{"id":515979,"date":"2021-01-08T19:01:59","date_gmt":"2021-01-08T18:01:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=515979"},"modified":"2021-01-08T19:01:59","modified_gmt":"2021-01-08T18:01:59","slug":"il-distanziamento-di-un-metro-non-basta-per-evitare-i-contagi-lallarme-della-comunita-scientifica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/01\/il-distanziamento-di-un-metro-non-basta-per-evitare-i-contagi-lallarme-della-comunita-scientifica\/","title":{"rendered":"&#8220;Il distanziamento di un metro non basta per evitare i contagi&#8221;: l&#8217;allarme della comunit\u00e0 scientifica"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria. Il tema della sicurezza sanitaria <\/strong>e di\u00a0ome evitare l&#8217;infezione \u00e8 ancora attuale. La logica delle riaperture delle attivit\u00e0 e le regole da seguire nella ripresa della vita lavorativa e sociale, ha senso che siano affidate alle evidenze che la scienza propone in una ricerca continua di risposte alle domande dei cittadini e dei governi. Oltre alle precauzioni igieniche, \u00e8 ormai prassi accettata quella di usare la mascherina in presenza di altre persone e di tenersi ad almeno un metro di distanza: ma \u00e8 sufficiente?<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41598-020-80078-7\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Una nuova ricerca pubblicata su Scientific Reports dimostra che il distanziamento di un metro non ha fondamento scientifico: <\/a>l\u2019attuale ignoranza circa la dimensione iniziale delle goccioline di saliva che accompagna le esalazioni umane (tosse, starnuti, ecc.), e che fungono da veicolo per il virus SARS-CoV-2, non permette di identificare una distanza capace di garantire sicurezza tra gli individui. Da questo punto di vista, l&#8217;uso della mascherina \u00e8 l&#8217;unico modo attualmente comprovato di avere una maggiore sicurezza. La ricerca, frutto del lavoro di un gruppo di scienziati, esperti di fisica dell\u2019atmosfera, dinamica dei fluidi e bio-fluidodinamica, afferenti all&#8217;Universit\u00e0 di Genova, all&#8217;Okinawa Institute of Science and Technology, all&#8217;Universit\u00e9 C\u00f4te d\u2019Azur e alla sezione genovese dell&#8217;Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, dimostra come non esista nessun alcun fondamento scientifico alla base del distanziamento sociale nella prevenzione del rischio di contagio da COVID-19.<\/p>\n<p>I perch\u00e8 di questa ricerca li spiega il professor <strong>Andrea Mazzino,<\/strong> ricercatore e docente di <strong>fluidodimamica dell&#8217;Universit\u00e0 di Genova<\/strong>: &#8220;\u00c8 ormai un fatto assodato che il COVID-19 sia in gran parte causato dalla trasmissione per via aerea, un fenomeno che ha rapidamente guadagnato grande attenzione da parte della comunit\u00e0 scientifica. Sono svariate le pubblicazioni scientifiche, tutte molto recenti, che dimostrano tale evidenza. Il virus SARS-Cov-2 ospitato in diversi tratti del nostro apparato respiratorio viene infatti espulso all\u2019esterno attraverso emissioni violente (tosse o starnuti), ma anche semplicemente parlando o cantando o semplicemente respirando. In tutti questi casi vengono emesse piccole goccioline di saliva che fungono da veicolo per il virus. Esso non viaggia da solo in aria ma necessita di tale mezzo per essere trasportato e contagiare altri individui garantendo cos\u00ec la sopravvivenza della specie virale. Gli esperimenti dicono che la dimensione delle goccioline emesse copre un grosso intervallo di variazione: possono presentarsi goccioline di un millimetro e goccioline di meno di un micron (1\/1000 di millimetro), sebbene come vedremo ci siano grosse discordanze nei risultati oggi disponibili nella letteratura scientifica.<\/p>\n<p>&#8220;Alla luce di tale meccanismo di contagio, il distanziamento \u00e8 di fondamentale importanza per limitare la diffusione della malattia. La ragione di ci\u00f2 \u00e8 ovvia: le goccioline hanno un certo peso e prima o dopo cascano a terra. Il punto cruciale \u00e8 conoscere al meglio la distanza a cui cascano la maggioranza di esse per identificare una fascia di rischio attorno alla persona infetta.&#8221;<\/p>\n<p><strong>Come conoscere questa fascia di rischio che ci serve per mantenere la giusta distanza? Si tratta di un metro, come suggerito dall&#8217;OMS?<\/strong> &#8220;No, non esistono evidenze che dimostrino che il distanziamento di 1 metro sia sufficiente. Il nostro studio Fluid dynamics of COVID-19 airborne infection suggests urgent data for a scientific design of social distancing, utilizza modelli fisico-matematici che dimostrano che le linee guida OMS in fatto di distanziamento non hanno alcun fondamento scientifico, ben tre ragioni ne minano la fondatezza: delle goccioline di saliva emesse, che hanno raggi variabili in un intervallo molto ampio (dal micron al millimetro), non \u00e8 noto con sufficiente precisione come si distribuiscano tra le varie taglie: range di variazione di grandezza e la loro distribuzione statistica si sa solo approssimativamente, per esempio, quante goccioline ci siano in un intervallo di raggi tra 1 micron e 2 micron, o intervalli simili) all&#8217;interno di un&#8217;emissione non \u00e8 conosciuta; l\u2019incertezza di cui al punto precedente impedisce di fare previsioni univoche sulla distanza raggiunta dalle goccioline emesse: questo vale per un colpo di tosse, l\u2019oggetto del nostro studio, ma riteniamo valga anche per le altre emissioni, violente e non non ci sono sufficienti informazioni per fare previsioni sulla distanza raggiunta dal droplet: nello studio ci concentriamo sulla tosse ma riteniamo che le conclusioni valgano anche per le altre emissioni, violente e non; non c&#8217;\u00e8 ancora nessuna ricerca evidenza scientificamente provata sulla &#8220;preferenza&#8221;(ossia la sua possibilit\u00e0 di mantenere inalterata la sua carica virale) del virus di essere veicolato da verso goccioline liquide o verso piuttosto che da nuclei secchi.&#8221;<\/p>\n<p><strong>Quindi non siamo in grado di identificare una distanza di sicurezza tra individui?<\/strong> &#8220;Non si tratta di ignoranza dei processi fisici che regolano il moto di queste goccioline in aria e del processo di evaporazione cui sono soggette durante il loro viaggio. Di tali processi conosciamo le equazioni evolutive. Il problema \u00e8 un altro: per prevedere il moto delle nostre goccioline serve conoscere non solo le equazioni del moto (appunto note) ma anche la dimensione di partenza delle goccioline. La letteratura scientifica esistente su questo aspetto mostra dati molto discordanti. Ci sono studi che sostengono che il 97 % delle goccioline di saliva emesse hanno raggi inferiore al micron (e quindi sarebbero la stragrande maggioranza), altri autori riportano evidenze che siano il 45% delle goccioline a stare sotto la taglia del micron. Altri ancora non riportano evidenze di goccioline sotto il micron. Si va quindi dalla quasi totalit\u00e0 di gocce sotto il micron a nessuna. Sfruttando i migliori calcolatori oggi disponibili al mondo abbiamo dimostrato come tale incertezza sia la causa alla base dell\u2019impossibilit\u00e0 attuale di fissare una distanza di sicurezza fondata su argomentazioni solide e quantitative.&#8221;<\/p>\n<p><strong>Ha detto che la potenziale maggiore o minore trasmissibilit\u00e0 \u00e8 anche una questione di umidit\u00e0 e di &#8220;preferenza&#8221; del virus verso di essa o verso un clima secco.<\/strong>\u00a0&#8220;Infatti questo \u00e8 un altro dilemma che gli scienziati ad oggi non hanno ancora risolto. Il virus trasportato si trova maggiormente a suo agio (avendo la possibilit\u00e0 di mantenere cio\u00e8 inalterata la sua carica virale) su goccioline liquide o su nuclei secchi? Questi ultimi possono essere lo stadio finale a cui arrivano le nostre goccioline di saliva qualora evaporassero completamente (la saliva \u00e8 infatti una soluzione salina): non si sa quale dei due tipi di veicolo prediliga SARS-Cov-2.\u00a0Dalle nostre simulazioni, a seconda dell\u2019umidit\u00e0 relativa dell\u2019ambiente che ci ospita (e questa pu\u00f2 variare molto sia in ambienti domestici che all\u2019aperto), le goccioline possono diventare completamente secche (nel giro di una frazione di secondo, purch\u00e9 l\u2019ambiente sia sufficientemente secco, orientativamente con una umidit\u00e0 relativa (RH) inferiore al 45%) o, al contrario, rimanere allo stato liquido indefinitamente (quando RH \u00e8 maggiore del 45%).&#8221;<\/p>\n<p><strong>Quali sono le implicazioni di questo sul distanziamento?<\/strong>\u00a0&#8220;Sarebbero diametralmente opposte a seconda delle preferenze per un veicolo di trasporto secco o bagnato da parte di SARS-Cov-2. Se preferisse il secco, ma un individuo si trovasse in un ambiente con RH superiore al 45%, le goccioline non evaporerebbero mai ed il virus si troverebbe a perdere la sua carica virale con buona pace del contagio che sarebbe inibito e rendendo meno cruciale il ruolo del distanziamento sociale.\u00a0Se al contrario SARS-Cov-2 preferisse il veicolo bagnato (e ci si trovasse come prima in un ambiente con RH superiore al 45%) la soglia del metro non garantirebbe affatto la sicurezza come gi\u00e0 discusso in precedenza.&#8221;<\/p>\n<p><strong>Cosa si pu\u00f2 fare?<\/strong>\u00a0&#8220;Serve un grosso sforzo per arrivare ad una convergenza di risultati sulla distribuzione iniziale delle dimensioni delle goccioline emesse durante una espulsione (starnuto, tosse, parlare, cantare). In assenza di ci\u00f2 il concetto di distanziamento per minimizzare il contagio appare evanescente.\u00a0Inoltre le condizioni dell\u2019ambiente condizionano pesantemente lo stato delle goccioline di saliva emesse che possono rimanere allo stato liquido o ridursi ad un nucleo secco salino. Serve quindi un grosso sforzo per arrivare a definire il potenziale infettivo del virus SARS-Cov-2 quando trasportato su nuclei secchi rispetto a quanto accade se il veicolo \u00e8 costituito da goccioline liquide.\u00a0Solo la ricerca multidisciplinare (ingegneria, fisica, chimica, biologia, \u2026) potr\u00e0 svelare queste due risposte ancora inevase garantendo cos\u00ec la possibilit\u00e0 di attuare linee guida solide per la difesa da un nemico invisibile ma spietato.\u00a0Nel frattempo usare la mascherina \u00e8 l&#8217;unico modo veramente sicuro per ridurre il contagio&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ecco lo studio internazionale che smonta la teoria del &#8220;metro&#8221; come distanza di sicurezza<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,34],"tags":[113987,115788],"class_list":["post-515979","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-cronaca","tag-distanziamento","tag-emergenza-covid"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/515979","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=515979"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/515979\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=515979"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=515979"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=515979"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}