{"id":515782,"date":"2021-01-06T08:35:17","date_gmt":"2021-01-06T07:35:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=515782"},"modified":"2021-01-06T09:24:30","modified_gmt":"2021-01-06T08:24:30","slug":"la-vita-in-corsia-nei-reparti-covid-meno-incertezza-ma-a-livello-psicologico-siamo-stremati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/01\/la-vita-in-corsia-nei-reparti-covid-meno-incertezza-ma-a-livello-psicologico-siamo-stremati\/","title":{"rendered":"La vita in corsia nei reparti Covid: &#8220;Meno incertezza, ma a livello psicologico siamo stremati&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Carcare.<\/strong> Stanchezza, paura, a volte impotenza, ma anche speranza, coraggio e soddisfazione \u00a0nel vedere un paziente che ha vinto la sua lotta. Sono queste le emozioni che provano ogni giorno gli infermieri dei reparti Covid, che dallo scoppio della pandemia sono in prima linea per combattere un virus che ha cambiato il mondo. I nostri eroi, insieme ai medici e gli altri operatori sanitari, che giorno dopo giorno si sono messi a disposizione, senza remore e indugi, ma con il timore e la consapevolezza di dover affrontare una malattia nuova, sconosciuta e molte volte fatale.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_966\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_966\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_966').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_966\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">A raccontarci la vita frenetica tra le corsie dell\u2019ospedale, le difficolt\u00e0 e i cambiamenti di questa lunga battaglia \u00e8 <strong>Giulia Elettra Fresia<\/strong>, un\u2019infermiera carcarese che da marzo \u00e8 stata trasferita nei reparti Covid (Medicina e Rianimazione) dell\u2019ospedale di Mondov\u00ec, con una breve parentesi nel presidio di Ceva.<\/p>\n<p><strong>Cos\u2019\u00e8 cambiato rispetto ai primi mesi della pandemia?<\/strong><br>\n\u201cAll\u2019inizio c\u2019erano tanta <strong>paura<\/strong> <strong>e<\/strong> soprattutto <strong>incertezza<\/strong>, avevamo il compito di rincuorare i pazienti che ogni giorno sentivano e leggevano le notizie tragiche riportate dai media, ma noi stessi <strong>non sapevamo con cosa avessimo a che fare e come curarlo<\/strong>. Indossare tuta, mascherina, visiera durante tutto il turno di lavoro, non poter bere per 7 ore consecutive, vedere i pazienti soli senza i familiari \u00e8 stato davvero difficile. Con il passare dei mesi, per\u00f2, \u00e8 aumentata la consapevolezza e la padronanza della situazione, abbiamo imparato a scoprire e gestire la malattia con i suoi diversi sintomi, il fastidio arrecato dai dispositivi di protezione \u00e8 diminuito, cos\u00ec come il timore di essere contagiati dai pazienti. Certo, un pizzico di paura c\u2019\u00e8 sempre e serve a tenerci vigili, ma ora affrontiamo la situazione con pi\u00f9 tranquillit\u00e0, anche se <strong>a livello psicologico siamo stremati<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p><strong>Deve essere molto difficile fare i conti tutti i giorni con le difficolt\u00e0, le preoccupazioni e, purtroppo, spesso anche la morte dei pazienti\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u201cNon esiste un cura mirata, una terapia efficace al 100%. Tutto ci\u00f2 che possiamo fare \u00e8 accompagnarli verso la guarigione oppure l\u2019esito peggiore. <strong>Nel reparto di Rianimazione di Mondov\u00ec, muore circa un paziente su due<\/strong>, un tasso di mortalit\u00e0 cos\u00ec alto ti demoralizza, ti fa sentire quasi impotente. <strong>Il vaccino rappresenta la nostra speranza<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p><strong>Voi infermieri, insieme ai medici e agli altri operatori sanitari, siete gli unici ad avere un contatto diretto con i pazienti, costretti a combattere lontano dai propri cari la loro lotta contro il Covid-19.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cEsatto, ma <strong>instaurare un rapporto empatico \u00e8 molto difficile<\/strong>. Indossiamo sempre i dispositivi di protezione, i pazienti non riescono a riconoscerci, vedono solo i nostri occhi. Per questo, per una maggiore umanizzazione delle cure, abbiamo stampato le nostre foto e le abbiamo incollate sulle nostre tute, in modo tale che possano vedere i nostri volti. I pazienti pi\u00f9 giovani spesso ci chiedono anche i nostri contatti social, attraverso i quali possono sapere chi siamo e avvicinarsi di pi\u00f9 a noi\u201d.<\/p>\n<p><strong>Cos\u2019\u00e8 cambiato nel rapporto con le famiglie dei pazienti?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cL\u2019<strong>assistenza<\/strong> non \u00e8 pi\u00f9 centrata esclusivamente sul malato e la sua malattia, ma <strong>sulla persona e la sua rete familiare<\/strong>. Attraverso telefonate, videochiamate, cerchiamo di mantenere la loro vicinanza, fondamentale per il percorso di guarigione. Questo, per\u00f2, non pu\u00f2 accadere per i pazienti pi\u00f9 gravi. Ricordo un signore di 72 anni che abbiamo dovuto intubare e sedare per la seconda volta, non potendo parlare con lui, la moglie ci ha chiesto di dargli una carezza da parte sua. \u00c8 stato davvero commovente\u201d racconta Giulia con la voce quasi spezzata.<\/p>\n<p><strong>Immagino quante storie tu abbia conosciuto, quanto momenti carichi di emozione tu abbia vissuto\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u201cS\u00ec\u2026l\u2019aspetto pi\u00f9 brutto del mio lavoro \u00e8 quando c\u2019\u00e8 una totale depersonalizzazione del paziente. Spesso in rianimazione, quando i pazienti sono gravi, non riusciamo a parlare con loro, davanti a noi abbiamo solo un corpo da curare di cui non sappiamo nulla. Ma <strong>dietro ogni paziente c\u2019\u00e8 sempre una persona con la sua storia,<\/strong> per alcuni ci \u00e8 capitato di conoscerla grazie alle lettere scritte dai loro familiari\u201d.<\/p>\n<p><strong>Per fortuna, per\u00f2, in molti ce la fanno, anche dopo aver affrontato le fasi pi\u00f9 gravi della malattia. Ma una volta terminato l\u2019isolamento, non \u00e8 sempre facile tornare ad uscire. <\/strong><\/p>\n<p>\u201cSi chiama \u2018<strong>sindrome da capanna<\/strong>\u2019 ed \u00e8 capitata anche a me. Anch\u2019io in primavera sono risultata positiva al Covid. Sono stata 51 giorni in isolamento, ero sola, potevo vedere amici e familiari solo con il filtro di uno schermo o di una porta, mi sono creata il mio mondo, le mie abitudini, la mia pseudo normalit\u00e0 e, una volta terminata la quarantena, i primi giorni ho avuto il timore di uscire e la paura di poter essere ancora contagiosa, nonostante non fosse cos\u00ec\u201d.<\/p>\n<p><strong>Oltre all\u2019aspetto psicologico, il Covid pu\u00f2 avere degli effetti permanenti sulla salute dei pazienti?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cIn alcuni casi s\u00ec, <strong>l\u2019allettamento prolungato pu\u00f2 avere delle ripercussioni sull\u2019autonomia<\/strong> e sulle attivit\u00e0 quotidiane. Un paziente, ad esempio, dopo quasi due mesi nel letto dell\u2019ospedale ha subito una grave compromissione dell\u2019apparato motorio e purtroppo \u00e8 dovuto tornare a casa con la sedia a rotelle\u201d.<\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00c8 possibile trovare un aspetto positivo in tutto questo?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cForse l\u2019unico aspetto positivo \u00e8 che finalmente le persone si sono rese conto dell\u2019<strong>importanza della figura dell\u2019infermiere<\/strong>, sia a livello tecnico che umano. Inoltre \u00e8 bellissimo poter vedere i pazienti guariti poter tornare a casa, quando ci inviano le loro foto o lettere di ringraziamento \u00e8 sempre un momento speciale\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalla paura alla speranza, il racconto di un&#8217;infermiera valbormidese <\/p>\n","protected":false},"author":19447,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,56],"tags":[111891,24322,116163],"class_list":["post-515782","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-altre","tag-coronavirus","tag-infermiera","tag-reparti-covid","post_cat_citta-carcare","post_tag_personaggi-giulia-elettra-fresia"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/515782","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/19447"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=515782"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/515782\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=515782"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=515782"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=515782"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}