{"id":514453,"date":"2020-12-16T09:26:48","date_gmt":"2020-12-16T08:26:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=514453"},"modified":"2020-12-16T09:26:48","modified_gmt":"2020-12-16T08:26:48","slug":"ferite-damore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/12\/ferite-damore\/","title":{"rendered":"Ferite d&#8217;amore"},"content":{"rendered":"<p>\u201cLa verdad es que nadie puede herirnos salvo la gente que queremos\u201d (La verit\u00e0 \u00e8 che nessuno pu\u00f2 ferirci salvo chi amiamo). Si tratta di una affermazione espressa da Jorge Luis Borges nel prologo alla sua raccolta \u201cElogio dell\u2019ombra\u201d e datato Buenos Aires, 24 giugno 1969. Solo un breve inciso volutamente polemico: credo sarebbe utile insignire Borges con un Nobel per la letteratura postumo nella speranza di porre parziale rimedio all\u2019errore reiterato nel tempo che lo ha privato di tale onorificenza. Non che a lui importasse poi cos\u00ec tanto, almeno questa \u00e8 la mia convinzione, chi come lui non era pi\u00f9 distratto dalle immagini del mondo che diviene ma ha saputo vedere profondo ci\u00f2 che \u00e8 al di l\u00e0 del contingente, sono certo abbia accolto ogni anno con un sorriso il mancato premio. Ma torniamo all\u2019incipit: perch\u00e9 mai chi amiamo dovrebbe farci del male? Eppure ognuno di noi ha ben chiaro tra la mente ed il cuore di cosa stiamo parlando.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_319\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_319\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Preliminarmente \u00e8 opportuno precisare, per poter fare chiarezza sulla frase di Borges, cosa possiamo intendere per amore, a meno di semplificarla in: \u201dSolo chi amiamo e non ci ama pu\u00f2 farci del male\u201d. In questo caso non ci sarebbero grandi difficolt\u00e0 ermeneutiche, resterebbe da analizzare il fenomeno di un \u201camore adulto\u201d che ha saputo crescere senza essere ricambiato. Puntualizziamo: nel caso della fine di un amore la questione \u00e8 altrettanto semplice, raramente il sentimento si spegne contemporaneamente nei due soggetti e, inevitabilmente, in chi sopravvive si accompagna alla sofferenza, ma non ne \u00e8 responsabile l\u2019altro polo della coppia e possiamo considerare la situazione un particolare corollario del teorema borgesiano. Resta da chiarire cosa si deve intendere per \u201camore adulto\u201d. Intuitivamente non quello che nasce tra l\u2019adolescente e il cantante famoso, tanto per citare uno stereotipo, ma le sfaccettature del caso sono infinite e non potremmo analizzarle in questo contesto, posso comunque rimandare ad un grande maestro dell\u2019argomento, Erich Fromm ed, in particolare, al suo saggio \u201cL\u2019arte d\u2019amare\u201d dal quale cito a memoria \u201cL\u2019amore immaturo  dice ti amo perch\u00e9 ho bisogno di te, quello maturo, al contrario, ho bisogno di te perch\u00e9 amo\u201d. Ci\u00f2 che \u00e8 fondazionale nella prospettiva frommiana \u00e8 che l\u2019amore \u00e8 un\u2019arte e si pu\u00f2 imparare\u2026 interessante ma\u2026 forse \u00e8 d\u2019aiuto concedersi anche ad altre riflessioni.<\/p>\n<p>Proviamo: forse ha ragione Roland Barthes e l\u2019amore \u00e8 fondamentalmente ambiguit\u00e0, come ci spiega in Frammenti di un discorso amoroso, una specie di montagne russe dell\u2019emozione, un imprigionare l\u2019oggetto d\u2019amore nella nostra proiezione dell\u2019idea d\u2019amore che ci siamo costruiti tutta da soli attraverso esperienze, letture, racconti per poi divenire vittima di sensi di colpa per tale cattivit\u00e0 fino a sublimare l\u2019oggetto sovrapponendolo alla immagine interiore e continuando, in qualche modo, ad amare solo noi stessi. Oppure possiamo tornare all\u2019ipotesi sartriana di sapore hegeliano che descrive la dialettica tra le due autocoscienze che, mi sembra, si risolva in un rapporto antropofagico che presume che i due possano essere uno solo. Splendida l\u2019idea di due che divengono uno ma mi terrorizza la prospettiva di un conflitto dal quale dovrebbe generarsi l\u2019utopica unit\u00e0: sicuri che la lotta non lasci cicatrici? Non mi sembra che in nessuno dei pensieri sommariamente tracciati trovi la risposta il nostro quesito e, a suggello di questo \u201cpreludio erudito\u201d, mi piace collocare un\u2019illuminante quartina dal sapore vagamente platonico: amore \u00e8 il cerchio \/ amare, il poligono inscritto \/ pi\u00f9 intenso e vissuto \/ pi\u00f9 numerosi i suoi lati.<\/p>\n<p>Proviamo a fare da soli, magari sulle tracce di \u201cun pensiero altro\u201d, capace di un pizzico di ironia e leggerezza tratteggiando quella che ho battezzato \u201cfilosofia del cercopiteco\u201d: la sintetizzo in versione femminile visto l\u2019eponimo maschile. Se sei predisposta all\u2019amore, se hai desiderio di innamorarti, ecco che il cercopiteco di passaggio che si ferma ad osservarti grattandosi l\u2019osceno fondoschiena, ai tuoi occhi diviene \u201cquale naturalezza, che spontanea gestualit\u00e0, quale libert\u00e0 iconoclasta, quanto \u00e8 al di l\u00e0 degli schemi e delle convenzioni\u201d. Comincia cos\u00ec la vostra storia d\u2019amore e l\u2019idillio durer\u00e0 fino a che, un poco per volta ma d\u2019un tratto per la coscienza, i vostri occhi riacquisiranno la vista consueta e\u2026 ecco che il cercopiteco che vi si avvicina sorridendo e reiterando il suo rituale gesto osceno si riveler\u00e0 come qualcosa di assolutamente sgradevole ai vostri occhi. \u201cMa come ho potuto amare un essere simile?\u201d Vi chiederete, o peggio, \u201cNon sei l\u2019uomo di cui mi sono innamorata \u2013 protesterete  \u2013 non ti riconosco pi\u00f9\u201d. Chi sta soffrendo? Chi ha fatto del male a chi? Oppure non ci sar\u00e0 dolore proprio perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 stato amore? Ancora non ho trovato una risposta definitiva, proviamo allora con la filosofia della stampella: ti sostengo e mi sostieni nel cammino, \u00e8 amore adulto? Non accade che ad ogni passo ci comunichiamo il nostro incedere claudicante? Non ci stiamo reciprocamente ferendo fino a condurci all\u2019indifferenza, all\u2019assuefazione e alla malinconica rassegnazione alla zoppia? Non finiremo con l\u2019odiarci? Non ci precludiamo la possibilit\u00e0 ad un \u201ccamminare adulto\u201d?<\/p>\n<p>Ho avuto l\u2019onore ed il piacere di accedere alle pagine ancora inedite del prossimo romanzo dell\u2019amico Gershom Freeman ed ho trovato alcune righe illuminanti che, autorizzato, riporto sottolineando che le parti le considero interscambiabili, ed \u00e8 notevole.<br>\nLui: So che potrai ferirmi ma so che non lo farai mai deliberatamente. So che abbiamo vissuto attimi d\u2019eternit\u00e0 in cui i nostri silenzi sono stati alcova e profonda intimit\u00e0 cos\u00ec come so che il quotidiano ci porta lungo itinerari individuali. So che in certi momenti potremo essere uno ma che rispettiamo l\u2019altro quando lo incontriamo. So che posso contare su di te ma che non sar\u00f2 mai un inetto quando cammino da solo. E allora sono pronto alla sofferenza perch\u00e9 ben maggiori sono stati e saranno i momenti di gioia, anch\u2019essi spontanei, ma anche meditati, rispetto alle ferite.<\/p>\n<p>Lei: Lo so che potrai farmi male perch\u00e9 con te non ho mai la guardia alta, ma so anche che con le tue carezze potrai raggiungermi l\u2019anima e i tuoi sorrisi saranno musica. So che anch\u2019io potr\u00f2 ferirti e forse l\u2019ho gi\u00e0 fatto, ma nessuna ti ha mai condiviso quanto me e mentre non eri pi\u00f9 solo non le ero pi\u00f9 neppure io. So che non ti difenderai da me, come non lo faccio io, per questo potr\u00f2 farti del male e tu a me, ma anche se un giorno dovessi impazzire di dolore e soffocare delle mie lacrime, non rinnegher\u00f2 mai la bellezza del nostro amore.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-514453","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/514453","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=514453"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/514453\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=514453"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=514453"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=514453"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}