{"id":516817,"date":"2021-01-21T12:13:21","date_gmt":"2021-01-21T11:13:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=516817"},"modified":"2021-01-21T12:13:46","modified_gmt":"2021-01-21T11:13:46","slug":"lo-studio-ligure-il-trapianto-di-cellule-staminali-puo-fermare-la-sclerosi-multipla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/01\/lo-studio-ligure-il-trapianto-di-cellule-staminali-puo-fermare-la-sclerosi-multipla\/","title":{"rendered":"Lo studio ligure: \u201cIl trapianto di cellule staminali pu\u00f2 fermare la sclerosi multipla\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>Genova.<\/strong>\u00a0Persone con\u00a0<strong>sclerosi<\/strong>\u00a0<strong>multipla<\/strong>\u00a0aggressiva sottoposti al trapianto\u00a0<strong>autologo di cellule staminali ematopoietiche<\/strong> hanno una\u00a0<strong>remissione di malattia duratura nel tempo<\/strong>.\u00a0Lo ha dimostrato per la prima volta lo studio di Gianluigi Mancardi e Giacomo Boffa, dell\u2019Universit\u00e0 di Genova e del policlinico San Martino.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_290\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_290\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">I risultati dello studio retrospettivo, che ha coinvolto\u00a0<strong>20 centri italiani<\/strong>, hanno un\u2019enorme rilevanza nell\u2019ambito della ricerca sulla sclerosi multipla, perch\u00e9 nonostante esistano terapie in grado di rallentare la progressione della malattia, non \u00e8 ancora possibile bloccarla del tutto.<\/p>\n<p><strong>La sclerosi multipla colpisce circa 3.400 persone ogni anno in Italia<\/strong>, con un\u2019et\u00e0 di esordio generalmente tra i 20 e i 40 anni. La maggior parte delle persone che ne soffrono presenta una forma di malattia in cui il danno a livello neurologico si accumula molto lentamente. Su questa forma di sclerosi multipla si sono sviluppate tutte le terapie approvate oggi. Esiste invece una piccola parte di pazienti, quasi il 10% dei casi, che presenta forme particolarmente aggressive e che risponde poco alle terapie. In questi pazienti \u00e8 necessario agire velocemente, in quanto la malattia pu\u00f2 causare danni irreparabili in poche settimane o pochi mesi.<\/p>\n<p>Lo studio retrospettivo, in parte finanziato dalla<strong>\u00a0Fondazione Italiana Sclerosi Multipla<\/strong>\u00a0(Fism) e pubblicato su\u00a0<strong>Neurology<\/strong>, ha analizzato l\u2019efficacia nel tempo del trapianto autologo di cellule staminali ematopoietiche, che prevede il\u00a0<strong>prelievo di cellule staminali dal paziente a cui vengono re-infuse dopo un trattamento chemioterapico<\/strong>.<\/p>\n<p>Il lavoro prevedeva un\u2019intensa immunosoppressione iniziale, per eliminare l\u2019infiammazione del sistema nervoso che caratterizza la malattia, seguita da una re-infusione delle cellule staminali ematopoietiche precedentemente raccolte dal paziente stesso, per la formazione di un nuovo sistema immunitario, pi\u00f9 tollerante e meno aggressivo. Sono stati studiati tutti i pazienti con sclerosi multipla aggressiva che hanno subito un trapianto in Italia dal 1998 al 2019 che sono stati seguiti per un<em>\u00a0follow up<\/em>\u00a0medio di circa 6 anni.<\/p>\n<p>I dati dimostrano che<strong>\u00a0oltre il 60% dei pazienti non ha un aggravamento della disabilit\u00e0 dopo 10 anni dal trapianto<\/strong>\u00a0e in molti casi si osserva anche un miglioramento del quadro neurologico duraturo nel tempo.<i><br>\n<\/i><\/p>\n<p>\u201cI risultati ottenuti sono di fondamentale importanza nel contesto attuale della malattia perch\u00e9 i pazienti presi in esame hanno una forma di sclerosi multipla particolarmente aggressiva e che, per questo, spesso vengono esclusi dalle sperimentazioni cliniche. Tutto ci\u00f2 spiega le poche terapie disponibili per loro \u2013 afferma\u00a0<strong>Giacomo Boffa<\/strong>\u00a0\u2013 inoltre ad oggi il nostro \u00e8 lo studio con il pi\u00f9 lungo<em>\u00a0follow up<\/em>\u00a0dopo trapianto, molti pazienti sono stati seguiti per oltre dieci anni: aspetto fondamentale per la sclerosi multipla, che \u00e8 una malattia molto lenta e cronica. Infatti, sono necessari lunghi periodi di osservazione prima di riuscire a comprendere se un trattamento ha avuto effetto, perch\u00e9 molti pazienti possono andare incontro ad una progressione \u201csilente\u201d di malattia, che spesso non \u00e8 evidente nei primi anni di terapia\u201d.<\/p>\n<p><strong>Gianluigi Mancardi, uno dei pionieri del trapianto autologo<\/strong>\u00a0di cellule staminali in persone affette da sclerosi multipla, ha visto cos\u00ec cambiare negli anni la procedura: \u201cAll\u2019inizio ci si rivolgeva a soggetti con una malattia in fase avanzata che si rispecchiava in una grave disabilit\u00e0. Ora invece il target \u00e8 composto da pazienti aggressivi, quelli che non rispondono alle terapie, anticipando il trapianto autologo nel tempo: nel momento in cui ci si accorge che la persona non risponde alle terapie tradizionali, il trapianto autologo \u00e8 una delle opzioni pi\u00f9 importanti. Ci\u00f2 permette anche di intervenire quando il paziente ha ancora delle possibilit\u00e0 di recupero. Il problema principale della terapia rimane il rischio di mortalit\u00e0, che per\u00f2 sta progressivamente diminuendo nel tempo e ora \u00e8 intorno allo 0,3%\u201d.<\/p>\n<p>Conclude\u00a0<strong>Matilde Inglese<\/strong>, responsabile del centro Sclerosi Multipla del San Martino e dell\u2019Universit\u00e0 di Genova: \u201cI risultati raggiunti dimostrano come il trapianto di staminali ematopoietiche sia una procedura in grado di cambiare la storia della malattia di questi pazienti, poco rappresentati negli studi clinici, con effetti positivi che si protraggono per anni dopo il trattamento\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I dati dimostrano che oltre il 60% dei pazienti non ha un aggravamento della disabilit\u00e0 dopo 10 anni dal trapianto<\/p>\n","protected":false},"author":12120,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,56],"tags":[113337,2438,2996],"class_list":["post-516817","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-altre","tag-policlinico-san-martino","tag-sclerosi-multipla","tag-universita-di-genova"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/516817","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/12120"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=516817"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/516817\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=516817"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=516817"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=516817"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}