{"id":517733,"date":"2021-02-04T13:22:29","date_gmt":"2021-02-04T12:22:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=517733"},"modified":"2021-02-04T13:27:52","modified_gmt":"2021-02-04T12:27:52","slug":"celebrazioni-per-il-giorno-del-ricordo-la-piu-grande-strage-di-italiani-in-tempo-di-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/02\/celebrazioni-per-il-giorno-del-ricordo-la-piu-grande-strage-di-italiani-in-tempo-di-pace\/","title":{"rendered":"Celebrazioni per il Giorno del Ricordo: &#8220;La pi\u00f9 grande strage di italiani in tempo di pace&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona.<\/strong> Nell\u2019impossibilit\u00e0 di tenere quest\u2019anno la cerimonia pubblica al monumento ai caduti di piazza Mameli a Savona a causa delle disposizioni anti-Covid, la sezione savonese dell\u2019Associazione Nazionale Venezia-Giulia e Dalmazia (ANVGD) ha deciso di organizzare una <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/evento\/savona-monsignor-marino-presiede-la-messa-in-memoria-delle-vittime-delle-foibe\/\">Messa in suffragio delle vittime delle foibe<\/a> e dell\u2019esodo dalle loro terre, degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra. La messa verr\u00e0 celebrer\u00e0 mercoled\u00ec 10 febbraio, alle 18, nel duomo da Calogero Marino, vescovo di Savona-Noli.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_711\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_711\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cCon il \u2018Giorno del Ricordo\u2019, istituito nel 2004, l\u2019Italia ha inteso onorare \u2018la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le\u00a0vittime delle foibe, dell\u2019esodo dalle loro terre, degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra\u2019. La data scelta, il 10 febbraio, ricorda il giorno della firma del durissimo trattato di pace del 1947 con cui l\u2019Italia fu costretta, tra l\u2019altro, a cedere alla Jugoslavia gran parte della Venezia Giulia, l\u2019Istria e parte della provincia di Gorizia, Fiume, Zara, la Dalmazia e le isole del Quarnaro e ad accettare l\u2019internazionalizzazione di Trieste che solo nel 1954 torner\u00e0 italiana\u201d.<\/p>\n<p>\u201cAttorno a questi avvenimenti si sono consumate storie drammatiche. Nel settembre del 1943 e poi, a guerra finita, nel maggio del 1945, si contarono migliaia di vittime, italiane, calcolando quelle brutalmente uccise e poi gettate nelle foibe, inghiottitoi carsici frequentissimi nella regione, e i morti in campi di lavoro e di concentramento jugoslavi\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIl timore delle violenze e il desiderio di non rinunciare alla loro identit\u00e0 indussero la maggior parte della popolazione di lingua italiana a lasciare le loro terre. Almeno 250.000 furono i profughi costretti ad abbandonare ogni loro avere e ad affrontare l\u2019incertezza del futuro e una accoglienza tormentata, sopportando spesso anche l\u2019accusa di essere fascisti in fuga\u201d.<\/p>\n<p>Si \u00e8 svolta questa mattina la Seduta solenne del Consiglio regionale per ricordare la persecuzione della popolazione italiana in Venezia Giulia, Istria e Dalmazia avvenuta nell\u2019immediato Secondo Dopoguerra. La seduta \u00e8 stata aperta dai saluti del presidente dell\u2019Assemblea legislativa Gianmarco Medusei. Franco Papetti, presidente dell\u2019Associazione Italiani Fiumani nel Mondo, ha tenuto l\u2019orazione ufficiale.<\/p>\n<p>Il presidente del Consiglio regionale Gianmarco Medusei ha invitato gli ospiti ha osservare un minuto di silenzio in memoria delle vittime della persecuzione; \u00e8 seguita la proiezione del filmato dell\u2019Istituto Luce \u201cL\u2019esodo degli Italiani da Pola\u201d, con le toccanti immagini della fuga precipitosa di centinaia di migliaia di persone, dei saluti fra le lacrime, delle povere masserizie accumulate in tutta fretta in porto prima di imbarcarsi per l\u2019Italia.<\/p>\n<p>Dopo la documentazione video il presidente Medusei ha ripreso la parola con un breve indirizzo di saluto.<\/p>\n<p>L\u2019orazione ufficiale \u00e8 stata tenuta da Franco Papetti, presidente dell\u2019Associazione Italiani Fiumani nel Mondo e vice Presidente vicario di Federesuli, l\u2019associazione che coordina le pi\u00f9 importanti associazioni degli esuli fiumani, giuliani e dalmati.<\/p>\n<p>Questa mattina , con sei giorni di anticipo per motivi legati alla presenza del\u00a0 nostro ospite, il presidente dell\u2019associazione Italiani Fiumani nel mondo Franco Papetti, ho presieduto il Consiglio regionale in Seduta solenne in occasione del \u201cGiorno del Ricordo\u201d istituita con legge n. 92 del 30 marzo 2004 \u2013 ha esordito \u2013\u00a0 in segno di deferente omaggio nei confronti di tutte le vittime delle foibe e della tragedia degli Italiani della Venezia Giulia, dell\u2019Istria, del Quarnaro e della Dalmazia nel primo dopoguerra\u201d.<\/p>\n<p>Il presidente ha proseguito:\u00a0 \u201cPurtroppo sempre in streaming, ma ci\u00f2 non ci ha impedito di ascoltare una intensa narrazione storica. Questa Assemblea Legislativa ha celebrato quella che si deve riconoscere come la pi\u00f9 grande strage di Italiani in tempo di pace. Questa \u00e8 l\u2019essenza di questo giorno, una tragedia che ha sub\u00ecto per oltre 50 anni l\u2019ostracismo della storia e che ha costituito un oltraggio per le vittime tutte. Sia per quelli che persero la vita nelle nere gole del Carso, come quelli che furono costretti a fuggire per salvarsi\u201d.<\/p>\n<p>Secondo Medusei \u201cl\u2019esilio non si sceglie, l\u2019esilio si subisce, \u00e8 la risposta estrema alla pi\u00f9 estrema minaccia. Furono poco pi\u00f9 di un centinaio i campi profughi, vennero adattate alla benemeglio allo scopo conventi, ospedali, caserme, edifici scolastici e fin anche i campi di concentramento e di prigionia. Tra i tanti ricordiamo la Risiera di San Sabba e il campo di concentramento di Fossoli. Fu cos\u00ec anche in Liguria che vide l\u2019allestimento fortunoso dell\u2019ex colonia marina Fara a Chiavari e della caserma Ugo Botti a La Spezia. Oggi facciamo memoria delle vittime delle foibe e del dolore e dei patimenti degli esuli, convinti \u2013 ha concluso \u2013 che comprendere a fondo le vere ragioni storiche, capire le implicazioni politiche a livello internazionale, studiare le dinamiche che presiedettero il sogno panslavista, con lucida obiettivit\u00e0 storica, senza sconti e senza pregiudiziali, sia l\u2019unico modo di rendere loro onore\u201d.<\/p>\n<p>Il relatore Franco Papetti ha fatto alcuni cenni storici sulla storia\u00a0 dei territori che dalle Alpi Giulie raggiungono l\u2019Istria e, lungo le coste orientali sul Mar Adriatico, si estendono da Fiume al confine fra Montenegro e Albania: dall\u2019occupazione dell\u2019Impero romano, al dominio della Repubblica di Venezia e, successivamente, dell\u2019Impero Asburgico fino all\u2019avvento del fascismo, \u201cche si propose l\u2019obiettivo della bonifica etnica per italianizzare le zone abitate dagli slavi\u201d, alla successiva invasione della Jugoslavia\u00a0 del 1941, che scaten\u00f2 la prima persecuzione contro le popolazioni italiane, all\u2019occupazione nazista del 1943 \u00a0e, infine, la ripresa delle persecuzioni degli italiani nel 1945. \u201cLa repressione \u2013 ha spiegato Papetti\u00a0 \u2013 part\u00ec dal movimento rivoluzionario jugoslavo che si stava trasformando in regime convertendo, quindi, in violenza di stato l\u2019animosit\u00e0 nazionale ed ideologica diffusa nei quadri partigiani per annettere alla nuova Jugoslavia tutta la Venezia Giulia togliendo di mezzo quella classe dirigente che avrebbe potuto difendere l\u2019italianit\u00e0 di quelle terre\u201d.<\/p>\n<p>Papetti ha fornito alcune cifre del drammatico esodo: il 90% della popolazione italiana abbandon\u00f2 i territori ceduti alla Jugoslavia dopo il trattato di Pace di Parigi del 10 febbraio 1947. \u201cSe ne andarono operai ed intellettuali, uomini in vista e contadini. Se ne andarono \u2013 ha spiegato \u2013 per fuggire al clima di repressione, insicurezza e paura instaurato dal regime totalitario comunista jugoslavo, per sfuggire alla politica di snazionalizzazione e\u00a0 anche per ragioni economiche legate all\u2019eliminazione della propriet\u00e0 privata, alla nazionalizzazione delle fabbriche, al livellamento degli stipendi\u201d. Ma l\u2019Italia \u201csi dimostr\u00f2\u00a0 impreparata ad accogliere un cos\u00ec alto numero di persone in quanto era completamente distrutta dalla guerra e agli inizi di una dura ricostruzione\u201d.<\/p>\n<p>Papetti ha, quindi, illustrato le cause dell\u2019 \u201coblio di questa tragedia durato 50 anni\u201d: equilibri internazionali, in quanto Tito era l\u2019unico argine alla pressione sovietica sul Mediterraneo, la necessit\u00e0 della neo Repubblica di riscattarsi dal fascismo e di dipingere la Resistenza, anche quella jugoslava, come eroica e cristallina. \u201cLa svolta \u2013 ha aggiunto \u2013 \u00e8 avvenuta con la fine della guerra fredda e della contrapposizione dei blocchi nel 1996 e, finalmente, con la legge 92 del 30 marzo 2004 con cui viene istituito il \u201cGiorno del ricordo\u201d, con cui la storia della Venezia Giulia diventa parte della storia nazionale. Agli esuli viene riconosciuta la dignit\u00e0 della difficile scelta di rimanere italiani al cui valore umano e civile sacrificarono tutto, ma il \u201cGiorno del Ricordo\u201d deve essere un punto di partenza per nuovi riconoscimenti. Siamo di fronte al tentativo concreto di ricomposizione di un popolo che gli eventi storici hanno cos\u00ec duramente punito, una ricomposizione tra esuli e coloro che scelsero o furono costretti a rimanere\u201d.<\/p>\n<p>Secondo Papetti \u201cle Foibe e l\u2019Esodo devono diventare un\u2019occasione di ulteriore riflessione sulla costruzione dell\u2019Europa dei popoli, basata su comuni aspirazioni di democrazia e di tolleranza. Le memorie non potranno essere mai totalmente condivise, ma la possibilit\u00e0 di incontrarsi e confrontarsi rappresenta un traguardo raggiungibile. Gli esuli oggi lottano perch\u00e9 la loro cultura, la loro storia, le loro tradizioni possano non solo essere ricordate, ma continuare ad esistere\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Iniziative e seduta solenne in Consiglio regionale<\/p>\n","protected":false},"author":12120,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,56],"tags":[6411,6507],"class_list":["post-517733","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-altre","tag-foibe","tag-giorno-del-ricordo","post_tag_personaggi-franco-papetti","post_tag_personaggi-gianmarco-medusei"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/517733","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/12120"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=517733"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/517733\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=517733"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=517733"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=517733"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}