{"id":513139,"date":"2020-11-28T14:26:25","date_gmt":"2020-11-28T13:26:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=513139"},"modified":"2020-11-28T14:26:25","modified_gmt":"2020-11-28T13:26:25","slug":"lacna-di-cengio-storia-della-fabbrica-dei-veleni-seconda-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/11\/lacna-di-cengio-storia-della-fabbrica-dei-veleni-seconda-parte\/","title":{"rendered":"L\u2019Acna di Cengio: storia della \u201cFabbrica dei Veleni\u201d | SECONDA PARTE"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"https:\/\/www.ivg.it\/2020\/11\/lacna-di-cengio-storia-della-fabbrica-dei-veleni-prima-parte\/\">Qui la prima puntata<\/a><\/strong><\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_221\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_221\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Nel 1986 un flotto gassoso di acido solfidrico si sparse per il paese: un operaio rimase paralizzato a vita. In quegli anni iniziarono massicce proteste contro l\u2019inquinamento da parte degli abitanti della Val Bormida, prima vietate per via del fascismo. I cittadini liguri e piemontesi urlavano a gran voce, come un mantra, \u201cvogliamo l\u2019acqua pulita\u201d. Il loro desiderio era quello di far chiudere l\u2019ACNA e sviluppare un progetto lavorativo alternativo, per non far perdere ai tanti dipendenti i loro posti di lavoro. Oltre alle manifestazioni, si attivarono giornalisti, esperti di chimica per lo studio di dati e tabelle, e molti altri.<\/p>\n<p>Una donna della zona, che abitava in un mulino, a cui l\u2019acqua aveva corroso le pale, conserv\u00f2 nel suo frigo delle bottiglie con quella sostanza \u201ccolor coca cola\u201d come prova da esibire alle autorit\u00e0, stando attenta che i suoi figli non la bevessero. Ma i carabinieri, giunti a visionare le acque, negarono clamorosamente l\u2019evidenza, e purtroppo quella non fu l\u2019unica volta in cui accadde.<\/p>\n<p>Inoltre, si racconta che se un operaio all\u2019interno dell\u2019ACNA voleva parlare \u201cdi ci\u00f2 che non doveva\u201d, veniva spostato nel cosiddetto \u201creparto rosso\u201d: il pi\u00f9 pericoloso (questo aneddoto e altri sono tratti dal bellissimo documentario \u201cLa voce del fiume\u201d, di Francesca Ciri Capra).<\/p>\n<p>Il 23 luglio 1988, il grave epilogo che contribu\u00ec alla fine dello stabilimento: una grande nube tossica di colore bianco si sollev\u00f2 dall\u2019ACNA ed in poche ore, con il suo odore acre, raggiunse diversi comuni sul confine tra Liguria e Piemonte, causando intossicazioni (irritazione agli occhi, nausea, problemi respiratori) e grande preoccupazione tra i cittadini. Questo episodio arriv\u00f2 a scuotere l\u2019opinione pubblica nazionale.<\/p>\n<p>Ne conseguirono convegni a Savona, diverse migliaia di firme per il Parlamento europeo, persone incatenate davanti agli uffici della USL. Il Giro d\u2019Italia, che passava per Cengio, fu interrotto da una manifestazione dei cittadini. A Sanremo, Gino Paoli e Albano e Romina cantarono esibendo la spilletta \u201cVal Bormida pulita\u201d. In televisione si inizi\u00f2 a parlare della \u201cfabbrica dei veleni\u201d.<\/p>\n<p>Nel 1991, l\u2019ACNA venne assorbita da Enichem, la societ\u00e0 petrolchimica del gruppo Eni. Negli anni successivi la produzione a Cengio si ridusse progressivamente fino alla chiusura definitiva dello stabilimento, avvenuta nel 1999, dopo oltre un secolo di attivit\u00e0. I 200 lavoratori rimasti finirono in cassa integrazione. Negli ultimi anni si \u00e8 parlato della costruzione di un carcere nelle ex aree ACNA, progetto al momento non andato in porto.<\/p>\n<p>L\u2019area tra Cengio e Saliceto \u00e8 stata inserita tra i siti contaminati di Interesse Nazionale. Nonostante siano stati spesi circa 400 milioni per la bonifica, il territorio della val Bormida risulterebbe ancora inquinato e destinato a restarlo per decenni.<\/p>\n<p>Inoltre, nel 2010, le perizie della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli hanno rivelato che gli scarti di lavorazione dell\u2019Acna, affidati ai traffici illeciti delle ecomafie, gi\u00e0 a partire dagli anni \u201880 sono stati smaltiti nella discarica di Pianura a Napoli, per un ammontare di almeno ottocentomila tonnellate.<\/p>\n<p>Dal libro \u201cVeleni di Stato\u201d Di Gianluca De Feo, emerge un\u2019ulteriore, agghiacciante verit\u00e0: L\u2019ACNA di Cengio era, in realt\u00e0, una fabbrica di armi chimiche proibite dalle convenzioni internazionali, in quanto disumane. Sembra pi\u00f9 chiaro, cos\u00ec, il motivo del salvataggio dello stabilimento che fu operato da Mussolini in persona, dell\u2019alleanza con l\u2019IG Farben, finanziatrice di Hitler, nonch\u00e9 produttrice del gas per lo sterminio nei campi di concentramento.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 si sapeva che l\u2019 ACNA era stata la maggiore produttrice di esplosivi per le guerre mondiali. Ma la differenza, alla luce di queste rivelazioni, \u00e8 che le armi chimiche (oggi proibite) sono molto pi\u00f9 pericolose per la salute di chi le produce e di chi ne subisce l\u2019 inquinamento.<\/p>\n<p>E non \u00e8 finita. Sempre dal libro di Di Feo: \u201cI brevetti dei nostri gas hanno contribuito ai massacri dei curdi e alle stragi tra iracheni e iraniani. All\u2019 inizio degli anni Novanta un dossier del Simon Wiesenthal Center segnala come Eni e Montedison (allora proprietarie dell\u2019ACNA, ndr) abbiano partecipato a programmi per consegnare ai tre stati canaglia pi\u00f9 famosi le chiavi dell\u2019arsenale chimico. Parliamo dell\u2019Iraq di Saddam Hussein, la Libia di Muhammar Gheddafi, l\u2019Iran degli ayatollah\u201d.<\/p>\n<p>Alla luce di queste nuove verit\u00e0 si fanno ancora pi\u00f9 inquietanti alcune domande sulle circostanze della morte dei due proprietari ACNA, Raul Gardini e Gabriele Cagliari. Il 20 luglio 1993, il presidente dell\u2019ENI, Gabriele Cagliari, viene trovato morto per soffocamento, in circostanze misteriose e mai chiarite dalla Procura di Milano, con un sacchetto di plastica infilato in testa e legato al collo con una stringa da scarpe, nei bagni del carcere di San Vittore, dov\u2019era andato per farsi la doccia. Il 23 luglio 1993, tre giorni dopo la morte di Cagliari, alle sette del mattino, il maggiordomo di Palazzo Belgioioso trova riverso sul letto Raoul Gardini, morto anche lui suicida in circostanze misteriose, anche queste mai chiarite dalla Procura di Milano, sparandosi un colpo di pistola, stranamente trovata <a href=\"https:\/\/www.avvocatisenzafrontiere.it\/?p=1760\">sulla sponda opposta da quella in cui si trovava il corpo inanimato dell\u2019imprenditore<\/a>.<\/p>\n<p>Tante, dunque, troppe, le cose che, ancora oggi, non tornano riguardo all\u2019ACNA. \u00c8 evidente come, per i suddetti motivi, non possano che esserci stati di mezzo traffici molto loschi e molto grandi, riguardanti mafie e massomafie. Questo spiegherebbe tanta omert\u00e0 da parte di troppe persone. Troppo spaventate da possibili minacce subite, troppo desiderose di probabili \u201cpremi\u201d ricevuti in cambio del silenzio.Troppo impegnate a guardare i loro interessi per preoccuparsi della salute di migliaia di persone. E di tante altre che ancora, dopo anni dalla perdita di qualcuno di caro, aspettano giustizia.<\/p>\n<p><em>\u201cNera-mente\u201d \u00e8 una rubrica in cui parleremo di crimini e non solo, scritta da Alice, studentessa ed aspirante criminologa: <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/nera-mente\/\">clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Nera-Mente&#8221; \u00e8 la rubrica di Alice, appassionata di criminologia<\/p>\n","protected":false},"author":17675,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[106259],"class_list":["post-513139","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-nera-mente"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/513139","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/17675"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=513139"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/513139\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=513139"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=513139"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=513139"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}