{"id":515382,"date":"2020-12-30T08:24:53","date_gmt":"2020-12-30T07:24:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=515382"},"modified":"2020-12-30T08:24:53","modified_gmt":"2020-12-30T07:24:53","slug":"novacene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/12\/novacene\/","title":{"rendered":"Novacene"},"content":{"rendered":"<p>\u201cIl passaggio cruciale che ha dato inizio al Novacene \u00e8 stato, credo, il bisogno di usare i computer per progettare e costruire altri computer, proprio come Alpha Zero ha insegnato a se stesso come giocare a Go\u201d \u00e8 una delle affermazioni pi\u00f9 interessanti ed inquietanti, almeno a mio modo di vedere, contenute nel saggio di James Lovelock il cui titolo ho utilizzato anche per questo incontro. Sicuramente noto agli studiosi di chimica ed a tutti gli appassionati alle scienze, forse meno noto al cosiddetto, uso il termine convenzionale pur non apprezzandolo, \u201cgrande pubblico\u201d, in ogni caso ne riassumo in breve l\u2019immensa opera. Intanto oggi, all\u2019et\u00e0 di 101 anni, ancora conduce ricerche in Cornovaglia, dove vive in una casa-laboratorio. La sua attivit\u00e0 \u00e8 stata vastissima, dalle collaborazioni con la NASA per la realizzazione dei rilevatori di cui \u00e8 fornita la sonda Viking che ha operato su Marte alla definizione del metodo che ha consentito di individuare il buco dell\u2019ozono. Il contributo pi\u00f9 audace e provocatorio, forse, va per\u00f2 ricercato nelle sue teorie tra le quali segnalo l\u2019affermazione che non esistono altri abitanti nell\u2019universo e intorno alle ragioni della nostra presenza. Cito testualmente: \u201c[\u2026] l\u2019estinzione umana non sarebbe una cattiva notizia soltanto per noi, ma anche per tutto il cosmo. Supponiamo che io abbia ragione e che non esistano alieni intelligenti; la scomparsa della vita sulla Terra implicherebbe allora la fine di ogni conoscenza e capacit\u00e0 di comprendere. Il cosmo cosciente morirebbe\u201d. Inutile informare l\u2019accorto lettore che simili tesi hanno generato diversi dibattiti nel mondo scientifico, ma nemmeno sono le tesi pi\u00f9 originali di Lovelock.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_65\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_65\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Intanto si definisce un ingegnere, infatti scrive: \u201cmi sono reso conto di non essere mai stato uno scienziato puro, ma piuttosto un ingegnere\u201d, poich\u00e9, prosegue, \u201cGli ingegneri partono dal mondo com\u2019\u00e8 invece che da un principio scientifico\u201d. Sarebbe interessante riflettere intorno alle componenti prospettiche del suo approccio epistemologico in quanto affermare che esiste un mondo \u201ccom\u2019\u00e8\u201d al quale hanno accesso gli ingegneri e principi scientifici, evidentemente aprioristici, sui quali fondano il loro lavoro gli scienziati, non \u00e8 tesi di poco conto, ma non \u00e8 questo il contributo pi\u00f9 interessante e controverso del suo pensiero. Ed ora una notazione che trova  pi\u00f9 ampio sviluppo nel saggio in oggetto ma che sono costretto a citare solo brevemente, un\u2019osservazione determinante su un principio fondazionale per tutta la logica occidentale; scrive Lovelock: \u201cIl modo di pensare \u201cA \u00e8 causa di B\u201d \u00e8 monodimensionale e lineare mentre la realt\u00e0 \u00e8 multidimensionale e non lineare. Basta riflettere sulla propria vita per vedere quanto sia assurdo pensare che tutto si possa spiegare come un semplice processo lineare di causa ed effetto\u201d. La logica proposta da Lovelock si applica a sistemi dinamici mentre quella classica, definiamola per comodit\u00e0 aristotelica, funziona perfettamente ma solo in un contesto statico. Penso si possa parlare di una vera e propria rivoluzione copernicana della logica.<\/p>\n<p>\u00c8 utile e importante passare ora al punto centrale del pensiero dello scienziato espresso nel saggio in oggetto e che trova espressione nell\u2019ultimo capitolo del saggio: \u201cNel Novacene\u201d. Posso cos\u00ec chiarire, spero, il riferimento al fatto che il computer  \u201cAlpha Zero ha insegnato a se stesso come giocare a Go\u201d. Alpha Go \u00e8 un software che ha sconfitto un campione di Go, un gioco ben pi\u00f9 complesso degli scacchi, basti notare che il \u201cfattore di diramazione\u201d, il numero medio di possibili mosse a disposizione di ogni giocatore ad ogni turno, negli scacchi \u00e8 35 e nel Go 250. Ma ci\u00f2 che davvero ci interessa precisare \u00e8 che, mentre il computer che aveva battuto a scacchi nel 1997 il campione Kasparov era riuscito nell\u2019impresa poich\u00e9 fornito, dai suoi creatori, di tutte le informazioni in possesso anche del suo avversario alle quali era in grado di accedere pi\u00f9 velocemente, direi addirittura simultaneamente e senza mai scordarne alcuna, il nuovo software, oltre a tale competenza, era in grado di effettuare un\u2019operazione rivoluzionaria: \u201cinsegnare a se stesso\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019intelligenza artificiale di Alpha Go era capace di un qualche tipo di intuizione e di una velocit\u00e0 infinitamente superiore a quella consentita all\u2019uomo che opera attraverso i collegamenti di natura biochimica che consentono il passaggio di informazioni tra le cellule nervose. \u00c8 inquietante l\u2019affermazione di Lovelock \u201cL\u2019esperienza di vedere crescere il vostro giardino pu\u00f2 darvi un\u2019idea di come i futuri sistemi di IA (Intelligenza Artificiale) si sentiranno osservando gli esseri umani\u201d. Eppure ritengo che la riflessione pi\u00f9 inquietante, suggerita nel saggio, sia che l\u2019IA, in qualche misura gi\u00e0 oggi, sia in grado di progettare e migliorare se stessa. Non stiamo parlando di un visionario autore di fantascienza, ma di un celebrato e centenario scienziato che conduce un parallelo tra l\u2019affermazione del biochimico Jaques Monod, che possiamo riassumere in \u201cl\u2019evoluzione e la nascita della vita organica sono stati il prodotto del caso e della necessit\u00e0\u201d, e la sua ipotesi, in base alla quale l\u2019uomo riveste il ruolo di creatore \u201ccasuale e necessario\u201d assemblando elementi che, nel tempo, si comporranno in forme di IA non ipotizzabili dal creatore stesso. Lasciamo ai margini, in questa sede, le implicazioni teologiche e teleologiche di questo ipotetico mondo che assiste alla \u201dmorte di dio\u201d limitandoci a ricordarne il ben noto \u201canticipatore filosofico\u201d, e seguiamo le tracce suggerite da Lovelock. Inevitabilmente il pensiero torna all\u2019homunculus alchemico  rinascimentale o al \u201cmostro\u201d di Frankenstein, meglio ancora al Robot di Karel Capek o agli androidi di Philip Dick, tutti esseri privi di anima e, in una certa misura, inferiori al loro creatore; ma nell\u2019ipotesi che formula Lovelock, molto pi\u00f9 plausibilmente, stiamo parlando di esseri infinitamente pi\u00f9 intelligenti e capaci di ogni essere umano, probabilmente in grado di produrre non solo azioni razionali e scientifiche inimmaginabili ma anche opere d\u2019arte inaccessibili ai geni umani.<\/p>\n<p>La chiusa del saggio prospetta un futuro di armonia e collaborazione tra cyborg e umani capace di superare le vincolanti e razziste leggi della robotica di Isaac Asimov in nome di un presunto interesse di entrambe le specie che sarebbe la sopravvivenza della terra come casa comune, anche se mi sembra non si debba trascurare un inquietante inciso contenuto nel capitolo significativamente intitolato \u201cTutti sorvegliati da macchine di amorevole grazia\u201d nel quale si legge: \u201cProbabilmente alla fine Gaia (intende la terra vista olisticamente come sistema dinamico) organica morir\u00e0. Ma proprio come non piangiamo per la scomparsa delle specie nostre antenate, allo stesso modo i cyborg non saranno distrutti dal dolore per la scomparsa degli esseri umani\u201d.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-515382","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/515382","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=515382"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/515382\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=515382"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=515382"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=515382"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}