{"id":522026,"date":"2021-04-02T08:57:27","date_gmt":"2021-04-02T06:57:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=522026"},"modified":"2021-04-02T09:20:21","modified_gmt":"2021-04-02T07:20:21","slug":"savona-storie-di-nera-15-anni-di-omicidi-e-cold-case","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/04\/savona-storie-di-nera-15-anni-di-omicidi-e-cold-case\/","title":{"rendered":"Savona, storie di &#8220;nera&#8221;: 15 anni di omicidi e cold case"},"content":{"rendered":"<p>E\u2019 difficile immaginare un quotidiano senza la cronaca nera. Ovviamente \u201cIl Vostro Giornale\u201d non fa eccezione: riavvolgendo il nastro degli avvenimenti pi\u00f9 significativi avvenuti negli ultimi quindici anni nella provincia di Savona e raccontati dalla nostra redazione \u2013 <em>mi permetto di chiamarla ancora cos\u00ec che se, ufficialmente, non ne faccio pi\u00f9 parte, ndr<\/em> \u2013 non mancano anche quelli pi\u00f9 tragici, gli omicidi in primis. Senza avere la presunzione di elencarli tutti (servirebbe ben pi\u00f9 che qualche pagina), questo articolo vuole fare un viaggio attraverso i pi\u00f9 significativi eventi di cronaca nera del savonese, molti dei quali ho seguito in prima persona.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_151\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_151\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\"><strong>2006 \u2013 DELITTO MORO.<\/strong> Nel 2006, il neonato Ivg, ha affrontato in fretta il \u201cbattesimo\u201d della cronaca nera raccontando \u2013 tra gli altri \u2013 uno dei pi\u00f9 noti delitti avvenuti a Savona: <a href=\"http:\/\/www.ilvostrogiornale.it\/2006\/09\/25\/omicidio-a-savona-donna-uccisa-a-coltellate\/\">quello di <strong>Cristina Moro<\/strong><\/a>, la cinquantaseienne ex impiegata dell\u2019Asl, trovata morta il 25 settembre nel suo appartamento al secondo piano del civico 4 di via Guidobono, in pieno centro citt\u00e0. La donna \u00e8 stata uccisa da due coltellate, una al collo e l\u2019altra al petto, ma il cadavere aveva anche un cordino arrotolato intorno alla gola, oltre ad ecchimosi su braccia, gambe ed il naso fratturato. Un omicidio che \u00e8 finito nella lista dei \u201ccold case\u201d (ovvero i casi irrisolti) savonesi: nonostante perizie, accertamenti e le indagini accurate fatte dopo la morte di Cristina Moro (che hanno portato a scoprire che la vittima si prostituiva e, in un primo momento, ad iscrivere sul registro degli indagati un suo cliente), infatti, il suo assassino non ha ancora un nome.<\/p>\n<p><strong>2008 \u2013 OMICIDIO NUTICA.<\/strong> Anche l\u2019<a href=\"https:\/\/www.ivg.it\/2008\/10\/alassio-prostituta-romena-assassinata-e-gettata-in-una-scarpata\/\">omicidio di <strong>Alina Nutica<\/strong><\/a>, prostituta romena di diciotto anni, ha occupato per diversi giorni le pagine virtuali de Il vostro Giornale nell\u2019ottobre del 2008 quando la ragazza \u00e8 stata trovata morta in un dirupo sulle colline di Alassio. Secondo l\u2019ipotesi della Procura, ad ucciderla \u2013 probabilmente con un attrezzo (tipo una picozza) usato in edilizia \u2013 sono stati i suoi sfruttatori perch\u00e9 la ragazza aveva osato ribellarsi per uscire dal giro di lucciole che si prostituivano sulla piana ingauna. Purtroppo per\u00f2 anche il suo killer non \u00e8 mai stato identificato.<\/p>\n<p><strong>2009 \u2013 L\u2019OMICIDIO-SUICIDIO DI VALLORIA.<\/strong> Correva invece l\u2019anno <strong>2009<\/strong> quando nel quartiere di Valloria, a due passi dall\u2019ospedale San Paolo di Savona, furono <a href=\"https:\/\/www.ivg.it\/2009\/07\/omicidio-suicidio-a-savona-spara-allex-compagna-poi-si-toglie-la-vita\/\">trovati in una sera di luglio<\/a> all\u2019interno di un pick-up Mitsubishi L200 i corpi senza vita di <strong>Miriam Tambaro<\/strong>, 33 anni, e del suo assassino, <strong>Roberto Tobia<\/strong>, ex imprenditore sessantenne, che si spar\u00f2 dopo aver ucciso la ex compagna. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, l\u2019uomo aveva esploso tre\/quattro colpi di pistola alla nuca, alla spalla e al torace della donna che stava cercando di scappare per poi rivolgere l\u2019arma contro di s\u00e9. Un delitto, come tanti purtroppo, maturato perch\u00e9 l\u2019uomo non si era rassegnato alla fine della loro relazione.<\/p>\n<p><strong>2009 \u2013 IL DELITTO DEL COGNATO.<\/strong> Un mese dopo, ad agosto, fu Osiglia a finire alla ribalta delle cronache per l\u2019<a href=\"https:\/\/www.ivg.it\/2009\/08\/osiglia-uccide-il-cognato-con-una-coltellata\/\">omicidio di <strong>Massimiliano Molinari<\/strong><\/a>, 38 anni, ucciso al culmine di una lite famigliare nata per futili motivi, dal cognato <strong>Andrea Bonifacino<\/strong>, di 43. Come accertato dai carabinieri i rapporti tra i due erano tesi da tempo, ma nessuno avrebbe pensato che si potesse arrivare ad un simile epilogo.<\/p>\n<p><strong>2010 \u2013 BEN 4 OMICIDI IN UN ANNO.<\/strong> Se volessimo identificare un <strong><em>\u201cannus horribilis\u201d<\/em><\/strong> per il numero di delitti registrati nel savonese il 2010 \u00e8 certamente il candidato migliore perch\u00e9 ci furono almeno <strong>quattro tragici omicidi<\/strong> \u2013 a Borghetto, Albenga, Savona ed Albissola \u2013 ad occupare le cronache locali. Tra questi c\u2019\u00e8 anche il primo di cui mi sono occupata \u201csul campo\u201d: la <strong>tragedia di <a href=\"https:\/\/www.ivg.it\/2010\/10\/bimbo-di-tre-anni-ucciso-a-savona-la-madre-confessa\/\">una mamma savonese che uccise il suo bimbo di tre anni<\/a><\/strong>. Difficile dimenticare i momenti concitati di quel giorno. E\u2019 l\u2019ora di pranzo del 7 ottobre quando in redazione capiamo che qualcosa di grave \u00e8 appena successo a San Bartolomeo del Bosco, sulle alture di Savona. Gli altri colleghi operativi in quel momento sono tutti nella zona di Pietra Ligure. Io sono la pi\u00f9 vicina e, quindi, prendo lo scooter, imbocco la strada verso Santuario e inizio a salire lungo le curve che portano a Naso di Gatto.<\/p>\n<p>\u201cA che altezza dovr\u00f2 fermarmi?\u201d mi ripeto mentre continuo a guidare senza immaginare che sarebbe stato impossibile non capire dove era avvenuta la tragedia. Appena arrivata a San Bartolomeo del Bosco mi trovo davanti diverse macchine della polizia, soccorritori e altre auto parcheggiate a bordo strada. Bastano pochi minuti per avere i primi dettagli: la vittima \u00e8 un bimbo di soli tre anni e ad ucciderlo \u00e8 stata la mamma. Difficile mantenere la lucidit\u00e0 in quei momenti, mentre bisogna scattare le fotografie, cercare di parlare con gli inquirenti, telefonare in redazione per fare il \u201clancio\u201d della notizia e i tuoi occhi non riescono a cancellare l\u2019immagine di quel corpicino sull\u2019asfalto coperto pietosamente da un telo termico. <strong>Raccontare la morte credo sia uno dei compiti pi\u00f9 difficili per un giornalista<\/strong>, almeno per me \u00e8 sempre stato cos\u00ec. Farlo quando per la prima volta sei sulla scena di un delitto \u201cdal vivo\u201d e quando sai che a pochi metri da te c\u2019\u00e8 un bambino, se possibile, lo \u00e8 stato ancora di pi\u00f9. E\u2019 il lato negativo della medaglia di un lavoro che, in tante occasioni, ti permette di raccontare storie belle, allegre e con il lieto fine e, in altre, ti mette davanti ad orrori di cui non vorresti mai scrivere.<\/p>\n<p>La morte di quel bimbo \u00e8 stata certamente la prima storia di una lunga lista di avvenimenti di cronaca di cui non mi sarei mai voluta occupare. Sicuramente non avrei pensato che soltanto <strong>nove giorni pi\u00f9 tardi<\/strong>, mi sarei trovata a seguire un\u2019altra tragedia: <a href=\"https:\/\/www.ivg.it\/2010\/10\/albissola-sotto-choc-per-il-brutale-delitto-della-31enne-polacca\/\">l\u2019omicidio di <strong>Kamila Lysadorska<\/strong><\/a>, una trentunenne polacca uccisa nel bagno della sua abitazione di via Dell\u2019Oratorio, ad Albissola Marina, dall\u2019ex compagno <strong>Nicol\u00f2 \u201cWalter\u201d Vivado<\/strong>, di 36, con il quale aveva chiuso la relazione un paio di settimane prima. Di nuovo in \u201cin prima linea\u201d per raccontare quello che era successo: i dettagli sul delitto (l\u2019assassino <a href=\"https:\/\/www.ivg.it\/2010\/10\/autopsia-sul-corpo-di-kamila-sette-coltellate-e-una-lunga-agonia\/\">l\u2019aveva colpita con un grosso coltello<\/a> da pane e lei era morta dissanguata dopo una lunga agonia), le indagini, l\u2019arresto dell\u2019omicida, la sua confessione e, a distanza di due anni, anche il processo.<\/p>\n<p><strong>2012 \u2013 IL DELITTO DELL\u2019OROLOGIAIA.<\/strong> Superato il mio \u201cbattesimo\u201d della cronaca nera, negli anni successivi, purtroppo mi \u00e8 capitato di seguire altre decine \u2013 ahim\u00e8 \u2013 di casi di omicidio molti dei quali, per motivi organizzativi della redazione da \u201cremoto\u201d, ma altri ancora da vicino come quello di <strong>Rina Marrone<\/strong>, l\u2019orologiaia settantottenne di Savona <a href=\"https:\/\/www.ivg.it\/2012\/10\/savona-cadavere-in-centro-via-niella-orologeria-lazzarino\/\">trovata morta il 19 ottobre del 2012<\/a> all\u2019interno del suo negozio di via Niella, \u201cLazzarino\u201d, dietro al bancone e in una pozza di sangue. Quel pomeriggio in strada c\u2019era un continuo via vai di carabinieri, polizia giudiziaria e per effettuare un sopralluogo arriv\u00f2 anche il pubblico ministero di turno, la dottoressa Cristiana Buttiglione accompagnata dalla collega Maria Chiara Paolucci. Nonostante tutto quel \u201cmovimento\u201d che faceva pensare ad altro, inizialmente, gli inquirenti ipotizzarono che fosse morta per un malore, ma <a href=\"https:\/\/www.ivg.it\/2012\/10\/e-mistero-sulla-morte-dellorologiaia-la-procura-non-scarta-lipotesi-dellomicidio-si-cerca-un-killer\/\">l\u2019autopsia effettuata dal dottor Marco Canepa rivel\u00f2 uno scenario ben diverso<\/a>: ad uccidere la donna era stato un colpo di pistola di piccolo calibro che la colp\u00ec in testa. Le successive indagini, che coinvolsero anche i Ris di Parma, portarono all\u2019<a href=\"https:\/\/www.ivg.it\/2012\/12\/omicidio-di-via-niella-fermato-un-muratore-albanese\/\">identificazione del presunto assassino<\/a>: <strong>Hader Veshaj<\/strong>, un muratore albanese di 35 anni. Ad incastrarlo, secondo l\u2019accusa, c\u2019erano tre elementi probatori chiave: un\u2019impronta individuata su un giornalino di annunci immobiliari trovati nel negozio; i fotogrammi che ritraggono l\u2019albanese in via Niella in due momenti importanti, prima e dopo l\u2019omicidio; e tracce di residui di sparo, rinvenute sui pantaloni dell\u2019imputato, compatibili con l\u2019esplosione del colpo d\u2019arma. Prove ritenute solide anche dalla corte d\u2019assise del tribunale di Savona che, nel marzo 2014, in primo grad\u00f2 <a href=\"https:\/\/www.ivg.it\/2014\/03\/omicidio-di-rina-marrone-hader-veshaj-condannato-18-anni-di-carcere\/\">condann\u00f2 l\u2019uomo a diciotto anni di reclusione<\/a> per omicidio.<\/p>\n<p><strong>2012 \u2013 IL COLD CASE DI GIOVANNI VASSALLO.<\/strong> Al <strong>2012<\/strong> risale anche un altro \u201ccold case\u201d: l\u2019omicidio di <strong>Giovanni Vassallo<\/strong>, settantottenne di Biella <a href=\"https:\/\/www.ivg.it\/2012\/12\/andora-giovanni-vassallo-colpito-testa-addome\/\">ucciso nel dicembre del 2012 con un colpo di ascia alla testa<\/a> (e raggiunto anche da altri fendenti sul corpo) prima che il suo assassino <a href=\"https:\/\/www.ivg.it\/2012\/12\/incendio-andora-uomo-carbonizzato-la-procura-indaga-per-omicidio\/\">appiccasse un incendio<\/a> \u2013 probabilmente per non lasciare tracce \u2013 all\u2019interno della casa della vittima in via Leopardi ad Andora. Una vicenda che ho seguito da vicino dai corridoi del settimo piano di palazzo di giustizia quando, durante il mio quotidiano \u201cgiro\u201d in Procura, cercavo di raccogliere le ultime indiscrezioni sulle indagini portate avanti dal pm Daniela Pischetola. La vita dell\u2019uomo, cos\u00ec come tutto ci\u00f2 che del suo appartamento non era andato distrutto dalle fiamme, furono passati al setaccio, ma senza trovare una soluzione al giallo. <strong>I Ris di Parma analizzarono perfino gli scarichi dei lavandini di casa<\/strong> nella speranza che il killer si fosse lavato le mani o pulito i vestiti l\u00ec dopo l\u2019omicidio, ma senza successo. E nemmeno i meticolosi accertamenti sulle telecamere di video sorveglianza delle vie limitrofe alla casa del delitto e sui tabulati telefonici portarono ad alcun risultato tanto che, nel dicembre del 2015, il pubblico ministero firm\u00f2 una richiesta di archiviazione.<\/p>\n<p><strong>2013 \u2013 OMICIDIO MARITANO.<\/strong> Facendo un salto in avanti, pensando all\u2019anno 2013, credo sia impossibile dimenticare la tragedia dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.ivg.it\/2013\/10\/omicidio-suicidio-loano-colpi-pistola-stefania-maritano-vicesindaco-borghetto-trovata-senza-vita-insieme-al-marito\/\">omicidio-suicidio avvenuto nella villetta al civico 20 di via Bulasce a Loano<\/a> che coinvolse l\u2019allora vicesindaco di Borghetto <strong>Stefania Maritano<\/strong>, uccisa dal marito <strong>Paolo Moisello<\/strong> che dopo aver sparato alla moglie rivolse l\u2019arma contro s\u00e9 stesso. Un dramma famigliare che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, \u00e8 scaturito dalla fine del matrimonio tra i coniugi: lui <a href=\"https:\/\/www.ivg.it\/2013\/10\/movente-passionale-dietro-lomicidio-suicidio-loano-giorni-stefania-maritano-viveva-dai-genitori\/\">non avrebbe accettato l\u2019idea di separarsi<\/a>.<\/p>\n<p><strong>2015 \u2013 OMICIDIO COLUCCI.<\/strong> L\u2019omicidio-suicidio di Loano, purtroppo, non \u00e8 stato l\u2019unico raccontato da IVG.it negli ultimi anni: nel giugno del 2015, infatti, un altro caso simile suscit\u00f2 profondo sgomento ad Albenga dove un cittadino marocchino, <strong>Mohamed Aziz El Mountassir<\/strong>, <a href=\"https:\/\/www.ivg.it\/tag-personaggio\/loredana-colucci\/\">uccise con una decina di coltellate la ex moglie <strong>Loredana Colucci<\/strong><\/a> e poi, forse in preda ai rimorsi, si colp\u00ec a sua volta con l\u2019arma bianca finendo per morire dissanguato. Una tragedia che, secondo molti, era annunciata visto che l\u2019uomo era gi\u00e0 stato denunciato dalla donna per stalking per i suoi comportamenti persecutori.<\/p>\n<p><strong>2015 \u2013 FRUMENTO UCCISO DAL FIGLIO. <\/strong>Un mese pi\u00f9 tardi un altro delitto arriv\u00f2 a scuotere la tranquillit\u00e0 dell\u2019estate savonese e, ancora una volta, mi sono ritrovata \u201csul campo\u201d per documentare quanto era appena successo. Era la mattina del 9 luglio quando <strong>Mario Frumento<\/strong>, 82 anni, <a href=\"https:\/\/www.ivg.it\/tag-personaggio\/luigi-frumento\/\">fu ucciso dal figlio <strong>Luigi<\/strong><\/a>, di 52, con diverse coltellate al costato e alla schiena all\u2019interno di un condominio al civico 4 di via privata Sambolino, una traversa di corso Viglienzoni. Di quella vicenda ricordo bene molti dettagli perch\u00e9 \u00e8 successa nel mio quartiere, nel condominio dove abitavano diverse persone che conosco e, tra l\u2019altro, <strong>la vittima era il pap\u00e0 di una delle mie professoresse del liceo<\/strong>. Motivo per il quale fu <strong>doppiamente difficile cercare di mantenere un certo distacco<\/strong> rispetto alla tragedia di cui stavo scrivendo. Inoltre, raccogliendo le testimonianze dei vicini di casa e ascoltando le prime indiscrezioni trapelate dagli inquirenti, i dettagli che emergevano sull\u2019omicidio facevano gelare il sangue: l\u2019aggressione al povero Mario Frumento era iniziata in casa, dopo un diverbio con il figlio che aveva poi iniziato a colpirlo con un coltello da cucina arrivando a seguirlo sulle scale dove l\u2019uomo aveva cercato di scappare per salvarsi. Dopo aver ucciso il padre, Luigi Frumento aveva anche cercato di portare via il cadavere avvolgendolo in un tappeto, ma senza successo. A quel punto era andato da un vicino di casa che resosi conto della tragedia aveva chiamato subito la polizia. L\u2019omicida era stato arrestato per omicidio volontario, accusa dalla quale nel giugno del 2016 \u00e8 stato prosciolto perch\u00e9 una perizia psichiatrica lo ha riconosciuto incapace di intendere e volere (vista la sua pericolosit\u00e0 sociale era rimasto comunque ricoverato in una residenza per l\u2019esecuzione della misura di sicurezza).<\/p>\n<p><strong>2015 \u2013 L\u2019ACCOLTELLAMENTO DI VIA CIMAROSA.<\/strong> Nemmeno il tempo di metabolizzare l\u2019omicidio Frumento che praticamente <strong>una settimana dopo<\/strong>, il 17 luglio, mi sono ritrovata ancora a fare i conti con la vista di un corpo senza vita steso a terra. Stavo tornando a casa dopo una serata fuori quando, passando davanti alla zona di San Michele, ho notato \u201ctroppe\u201d <a href=\"https:\/\/www.ivg.it\/2015\/07\/alcol-bottigliate-e-sangue-un-morto-al-prolungamento-di-savona\/\">luci di lampeggianti che provenivano da via Cimarosa<\/a>. Il mio \u201cfiuto\u201d da cronista non aveva sbagliato perch\u00e9, effettivamente, c\u2019era stato un omicidio. Pochi minuti prima, al culmine di una rissa, un cittadino marocchino, <strong>Salah Boussedra<\/strong>, era stato ferito ad un braccio con una bottiglia da un connazionale che, sfortunatamente, gli aveva reciso l\u2019arteria brachiale provocandogli un\u2019emorragia fatale. La lite era iniziata in mezzo alla strada e poi era proseguita all\u2019interno di uno stabilimento balneare (pieno di famiglie che partecipavano ad una serata a tema) dove poco dopo la vittima era stramazzata a terra. L\u2019omicida, <strong>Mohamed Addaji<\/strong>, era invece scappato sul litorale ed era stato poi intercettato dai carabinieri all\u2019altezza del supermercato \u201cMercat\u00f2\u201d.<\/p>\n<p><strong>2017 \u2013 ALAMIA UCCIDE JANIRA D\u2019AMATO.<\/strong> Tra le diverse storie di delitti che ho seguito, pi\u00f9 o meno da vicino, in questi anni una \u00e8 indubbiamente rimasta <strong>scritta in maniera indelebile sulla mia pelle<\/strong>: <a href=\"https:\/\/www.ivg.it\/2017\/04\/pietra-ligure-omicidio-casa-del-centro-fermato-un-sospetto\/\">la morte della ventunenne <strong>Janira D\u2019Amato<\/strong><\/a>, barbaramente uccisa il 7 aprile del 2017 con 49 coltellate dal suo ex fidanzato <strong>Alessio Alamia<\/strong> nella casa del ragazzo, in piazzetta Morelli a Pietra Ligure. Il giorno dell\u2019omicidio non ero sulla \u201cscena del crimine\u201d, ma dietro al pc per raccogliere le informazioni che, minuto dopo minuto, arrivavano in maniera concitata da Federico e Matteo, i colleghi impegnati sul campo. E\u2019 stato nelle settimane successive a quella tragedia, quando \u00e8 stato il momento di <a href=\"https:\/\/www.ivg.it\/tag\/omicidio-janira\/\">raccontare gli sviluppi giudiziari<\/a> che ho iniziato ad occuparmi del caso sempre pi\u00f9 da vicino. Ricordo il quinto piano di palazzo di giustizia \u201cblindato\u201d nel giorno dell\u2019interrogatorio dell\u2019assassino di Janira e poi l\u2019attesa per l\u2019esito dell\u2019autopsia effettuata dal medico legale Marco Canepa da cui emerse tutta la furia con cui il ragazzo infier\u00ec sulla ex fidanzata. <strong>Dettagli che non avrei mai voluto scrivere<\/strong>. Se gi\u00e0 nella fase d\u2019inchiesta questa dolorosa vicenda mi aveva coinvolto moltissimo, \u00e8 stato quando in corte d\u2019assise si \u00e8 celebrato il processo a carico di Alamia che, <strong>udienza dopo udienza, mi \u00e8 sembrato di rivivere gli ultimi mesi di vita di Janira<\/strong> fino ad arrivare a quel maledetto 7 aprile. Con il mio \u201cfedele\u201d Mac portatile, ho presenziato ad ogni udienza del processo. Ho sentito, una per una, tutte le deposizioni dei testimoni e dei vari consulenti di parte, la requisitoria del pubblico ministero Elisa Milocco, le conclusioni dei legali di parte civile e l\u2019arringa dei difensori dell\u2019imputato. Ero seduta a pochi metri dai genitori e dai due fratelli di Janira mentre in aula <a href=\"https:\/\/www.ivg.it\/2018\/11\/omicidio-di-janira-alamia-racconta-il-delitto-vedevo-sentivo-ma-non-controllavo-il-corpo\/\">Alessio raccontava come l\u2019aveva uccisa<\/a> e tutto quello che fece prima di andare a costituirsi dai carabinieri. <strong>Ero l\u00ec mentre su un monitor scorrevano le drammatiche fotografie della scena del delitto<\/strong> e del corpo della ragazza martoriato dalle coltellate: <strong>immagini cos\u00ec terrificanti da sembrare quelle di un film dell\u2019orrore<\/strong>, ma che, purtroppo, erano reali. Immagini che sono scolpite in maniera indelebile nei miei occhi, cos\u00ec come la dignit\u00e0, la compostezza e la forza della famiglia di Janira verso la quale, per tutta la durata del processo, ho provato un\u2019empatia profonda e sincera. Ricordo ogni momento di quel processo, compreso quello in cui <a href=\"https:\/\/www.ivg.it\/2019\/01\/omicidio-di-janira-alessio-alamia-condannato-allergastolo\/\">ho ascoltato la corte condannare all\u2019ergastolo Alessio Alamia<\/a>. Per qualche minuto ho lasciato da parte qualsiasi emozione, sono rimasta concentrata esclusivamente sul lavoro e ho pensato solo ad inviare il pezzo in redazione per far uscire la notizia prima possibile. Non appena l\u2019articolo \u00e8 stato online, credo di aver <strong>permesso al vortice di sensazioni che avevo in pancia di uscire<\/strong>. Ho raggiunto pap\u00e0 Rossano e mamma Tiziana, i genitori di Janira, e gli ho stretto le mani. Non sono servite altre parole per fargli capire che gli ero vicina, che apprezzavo la loro educazione e compostezza e che, <strong>anche se ho dovuto \u201cscavare\u201d nelle loro vite, ho cercato di fare il mio lavoro rispettando il loro dolore<\/strong> e la memoria della loro figlia.<\/p>\n<p><strong>2019 \u2013 L\u2019OMICIDIO DEL KARAOKE.<\/strong> Questo viaggio attraverso i delitti degli ultimi quindi anni nel savonese non poteva che concludersi con l\u2019ultimo del quale ho scritto sulle pagine de Il Vostro Giornale prima di interrompere \u2013 <em>esclusivamente per motivi legati ad un mio cambiamento professionale, ndr<\/em> \u2013 la mia collaborazione con questa testata giornalistica. Si tratta dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.ivg.it\/tag\/omicidio-aquario\/\"><strong>omicidio dei bagni Aquario<\/strong><\/a> di via Nizza a Savona, avvenuto la sera del 13 luglio 2019, quando <strong>Domenico \u201cMimmo\u201d Massari<\/strong>, 54 anni, ha freddato a colpi di pistola la ex compagna <strong>Deborah Ballesio<\/strong> nel bel mezzo di una serata karaoke.<br>\nEro a cena con degli amici non molto distante in linea d\u2019aria da via Nizza e ricordo nitidamente di aver sentito una serie di boati. Abbiamo pensato a dei fuochi d\u2019artificio e non abbiamo minimamente dato peso alla cosa. Poche dopo il cellulare ha iniziato a suonare: \u201cE\u2019 successo qualcosa in uno stabilimento balneare a Savona, c\u2019\u00e8 stata una sparatoria\u201d. Mi sono alzata da tavola e <strong>in 5 minuti ero in sella allo scooter<\/strong> per raggiungere via Nizza. Quando sono arrivata c\u2019era gi\u00e0 qualche collega, una folla di curiosi e un cordone di forze dell\u2019ordine che bloccava l\u2019ingresso dei bagni. In una manciata di secondi stavo gi\u00e0 raccogliendo le prime testimonianze e <a href=\"https:\/\/www.ivg.it\/2019\/07\/sparatoria-ai-bagni-acquario-tre-feriti-ora-e-caccia-alluomo\/\">cercavo di capire quello che era successo<\/a>: le indiscrezioni si rincorrevano, c\u2019era chi parlava di pi\u00f9 vittime, di feriti gravi portati in ospedale, compresi dei bambini. E poi c\u2019era l\u2019ansia per la fuga dell\u2019assassino. Con il passare dei minuti, come sempre succede, il quadro si \u00e8 delineato: ci \u00e8 stato confermato che la vittima era una donna, che i feriti erano tre, ma nessuno per fortuna in gravi condizioni e che, effettivamente, il killer era ricercato. Di quella sera ricordo anche le foto della scena del crimine (l\u2019ennesimo corpo a terra in una pozza di sangue coperto da un telo) <a href=\"https:\/\/www.ivg.it\/fotogallery\/sparatoria-ai-bagni-acquario-a-savona\/12\/\">\u201crubate\u201d facendo sporgere il cellulare<\/a> sopra al muretto di cemento che delimitava lo stabilimento balneare. Giornalisticamente parlando \u00e8 stato certamente <strong>un bello scoop, ma umanamente non era certo qualcosa di cui essere contenti<\/strong> o andare fieri. Quando, verso le 2,30 di notte, siamo andati tutti a casa <strong>ricordo di aver tirato un sospiro di sollievo<\/strong> nel pensare che, con tutta probabilit\u00e0, era l\u2019ultima volta che dovevo seguire un omicidio come \u201cinviata\u201d per un giornale.<\/p>\n<p>Per completezza d\u2019informazione, dopo il delitto del karaoke purtroppo ci sono stati altri omicidi in provincia di Savona documentati da IVG.it. Penso ad esempio a quello di <a href=\"https:\/\/www.ivg.it\/2020\/12\/tragedia-a-vellego-uomo-uccide-la-figlia-della-compagna-e-poi-si-spara\/\"><strong>Jessica Novaro<\/strong><\/a> da parte di\u00a0<strong>Corrado Testa<\/strong>. E ho visto che IVG ha continuato a fare il suo lavoro, informandovi e raccontando quelle vicende. Non so cosa abbiano provato i colleghi che hanno preso il mio posto; ma so per certo che anche loro porteranno quelle immagini dentro per sempre. Perch\u00e9 a queste tragedie, a immagini cos\u00ec terribili non ti abitui mai. Il sogno di quasi tutti i giornalisti sarebbe quello, un giorno, di non dover pi\u00f9 raccontare vicende simili. Ma purtroppo\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Viaggio tra i peggiori delitti nel savonese, raccontati da chi li ha vissuti &#8220;sul campo&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":2394,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,34],"tags":[118556],"class_list":["post-522026","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-cronaca","tag-15-anni-ivg"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/522026","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/2394"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=522026"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/522026\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=522026"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=522026"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=522026"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}