{"id":520206,"date":"2021-03-08T14:12:39","date_gmt":"2021-03-08T13:12:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=520206"},"modified":"2021-03-08T14:12:39","modified_gmt":"2021-03-08T13:12:39","slug":"imprese-femminili-indagine-di-cna-quasi-una-su-due-rischia-il-ridimensionamento-o-la-chiusura-ma-la-voglia-di-reagire-e-forte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/03\/imprese-femminili-indagine-di-cna-quasi-una-su-due-rischia-il-ridimensionamento-o-la-chiusura-ma-la-voglia-di-reagire-e-forte\/","title":{"rendered":"Imprese femminili, indagine di Cna: &#8220;Quasi una su due rischia il ridimensionamento o la chiusura. Ma la voglia di reagire \u00e8 forte&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria<\/strong>. Il 40% delle imprenditrici e lavoratrici autonome nel 2020 si \u00e8 impegnato in maniera proattiva, a esempio riorganizzando la propria attivit\u00e0, o ha continuato a lavorare registrando a fine anno risultati economici positivi. Viceversa, il 47% circa assicura che, se l\u2019emergenza non sar\u00e0 superata in breve tempo, potrebbe ridimensionare fortemente la propria attivit\u00e0 (39,1%) o addirittura chiudere i battenti (8,3%). Dati, ovviamente, che riguardano le titolari di attivit\u00e0 rimaste aperte, al netto insomma delle realt\u00e0 gi\u00e0 cessate. \u00c8 quanto emerge da una indagine condotta dal Centro studi Cna in collaborazione con Cna Impresa Donna in occasione dell\u20198 marzo in un campione rappresentativo di iscritte alla Confederazione.<\/p>\n<p>Il 2020 \u00e8 stato \u201cun anno particolarmente duro per le donne lavoratrici, sia autonome che dipendenti. La crisi, infatti, ha colpito in particolare sulle attivit\u00e0 dove sono presenti in maggior misura le donne. Degli oltre 440mila posti di lavoro persi l\u2019anno scorso in Italia, rileva l\u2019Istat, il 70% circa era occupato da donne e questo in un Paese che ha il pi\u00f9 basso tasso di occupazione femminile, Grecia esclusa\u201d.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019asimmetria dell\u2019impatto della crisi sul mercato del lavoro italiano discende dal fatto che i settori maggiormente bersagliati dalla crisi sono quelli che rientrano in filiere (moda, turismo, attivit\u00e0 culturali, servizi alla persona) dove maggiore \u00e8 la presenza femminile in termini di occupazione. E dove \u00e8 anche maggiore la presenza femminile nell\u2019imprenditoria e nel lavoro autonomo. Se la media dell\u2019occupazione indipendente femminile tra industria e servizi \u00e8 pari al 31,2%, nelle &#8216;altre attivit\u00e0 di persone&#8217; (in cui rientrano i servizi alla persona) tocca il 57,9%, nell\u2019abbigliamento il 52,8%, nella sanit\u00e0 e l\u2019assistenza sociale il 46,5%, nell\u2019istruzione il 42,3%, nell\u2019alloggio e ristorazione il 41,8%, nel tessile il 41%\u201d.<\/p>\n<p>\u201cAnche l\u2019occupazione indipendente femminile \u00e8 uscita ridotta dall\u2019annus horribilis. E questo bench\u00e9 abbia risposto molto meglio della componente maschile alla crisi globale scoppiata nel 2008 e alla crisi della finanza pubblica del 2011, dalle quali l\u2019Italia non si era ancora ripresa prima che arrivasse la pandemia. Tra il 2009 e il 2019, infatti, il numero di donne che lavorano come indipendenti era rimasto pressoch\u00e9 costante, accusando un calo dello 0,4% a fronte del -8,8% maschile. Nei primi nove mesi dell\u2019anno scorso queste tendenze si sono per\u00f2 invertite: a fronte del -3,9% femminile, la componente maschile del lavoro autonomo si \u00e8 fermata al -2,2%\u201d.<\/p>\n<p>\u201cA livello psicologico, risultati economici a parte, il 2020 ha avuto un impatto perlopi\u00f9 negativo: il 60,5% delle intervistate lo ha vissuto con sentimenti di preoccupazione, all\u2019opposto il 37,5% ha affermato di aver guardato al futuro con speranza e fiducia. Le imprenditrici pi\u00f9 pessimiste sono soprattutto quelle la cui attivit\u00e0 \u00e8 stata fondata prima del nuovo millennio, evidentemente provate dalle due precedenti crisi. A reagire con maggiore carattere le imprenditrici che hanno fondato da s\u00e9 la propria attivit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Sono ben quattro intervistate su cinque a essere \u201cdeluse dall\u2019atteggiamento complessivo dell\u2019opinione pubblica rispetto al loro lavoro, che \u00e8 meno considerato di quello degli uomini. Un atteggiamento, a loro parere, condiviso dalla politica: due intervistate su tre lamentano la scarsa o nulla considerazione percepita. Le imprenditrici maggiormente critiche nei confronti della politica sono anche quelle per le quali le tante difficolt\u00e0 riguardanti la gestione dell\u2019impresa non sono state evidentemente compensate da misure di ristoro fatte su misura per le donne imprenditrici. Questa chiave interpretativa sembra trovare conferma quando si vanno a considerare i giudizi per le misure inserite nella Legge di Bilancio 2021 a favore dell\u2019imprenditoria femminile e la parit\u00e0 di genere. I contributi a fondo perduto, che sono la misura ritenuta pi\u00f9 utile dalle intervistate (53%), trovano un maggior favore nell\u2019area delle imprenditrici preoccupate (57,1%). Rispetto a queste ultime, le imprenditrici &#8216;ottimiste&#8217; esprimono invece un maggior favore per quelle misure in grado di favorire la gemmazione di nuove attivit\u00e0 (finanziamenti agevolati e a tasso zero per avviare nuove imprese) e il consolidamento di quelle esistenti: percorsi di assistenza tecnico-gestionale e investimenti nel capitale a beneficio delle imprese\u201d.<\/p>\n<p>Infine, anche la valutazione delle misure ritenute pi\u00f9 idonee per favorire la conciliazione famiglia-lavoro delle imprenditrici e delle lavoratrici autonome appare \u201cinfluenzata dal modo in cui le imprenditrici hanno vissuto l\u2019anno della pandemia. Se infatti, complessivamente quasi il 51,4% delle intervistate indica negli investimenti in servizi per l\u2019infanzia (asili nido e scuole materne) e per l\u2019assistenza agli anziani la misura su cui puntare principalmente, questa preferenza viene espressa con maggiore decisione dalle imprenditrici \u201cpi\u00f9 reattive\u201d (quasi il 55%). Rispetto alla media campionaria, le imprenditrici &#8216;pi\u00f9 preoccupate&#8217; esprimono invece un maggior favore per misure fruibili nell\u2019immediato (assegno per unico per figli a carico e voucher per acquistare servizi utili alla conciliazione famiglia-lavoro) ritenute le pi\u00f9 necessarie per compensare, almeno in parte, la riduzione del reddito derivante dalla crisi\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Le imprese in rosa hanno subito un duro contraccolpo dalla crisi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":12120,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,35],"tags":[4118,63962],"class_list":["post-520206","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-economia","tag-cna","tag-imprese-femminili"],"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/520206","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/12120"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=520206"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/520206\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=520206"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=520206"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=520206"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}