{"id":520276,"date":"2021-03-10T08:00:40","date_gmt":"2021-03-10T07:00:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=520276"},"modified":"2021-03-09T10:36:31","modified_gmt":"2021-03-09T09:36:31","slug":"la-mano-e-la-zampa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/03\/la-mano-e-la-zampa\/","title":{"rendered":"La mano e la zampa"},"content":{"rendered":"<p>\u201cE guardati anche dagli assalti del tuo amore! Troppo facilmente il solitario tende la mano a chi incontra. A certuni non devi dare la mano, ma soltanto la zampa: e io voglio che la tua zampa abbia anche gli artigli\u201d Questo scrive F. W Nietzsche nel primo libro di \u201cCos\u00ec parl\u00f2 Zarathustra\u201d nel passo titolato Del cammino del creatore. Il viaggio, intrapreso da chi \u00e8 descritto dal filosofo, \u00e8 verso se stesso e incontro alla libert\u00e0. Il primo passo verso una vita piena e degna di un essere umano \u00e8 l\u2019ascolto di s\u00e9, ascolto che ha urgenza di silenzio, di solitudine. Ma la solitudine \u00e8 terribile e meravigliosa, ti rende valle dell\u2019eco nella quale risuona la voce dell\u2019assoluto che assume le note delle tue sonorit\u00e0, ed ecco che in quella infinita libert\u00e0 dove tutto \u00e8 non ancora ed attende la tua volont\u00e0, diviene tuo diritto e dovere inventare nuovi valori che saranno la pi\u00f9 vera espressione del tuo divenire te stesso. A questo proposito, per\u00f2, Nietzsche \u00e8 categorico e ti mette in guardia sui pericoli che incontrerai lungo un simile tragitto: \u201c\u201cChi cerca va facilmente perduto. Ogni isolamento \u00e8 colpa\u201d: cos\u00ec parla il gregge. E tu lungo tempo appartenesti al gregge\u201d. Il filosofo sa per esperienza personale quanto sia rancoroso il gregge, sa che ti accuser\u00e0 di aver tradito i valori, di averli annichiliti, non pu\u00f2 accettare che tu abbia avuto il coraggio di crearne di nuovi, di pi\u00f9 veri, di non funzionali ad un gregge ma a degli umani.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_748\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_748\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Finalmente solo, avrai modo di prendere coscienza di tanta solitudine, meravigliosa, certo, ma disperata. Ascolterai crescere in te il desiderio di condividere quell\u2019infinita bellezza, non potr\u00e0 esserti bastante il goderne da solo, libert\u00e0 e bellezza sono due volti dell\u2019amore e l\u2019amore \u00e8 per sua natura dono e condivisione. Ecco allora sorgere in te il bisogno di \u201cdare la mano\u201d, ma non sei pi\u00f9 quello che eri, il tuo viaggio ti ha trasformato, l\u2019unica compagna di lunghi silenzi \u00e8 stata la solitudine, ti sei creato ed incontrato, conosciuto osservando il crescere della tua sovrabbondanza che richiede di essere donata, ma ogni dono necessita di chi lo riceva e, si spera, lo sappia amare. Questo \u00e8 il pericolo del solitario e del suo disperato bisogno di amare, osservare sul viso di chi incontri il riverbero della bellezza che ti abita ed \u00e8 in questo modo che l\u2019inganno si compie, credi di essere condiviso e ancora non hai abbandonato la tua solitudine cos\u00ec che corri il grave pericolo di essere deluso, di soffrire le pi\u00f9 terribili pene d\u2019amore, tu che ti sei dato abbassando la guardia e che ricevi incomprensione. Ma sei certo che la responsabilit\u00e0 sia di chi non ti ha saputo o voluto condividere?<\/p>\n<p>\u201cSolitario, tu vai per la strada di colui che ama: te stesso ami e per questo ti disprezzi, come solo chi ama sa disprezzare\u201d, cos\u00ec scrive poco pi\u00f9 oltre il nostro filosofo. Un amore cos\u00ec assoluto ed indifeso, cos\u00ec definitivo da essere violento, non \u00e8 un amore che si possa condividere, \u00e8 un amore destinato alla sofferenza. E solo chi ama pu\u00f2 conoscere il dolore puro di una sofferenza inflitta dall\u2019amato, solo l\u2019aver dato una mano priva di artigli pu\u00f2 apparire come l\u2019assurdo ricatto di pretendere dall\u2019altro altrettanta totale vulnerabilit\u00e0, ma questo non \u00e8 umano e nemmeno divino, forse \u00e8 addirittura diabolico. Rinunciare alla propria capacit\u00e0 di offendere e, surrettiziamente, pretenderlo dall\u2019altro, \u00e8 rinunciare alla vera espressione di s\u00e9 come scelta. Se la mia mano \u00e8 priva di artigli io non posso amarti. Amare \u00e8 sempre scegliere, se la mia mano non ha artigli non posso scegliere di non graffiare quindi, non potr\u00f2 mai amarti davvero. Amare \u00e8 necessariamente un atto di libert\u00e0, implica, pertanto, la scelta. Piace l\u2019idea, piuttosto adolescenziale, che sia l\u2019amore a decidere per noi, ma se cos\u00ec fosse non sarebbe una nostra intima espressione, diverrebbe gesto di una volont\u00e0 che ci trascende, annullerebbe la peculiarit\u00e0 dell\u2019essere umano, ci\u00f2 che ci rende esseri umani, il diritto ed il dovere alla scelta.<\/p>\n<p>La libert\u00e0 che \u00e8 a fondamento della possibilit\u00e0 d\u2019amore non \u00e8 \u201clibert\u00e0 da\u201d o \u201clibert\u00e0 di\u201d ma \u201clibert\u00e0 a che scopo\u201d; \u00e8 una libert\u00e0 che non nasce come reazione ad una sua assenza. La \u201clibert\u00e0 da\u201d \u00e8 originata dalla presa di coscienza di essere condizionati o limitati da qualcosa di cui vogliamo liberarci; la \u201clibert\u00e0 di\u201d \u00e8 figlia di un bisogno, presunto o reale che sia, di un gesto o un pensiero che ci \u00e8 impedito, ancora una volta conseguenza di una causa a noi esterna che suscita la nostra ribellione, il nostro desiderio di \u201cpolemos\u201d. La \u201clibert\u00e0 a che scopo\u201d pu\u00f2 essere ben altro se correttamente intesa, tento di chiarire e qui si parr\u00e0 la mia nobilitate. Provo necessariamente a semplificare e abbreviare una argomentazione che potrebbe impegnare ben altri ambiti: se per scopo intendo il conseguimento di un obiettivo a me estraneo, ricado necessariamente nei primi due casi, se, al contrario, lo scopo \u00e8 il divenire me stesso in un perenne andare lungo il quale \u201cogni approdo \u00e8 un nuovo cominciare\u201d, ecco che ho intrapreso il percorso nella mia solitudine di cui parla il filosofo. Ed \u00e8 in quella tenebrosa solitudine, nella quale incontro la Lichtung heideggeriana che mi rivela a me stesso, dove mi conosco come capace e desideroso d\u2019amore.<\/p>\n<p>Ora \u00e8 chiaro che devo imparare a saper dare la mano che sia anche zampa capace di artigli! Allora sopravviver\u00e0 la possibilit\u00e0 di scelta, potr\u00f2 scegliere a chi dare la zampa ed a chi, pur potendo ferire, offrir\u00f2 la mano, aperta, accogliente, sincera ma capace, quando tanta disponibilit\u00e0 dovesse essere abusata o comunque non rispettata, di sguainare temibili artigli. Affila i tuoi artigli, viaggiatore della tua solitudine, ed impara la carezza pi\u00f9 dolce.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-520276","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/520276","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=520276"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/520276\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=520276"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=520276"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=520276"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}