{"id":512870,"date":"2020-11-25T07:54:24","date_gmt":"2020-11-25T06:54:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=512870"},"modified":"2020-11-25T08:02:07","modified_gmt":"2020-11-25T07:02:07","slug":"bassetti-a-tutto-campo-da-noi-il-triplo-dei-morti-o-abbiamo-contato-male-noi-o-gli-altri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/11\/bassetti-a-tutto-campo-da-noi-il-triplo-dei-morti-o-abbiamo-contato-male-noi-o-gli-altri\/","title":{"rendered":"Bassetti a tutto campo: &#8220;Da noi il triplo dei morti, o abbiamo contato male noi o gli altri&#8230;&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria.<\/strong> Siamo dentro la seconda ondata del Covid-19 e mentre diminuiscono i numeri dei contagiati, i morti non accennano a scendere, anzi aumentano. In alcuni ospedali milanesi \u00e8 scoppiata la polemica sull\u2019accesso alle cure e un gruppo di medici e infermieri ha denunciato di essere arrivato al punto di dover scegliere chi curare. Queste e altre le domande che abbiamo posto al Prof. Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive dell\u2019Ospedale San Martino di Genova. Un\u2019intervista a tutto campo sulla situazione attuale del covid e la lezione da trarre da questa epidemia.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_985\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_985\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\"><em><strong>L\u2019 Italia ha un triste primato globale: \u00e8 al primo posto per numero di decessi giornalieri. Come se lo spiega?<\/strong><\/em><br>\nE\u2019 legato a due ordini di fattori. Da una parte probabilmente perch\u00e9 siamo un paese vecchio: ci sono molte persone che, anche grazie alla sanit\u00e0 che funziona bene, arrivano molto in l\u00e0 con gli anni e quando un\u2019infezione colpisce cos\u00ec duramente le persone pi\u00f9 anziane \u00e8 evidente che ci sono pi\u00f9 decessi. La seconda ragione \u00e8 che portiamo in pancia un peccato originale abbastanza importante: a marzo e aprile tutti quelli che avevano un tampone positivo e che magari potevano anche non essere stati uccisi direttamente dal covid, ma magari da qualcos\u2019altro, sono stati classificati come morti covid. E\u2019 evidente che <strong>c\u2019\u00e8 una diversit\u00e0 di classificazione dei decessi a livello europeo, se noi abbiamo una letalit\u00e0 che \u00e8 quasi tre volte maggiore. O abbiamo contato male noi o loro.<\/strong> Io non credo che il nostro servizio sanitario \u2013 che a mio parere funziona bene \u2013 possa dire di avere una mortalit\u00e0 tre volte maggiore rispetto ad altri paesi che hanno sistemi sanitari simili al nostro. Un conto poi \u00e8 la letalit\u00e0 che \u00e8 il totale di morti sul numero di contagiati, un conto \u00e8 la mortalit\u00e0. In marzo e aprile \u00e8 evidente che c\u2019\u00e8 stata, soprattutto in alcune aree dell\u2019Italia, ma bisogner\u00e0 aspettare la fine dell\u2019anno e guardare quale sar\u00e0 la mortalit\u00e0 italiana del 2020, confrontandola su base nazionale con quella dei cinque anni precedenti, e vedere quale sar\u00e0 stato alla fine dell\u2019anno l\u2019eccesso di mortalit\u00e0. Una volta avuto questo dato potremo dire quale sono i motivi della mortalit\u00e0. Da una parte indubbiamente \u00e8 per il covid, ma siamo sicuri che non abbiamo avuto una mortalit\u00e0 perch\u00e8 per tre mesi ci siamo completamente dimenticati di tutte le altre malattie di cui non ci siamo pi\u00f9 occupati?<\/p>\n<p><em><strong>Negli ospedali San Carlo e San Paolo di Milano di recente i medici hanno denunciato di essere talmente in emergenza da dover scegliere l\u2019accesso alle cure e chi salvare. Qual \u00e8 la situazione attuale al San Martino? Si \u00e8 mai trovato a dover scegliere chi curare per primo?<\/strong><\/em><br>\nQuesto a me non \u00e8 mai capitato. Io <strong>non ho mai avuto neppure per un attimo il problema di dire chi salvare o chi non salvare<\/strong> perch\u00e8 noi in Liguria abbiamo avuto posti letto per tutti. E\u2019 evidente che quando noi giuriamo davanti a Ippocrate giuriamo anche di non fare queste cose. Poi c\u2019\u00e8 l\u2019accanimento terapeutico: \u00e8 evidente che a un novantenne un tubo in gola non glielo metto se no muore dopo un\u2019 ora. Fa parte di quello che \u00e8 il nostro essere medici, alcune cose si fanno su alcuni pazienti, altre non si fanno su altri. Ma non \u00e8 che non si fanno perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 il posto per il malato.<\/p>\n<p><em><strong>Si fa un gran parlare degli integratori alimentari, lattoferrina e vitamina D che potenzierebbero il sistema immunitario, consigliandoli quale prevenzione del covid. Cosa ne pensa?<\/strong><\/em><br>\nLa lattoferrina \u00e8 un integratore alimentare ed ad oggi non abbiamo dati sufficienti per poter dire se funziona o non funziona, non possiamo affermare con certezza che funzioni n\u00e9 che non funzioni. Siamo nell\u2019aneddotica. Non ci sono studi randomizzati.<\/p>\n<p><strong><em>Lei ha un approccio ottimista, teso a non far spaventare e a rassicurare gli italiani.<\/em><\/strong><br>\nIo ho un approccio che non \u00e8 ottimista ma realista, \u00e8 una cosa diversa. Un realista guarda i numeri, vede come vanno le cose e le comunica. A maggio e giugno dicevo alcune cose perch\u00e8 vedevo che i miei malati morivano meno, andavano meglio, andavano a casa pi\u00f9 rapidamente. A ottobre <strong>non ho avuto nessuna vergogna a dire che le mie previsioni erano sbagliate<\/strong> e che avevamo una seconda ondata. <strong>Non faccio l\u2019indovino, faccio il medico<\/strong>. In Italia per\u00f2 piace fare la dietrologia solo a senso unico. Io <strong>ho visto fare dietrologia solo su quello che ha detto Bassetti, ma non sulle cazzate che hanno detto i miei colleghi<\/strong>. Quelli che dicevano che ci sarebbero stati 151.000 ricoveri in terapia intensiva, quelli che dicevano che ci sarebbe stata la seconda andata come con la spagnola con 50milioni di morti, quelli che dicevano che non avremmo dovuto votare. Queste cose per\u00f2 se le dimenticano subito, quello che dice Bassetti resta scolpito nella pietra. Per\u00f2 fa parte del gioco, <strong>so di essere scomodo<\/strong>, non mi sono allineato al mainstream, \u00e8 normale subire gli attacchi, non mi fa pi\u00f9 n\u00e9 caldo n\u00e9 freddo sinceramente.<\/p>\n<p><em><strong>Prendendo spunto dal titolo del suo libro \u201cUna lezione da non dimenticare\u201d, quale lezione che non dimenticher\u00e0 le ha insegnato il covid?<\/strong><\/em><br>\nQuella di non farci pi\u00f9 cogliere di sorpresa, e quella di comunicare maggiormente tra sistemi sanitari diversi. Non potr\u00e0 pi\u00f9 succedere che l\u2019infezione nasce in un paese che ci mente sui numeri e su quello e quando era successo. Non dimenticher\u00f2 lo sforzo che abbiamo fatto e che ci ha unito, parlo come medico: da noi il gruppo ci ha unito molto, anche con le altre specialit\u00e0, abbiamo fatto squadra e quindi ci sono alcune lezioni e insegnamenti che non dimenticheremo. Il covid non ci ha lasciato solo cose brutte: certo purtroppo ci ricorderemo le bare di Bergamo, gli anziani che soffrono chiusi dentro un Rsa per otto mesi, ma ci dobbiamo anche ricordare la parte bella, la capacit\u00e0 di reazione del nostro paese, il mettersi a servizio da parte dei sanitari. Noi abbiamo lavorato ininterrottamente per tre mesi di seguito senza notte n\u00e9 riposo il sabato e domenica. Un\u2019altra lezione che dovremmo avere imparato \u00e8 che non si pu\u00f2 nel 2020 non avere un piano pandemico, cosa che non avevamo, non si pu\u00f2 non avere un\u2019organizzazione sanitaria e del territorio ed essere senza i protocolli. Le lezioni della prima ondata sono tutte nel libro che ho scritto con Martina, libro che abbiamo finito a fine di luglio e leggendolo si vede che c\u2019\u00e8 scritto tutto quello che \u00e8 successo e le cose che si sono verificate sono scritte nel libro. Carta canta!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Io sono realista. Faccio il medico, non l&#8217;indovino. 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