{"id":519244,"date":"2021-02-24T08:18:12","date_gmt":"2021-02-24T07:18:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=519244"},"modified":"2021-02-24T08:18:12","modified_gmt":"2021-02-24T07:18:12","slug":"solo-scegliendo-mi-so","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/02\/solo-scegliendo-mi-so\/","title":{"rendered":"Solo scegliendo mi so"},"content":{"rendered":"<p>\u201cEsistere significa \u201cpoter scegliere\u201d, anzi, essere possibilit\u00e0. Ma ci\u00f2 non costituisce la ricchezza, bens\u00ec la miseria dell\u2019uomo. La sua libert\u00e0 di scelta non rappresenta la sua grandezza, ma il suo permanente dramma. Infatti egli si trova sempre di fronte all\u2019alternativa di una \u201cpossibilit\u00e0 che s\u00ec\u201d e di una \u201cpossibilit\u00e0 che no\u201d senza possedere alcun criterio di scelta. E brancola nel buio, in una posizione instabile, nella permanente indecisione, senza riuscire ad orientare la propria vita, intenzionalmente, in un senso o nell\u2019altro\u201d. S\u00f8ren Kierkegaard pubblica sotto lo pseudonimo di Vigilius Haufniensis, \u201cIl concetto dell\u2019angoscia\u201d nel 1844; la questione centrale del suo lavoro, gi\u00e0 affrontata in \u201cTimore e tremore\u201d, \u00e8 una delle radici che troveranno grande fioritura nel pensiero esistenzialista del secolo successivo e che, personalmente, definisco come \u201cla vertigine dell\u2019incedere a precipizio sull\u2019abisso della libert\u00e0\u201d. Una delle caratteristiche del pensiero di Kierkegaard, soprattutto poich\u00e9 palesemente polemica con l\u2019orientamento dominante hegeliano, \u00e8 che non ha senso una filosofia che non sia espressione e fondamento della vita dell\u2019uomo, una sorta di inno alla libert\u00e0 contrapposta alla logica limitante della necessit\u00e0 razionale. Non sto affermando di poter garantire la correttezza del pensiero di Kiekegaard e l\u2019infondatezza di quello di Hegel, paradossalmente una simile tesi celebrerebbe il suo opposto, mi limito a sostenere che se non mi pensassi come essere libero non mi penserei in alcun modo \u2026 non potrei ne vorrei pensarmi in alcun modo.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_373\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_373\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Dopo aver sottolineato la grandezza dell\u2019affermazione kiekegaardiana, vorrei utilizzarla per contestarne lo sviluppo negativo che l\u2019autore ne deriva, non avr\u00f2 modo, per brevit\u00e0, di affrontare l\u2019ipotesi di \u201ccura\u201d che lo stesso propone, mi limito ad affermare che reputo la \u201ccura\u201d da lui suggerita addirittura pi\u00f9 grave della malattia, ma rimandiamo questo argomento ad un altro incontro. Torniamo all\u2019angoscia prodotta dalla consapevolezza che ogni scelta \u00e8 un s\u00ec ad una possibilit\u00e0 ed un contemporaneo no a tutte le altre precedentemente possibili e, forse ancora pi\u00f9 angosciante, questo si accompagna alla rinuncia a quella condizione di assoluta possibilit\u00e0 che \u00e8 l\u2019inconsapevolezza edenica alla quale chiunque rifletta anche solo un istante, comprende bene di non poter pi\u00f9 tornare. Un po\u2019 come affermare che l\u2019Adamo ante peccato fosse pi\u00f9 felice di quello cacciato dal Paradiso terrestre; oppure, in una prospettiva antropologica, che l\u2019uomo che non si sapeva tale e che oggi definiremmo un primate, era pi\u00f9 felice dell\u2019uomo in grado di avere coscienza di s\u00e9. Ed ecco che la filosofia di Kiekegaard si radica profondamente nella vita quotidiana, non si colloca pi\u00f9 nelle remote regioni dell\u2019Aufhebung di Hegel o nell\u2019Iperuranio platonico, ma scende, pensosa compagna, ad accompagnarci nelle nostre azioni pi\u00f9 semplici. Personalmente amo molto l\u2019idea della \u201connipotenza della possibilit\u00e0\u201d, la ritengo un dono meraviglioso che, certo, pu\u00f2 generare angoscia, ma anche ci permette di essere quel meraviglioso mistero che \u00e8 l\u2019uomo e la vita che crea vivendo.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, nel momento in cui Kiekegaard afferma che \u201cla vita non \u00e8 un problema da risolvere ma un mistero da vivere\u201d, restituisce una luminosa bellezza a quella che ci aveva descritto come angoscia. Troppo spesso risolvere un problema significa individuarne i nessi logici, le complessit\u00e0, i trabocchetti posti da chi si presume abbia costruito e ci abbia somministrato lo stesso e che dovrebbe possederne i percorsi che conducono alla fuoriuscita dal labirinto cos\u00ec che, adeguando il nostro pensiero al suo progetto, si confermi al creatore la sua intelligenza. Al contrario \u201cvivere il mistero\u201d, non nel senso di accettarlo cos\u00ec come mi si presenta, diviene un meraviglioso atto creativo che determina la definizione del qui ed ora trasformando il mistero che non possiedo nella realt\u00e0 della mia vita. A questo punto il problema, l\u2019angoscia e addirittura la disperazione prospettate dal pensatore danese, si trasformano nella domanda: qual \u00e8 la scelta giusta? Non condivido la prospettiva, sarebbe come domandarsi se un amore \u00e8 giusto o sbagliato: l\u2019amore non \u00e8 mai giusto sbagliato, pu\u00f2 solo essere vero oppure non \u00e8 amore. E lasciamo a squallidi censori stabilire le regole, accettiamo il sentimento pi\u00f9 bello come il pi\u00f9 libero. Credo sia pleonastico, conoscendo l\u2019intelligenza di moltissimi miei lettori, ma per i pochi altri preciso che \u00e8 scontato che per amore non vada intesa la \u201cvolont\u00e0 di possedere\u201d magari contro il desiderio dell\u2019oggetto d\u2019amore, ma la gioia di regalarsi e regalare bellezza senza nulla chiedere in cambio. E questo nemmeno implica che chi riceva il regalo lo comprenda e lo apprezzi \u2026 come suppongo sia occorso di esperire a molti. <\/p>\n<p>Vorrei ricorrere ad una allegoria, una partita di scacchi, che deve essere colta cum grano salis poich\u00e9 \u00e8 ovvio che il potersi muovere solo in diagonale e solo su un colore per l\u2019alfiere o la saltellante mossa del cavallo non sono sovrapponibili meccanicamente alle possibilit\u00e0 di scelta del nostro quotidiano, vanno piuttosto paragonate alle precondizioni non da noi determinate dell\u2019essere mammiferi, per esempio, di non poter volare o respirare sott\u2019acqua, dell\u2019essere nati in questo tempo e luogo, spero di essere stato inteso. Ancora una precisazione: nell\u2019allegoria il giocatore ha un antagonista che nella vita non abbiamo, se cos\u00ec fosse ci ritroveremmo al \u201cproblema da risolvere\u201d. Sgomberato il campo anche da questo possibile fraintendimento chiarisco che la metafora mi serve per spiegare un particolare comportamento: la scelta del giocatore che si reputa poco abile nella gestione delle numerosissime variabili implicite dal numero dei pezzi e dalle diverse opzioni di movimento degli stessi, \u00e8 spesso quella di procedere il pi\u00f9 velocemente possibile ad uno scambio di pezzi cos\u00ec da contrarre le complicazioni prodotte dalla \u201connipotenza della possibilit\u00e0\u201d riducendola al minor numero possibile di opzioni che si reputano essere cos\u00ec pi\u00f9 controllabili. Il giocatore spaventato dalla sfida ha cos\u00ec abdicato al pi\u00f9 grande piacere della partita, chiss\u00e0, forse riuscir\u00e0 anche a dare scacco matto o punter\u00e0, pi\u00f9 probabilmente, ad un risultato di \u201cpatta\u201d, ma non ha compreso che il piacere \u00e8 nel giocare inventando ogni giorno la propria strategia, non per sconfiggere l\u2019avversario, ma per conoscere se stesso.<\/p>\n<p>Non posso concludere questo argomentare, che per altro \u00e8 ovviamente una apertura ad altro, senza riportare una bella allegoria dell\u2019amico Gershom Freeman: \u201cOgni scelta \u00e8 un sasso gettato nel lago della nostra autocoscienza, \u00e8 l\u2019unica possibilit\u00e0 che abbiamo per conoscerne la profondit\u00e0 e, poich\u00e9 ogni sasso genera cerchi concentrici sulla superficie dell\u2019acqua, leggerne le increspature e l\u2019intrecciarsi e sovrapporsi delle numerose tracce, \u00e8 un meraviglioso viaggio nella scoperta e definizione di noi\u201d. Questa immagine rimanda, secondo me, al concetto che noi non siamo gi\u00e0, ma diveniamo a noi stessi ogni giorno. Il mio caro amico Nietzsche afferma che dobbiamo \u201cdivenire noi stessi\u201d, presuppone che tutto non \u00e8 gi\u00e0 dato, che bisogna avere il coraggio di rinnegare la rinuncia implicita nel supporre che tutto sia ordinato da una ragione assoluta  e comprendere che \u00e8 meravigliosamente umano amare il caos dentro di noi se vogliamo che la nostra vita divenga \u201cuna stella danzante\u201d.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-519244","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/519244","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=519244"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/519244\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=519244"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=519244"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=519244"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}