":"la-scelta-del-destino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/04\/la-scelta-del-destino\/","title":{"rendered":"La scelta del destino"},"content":{"rendered":"<p>\u201cIl protagonista \u00e8 seduto ad un tavolo da gioco, di fronte a lui il suo destino, dall\u2019aspetto decisamente famigliare, che se ne sta l\u00ec a fissarlo in silenzio, sembra aspettare qualcosa ma l\u2019uomo pare non avere nessuna idea di che poter fare. Il destino sorride ambiguo, gli mostra i palmi delle mani, sono senza linee, osserva i propri, anch\u2019essi privi di linee. L\u2019uomo \u00e8 sempre pi\u00f9 inquieto, nelle mani del destino ora c\u2019\u00e8 un mazzo di carte, le apre a ventaglio porgendogliele nel chiaro gesto di chi ti invita a sceglierne una. Il fatto strano \u00e8 che non sono esibite con il dorso vero l\u2019alto, come succede in questi casi, quindi sia l\u2019uomo che il destino saprebbero quale carta il primo ha scelto. Allora l\u2019uomo chiude gli occhi ed allunga la mano, ma nel momento in cui sta per afferrare la carta senza conoscerla, si accorge che sta stringendo la mano del destino che per\u00f2 \u00e8, paradossalmente, la sinistra, quasi fosse la sua immagine riflessa\u201d \u00e8 un\u2019intensa sequenza che ho estrapolato da un dattiloscritto inviatomi in lettura dall\u2019amico Gershom Freeman e, come sembra, in attesa di una prossima pubblicazione all\u2019interno di un thriller del suo genere, psicologico esoterico. Mi ha colpito per la qualit\u00e0 comunicativa ma ne voglio parlare come radice ad \u201cun pensiero altro\u201d su questioni con le quali prima o poi, ne sono certo, ci siamo misurati tutti.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_822\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_822\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_822').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_822\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Uno degli aspetti pi\u00f9 interessanti e provocatori dell\u2019allegoria di apertura \u00e8 offerto dal fatto che il protagonista, posto di fronte alla scelta di una carta che conosce e che risulterebbe nota anche al suo destino, decide di chiudere gli occhi, di offrirsi al caso, insomma, di sollevarsi dalla responsabilit\u00e0. Sarebbe ancora corretto parlare di destino? Di affidarsi al destino? Di credere nel destino? Pi\u00f9 che di fatalismo sarebbe opportuno definire la scelta come abdicazione, mi sembra: voglio dire, se nel mio destino devo contemplare l\u2019essere nato in un certo luogo, in un determinato momento, maschio o femmina, sano o malato, ebbene, \u00e8 ovvio che non l\u2019ho determinato ma, in questo caso, gi\u00e0 il porre la questione nella prospettiva della fede ha poco senso. Posso credere o non credere a qualcosa di non documentato, infatti, ma che senso ha chiedersi se \u201ccredo\u201d di essere nato, di essere biondo o castano, di essere allergico al pistacchio oppure no? Una visione diversa ci \u00e8 offerta dal mito platonico di Er che molto si accosta alla concezione karmica soprattutto all\u2019interno del pensiero induista (altre prospettive karmiche come quella buddista e delle Upanisad si discostano dalle precedenti e andrebbero precisate ma non \u00e8 indispensabile per il nostro argomentare), in quell\u2019ottica l\u2019intenzione, il karma appunto, rientra nelle possibilit\u00e0 di scelta delle vite precedenti delle quali, per\u00f2, non conserviamo memoria. L\u2019argomento \u00e8 complesso e merita una trattazione specifica, per ora torniamo alla definizione di destino come \u201cci\u00f2 che \u00e8 stato deciso che accada e che prescinde dalle nostre possibilit\u00e0 di scelta\u201d. In questa prospettiva va nuovamente operata una distinzione tra ci\u00f2 che accadr\u00e0 \u201cper caso\u201d e ci\u00f2 che, al contrario, soggetto al principio di causa \u2013 effetto, sar\u00e0 in qualche modo conseguente ad una pi\u00f9 o meno consapevole scelta personale, direttamente o di riflesso.<\/p>\n<p>Quando il protagonista dell\u2019allegoria gershomiana osserva i palmi delle mani del destino, identici ai propri, li scopre privi di linee. \u00c8 evidente il senso, nulla ancora \u00e8 stato scritto, tutto si compir\u00e0 a seguito della scelta, di ogni scelta, compiuta dal protagonista che, solo se se ne render\u00e0 conto e si riterr\u00e0 responsabile, potr\u00e0 realmente essere tale per la propria esistenza. Questo mi riporta alla memoria l\u2019eccellente suggerimento \u201cInventati la realt\u00e0 attimo per attimo cos\u00ec che sia pi\u00f9 vera\u201d cos\u00ec come l\u2019esortazione nietzscheana a \u201cdivenire te stesso\u201d. Nel primo caso si reclama il diritto e la possibilit\u00e0 di un atto creativo di immensa responsabilit\u00e0, inventare la realt\u00e0 per regalarle il crisma della verit\u00e0, ci\u00f2 implicitamente afferma che, nel caso contrario, la cosiddetta realt\u00e0 perderebbe gran parte del suo fondamento veritiero, si trasformerebbe in una sorta di collettivo e condiviso inganno che, proprio perch\u00e9 ampiamente partecipato da ognuno, potrebbe essere superficialmente definito come oggettivo. \u00c8 forse pleonastico ma lo preciso: la deliberazione creativa consente la propriet\u00e0 della vita che si vivr\u00e0 che, indipendentemente dalla sua migliore riuscita o meno, sar\u00e0 comunque una vita vissuta, cos\u00ec come la rinuncia anche nella prospettiva pi\u00f9 felice sar\u00e0 una vita \u201cinautentica\u201d per dirla con termine heideggeriano. Nell\u2019ottica di Nietzsche si sostiene che il soggetto \u00e8 qualcosa ma solo nel momento in cui lo diventa per un atto della propria volont\u00e0, concetto tanto complesso quanto sottile: com\u2019\u00e8 possibile divenire qualcosa che si \u00e8? Ed ancora: com\u2019\u00e8 possibile che solo agendo si realizzi quanto \u00e8 precedente all\u2019azione stessa? In verit\u00e0 la categoria temporale \u00e8 fuorviante, l\u2019io \u00e8 contemporaneamente sui due lati dello specchio ed \u00e8 vero e falso in entrambe le versioni fino a che riesce ad unificarli proprio \u201cdivenendo se stesso\u201d attraverso la propria \u201cvolont\u00e0 di potenza\u201d. Inevitabilmente non posso ulteriormente sviluppare la questione se non ritornando alla rappresentazione con la quale abbiamo intrapreso questo breve percorso.<\/p>\n<p>\u00c8 possibile chiudere gli occhi, tentare di non scegliere? Molto banalmente possiamo constatare che scegliere di non scegliere \u00e8 evidentemente una scelta, forse vigliacca, poco dignitosa, ma pur sempre imputabile al soggetto. Il protagonista dell\u2019azione allunga la mano per afferrare una carta che non vuole vedere ma si accorge che il mazzo di carte \u00e8 scomparso e che la sua mano destra protesa in avanti ha afferrato la sinistra del destino \u201cquasi fosse la sua immagine riflessa\u201d. Il destino \u00e8 gi\u00e0 l\u00ec, di fronte a te, completo, gi\u00e0 compiuto, eppure le sue mani non hanno linee nei palmi, cos\u00ec ti offre l\u2019opportunit\u00e0 di scegliere una carta, \u00e8 la tua rinuncia che genera l\u2019identit\u00e0 tra ci\u00f2 che era e quanto sar\u00e0. Restiamo pure all\u2019interno della inquietante metafora e conseguentemente interroghiamoci: che sarebbe accaduto se l\u2019uomo avesse scelto una qualsiasi carta? Quale gioco di prestidigitazione avrebbe potuto mettere in atto il destino? L\u2019avrebbe giudicato? Sarebbe scomparso? Finalmente l\u2019uomo avrebbe osservato solo se stesso nello specchio? Avrebbe forse potuto ricomporre la frattura tra io e riflesso rendendo l\u2019unit\u00e0 esistenziale all\u2019io finalmente espressione di s\u00e9? Avrebbe interiorizzato l\u2019immagine del destino comprendendo finalmente la ragione del suo aspetto \u201cdecisamente famigliare\u201d? Ovviamente non ho risposte se non quelle che, come ogni altro abitante del pianeta, mi regalo ogni giorno, in ogni scelta, comprendendo che tutte, anche la pi\u00f9 apparentemente insignificante, stanno edificando ci\u00f2 che sono, divengo e sar\u00f2, cos\u00ec come so bene che la realt\u00e0 che mi circonda \u00e8 figlia di tali scelte, non perch\u00e9 io sia determinante per il destino degli altri in quanto potente ma poich\u00e9 corresponsabile e questo vale per chiunque. Ecco perch\u00e9 sarebbe utile riflettere sull\u2019idea induista di Karma come una sorta di dovere \u2013 responsabilit\u00e0 individuale, non faccio il bene per ricevere un premio ma perch\u00e9 ho compreso che la quantit\u00e0 di sofferenza e di gioia dell\u2019universo ne \u00e8 direttamente conseguente.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,118826],"tags":[99780],"class_list":["post-523141","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-magazine","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/523141","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=523141"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/523141\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=523141"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=523141"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=523141"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}