{"id":519163,"date":"2021-02-23T09:02:38","date_gmt":"2021-02-23T08:02:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=519163"},"modified":"2021-02-23T09:40:23","modified_gmt":"2021-02-23T08:40:23","slug":"album-dei-ricordi-blucerchiati-pietro-vierchowodla-storia-siamo-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/02\/album-dei-ricordi-blucerchiati-pietro-vierchowodla-storia-siamo-noi\/","title":{"rendered":"Pietro Vierchowod: la storia siamo noi"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona.<\/strong>\u00a0<strong>Pietro Vierchowod<\/strong>, uno dei quadri pi\u00f9 pregiati della pinacoteca di <strong>Paolo Mantovani,<\/strong>\u00a0il pi\u00f9 forte difensore di sempre .<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_98\" style=\"\">\n                                                 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tifosi\u00a0<span id=\"gmail-m_-8861343314932622654:v0.665\"><span id=\":xe.6\" class=\"\">blucerchiati<\/span><\/span>, Pietro il Grande, lo Zar di tutte le Russie\u2026<\/p>\n<p><strong>562 partite in Serie A (con 38 reti), perno della difesa blucerchiata per 359 volte nel campionato italiano (25 goal), cui vanno aggiunti i match in Champions, Coppa delle Coppe, Coppa Italia\u2026 un palmar\u00e8s da brividi<\/strong>, soprattutto per uno che ha giocato 12 anni con la maglia della <strong>Sampdoria,<\/strong> resistendo alle lusinghe dei grandi club, per un patto d\u2019acciaio con <strong>Vialli, Mancini<\/strong> e gli altri grandi dello scudetto: \u201cNon ce ne andiamo da Genova, finch\u00e9 non vinciamo qualcosa di importante\u201d\u2026\u00a0\u00a0 Poi la voglia, viene mangiando\u2026 Coppa (anzi Coppe) Italia, Coppe delle Coppe, Campionato, con l\u2019amarezza massima di <strong>Wembley\u2026<\/strong> io c\u2019ero a <strong>Londra,<\/strong> insieme ad una marea di\u00a0 sampdoriani\u2026 uno stadio da 90 mila spettatori, gremito da genovesi e catalani, in un maestoso spettacolo di civilt\u00e0 fra le due tifoserie\u2026 \u00a0Un sogno svanito all\u2019improvviso, quasi alla fine dei supplementari, per \u2018quella maledetta\u2019 punizione di <strong>Ronald Koeman\u2026<\/strong><\/p>\n<p>E\u2019 stata la punta dell\u2019iceberg, quella finale di <strong>Coppa dei Campioni,<\/strong> di una corsa iniziata quando <strong>Paolo Mantovani<\/strong>, dopo aver portato il Doria in Serie A, ha completato la sua raccolta di \u2018quadri\u2019 pregiati, da esporre al Louvre\u2026 ops, a <strong>Marassi!<\/strong><\/p>\n<p>A dire il vero, uno dei \u2018quadri\u2019 di maggior valore, lo aveva gi\u00e0 comprato prima, sul lago di <strong>Como,<\/strong> ma aveva consentito che venisse esposto per un anno a <strong>Firenze<\/strong> e per un altro a <strong>Roma<\/strong> (un secondo posto in campionato sull\u2019Arno ed uno scudetto sul Tevere, nel palmar\u00e8s), finch\u00e9 \u2013 nell\u2019estate dell\u201983), al secondo anno di A del suo amato giocattolo, il Presidentissimo decide di aggiungere anche lo <strong>Zar<\/strong> nella sua personale pinacoteca, convincendolo a rinunciare alla <strong>Coppa dei Campioni<\/strong> coi giallorossi, per \u00a0portarlo \u2013 alla prima in blucerchiato \u2013 all\u2019esposizione dell\u2019esigente pubblico di San Siro, insieme ad altre \u201ctele\u201d prestigiose, quali <strong>Trevor Francis, Liam Brady e Roberto Mancini<\/strong>\u2026 con lo \u2018striker\u2019, che fa meglio dell\u2019anno prima, annichilendo due volte il campione del mondo <strong>Fulvio Collovati<\/strong>, mentre <strong>Vierchowod<\/strong> mette la sordina all\u2019altra medaglia d\u2019oro del <strong>Santiago Bernab\u00e9u<\/strong>, di <strong>Madrid,<\/strong> <strong>Alessandro Altobelli.<\/strong><\/p>\n<p>Ma per alzare una coppa, deve passare ancora un anno e soprattutto, <strong>Mantovani<\/strong> deve aggiungere, al museo blucerchiato, ancora qualche bel \u2018quadro\u2019\u2026 ed ecco, cos\u00ec, arrivare il \u201cgiocondo\u201d <strong>Vialli,<\/strong> ma anche il gemello del russo (la freccia <strong>Moreno Mannini<\/strong>) e <strong>Charlie Champagne<\/strong>, <strong>Graeme Souness<\/strong>\u2026\u00a0 Che annata, quell\u201984\/85! Quarto posto in campionato (eguagliando quello leggendario dei mitici vecchietti: <strong>Brighenti, Skoglund e Cucchiaroni<\/strong>) e <strong>Coppa Italia<\/strong>,<strong> primo trofeo della storia del Doria, a spese del Milan di Baresi, Wilkins ed Hateley.<\/strong><\/p>\n<p>E siccome \u2018cambiare tavola cresce l\u2019appetito\u2019, <strong>Mantovani<\/strong> sceglie il re dei pittori, per migliorare i suoi \u2018quadri\u2019\u2026 \u00e8 <strong>Vujadin Bo\u0161kov<\/strong>, l\u2019artista che, per vincere l\u2019Oscar (leggi scudetto), si avvale di <strong>Fausto Pari, Luca Pellegrini, Attilio Lombardo, Giovanni Invernizzi, Srecko Katanec, Toninho<\/strong> <strong>Cerezo, Aleksei Mychajly\u010denko<\/strong> (ucraino, come il pap\u00e0 di Pietro), poggiando il suo gioco sul \u2018credo\u2019 di <strong>Fulvio Bernardin<\/strong>i e cio\u00e8 che per fare risultato, in squadra bisognava averne uno che pari <strong>(Pagliuca),<\/strong> uno che difenda <strong>(Vierchowod),<\/strong> uno che inventi <strong>(Mancini)<\/strong> ed uno che segni <strong>(Vialli)\u2026<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019accesso alla finale, a <strong>Wembley,<\/strong> della <strong>Coppa dei Campioni,<\/strong> \u00e8 dovuto passare attraverso sfide con i vincitori degli scudetti norvegese <strong>(Rosenborg),<\/strong> ungherese <strong>(Honv\u00e9d),<\/strong> greco <strong>(Panath\u012bna\u00efkos),<\/strong> belga <strong>(Anderlecht),<\/strong> ma soprattutto jugoslavo, l\u2019allora fortissima <strong>Stella Rossa di Belgrado<\/strong>, le cui fila annoveravano big, quali <strong>Dejan Savi\u0107evi\u0107, Darko Pan\u010dev, Miodrag Belodedici, Sini\u0161a Mihajlovi\u0107 e Vladimir Jugovi\u0107<\/strong>, gli ultimi due, poi, diventati suoi compagni di squadra, nel Doria di<strong> Sven-G\u00f6ran Eriksson<\/strong>, ma anche di <strong>Ruud Gullit e David Platt<\/strong>\u2026 Ma quanti campioni hanno vestito il blucerchiato?<\/p>\n<p>Nessuno, con pi\u00f9 \u201cgarra\u201d di <strong>Vierchowod,<\/strong> che \u2013 spiace dirlo \u2013 non ha avuto\u00a0 da <strong>Bearzot,<\/strong> n\u00e9 da <strong>Vicini,<\/strong> n\u00e9 tanto meno da <strong>Sacchi,<\/strong> le maglie azzurre che avrebbe meritato durante la lunga carriera, perch\u00e9 <strong>45 presenze in Nazionale<\/strong>, sono poche per il miglior difensore che abbia mai calcato i campi della Serie A, come spesso testimoniato da<strong> Van Basten e Maradona,<\/strong> ma anche toccato con mano dai vari<strong> Paolo Rossi, Roberto Pruzzo, Careca, Weah, Zico, S\u00f3crates, Rummenigge, V\u00f6ller, Klinsmann, Skuhrav\u00fd, \u0160ev\u010denko, Bok\u0161i\u0107, Batistuta, Ronaldo il Fenomeno,<\/strong> solo per citarne alcuni\u2026<\/p>\n<p>Lo ha fatto esordire in <strong>Nazionale,<\/strong> <strong>Enzo \u00a0Bearzot<\/strong>, contro <strong>l\u2019Olanda,<\/strong> nel gennaio dell\u201981, a <strong>Montevideo,<\/strong> in un \u2018Mundialito\u2019 e solo un infortunio alla caviglia dello Zar, spian\u00f2 la strada allo zio <strong>Bergomi,<\/strong> nei vittoriosi <strong>Mondiali spagnoli<\/strong>, mentre fu titolare inamovibile in quelli successivi, ma meno fortunati, in <strong>Messico.<\/strong><\/p>\n<p>Dopo quattro anni di assenza dalla <strong>Nazionale, Azelio Vicini lo convoca per i Mondiali del \u201890, in Italia<\/strong>, ma gli concede solo due subentri ed un posto da titolare quando \u00e8 ormai troppo tardi: la finalina per il terzo posto, contro <strong>l\u2019Inghilterra.<\/strong> Chiuder\u00e0 con l\u2019azzurro, nel <strong>1993<\/strong> (dodici anni dopo l\u2019esordio), in una partita di qualificazione ai Campionati del Mondo statunitensi, cui non partecip\u00f2 per sua scelta (disse di no ad <strong>Arrigo Sacchi,<\/strong> non gradendo\u00a0 \u2013 giustamente \u2013\u00a0 i panni di panchinaro, che in teoria gli sarebbero stati riservati\u2026 Peccato, perch\u00e9 un infortunio, di <strong>Franco Baresi,<\/strong> gli avrebbe invece consentito di rivestire il ruolo di primattore\u2026<\/p>\n<p>Veloce (faceva i cento metri in meno di 11 secondi), arcigno e perfetto nella marcatura a uomo (come il mitico <strong>Tarcisio Burgnich<\/strong>), sfruttando il suo strapotere fisico, lo spiccato senso dell\u2019anticipo ed notevole stacco aereo, <strong>Vierchowod<\/strong> aveva infatti saputo adeguarsi anche all\u2019arrivo della zona, pur senza disdegnare le improvvise sortite offensive, che gli hanno fruttato <strong>38 reti in Serie A, di cui 25 nel Doria<\/strong>.<\/p>\n<p>Grazie Pietro, a te ed agli altri, per quella decisione di restare a Genova, finch\u00e9 non avreste vinto lo scudetto e pazienza se per lenire la ferita di <strong>Wembley,<\/strong> tu, <strong>Vialli e Lombardo<\/strong> (con l\u2019aggiunta di <strong>Jugovi\u0107),<\/strong> abbiate dovuto gioire in bianconero, nella finale di <strong>Champions,<\/strong> vinta ai rigori, contro i lancieri dell\u2019<strong>Ajax<\/strong>\u2026<\/p>\n<p>Nel tuo personale palmar\u00e8s blucerchiato restano <strong>quattro Coppe Italia, una SuperCoppa Italiana, \u00a0una Coppa delle Coppe ed un indimenticabile<\/strong>\u00a0s<strong>cudetto.<\/strong>, mentre noi ti aspettiamo ancora sui campi di calcio, ad insegnare come si marca un attaccante\u2026 uomo contro uomo, come solo tu, sapevi fare\u2026<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Della stessa serie \u201cAlbum dei ricordi blucerchiati\u201d <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Bruno Mora,<\/strong>\u00a0l\u2019ala perfetta<\/p>\n<p><strong>\u00a0Trevor Francis<\/strong>, \u201cthe striker\u201d<\/p>\n<p><strong>\u00a0Ruud Gullit<\/strong>\u00a0, \u201cCervo che esce di foresta\u201d<\/p>\n<p><strong>\u00a0Nacka Skoglund<\/strong>, il re del tunnel<\/p>\n<p><strong>\u00a0Toninho Cerezo,<\/strong>\u00a0samba scudetto<\/p>\n<p><strong>\u00a0Graeme Souness<\/strong>, \u201cCharlie Champagne\u201d<\/p>\n<p><strong>\u00a0Aleksei Mikhailichenko<\/strong>, la stella dell\u2019Est<\/p>\n<p><strong>\u00a0Sebasti\u00e1n Ver\u00f3n,<\/strong>\u00a0\u201cLa Brujita\u201d<\/p>\n<p><strong>\u00a0Luisito Su\u00e1rez<\/strong>, \u201cEl arquitecto\u201d dei primi anni \u201970<\/p>\n<p><strong>\u00a0Tito Cucchiaroni<\/strong>, una leggenda nella storia della Samp<\/p>\n<p><strong>\u00a0Ernst Ocwirk<\/strong>, il faro del Prater<\/p>\n<p><strong>\u00a0Giancarlo Salvi, <\/strong>il \u201cgolden boy\u201d di Dego<\/p>\n<p><strong>\u00a0Jos\u00e9 Ricardo \u201cChina\u201d da Silva,<\/strong>\u00a0il goleador brasileiro<\/p>\n<p><strong>\u00a0Srecko Katanec,<\/strong>\u00a0la gazzella slovena<\/p>\n<p><strong>\u00a0Jorge Toro<\/strong>, dalle Ande agli Appennini Liguri<\/p>\n<p><strong>\u00a0Luca Vialli<\/strong>, il bomber<\/p>\n<p><strong>\u00a0Eddie Firmani<\/strong>, il \u201ctacchino freddo\u201d<\/p>\n<p><strong>\u00a0Ermanno Cristin<\/strong>, il \u201cNordahlino\u201d di Marassi<\/p>\n<p><strong>\u00a0Sergio Brighenti<\/strong>, il capocannoniere<\/p>\n<p><strong>\u00a0Roberto Vieri,<\/strong>\u00a0la fantasia al potere<\/p>\n<p><strong>\u00a0Mario Frustalupi<\/strong>, il piccolo grande\u201d regista<\/p>\n<p><strong>\u00a0Gaudenzio Bernasconi<\/strong>, l\u2019orsacchiotto<\/p>\n<p><strong>\u00a0Fausto Pari,<\/strong>\u00a0una vita da mediano<\/p>\n<p><strong>\u00a0Giovanni Invernizzi<\/strong>, la classe operaia in paradiso<\/p>\n<p><strong>\u00a0Walter Zenga<\/strong>, l\u2019uomo ragno<\/p>\n<p><strong>\u00a0Giovanni Lodetti,<\/strong>\u00a0da \u201cbasleta\u201d a \u201cbaciccia\u201d<\/p>\n<p><strong>\u00a0Attilio Lombardo<\/strong>, il \u201cPopeye\u201d<\/p>\n<p><strong>\u00a0Valter Alfredo Novellino, <\/strong>il Monzon della panchina<\/p>\n<p><strong>\u00a0Alessandro, <\/strong>\u201cil conquistatore\u201d <strong>Scanziani<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0Enrico Nicolini,<\/strong> \u201cil Netzer di Quessi\u201d\u201d <strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0Loris Boni, <\/strong>il \u201cbaffo\u201d col numero 8<\/p>\n<p><strong>\u00a0Bo<\/strong>\u0161<strong>kov e Veselinovi<\/strong>\u0107, gli jugoslavi<\/p>\n<p><strong>\u00a0Maryan Wisnuewski <\/strong>, il francese arrivato da Lens<\/p>\n<p><strong>\u00a0Giorgio Garbarini<\/strong>, il generale Custer<\/p>\n<p><strong>\u00a0Marco Rossinelli,<\/strong> fuga per la vittoria<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno dei quadri pi\u00f9 pregiati della pinacoteca di Paolo Mantovani, il pi\u00f9 forte difensore di 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