{"id":521378,"date":"2021-03-24T08:00:37","date_gmt":"2021-03-24T07:00:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=521378"},"modified":"2021-03-23T09:42:17","modified_gmt":"2021-03-23T08:42:17","slug":"il-viandante-e-la-sua-ombra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/03\/il-viandante-e-la-sua-ombra\/","title":{"rendered":"Il viandante e la sua ombra"},"content":{"rendered":"<p>\u201cIl pensiero di Nietzsche fu una delle principali influenze spirituali che io abbia mai sperimentato\u201d afferma Carl Gustav Jung. Si sa che Freud, al contrario, ha affermato di essersi deliberatamente privato dell\u2019\u00abalto godimento delle opere di Nietzsche\u00bb per \u00abnon essere ostacolato da nessun tipo di rappresentazione anticipatoria nella [\u2026] elaborazione delle impressioni psicoanalitiche\u00bb ma ne L\u2019interpretazione dei sogni possiamo leggere: \u201cSi intuisce l\u2019esattezza delle parole di Nietzsche [\u2026] e si \u00e8 indotti a sperare di arrivare, con l\u2019analisi dei sogni, a conoscere l\u2019eredit\u00e0 arcaica dell\u2019uomo, a riconoscere ci\u00f2 che \u00e8 in lui psichicamente innato\u201d. Al riguardo Jung sottolinea in La dinamica dell\u2019inconscio, che Nietzsche prima di Freud aveva compreso che i \u201cresidui arcaici dell\u2019inconscio\u201d sono dei \u201c regolatori \u201csempre\u201d presenti, e biologicamente indispensabili, della sfera istintuale, la cui attivit\u00e0 si estende a tutto l\u2019ambito della psiche\u201d. In ogni caso \u00e8 certo che l\u2019opera di Nietzsche anticipa molti temi che saranno approfonditi ed elaborati in un pi\u00f9 specifico contesto psicanalitico sia in senso freudiano che junghiano. Un passo del filosofo dello Zarathustra piuttosto noto ed abbondantemente studiato, anche se con prospettive ed esiti diversi, \u00e8 sicuramente \u201cIl viandante e la sua ombra\u201d del 1879 che costituisce la seconda parte di Umano troppo umano II al quale molto spesso rimanda anche l\u2019opera e l\u2019epistolario di una donna molto vicina al filosofo, mi riferisco ovviamente a Lou von Salom\u00e9. Il testo si presta ad essere, oltre che una miniera di provocazioni ed argomentazioni filosofiche, anche e, specie nell\u2019ottica in cui lo presento, un importante documento psicanalitico.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_57\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_57\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_57').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_57\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">La ricerca del filosofo comincia nei mesi trascorsi a Saint Moritz, le lunghe passeggiate pensose tra boschi e montagne lo accompagna ad una sfida impervia, la liberazione del suo spirito. Il dialogo, poich\u00e9 di questo si tratta, ha inizio dopo un lungo meditativo silenzio, ma il viaggio era cominciato all\u2019inizio del silenzio. Un viaggio all\u2019interno di s\u00e9, un viaggio che era ascolto e attesa ed ecco che l\u2019ombra infrange il silenzio: \u201cGiacch\u00e9 \u00e8 tanto tempo che non ti sento parlare, vorrei dartene un\u2019occasione\u201d; lo stupore del viandante \u00e8 sincero e significativo: \u201cPer dio e per tutte le cose a cui non credo, \u00e8 la mia ombra che parla: la sento, ma non ci credo\u201d. Inevitabili, fra i tanti approcci esegetici, i rimandi ad altri viaggiatori ed al loro incontro con le ombre, dalle narrazioni omeriche e virgiliane passando per il percorso ultraterreno dantesco per finire con D\u2019Annunzio. Negli autori appena citati, per\u00f2, il viaggiatore ha uno scopo, conoscere il suo destino, oppure rivelare il divino o la verit\u00e0 sulla natura e sulla vita e le ombre rappresentano le anime, gli spiriti senza corpo liberati dal soma e prossime alla conoscenza sapienzale. Non credo sia questa l\u2019ottica pi\u00f9 interessante per l\u2019analisi del testo nietzscheano e comunque \u00e8 gi\u00e0 stata ampiamente presentata da eccellenti studiosi fondandola, con ortodossa esegesi, sulla collocazione, a chiusura della prima parte del testo e come spunto per la seconda, dell\u2019aforisma 408 \u201cVogliano i vivi perdonarmi se essi talvolta mi sembrano delle ombre\u201d. Sarebbe suggestivo ampliare l\u2019analisi anche a Peter Pan ed al suo rapporto con la propria ombra ma si allargherebbe ancor di pi\u00f9 la questione, torniamo, quindi, alla nostra prospettiva e proviamo ad analizzare le figure dei due protagonisti: il viandante e la sua ombra.<\/p>\n<p>Il viandante non ha una meta, viaggia la propria vita, come ognuno di noi! Non confondiamo i progetti o gli scopi con il senso, la nostra esistenza \u00e8 intenzionata e direzionata da obiettivi contingenti ma nessuno di essi ci pu\u00f2 svelare il senso della stessa. La vita \u00e8 un incedere che si autodetermina e, contemporaneamente, ci rende ci\u00f2 che diveniamo. Il problema \u00e8 che, normalmente, si \u00e8 tanto impegnati nel viaggio e nel raggiungimento della meta che di volta in volta ci prefiggiamo, da non comprendere che con noi \u00e8 sempre un silenzioso compagno, a volte invisibile ai nostri occhi, ma c\u2019\u00e8, la nostra ombra, ci\u00f2 che diviene come ostacolo alla luce rivelandosi senza mai svelarsi che altrimenti verrebbe cancellato dalla luce stessa: sto parlando dell\u2019inconscio. Il viandante nietzscheano si scusa per non essersi accorto da sempre della presenza dell\u2019ombra ed entrambe scoprono quanto si condividano: \u201cPerch\u00e9 ci sia bellezza sul volto, chiarezza nel discorso, bont\u00e0 e saldezza nel carattere, l\u2019ombra \u00e8 tanto necessaria quanto la luce\u201d afferma il viandante e replica l\u2019ombra: \u201cE io odio la stessa cosa che odi tu\u201d. Certo, le parole mutano di colore e profumo e segno nella pronuncia dell\u2019uno e dell\u2019altra ma entrambi si dichiarano da subito indulgenti verso le inevitabili difficolt\u00e0 di comunicazione.<\/p>\n<p>Ancora una volta possiamo riconoscere le basi dell\u2019approccio della futura psicanalisi infatti, i due protagonisti, una volta scopertisi buoni amici, si accordano su cosa dirsi; il viandante dichiara di avere centinaia di domande da porre all\u2019ombra prima che svanisca il tempo in cui essa potr\u00e0 rispondere. Numerosi sono gli argomenti trattati e inseriti nell\u2019opera sotto forma di aforismi, il dialogo, infatti, fa seguire al prologo al quale ho accennato, ben 350 aforismi prima di riprendere la conversazione e portarla alla sua conclusione. Mi rendo conto dell\u2019impossibilit\u00e0 di affrontare l\u2019intero dialogo in questa sede anche solo per cenni, meglio allora approfondire gli elementi psicanalitici della prima parte, per ora. Ripartiamo da una interessante affermazione del viandante: \u201cCredo di capirti, bench\u00e9 tu ti sia espressa alquanto ombratamente\u201d. \u00c8 evidente, mi sembra, che l\u2019inconscio intenda comunicare al conscio ma non possa esprimersi se non nel suo linguaggio naturale, quello che Freud ricercher\u00e0 nei sogni. E poi prosegue: \u201cMa avevi ragione: i buoni amici si scambiano di quando in quando una parola oscura come segno di intesa, che deve essere un enigma per ogni estraneo. E noi siamo buoni amici\u201d. \u00c8 riconoscibile l\u2019atteggiamento che ispirer\u00e0 Italo Svevo nella sua La coscienza di Zeno: lo psicanalista \u00e8 l\u2019estraneo mentre l\u2019Io e l\u2019Es sono \u201cbuoni amici\u201d. Possiamo terminare questa prima parte di riflessione ancora con la replica del viandante all\u2019affermazione dell\u2019ombra convinta che nessuno la coglier\u00e0 sapendo vedere solo il viandante che, per\u00f2, la smentisce: \u201cForse sbagli, amica! Finora si \u00e8 scorta nelle mie opinioni pi\u00f9 l\u2019ombra che me\u201d.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-521378","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/521378","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=521378"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/521378\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=521378"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=521378"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=521378"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}