{"id":520221,"date":"2021-03-08T19:59:37","date_gmt":"2021-03-08T18:59:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=520221"},"modified":"2021-03-08T19:33:39","modified_gmt":"2021-03-08T18:33:39","slug":"don-nicolo-peluffo-la-sua-memoria-come-stimolo-per-riflessioni-sul-nostro-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/03\/don-nicolo-peluffo-la-sua-memoria-come-stimolo-per-riflessioni-sul-nostro-tempo\/","title":{"rendered":"Don Nicol\u00f2 Peluffo: la sua memoria come stimolo per riflessioni sul nostro tempo?"},"content":{"rendered":"<p><strong>Vado Ligure<\/strong>. <strong>Gioved\u00ec 8 marzo 1945 concludeva prematuramente la sua giornata terrena don Nicol\u00f2 Peluffo, falciato dalle mitragliate fasciste<\/strong> nella sua Vado Ligure, dove era anche viceparroco. Settantasei anni dopo la sua memoria \u00e8 sicuramente presente, ma rimane anche sottovalutata. D\u2019altronde tematizzare storia e memoria \u00e8 sempre difficile e incontra ulteriori complessit\u00e0 quando si coinvolgono questioni ancora oggi sensibili, come<strong> il Ventennio, la Resistenza e la Chiesa cattolica<\/strong>.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_385\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_385\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">La vicenda di don Peluffo contiene questi tre temi; per i suoi ampi tratti, \u00e8 abbastanza nota. Cresciuto nella Valle, <strong>Nicol\u00f2 Peluffo era viceparroco di Vado Ligure<\/strong>, un prete apprezzato e amato anche per l\u2019impegno che profondeva nei difficili anni della guerra e dell\u2019occupazione nazistafascista. Era stato ordinato presbitero a Noli da meno di due anni, poco prima che la drammatica avventura bellica dell\u2019Italia fascista virasse nella tragedia della guerra civile. In quel quadro, <strong>lui e il parroco don Calcagno avevano svolto il ruolo di mediatori<\/strong> tra le autorit\u00e0 della repubblica sociale italiana, lo stato-fantoccio sostenuto dalle forze naziste nel Centro-Nord, e il locale comando partigiano: era al centro del dibattito il rilascio di <strong>due miliziani fascisti<\/strong>, prigionieri di una banda partigiana che agiva sulle colline del Savonese.<\/p>\n<p>L\u2019assassinio matur\u00f2 in questo quadro: <strong>una vendetta<\/strong> per il servizio svolto a tutta la comunit\u00e0, guardando alle esigenze delle persone senza occuparsi troppo dei colori politici. Nel lavoro collettivo di superare la guerra civile, vittime furono anche le vite spente ma dimenticate, cui lo spazio civile ha mantenuto formalmente la memoria, ma il cui lascito rimane un contributo per pochi, l\u00e0 dove potrebbe essere invece un patrimonio comune. <strong>La vicenda di Nicol\u00f2 Peluffo ricorda ai pi\u00f9 attenti quella di don Giovanni Minzoni<\/strong>, l\u2019arciprete di Argenta trucidato dalle squadre fasciste nel 1923 per motivi tutto sommato compatibili con quelli di don Peluffo: essere stato cristiano fino in fondo, aver seguito la vocazione del prete schierandosi con gli ultimi.<\/p>\n<p><strong>Cosa ci resta di don Peluffo, settantasei anni dopo?<\/strong> Il cippo, la scuola di Quiliano, il ricordo annuale della Chiesa \u2013 quest\u2019anno presieduto dal vescovo Marino \u2013 e una commemorazione civile. A leggere della caratura del personaggio e a studiare la sua vicenda, senza limitarsi alla tragica morte, non poi molto. La sua figura permane un po\u2019 sbiadita, presente s\u00ec ma anche distante dalle grandi attenzioni. Bisognerebbe domandarsene il motivo, che non riguarda certo il solo Peluffo, ma molti protagonisti di quella stagione italiana. C\u2019\u00e8 una diffusa incapacit\u00e0 di <strong>superare divisioni antiche, mai pacificate<\/strong>, anche di fronte a simili esempi, che forse avrebbero proprio la potenzialit\u00e0 di superare quelle stesse divisoni che soffriamo ancora.<\/p>\n<p>La memoria di Nicol\u00f2 Peluffo apre anche a <strong>riflessioni pi\u00f9 vaste di quelle del nostro territorio<\/strong>. Una riguarda don Nicol\u00f2 in prima persona: \u00e8 pensabile intraprendere una causa di canonizzazione o, almeno, vederne riconosciute le virt\u00f9 eroiche e il martirio in odium fidei? Il processo per il ben pi\u00f9 noto don Minzoni \u00e8 arenato da decenni \u2013 anche per le problematiche scelte di alcuni esponenti ecclesiastici dell\u2019epoca \u2013 ma di un approccio simile <strong>su don Peluffo non giungono notizie<\/strong>. Eppure sarebbe giusto che <strong>quantomeno se ne sondasse la possibilit\u00e0<\/strong>, anche solo a livello diocesano, magari avviando uno studio e una raccolta sistematica delle testimonianze che lo riguardano rispetto alla sua testimonianza di fede.<\/p>\n<p>Una seconda riflessione riguarda <strong>la toponomastica<\/strong>: se via don Minzoni ha un profondo significato storico e memoriale per ricordare il protomartire antifascista di Argenta, per quale motivo a Savona esiste ancora una via dedicata a Luigi Cadorna, che di certo non \u00e8 un esempio da porre alle nuove generazioni? Tra i molti esempi positivi nel quartiere del Campus, perch\u00e9 non pensare anche a don Nicol\u00f2 Peluffo? Se la prima sfida riguarda la diocesi, questa tocca le amministrazioni locali, non solo Savona, perch\u00e9 la toponomastica ha lo scopo di ricordare i modelli che la societ\u00e0 pone come positivi.<\/p>\n<p><strong>Il XX secolo ci ha lasciato molti testimoni di grande caratura<\/strong>, a lungo protagonisti di una pagina di storia o poco pi\u00f9, ma ancora capaci di dire molto agli uomini e alle donne di oggi. Piccoli e grandi gesti fanno sperare che questi nomi e queste vicende escano dai cantucci in cui li stiamo tenendo: la celebrazione eucaristica presieduta da monsignor Marino di domenica, la canonizzazione di Oscar Romero, l\u2019avvicinarsi del centenario dell\u2019omicidio Minzoni, societ\u00e0 civile e scuole locali che ricordano don Peluffo.<strong> Vado Ligure e il Savonese possono essere una voce forte in questo contesto, ma \u00e8 necessario un cambio di passo<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell&#8217;anniversario del suo omicidio, don Peluffo \u00e8 lo spunto per ricordare il ruolo sociale della memoria: se fosse l&#8217;occasione per rilanciare il dibattito?<\/p>\n","protected":false},"author":12631,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[],"class_list":["post-520221","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","post_cat_citta-vado-ligure","post_tag_personaggi-nicolo-peluffo"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/520221","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/12631"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=520221"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/520221\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=520221"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=520221"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=520221"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}