{"id":518662,"date":"2021-02-17T08:00:10","date_gmt":"2021-02-17T07:00:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=518662"},"modified":"2021-02-16T10:08:56","modified_gmt":"2021-02-16T09:08:56","slug":"il-viaggio-di-orfeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/02\/il-viaggio-di-orfeo\/","title":{"rendered":"Il viaggio di Orfeo"},"content":{"rendered":"<p>\u201cIo cercavo, piangendo, non pi\u00f9 lei ma me stesso. Un destino, se vuoi. Mi ascoltavo. [\u2026] Ho cercato me stesso. Non si cerca che questo. [\u2026] Visto dal lato della vita tutto \u00e8 bello. Ma credi a chi \u00e8 stato tra i morti \u2026 non vale la pena. [\u2026] \u00c8 necessario che ciascuno scenda una volta nel suo inferno.\u201d Si tratta di un passo liberamente estrapolato da \u201cL\u2019inconsolabile\u201d di Cesare Pavese contenuto nella raccolta del 1947 dal titolo Dialoghi con Leuc\u00f2. In esso Pavese trasforma il protagonista, il mitico cantore Orfeo che nel passo sta parlando con Bacca, da disperato amante alla ricerca della perduta Euridice in un tragico cercatore di se stesso. Interessante e gravida prospettiva che suggerisce \u201citinerari alternativi\u201d propri di \u201cun pensiero altro\u201d sull\u2019eterna simbiosi osmotica tra uomo ed arte che presuppone una gemellarit\u00e0 archetipica tra i due elementi che si scambiano il ruolo di soggetto ed oggetto. Per non parlare del momento in cui il fruitore rigenera e ricrea il prodotto artistico attraverso un nuovo atto d\u2019amore verso l\u2019opera che esiste in s\u00e9 ma che vive solo nell\u2019eterno rinascere e rinnovarsi grazie al divino che \u00e8 in ogni essere umano.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_547\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_547\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Ma torniamo ad Orfeo: il primo artista, cos\u00ec potremmo definirlo, pare sia pi\u00f9 antico di Omero, come afferma Mircea Eliade, si dice originario della citt\u00e0 di Lebetra nota per la presenza di sciamani capaci di generare un tramite fra il mondo dei vivi e quello dei morti e, fra le altre misteriose capacit\u00e0, va sottolineata quella di produrre, tramite la musica, uno stato di trance negli ascoltatori. Maestro fra tanti maestri, Orfeo con il suo canto \u201cammansiva le fiere e animava le cose inanimate\u201d. Quanto cara a Nietzsche la sua arte che fondeva l\u2019ordine musicale apollineo e l\u2019a-razionale e dionisiaco effetto dello stesso sulla natura della quale, mi sembra evidente, aveva colto e cantava la morte e la resurrezione ciclica, quell\u2019eterno ritorno che annichilisce il tempo e che tanta parte riveste nel mito, oltre che nei misteri orfici in quelli eleusini fino al suo meraviglioso manifestarsi nella morte e rinascita dionisiaca. Miti successivi celebrano la potenza melica di Orfeo nel corso della spedizione degli Argonauti ma il mito che lo riguarda pi\u00f9 intimamente e lo rivela nella sua essenza \u00e8 sicuramente quello del suo viaggio nel mondo dei morti per riportare alla luce la moglie Euridice che ci \u00e8 noto, oltre che per antiche testimonianze, attraverso le Georgiche di Virgilio e le Metamorfosi di Ovidio. Le diverse versioni del mito concordano su alcuni aspetti che proviamo a leggere in un\u2019ottica anche pavesiana ma, spero, \u201caltra\u201d.<\/p>\n<p>Euridice muore uccisa dal morso di un serpente, suggestioni, pur intriganti, che rimandano al calcagno di Maria non possono trovare posto in questo contesto, Orfeo, distrutto dal dolore, decide di infrangere il tab\u00f9 per antonomasia e parte alla volta dell\u2019oltretomba per tentare di riportarla alla vita. La sua musica, cos\u00ec disperata e meravigliosa, commuove Caronte, Cerbero e la stessa Persefone che convince Ade, suo compagno e signore degli Inferi, a permettere ad Orfeo di tornare tra i vivi seguito dalla sua sposa a patto che non si volti, lungo il tragitto, fino all\u2019uscita dal suo regno. Hermes viene incaricato di seguire la coppia al fine di verificare il rispetto dell\u2019impegno. Euridice, ignara dell\u2019accordo, segue il suo sposo disperata poich\u00e9 lui non la degna di uno sguardo, ma Orfeo resiste alla tentazione fino a che, proprio sul punto di confine tra vivi e morti si volta. Al di l\u00e0 delle diverse sfumature, pur interessanti, sulla ragione tecnica del ritardo della sposa nei confronti del musico, ci\u00f2 che rimane \u00e8 che Euridice, trattenuta malinconicamente da Hermes, lentamente scompare lasciando il povero Orfeo nella pi\u00f9 terribile disperazione. L\u2019epilogo della vicenda \u00e8, se possibile, ancor pi\u00f9 tragico: in una versione Orfeo rinnega l\u2019amore eterosessuale per poi diffondere quello omosessuale fra i maschi Traci suscitando l\u2019ira assassina delle mogli, in un\u2019altra la sua decisione \u00e8 di rinunciare a ogni forma d\u2019amore e, in questo caso, saranno le Baccanti a fare scempio del suo corpo rendendolo all\u2019aldil\u00e0. \u00c8 ora possibile raccogliere lo stimolante punto di vista di Pavese ed anche una possibile lettura del profondo nesso che unisce in uno scooby doo inestricabile conscio, inconscio, arte e psicologia. Nel mito di Orfeo possiamo riconosce nell\u2019Ade la sfera dell\u2019inconoscibile ed incontrollabile, ci\u00f2 che abbiamo consapevolezza che sia senza aver la capacit\u00e0, sempre che sia possibile, di afferrarlo attraverso la rete della ragione conscia. La psicologia dell\u2019arte, infatti, sostiene che l\u2019opera d\u2019arte \u00e8 portatrice di segni che travalicano le intenzioni progettuali e realizzative dell\u2019autore cos\u00ec come quelle consapevoli del fruitore. In onore dell\u2019arte melica di Orfeo mi sembrano perfette le parole di L. v. Beethoven: \u201cOgni vera creazione d\u2019arte \u00e8 indipendente da colui che l\u2019ha realizzata, pi\u00f9 potente dell\u2019artista stesso e ritorna al divino attraverso la sua manifestazione. In questo \u00e8 tutt\u2019uno con l\u2019uomo che \u00e8 testimone dell\u2019espressione del divino in s\u00e9\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 evidente che non a tutti sia concesso il dono del viaggio permesso dagli dei ad Orfeo, questo diritto pu\u00f2 essere identificato con il talento, quello che l\u2019amico Kant avrebbe definito il genio, del quale o si \u00e8 dotati o non lo si pu\u00f2 acquisire, \u00e8 anche vero che non \u00e8 dato sapere se lo si possiede fino a che non ci si misura con la sfida, \u00e8 questo l\u2019atto di fede che \u00e8 richiesto a chiunque si sappia come artista. \u00c8 indispensabile, poi, un\u2019enorme dose di lavoro, di caparbiet\u00e0, di fatica. Orfeo ha dovuto faticare a lungo per ottenere il diritto di accedere al mondo degli Inferi e, una volta guadagnata l\u2019opportunit\u00e0, ancor pi\u00f9 faticosa \u00e8 stata l\u2019ascesa al regno di Persefone ed Ade. Solo per inciso, se non tutti possiedono il genio per produrre arte, a molti di pi\u00f9 \u00e8 concessa la gioia di goderne ricordando che il fruitore si fa artista nel momento in cui consente all\u2019opera di rinascere in lui. Si tratta di un atto d\u2019amore molto simile a quello compiuto dall\u2019artista ed \u00e8 portatore di una gioia immensa. Pensando la natura come genio, chi sa inebriarsi e tingersi dei colori del tramonto ne condivide la geniale creativit\u00e0. Certo, rimane \u201cl\u2019ottentotto del Berchet\u201d che attraversa la vita senza poter mai godere di tanta bellezza, poco ne cale alla natura. Ma questo affascinante e terribile viaggio nell\u2019altrove dal quale tornare alla luce carichi di doni, pi\u00f9 o meno consapevolmente, richiede come preludio, il coraggio di guardare dentro di s\u00e9 poich\u00e9 \u201cil coraggio ammazza anche le vertigini sull\u2019orlo degli abissi: e quando mai l\u2019uomo non pencola sull\u2019orlo di abissi! Lo stesso vedere non \u00e8 forse vedere abissi\u201d afferma un grandissimo esaminatore dell\u2019atto creativo come superamento dei limiti, certo si sar\u00e0 riconosciuto lo stile di Nietzsche.<\/p>\n<p>A Orfeo \u00e8 stato chiesto un atto di fede sia in s\u00e9 che nella parola del dio, chiunque presuma di poter generare arte deve accettare il rischio e possedere una fede incrollabile che altrimenti non porter\u00e0 con s\u00e9 nulla dall\u2019altrove che avr\u00e0 visitato e che lo ha visitato. Ed infine sar\u00e0 indispensabile l\u2019onest\u00e0 assoluta di riportare l\u2019orrendo ed il meraviglioso, senza ingannare s\u00e9 stesso o il fruitore poich\u00e9, in caso contrario, Hermes non conceder\u00e0 ad Euridice di vedere la luce. Per dirla con le parole pronunciate da Gershom Freeman sull\u2019arte: \u201cPoich\u00e9 non pu\u00f2 essere vera deve essere sincera\u201d, ma questo \u00e8 un nuovo inizio.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-518662","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/518662","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=518662"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/518662\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=518662"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=518662"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=518662"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}