{"id":521687,"date":"2021-03-27T14:00:44","date_gmt":"2021-03-27T13:00:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=521687"},"modified":"2021-04-09T17:16:03","modified_gmt":"2021-04-09T15:16:03","slug":"breve-storia-del-serial-killer-diogo-alves-tutta-questione-di-testa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/03\/breve-storia-del-serial-killer-diogo-alves-tutta-questione-di-testa\/","title":{"rendered":"Breve storia del serial killer Diogo Alves. Tutta questione di\u2026 testa"},"content":{"rendered":"<p>Ormai Halloween \u00e8 passato da un pezzo. E no, quella in foto non \u00e8 una maschera horror o uno scherzo un po\u2019 macabro, bens\u00ec una testa vera e propria. La testa di Diogo Alves, considerato il primo serial killer del Portogallo, che nel 1837, a Lisbona, avrebbe ucciso pi\u00f9 di settanta persone.<br>\nDiogo nacque nel 1810 in Spagna. Trasferitosi in giovent\u00f9 nella capitale portoghese, si rese presto conto che, trovando solo lavoretti saltuari, non avrebbe potuto permettersi lo stile di vita da lui desiderato. E cos\u00ec, all\u2019et\u00e0 di ventisei anni, cominci\u00f2 a delinquere.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_902\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_902\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_902').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_902\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">I suoi crimini avevano tutti lo stesso scenario: si svolgevano presso \u201cl\u2019Aqueduto das Aguas Livres\u201d, il principale acquedotto della citt\u00e0. Esso si distingueva per essere uno dei collegamenti principali attraverso Lisbona, ed era alto ben 213 metri sopra il livello dell\u2019acqua.<br>\nIl giovane Alves attendeva qui le sue vittime, le rapinava ed infine le gettava nell\u2019acquedotto. In questo modo la polizia fu portata a pensare che si trattasse \u201csemplicemente\u201d di una serie di suicidi, anche se, appunto, nel corso di un solo anno, persero la vita pi\u00f9 di settanta persone.<br>\nPoi per\u00f2 l\u2019acquedotto fu chiuso e il giovane criminale si dedic\u00f2 alle rapine in abitazioni private. Solo a quel punto la polizia riusc\u00ec ad arrivare a lui e a venire a conoscenza del suo operato precedente.<\/p>\n<p>L\u2019uomo fu condannato a morte nel 1841 tramite impiccagione.<br>\nDalla cattura fino al momento di essere giustiziato non mostr\u00f2 mai alcun pentimento per i suoi delitti, eccetto che per quello di una bambina, che dichiar\u00f2 di \u201caver dovuto uccidere affinch\u00e8 non parlasse\u201d.<\/p>\n<p><\/p><div class=\"single-img-content-container fullwidth-single shortcode standard\">\n    <div class=\"image_container\" style=\"text-align: center;\">\n        <picture class=\" lazyload\"><img loading=\"lazy\" class=\"lazy\" data-srcset=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/03\/generica-675216.jpg 1024w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/03\/generica-675216.jpg 970w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/03\/generica-675216.jpg 660w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/03\/generica-675216.jpg 316w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/03\/generica-675216.jpg 150w\" data-src=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/03\/generica-675216.jpg\" alt=\"Aqueduto das Aguas Livres\"><\/picture>\r\n\n    <\/div>\n    <\/div>\n27\n<p>In quel periodo, e fino alla fine del XIX secolo, era molto diffusa una disciplina scientifica, oggi abbandonata, secondo cui dalla conformazione del cranio \u00e8 possibile risalire allo sviluppo di certe zone del cervello, sedi di particolari funzioni psichiche: la frenologia. Per questo motivo gli scienziati desideravano \u201cconservare\u201d le teste di assassini e personaggi particolarmente problematici: per poterne studiare la psiche.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il motivo per cui il cranio intatto di Diogo Alves si conserva ancora oggi in un contenitore di vetro, immerso in un liquido giallo, chiamato\u00a0formalina, che ne impedisce la decomposizione.<br>\nCos\u00ec, ancora oggi, all\u2019interno della facolt\u00e0 di medicina dell\u2019Universit\u00e0 di Lisbona, in bella vista su uno scaffale, appare la testa di questo personaggio brutalmente leggendario.<\/p>\n<p>E nonostante siano passati ben 180 anni, non solo i suoi occhi sembrano ancora vivi, ma paiono fissarci con uno sguardo vivace ed inquietante.<\/p>\n<p><em>\u201cNera-mente\u201d \u00e8 una rubrica in cui parleremo di crimini e non solo, scritta da Alice, studentessa ed aspirante criminologa: <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/nera-mente\/\">clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Nera-Mente&#8221; \u00e8 la rubrica di Alice, appassionata di criminologia<\/p>\n","protected":false},"author":17675,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,118826],"tags":[106259],"class_list":["post-521687","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-magazine","tag-nera-mente"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/521687","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/17675"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=521687"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/521687\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=521687"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=521687"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=521687"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}