{"id":519732,"date":"2021-03-03T08:00:02","date_gmt":"2021-03-03T07:00:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=519732"},"modified":"2021-03-02T11:19:04","modified_gmt":"2021-03-02T10:19:04","slug":"ricatto-amore-e-famiglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/03\/ricatto-amore-e-famiglia\/","title":{"rendered":"Ricatto, amore e famiglia"},"content":{"rendered":"<p>\u201cIl ricatto \u00e8 uno dei pi\u00f9 vili assassini. E ai miei occhi un delitto d\u2019una scellerataggine pi\u00f9 profonda dell\u2019omicidio\u201d scrive Honor\u00e9 de Balzac e sono quasi certo che nessuno, almeno cos\u00ec d\u2019acchito, possa sostenere il contrario e nemmeno concepirlo come sostenibile, per\u00f2 \u2026 per\u00f2, ad una pi\u00f9 attenta riflessione, forse, dovremo rivedere le nostre certezze. Se cos\u00ec fosse, infatti, una pratica tanto abominevole sarebbe esclusiva solo di persone squallide e non potrebbe incontrarsi tanto frequentemente nella vitta di tutti e nei pi\u00f9 quotidiani comportamenti. \u00c8 indispensabile, dopo una premessa cos\u00ec forte, una pi\u00f9 articolata declinazione, cominciamo dalla definizione di ricatto in generale. Possiamo, cercando di evitare ogni particolarismo, affermare che ogni ricatto \u00e8 il tentativo di ottenere un utile personale estorcendolo attraverso un\u2019azione che forzi e condizioni la libert\u00e0 di scelta della controparte. Mi sembra una definizione sufficientemente ampia da poter accogliere e rappresentare a buon diritto tutte le forme, esplicite o surrettizie, diffuse o occasionali, che proveremo, in un ambito limitatissimo come \u00e8 inevitabile, ad esplicitare nella loro peculiarit\u00e0 ricattatoria.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_464\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_464\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_464').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_464\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">In un primo enorme contenitore possiamo collocare tutte quelle modalit\u00e0 pi\u00f9 o meno esplicite di ricatto che si legalizzano in ogni forma di contratto palesemente sbilanciato a vantaggio di uno dei contraenti, di solito il pi\u00f9 forte. Esempi di questo genere ne possiamo registrare in numero spropositato, dai rapporti di lavoro in cui il dipendente \u00e8 tanto oberato dalle necessit\u00e0 da dover sottostare a condizioni aberranti al ricatto dei contratti cappio stipulati grazie all\u2019opacit\u00e0 di internet. E ancora: dall\u2019anonimato vigliacco di chi si occulta dietro un avatar di qualsiasi natura e raggira soggetti pi\u00f9 o meno consapevoli e vulnerabili fino alle forniture di servizi appetibili come esca e subito dopo trasformati in capestri. Per non parlare dei pi\u00f9 variegati fenomeni che ci fornisce quotidianamente la rete specie nelle forme del cosiddetto cyberbullismo, un universo di mediocre umanit\u00e0 che fa del ricatto virtuale il proprio credo. Quanta malinconia alla base della violenza della ricattatoria minaccia di esibire immagini o notizie personali sul palcoscenico illimitato della rete, quanta vigliaccheria e quanta paura, e quante assurde tragedie! Purtroppo, infatti, con sempre maggiore frequenza si registrano suicidi dovuti a questi comportamenti, ma anche quando l\u2019evento non \u00e8 cos\u00ec definitivo da meritare visibilit\u00e0 mediatica, quanto dolore, quanta angoscia percorre gli itinerari virtuali di quello che \u00e8 oggi pi\u00f9 reale del reale. E tutto questo \u00e8 mosso da frustrazioni individuali o da giustificazioni di natura economica: il ricatto come strumento e mezzo di sopravvivenza psicologica o materiale. Oggi i grandi socialnetwork sono molto attenti a tutelare i propri iscritti, ma se una soluzione pi\u00f9 o meno efficace \u00e8 stata introdotta a tutela delle vittime potenziali, la radice del problema, la malattia del soggetto che utilizza in questo modo la rete, rimane.<\/p>\n<p>Lasciamoci alle spalle il virtuale ed i suoi effetti devastanti sul quotidiano per addentrarci, almeno per qualche passo, nella vita reale e chiediamoci: quante coppie funzionano, o meglio, sopravvivono su una larvata silenziosa consapevolezza del reciproco ricatto? Lo scrittore francese Pierre Lemaitre in un suo caustico aforisma definisce l\u2019amore come una variante del ricatto, tesi che rappresenta, a mio modo di vedere, un amore malato o, forse solo, immaturo. Sono convinto che l\u2019amore adulto non abbia a che fare con un contratto, non si fondi su di un do ut des, ma sia \u201cla pi\u00f9 splendida forma di dono che non chiede nulla in cambio di cui un essere umano sia capace, paragonabile solo alla creazione artistica\u201d, ma questo \u00e8 un altro ambito. \u00c8 per\u00f2 vero che troppo spesso ci si \u00e8 imbattuti in situazioni in cui l\u2019amore \u00e8 diventato ricattatorio: \u201cMa come puoi farmi questo se io ti amo?\u201d, come a dire: \u201cPoich\u00e9 ti amo \u00e8 come minimo tuo dovere attenerti alle mie aspettative, se non lo fai io soffro e tu divieni brutto e cattivo\u201d, possiamo ancora definirlo amore o rischiamo di confermare la tesi di Lamaitre? Sappiamo bene che \u00e8 un assurdo l\u2019imperativo nel verbo amare cos\u00ec come la pretesa di renderlo un atto della volont\u00e0. Diverso \u00e8 il concetto di impegno; se mi sono assunto dei doveri nei tuoi confronti connessi ad un\u2019emozione, questi non vengono meno al finire del sentimento. Da qui l\u2019assurdo della condizione anfibia di un contratto, mi perdonino i puristi del diritto, so che in termini tecnici non \u00e8 corretta la mia affermazione ma credo ci si possa intendere nella sostanza, di un contratto, dicevo, come il matrimonio nel quale ci si impegna ad amare il partner oltre che a sostenerlo. Se la seconda parte della promessa \u00e8 soggetta alle mie scelte ed alle mie determinazioni, la prima non rientra nelle possibilit\u00e0 umane nel tempo. In questo caso si genera una pericolosa promiscuit\u00e0 tra emozione e ricatto.<\/p>\n<p>So bene che l\u2019argomento \u00e8 appena accennato, ma \u00e8 indispensabile passare ad una altra forma di sentimento che pu\u00f2 trasformarsi pericolosamente in ricatto; mi riferisco a quel legame meraviglioso e terribile che genera un fenomeno sociale antico come l\u2019uomo: la famiglia. Nel cuore di questa cellula di sistema che \u00e8 la famiglia pur nel suo divenire storico e culturale, oltre al legame tra i genitori, in qualche succinto modo trattato pi\u00f9 sopra, si genera la relazione genitori figli che, sempre leggendola cum grano salis, pu\u00f2 rinviare a forme di rapporti ricattatori. Una frase troppo spesso utilizzata dal genitore, specie in riferimento a figli adolescenti e quindi in una fase di rivoluzione comportamentale, \u00e8 \u201cQuesto da te non me lo aspettavo\u201d. Potremmo tradurre l\u2019espressione in chiave pi\u00f9 esplicita: \u201cPoich\u00e9 io ti penso in un certo modo, ogni volta che esci dal mio modello mi fai soffrire\u201d, non mi sembra cos\u00ec impervio riconoscere l\u2019elemento ricattatorio. Non entro nel merito del caso specifico che andrebbe trattato come unicum, \u00e8 ovviamente impossibile procedere in quel modo, ma provo a rappresentare l\u2019altra faccia della medaglia, il ricatto messo in atto dal figlio\/a adolescente. \u201cGuarda come soffro se mi togli l\u2019uso (abuso!) del cellulare, se non mi fai uscire quando e come voglio, se pretendi di conoscere chi frequento. Lo vedi che mi isolo, ore ed ore nella mia camera. Non ho pi\u00f9 voglia di parlare con te. Nessuno mi capisce\u201d (tranne ovviamente tutti quelli che ti condividono in un comportamento ricattatorio senza nessun utile se non confermarti in una simile malinconia emotiva). Per non parlare del ricatto con effetto autolesionista che pu\u00f2 arrivare anche ad un epilogo tragico.<\/p>\n<p>Pedagoghi e psicologi individuano la responsabilit\u00e0 molto spesso nell\u2019inadeguatezza genitoriale, ma non \u00e8 che troppo spesso una posizione simile pu\u00f2 contribuire alla creazione di un rapporto eccessivamente sbilanciato in una tutela ad oltranza che viene poi pagata con la moneta della fragilit\u00e0 nelle nuove generazioni? La progressiva eliminazione di ogni rito di passaggio non pu\u00f2 essere il viatico ad intere creazioni di eterni adolescenti che tali, a questo punto davvero, rimarranno anche una volta responsabili di aver generato un figlio? \u00c8 questa una provocazione e non certo una conclusione, \u00e8 la volont\u00e0 di evidenziare un problema senza avere la presunzione di avere di gi\u00e0 una soluzione \u2026 sempre che sia possibile anche solo ipotizzarne una oggettiva, certa, definitiva e che non sia l\u2019infinito amore e l\u2019assoluta disponibilit\u00e0 reciproca che \u00e8 fondamento di ogni idea di famiglia.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-519732","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/519732","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=519732"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/519732\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=519732"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=519732"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=519732"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}