{"id":516725,"date":"2021-01-20T09:37:16","date_gmt":"2021-01-20T08:37:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=516725"},"modified":"2021-01-20T09:37:16","modified_gmt":"2021-01-20T08:37:16","slug":"perdonate-ma-ancora-sul-perdono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/01\/perdonate-ma-ancora-sul-perdono\/","title":{"rendered":"Perdonate ma\u2026 ancora sul perdono"},"content":{"rendered":"<p>\u201cPadre ho peccato contro Dio e contro di te, non merito di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi servi\u201d. Molti avranno riconosciuto un passo tratto dalla parabola del figliol prodigo contenuta nella trilogia del Vangelo di Luca con la parabola della pecora smarrita e quella della moneta smarrita accomunate dal messaggio di gioia per il ritrovamento di qualcosa o qualcuno che si temeva essere perduto a noi per sempre. Interessanti i dibattiti, poich\u00e9 nel vangelo non \u00e8 esplicitato il titolo della parabola, intorno al fatto che sarebbe pi\u00f9 opportuno centrare lo stesso sulla figura del padre misericordioso, ma mantengo la vulgata popolare lasciando la disputa ai teologi ed agli esegeti evangelici, non \u00e8 di questo che tratta il nostro incontro di oggi. La ragione dell\u2019incipit sta nel fatto che numerosi argomentati messaggi, in relazione allo scorso articolo sul perdono, mi hanno indotto a riflettere su alcuni aspetti della questione. Le osservazioni sono state diverse e tutte stimolanti, nelle varie sfaccettature, per\u00f2, mi \u00e8 sembrato riconoscibile un interrogativo comune: ma se chi ha fatto del male a me lo ha fatto deliberatamente \u00e8 giusto perdonarlo ugualmente? Ed \u00e8 comunque, per tornare all\u2019affermazione gershomiana, pi\u00f9 difficile perdonare la persona alla quale ho fatto del male che non quella che lo ha fatto a me?<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_961\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_961\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Provo a chiarire il senso dell\u2019incipit evangelico: la parabola di Cristo racconta di un padre che aveva due figli, il primogenito che lo ubbidiva e che lavorava per lui, il secondo che, pretesa in anticipo la propria eredit\u00e0, se ne era andato per il mondo sperperandola in libagioni e incontri lussuriosi. Solo una volta esauriti i doni paterni, dopo un breve periodo di lavoro, stagione nel corso della quale si risolve a tornare dal padre, medita di chiedere perdono con queste parole: \u201cPadre ho peccato contro Dio e contro di te, non merito di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi servi\u201d, ma il padre subito lo abbraccia ed organizza per lui una grande festa sacrificando anche il \u201cvitello grasso\u201d. Ricordo che da bambino trovai il comportamento del padre molto bello ma compresi anche la reazione del primogenito che lamentava di non aver mai ricevuto nulla per il suo corretto comportamento ed ora doveva assistere alla festa per il fratello che si era comportato sempre male. Nemmeno il commento conclusivo del padre che affermava essere bene la festa poich\u00e9 \u201ctuo fratello era morto ed \u00e8 tornato in vita\u201d mi convinse del tutto, ma il prete del mio oratorio cerc\u00f2 di chiarire il concetto che, per dirla tutta, compresi nel suo messaggio teologico solo pi\u00f9 tardi. Avevo un dubbio, fastidioso, non mi sembrava del tutto equo l\u2019agire del padre! Approfondii e incontrai le diverse interpretazioni: quella teologica che celebra il peccatore che si redime fino a meritare il perdono divino, quella storica che descrive il cambiamento prospettico tra il Vecchio ed il Nuovo testamento, quella riconducibile ad Henri Denis che riconosce nel figlio prodigo l\u2019azione sacrificale di Ges\u00f9 e nel fratello l\u2019incapacit\u00e0 del popolo ebraico di riconoscerne la divinit\u00e0. Ebbene, ancora oggi sono convinto che ci\u00f2 che poteva lecitamente aver senso in una prospettiva divina molto meno era comprensibile nella percezione molto pi\u00f9 terrena del primogenito.<\/p>\n<p>Possiamo ora riprendere il discorso suggerito dalle diverse considerazioni di attenti e critici lettori: il figliol prodigo sapeva di comportarsi male? Ne era consapevole e ha continuato a farlo? Ha chiesto perdono, \u00e8 sufficiente? Il padre non ha fatto fatica a concedergli il proprio, il fratello molto meno: chi dei due ha subito il torto maggiore? Premetto che sto deliberatamente abbandonando l\u2019ambito religioso per passare a quello assolutamente mondano. La mia formazione filosofica, come quella di quasi tutti in occidente, ha radici socratiche e sappiamo che il filosofo greco sosteneva che \u201cNessuno compie il male volontariamente\u201d ma solo perch\u00e9 non capisce, chi utilizza correttamente la ragione non pu\u00f2 fare del male,! Questo ci riporta ancora una volta alle parole del Cristo sulla croce: \u201cPadre, perdona loro perch\u00e9 non sanno quello che fanno\u201d dando per gi\u00e0 elargito il proprio perdono. Mi piace riportare altre due citazioni, certo, non divine, ma di personaggi considerevoli. La prima \u00e8 di Oscar Wilde: \u201cPerdona sempre i tuoi nemici. Nulla li fa arrabbiare di pi\u00f9\u201d; l\u2019altra di Piero Calamandrei: \u201cTalvolta il perdono \u00e8 una forma superiore di disprezzo\u201d. Ma non possiamo in questa sede allargare eccessivamente l\u2019orizzonte della riflessione, mi sembra che un aspetto importante possa essere legato ai concetti di vendetta e di giustizia.<\/p>\n<p>Intanto va precisato che dobbiamo partire dal presupposto che stiamo parlando di chi fa del male scientemente, insomma: i vari Hitler Stalin e tutta la lunga serie di criminali responsabili di genocidio sono da perdonare perch\u00e9 erano convinti di agire in nome di un valore pi\u00f9 alto, perch\u00e9 non si rendevano conto di quanto fossero folli o non meritano nessun perdono? Gi\u00e0 temo i distinguo tra i sostenitori dell\u2019una o dell\u2019altra fazione, allora abbandoniamo questo terreno minato. Siamo capaci di affermare che il cattivo \u00e8 gi\u00e0 sufficientemente punito dal dover vivere con se stesso e che poco cambia il mio perdono ma se lo elargisco questo fa star meglio me? E se il soggetto che ha fatto il torto sono io \u00e8 davvero cos\u00ec faticoso perdonare chi lo ha subito come sostiene il mio amico Gershom? Ho sentito spesso predicare il \u201cporgi l\u2019altra guancia\u201d, ma lo hanno sempre suggerito quelli che non erano i proprietari della guancia; anche l\u2019affermazione che la miglior vendetta \u00e8 il perdono \u00e8 solitamente proposta da chi la sostiene parlando con chi il torto l\u2019ha subito e non per averlo sperimentato di persona; interessante la prospettiva di Henrich Heine che afferma: \u201cDovremmo perdonare i nostri nemici, ma non prima che vengano impiccati\u201d. <\/p>\n<p>Una coppia di personaggi manzoniani ci pu\u00f2 aiutare per arrivare a una qualche conclusione, sempre provvisoria, ovviamente: mi riferisco a Lucia Mondella e all\u2019Innominato. Li ho sempre trovati funzionalmente letterari, non plausibili e molto manichei. L\u2019Innominato, cos\u00ec assolutamente cattivo ma abitato da una sublime santit\u00e0, ma soprattutto Lucia che, adolescente innamorata e, \u00e8 lecito presumere, ormonalmente ben predisposta, che, a un passo dal traguardo coniugale, subisce il rapimento e, imprigionata, non solo prega per l\u2019anima del suo aguzzino ma si impone il voto della castit\u00e0. Nessuno di noi \u00e8 divino, siamo esseri umani, facciamo fatica a sopportare un dolore inflittoci, soprattutto se ingiustamente, figuriamoci pregare per il colpevole di tanto male. Ma da qui al rancore, alla vendetta \u2026 per dirla con le parole del Mahatma Gandhi: \u201cOcchio per occhio\u2026 e il mondo diventa cieco\u201d. La situazione descritta nei Promessi sposi \u00e8 assolutamente paradossale, e meno male che fra Cristoforo ci mette una pezza per il bene di Lorenzo e, mi auguro, di Lucia, ma anche in quel caso era gi\u00e0 stata tracciata una linea a priori tra il bene ed il male, una ferrea demarcazione, senza comprendere che il tempo la modifica e modella incessantemente, con la quale giudicare, ed allora forse la questione pi\u00f9 rilevante diventa la smania di giudizio spesso esercitata da chi nemmeno \u00e8 parte del torto fatto o subito, ma opera di quegli spettatori della vita che, non sapendola vivere hanno due sole opzioni: o incontrano un terapeuta davvero efficace o vanno giudicando e radicando rancore cos\u00ec che poi, accecati, possano abitare tranquilli nel mondo divenuto cieco.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-516725","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/516725","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=516725"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/516725\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=516725"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=516725"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=516725"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}