{"id":520759,"date":"2021-04-06T09:29:24","date_gmt":"2021-04-06T07:29:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=520759"},"modified":"2021-04-07T07:41:17","modified_gmt":"2021-04-07T05:41:17","slug":"accusato-di-aver-picchiato-la-compagna-e-poi-assolto-lincubo-di-un-padre-ora-voglio-rivedere-mia-figlia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/04\/accusato-di-aver-picchiato-la-compagna-e-poi-assolto-lincubo-di-un-padre-ora-voglio-rivedere-mia-figlia\/","title":{"rendered":"Accusato di aver picchiato la compagna e poi assolto, l&#8217;incubo di un padre: &#8220;Ora voglio rivedere mia figlia&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona.<\/strong> \u201cCi sono voluti due anni, ma per fortuna la giustizia ha funzionato e il mio nome \u00e8 stato riabilitato. Ora vorrei solo tornare a rivedere mia figlia\u201d. A parlare \u00e8 Pietro\u00a0<em>(nome di fantasia)<\/em>, al termine di un <strong>lungo incubo<\/strong> che lo ha visto sotto processo con una accusa gravissima: aver ripetutamente picchiato e maltrattato la compagna.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_489\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_489\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201c<strong>Mi hanno arrestato e dipinto come un mostro<\/strong>\u201d racconta, con negli occhi uno strano mix di sentimenti. Sollievo, rimpianto, voglia di rivalsa. Sollievo, perch\u00e9 le accuse erano di quelle pesanti come macigni. Rimpianto, per aver perso troppo: molti amici, molto tempo, e l\u2019amore di una figlia. E voglia di rivalsa: perch\u00e9 per quella figlia, ora, Pietro \u00e8 pronto a tornare a lottare.<\/p>\n<p>Per l\u2019uomo, oggi 46enne, l\u2019incubo inizia il <strong>23 agosto 2018<\/strong>, dopo l\u2019ennesima lite con la compagna con cui sta dal 2009, dopo averla conosciuta online. Entrambi chiamano le forze dell\u2019ordine, accusandosi a vicenda: lui telefona alla polizia, lei ai carabinieri. Che trovano mamma e figlia in lacrime, la casa a soqquadro e i vestiti impilati nell\u2019ingresso. Lo scenario sembra chiaro e la donna riferisce di essere gi\u00e0 stata percossa in precedenza: quindi i militari\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ivg.it\/2018\/08\/telecamere-in-casa-per-controllarla-ma-anche-botte-e-insulti-davanti-alla-figlia-minorenne-arrestato-per-maltrattamenti-alla-moglie\/\">arrestano l\u2019uomo<\/a>\u00a0con l\u2019accusa di maltrattamenti in famiglia aggravati dalla presenza della figlia minorenne.<\/p>\n<p>Mentre Pietro \u00e8 ai domiciliari (ci rester\u00e0 42 giorni), le prime indagini dipingono un <strong>quadro per nulla edificante<\/strong>: per le forze dell\u2019ordine la donna avrebbe subito <strong>anni di violenze<\/strong>, minacce, vessazioni psicologiche, insulti e botte, spesso davanti alla figlia minore.\u00a0A pesare come massi, innanzitutto, due episodi chiave. Il primo \u00e8 una <strong>denuncia per lesioni<\/strong> fatta dalla compagna ai militari il <strong>9 giugno<\/strong>, due mesi e mezzo prima dell\u2019arresto: in quell\u2019occasione la donna riferisce di aver ricevuto, la sera prima, \u201cdue schiaffi forti sulla testa e dopo un pugno\u201d, con <strong>la bambina<\/strong> che <strong>tenta di difenderla lanciando un pennarello contro il padre<\/strong>. Lui, per tutta risposta, avrebbe preso lo smartphone e iniziato a riprendere tutto.<\/p>\n<p>Il secondo episodio \u00e8 la <strong>testimonianza di una ex di Pietro<\/strong>, con cui ha avuto anni fa la sua prima figlia: la donna si reca spontaneamente dai carabinieri il 21 giugno (quindi 12 giorni dopo la denuncia della prima donna, e due mesi prima dell\u2019arresto) per confermare i difficili rapporti tra i due e testimoniare di avere a sua volta subito, durante la convivenza, violenze sia fisiche che verbali.<\/p>\n<p>Oltre alla violenza, il marito avrebbe anche controllato la moglie in ogni suo movimento, <strong>installando delle telecamere<\/strong> in camera da letto, in cucina e nell\u2019ingresso, nell\u2019abitazione e arrivando anche ad impedirle di uscire con le amiche. L\u2019installazione avviene nel 2011, dopo un furto nell\u2019appartamento; ma secondo la donna <strong>l\u2019uomo approfitterebbe dell\u2019impianto per controllarla costantemente<\/strong>, arrivando a mandare messaggi di testo per contestare il modo in cui veniva lavato il pavimento o chiedere di far uscire la suocera da una stanza. Secondo la donna Pietro avrebbe anche il vizio di pubblicare su Facebook foto prese di nascosto dalle telecamere.<\/p>\n<p>Contro l\u2019uomo va anche\u00a0un altro episodio, sempre risalente al 2011. La donna racconta agli inquirenti di essere <strong>finita in ospedale con il naso spaccato dopo essersi rifiutata di avere un rapporto sessuale<\/strong> a tarda notte con il compagno: di fronte ai sanitari, poi, verrebbe convinta a parlare di un gioco andato male. Ma pi\u00f9 in generale <strong>lei racconta di anni impossibili<\/strong>, in cui lui la denigra per l\u2019aspetto fisico, alza spesso la voce, non le fa trovare nulla nel frigo quando torna dall\u2019estero,\u00a0passa le notti in chat con altre donne, priva lei e la figlia persino del condizionatore tenendo la porta chiusa per essere l\u2019unico a beneficiarne.<\/p>\n<p>Un altro dei principali motivi di contrasto \u00e8 <strong>il lavoro<\/strong>: da quando lo perde, nel 2010, l\u2019uomo si \u201caccontenta\u201d di aiutare saltuariamente i genitori nel loro negozio. Mentre lei, che \u00e8 arrivata dall\u2019estero, invoca il tenore di vita che lui le aveva promesso e che lei potrebbe avere nel suo Paese di origine, lavorando come ingegnere. Ma anche la proposta di trasferirsi diventa un motivo di continui contrasti, che culmina nel 2015 con un <strong>tentativo di suicidio da parte dell\u2019uomo<\/strong> mediante abuso di farmaci, documentato da Pronto Soccorso e dal Servizio di Salute Mentale.<\/p>\n<p><strong>Tutto, insomma, sembra confermare un dato: Pietro \u00e8 un mostro.<\/strong> O quantomeno un uomo violento, geloso e svogliato.\u00a0Si va a processo, e per lui iniziano due anni difficili. <strong>Nel luglio 2020, per\u00f2, il giudice Emilio Fois ribalta tutte le accuse, assolvendolo<\/strong> \u201cperch\u00e9 il fatto non sussiste\u201d. <strong>Nel mirino i testimoni della difesa<\/strong>, che secondo la sentenza \u201csi sono rilevati tutti sostanzialmente ininfluenti rispetto all\u2019accertamento dei fatti\u201d, <strong>ma soprattutto la ricostruzione di quegli anni<\/strong>. Le liti sono dimostrate, e anche molto aspre, ma mai \u201ca senso unico\u201d: per il giudice non si riscontra quindi una \u201cvessazione unilaterale\u201d ma un conflitto in entrambe le direzioni.\u00a0Ulteriori perplessit\u00e0, secondo il giudice, nascono dalla stessa sequenza degli avvenimenti: ad esempio il fatto che sia lui a tentare di riprendere lei e non viceversa. E <strong>le botte descritte dalla donna non trovano riscontro nei referti medici<\/strong>, che dipingono lesioni ben pi\u00f9 ridotte di quelle riferite.<\/p>\n<p>Quanto all\u2019installazione delle telecamere (fatto che di per s\u00e9 non costituisce maltrattamento), <strong>la donna non porta alcuna prova<\/strong> a sostegno delle sue accuse: nemmeno i presunti post sui social, che pure sarebbe stato agevole produrre dato che la stessa donna ha fornito altri messaggi e post pubblicati nello stesso periodo. Secondo il giudice, insomma, il racconto della vittima sarebbe inattendibile perch\u00e9 \u201c<em>con accenti pi\u00f9 drammatici del reale<\/em>\u201c. E\u00a0<strong>inattendibile<\/strong>, sempre secondo il giudice, <strong>sarebbe anche il racconto dell\u2019altra ex<\/strong>: che, recita la sentenza, \u201c<em>\u00e8 portatrice di un rilevante interesse personale<\/em>\u201d (la richiesta di affidamento esclusivo della prima figlia di Pietro, fino a quel momento respinta dal Tribunale per i Minori: dopo le accuse invece \u00e8 stata accolta e all\u2019uomo \u00e8 stata tolta la patria potest\u00e0).<\/p>\n<p><strong>La sentenza \u00e8 chiara: Pietro \u00e8 tutto tranne che un marito modello, vero, ma \u00e8 innocente<\/strong>. E ora, dopo qualche mese di riflessione, sebbene la vicenda non sia ancora chiusa (la Procura ha fatto ricorso in appello) l\u2019uomo \u00e8 pronto a dare di nuovo battaglia: \u201cNonostante tutto <strong>continuo a non riuscire a vedere mia figlia<\/strong>. Mi hanno concesso qualche incontro, sempre all\u2019aperto e in presenza degli assistenti sociali, ma <strong>la bambina ormai si \u00e8 chiusa in se stessa<\/strong>. E\u2019 comprensibile: <strong>non mi vede da anni, e non so cosa le hanno raccontato a casa<\/strong>. Ma io ho diritto di vederla, per parlarle, per farle capire che <strong>non sono il tipo di uomo che le \u00e8 stato descritto<\/strong>. Non voglio perderla come successo con la mia prima figlia\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cadute tutte le contestazioni, dopo due anni il giudice ha deciso che &#8220;il fatto non sussiste&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":10593,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,34],"tags":[],"class_list":["post-520759","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-cronaca","post_cat_citta-savona"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/520759","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/10593"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=520759"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/520759\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=520759"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=520759"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=520759"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}