{"id":512291,"date":"2020-11-17T08:42:41","date_gmt":"2020-11-17T07:42:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=512291"},"modified":"2020-11-17T08:42:41","modified_gmt":"2020-11-17T07:42:41","slug":"in-liguria-una-ragazza-su-5-non-studia-ne-lavora-il-22-dei-minori-vive-in-poverta-relativa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/11\/in-liguria-una-ragazza-su-5-non-studia-ne-lavora-il-22-dei-minori-vive-in-poverta-relativa\/","title":{"rendered":"In Liguria una ragazza su 5 non studia n\u00e9 lavora, il 22% dei minori vive in povert\u00e0 relativa"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria.<\/strong><b> Un Paese e una regione, la Liguria, non \u201ca misura di bambino\u201d, che si sono trovate ad affrontare l\u2019emergenza Covid-19, ma ancor meno \u201ca misura di bambine\u201d.<\/b> Bambine e ragazze che in Italia pagano sulla loro pelle disuguaglianze di genere sistematiche e ben radicate nella nostra societ\u00e0, che si formano gi\u00e0 nella prima infanzia, che le lasciano indietro rispetto ai coetanei maschi e che, con la pandemia, sono deflagrate.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_544\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_544\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Sono solo alcuni dei dati che emergono dal nuovo <b><i>Atlante dell\u2019infanzia a rischio<\/i><\/b> \u201c<b>Con gli occhi delle bambine\u201d<\/b> diffuso a pochi giorni dalla <b>Giornata mondiale dell\u2019Infanzia e dell\u2019Adolescenza<\/b> da Save the Children \u2013 l\u2019Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro \u2013 giunto quest\u2019anno alla sua undicesima edizione. Quest\u2019anno l\u2019Atlante apre una finestra sulla condizione dell\u2019infanzia nel nostro Paese e nella regione Liguria, restituendoci una fotografia fatta di povert\u00e0 minorile e disuguaglianze educative, e propone un approfondimento sulla condizione di bambine e ragazze, evidenziando per loro un futuro post pandemia a rischio.<\/p>\n<p>In Italia, circa 1 milione e 140 mila ragazze tra i 15 e i 29 anni rischiano, entro la fine dell\u2019anno, di ritrovarsi nella condizione di non studiare, non lavorare e non essere inserite in alcun percorso di formazione, rinunciando cos\u00ec ad aspirazioni e a progetti per il proprio futuro. <b>Un limbo in cui gi\u00e0 oggi, in Liguria, \u00e8 intrappolato il 19,6% delle giovani, contro il 16% dei coetanei maschi<\/b>. <b>Percentuali, per quanto riguarda le ragazze, ben lontane dai picchi che si avvicinano al 40% in Sicilia e in Calabria, ma distanti altres\u00ec da quelle nei territori pi\u00f9 virtuosi, come il Trentino Alto Adige<\/b>, dove le ragazze Neet sono il 14,6% (comunque quasi il doppio rispetto ai ragazzi, 7,7%). <\/p><div class=\"single-img-content-container fullwidth-single shortcode standard\">\n    <div class=\"image_container\" style=\"text-align: center;\">\n        <picture class=\" lazyload\"><img loading=\"lazy\" class=\"lazy\" data-srcset=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654865.jpg 1024w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654865.jpg 970w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654865.jpg 660w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654865.jpg 316w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654865.jpg 150w\" data-src=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654865.jpg\" alt=\"Atlante dell'Infanzia a rischio\"><\/picture>\r\n\n    <\/div>\n    <\/div>\n\n<p>Divari di genere che a livello nazionale si ripercuotono anche sul fronte occupazionale, con un tasso di mancata occupazione tra le 15-34enni che raggiunge il 33% contro il 27,2% dei giovani maschi, un dato comunque grave. L\u2019istruzione resta un fattore \u201cprotettivo\u201d per il futuro delle ragazze, ma anche le giovani che conseguono la laurea stanno pagando cara la crisi: tra le neolaureate che in Italia hanno conseguito il titolo di primo livello nei primi sei mesi del 2019, solo il 62,4% ha trovato lavoro, con un calo di 10 punti percentuali rispetto al 2019, mentre per i laureati maschi \u2013 pur penalizzati \u2013 il calo \u00e8 di 8 punti (dal 77,2% al 69,1%), con retribuzioni comunque superiori del 19% rispetto alle neolaureate.<\/p>\n<p>Un Paese, quello fotografato da Save the Children, dove nascono sempre meno bambini e dove la povert\u00e0 intrappola il loro futuro nelle aree pi\u00f9 svantaggiate, nelle periferie educative, privandoli delle opportunit\u00e0 di coltivare passioni, talenti e aspirazioni. Questa l\u2019Italia delle bambine, dei bambini e degli adolescenti sulla quale si \u00e8 abbattuta la scure dell\u2019emergenza Covid con conseguenze socio-economiche che rischiano di rendere ancor pi\u00f9 profonde le disuguaglianze.<\/p>\n<p><b>In Liguria, il 22,2% dei minori vive in condizioni di povert\u00e0 relativa, un dato in linea con la media nazionale che si attesta al 22% e soprattutto di regioni come la Calabria (42,4%) e la Sicilia (40,1%) che si trovano ai primi posti di questa triste classifica. La Liguria appare ad ogni modo lontana dai territori pi\u00f9 virtuosi, quali il Trentino Alto Adige (8,3%) e la Toscana (9,8%) che presentano le percentuali pi\u00f9 basse di minori in povert\u00e0 relativa.<\/b> <\/p><div class=\"single-img-content-container fullwidth-single shortcode standard\">\n    <div class=\"image_container\" style=\"text-align: center;\">\n        <picture class=\" lazyload\"><img loading=\"lazy\" class=\"lazy\" data-srcset=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654862.jpg 1024w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654862.jpg 970w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654862.jpg 660w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654862.jpg 316w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654862.jpg 150w\" data-src=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654862.jpg\" alt=\"Atlante dell'Infanzia a rischio\"><\/picture>\r\n\n    <\/div>\n    <\/div>\n\n<p>Gi\u00e0 prima della pandemia, nel nostro Paese, 1 milione 137 mila minori (l\u201911,4% del totale) si trovavano in condizioni di povert\u00e0 assoluta, senza avere cio\u00e8 lo stretto necessario per condurre una vita dignitosa. Un dato in calo rispetto al 12,6% del 2018, ma che tuttavia rischia di subire una nuova impennata proprio per gli effetti del Covid-19, se non saranno messi subito in campo interventi organici per prevenire una crescita esponenziale come quella avvenuta a seguito della crisi economica del 2008, quando la percentuale di povert\u00e0 assoluta minorile \u00e8 quadruplicata in un decennio (era il 3,1% nel 2007).<b><\/b><\/p>\n<p>\u201cGi\u00e0 prima dell\u2019emergenza Covid, <i>l\u2019ascensore sociale <\/i>del Paese era fermo: in Italia si \u00e8 rotto il meccanismo che permetteva di migliorare la propria condizione, di costruirsi un futuro migliore. Un Paese che aveva gi\u00e0 dimostrato di aver messo l\u2019infanzia agli ultimi posti tra le proprie priorit\u00e0 e che di fronte a una sfida sanitaria e socioeconomica come quella che stiamo affrontando, stenta a cambiare strada mettendo i bambini e gli adolescenti al centro delle proprie politiche di rilancio\u201d, <b>denuncia Daniela Fatarella, Direttrice Generale di Save the Children Italia<\/b>. \u201cAbbiamo una generazione intera da proteggere, una generazione per la quale il futuro si costruisce a partire da oggi, in Liguria cos\u00ec come nel resto del Paese. E in questa spinta per la ripartenza, le bambine e le ragazze possono e devono essere un volano di sviluppo. I dati e le analisi tracciano per loro un percorso pervaso di ostacoli, sfide, problemi, ma mostrano allo stesso tempo la loro capacit\u00e0 di resilienza, del loro saper fare di pi\u00f9 anche con minori risorse e della loro spinta a proiettarsi verso l\u2019esterno, ad impegnarsi nella vita pubblica. Nell\u2019ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per il Next Generation Eu che l\u2019Italia sta definendo, c\u2019\u00e8 la volont\u00e0 di impegnarsi nel superamento delle diseguaglianze di genere. \u00c8 fondamentale andare alla radice di queste diseguaglianze, prevedendo investimenti specifici dedicati a liberare talenti e potenzialit\u00e0 dell\u2019universo femminile. Se per uscire dalla crisi il nostro Paese intende davvero scommettere sulle capacit\u00e0 delle donne, questa scommessa dovr\u00e0 partire dalle bambine, a partire da quelle che vivono nei contesti pi\u00f9 svantaggiati\u201d.<\/p>\n<h3 class=\"article_heading\"><b>Lo smottamento demografico del paese<\/b><\/h3>\n<p><b>Un Paese che sta perdendo il suo capitale umano pi\u00f9 importante: i bambini. <\/b><b>\u00a0<\/b>I dati mostrano un<i> <\/i>calo dei nuovi nati, confermando come nel nostro Paese sia in atto un continuo smottamento demografico, che procede a passo sempre pi\u00f9 spedito: negli ultimi dieci anni abbiamo perso oltre 385 mila minori, che oggi rappresentano il 16% del totale della popolazione mentre l\u2019incidenza degli 0-14enni \u00e8 la pi\u00f9 bassa tra i Paesi dell\u2019Ue (13,2% contro il 20,5% della capofila Irlanda). <b>Le quattro province liguri si attestano tutte sotto la media nazionale, con una percentuale di popolazione under18 del 13,5% circa.<\/b> Volgendo lo sguardo al resto del Paese, invece sono due province sarde \u2013 Oristano e Sud Sardegna \u2013 quelle con la percentuale pi\u00f9 bassa in Italia di minori sul totale della popolazione (rispettivamente 12,5% e 12,9%), seguite da Ferrara al 13,2%. Sul fronte opposto, tra le province pi\u00f9 giovani, troviamo Bolzano al 19%, Napoli al 18,8% e Caserta al 18,5%. <\/p><div class=\"single-img-content-container fullwidth-single shortcode standard\">\n    <div class=\"image_container\" style=\"text-align: center;\">\n        <picture class=\" lazyload\"><img loading=\"lazy\" class=\"lazy\" data-srcset=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654867.jpg 1024w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654867.jpg 970w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654867.jpg 660w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654867.jpg 316w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654867.jpg 150w\" data-src=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654867.jpg\" alt=\"Atlante dell'Infanzia a rischio\"><\/picture>\r\n\n    <\/div>\n    <\/div>\n\n<p>Solo nel 2019 il nostro Paese, con poco pi\u00f9 di 420 mila nascite, che superano di poco quota <b>8.700 in Liguria<\/b>), ha fatto registrare una diminuzione di oltre 19 mila nati rispetto all\u2019anno precedente (-4,5%) e a fine 2020, nell\u2019anno della pandemia, secondo le ultime previsioni dell\u2019Istat potrebbe conoscere una ulteriore riduzione di 12 mila unit\u00e0, portando le nuove nascite a quota 408 mila a fine anno e a 393 mila nel 2021.\u00a0 <b>A ridurre il brusco calo, solo l\u2019incidenza dei minori con cittadinanza straniera<\/b>, che oggi in Italia sono l\u201911% del totale, con percentuali di poco superiori in Liguria che si attestano intorno al <strong>13%<\/strong> nelle province di Genova, <strong>Savona<\/strong> e La Spezia per salire al 17,3% a Imperia, mentre quelle pi\u00f9 elevate si registrano a Prato (28,4%), Piacenza (22,2%) e Parma (19,5). Un esercito di bambine e bambini spesso nati e cresciuti in Italia, che reclamano i loro diritti di cittadinanza.<\/p>\n<h3 class=\"article_heading\"><b>Il rischio di essere lasciati indietro: l\u2019aumento della povert\u00e0 educativa<\/b><\/h3>\n<p>L\u2019aumento della povert\u00e0 educativa come conseguenza della crisi legata al Covid-19 rischia concretamente di tradursi nella perdita di apprendimenti e competenze educative, nell\u2019incremento della dispersione scolastica cos\u00ec come del numero di giovani tagliati fuori da percorsi di studio, di formazione o lavorativi, tutti fenomeni gi\u00e0 ben presenti prima dell\u2019arrivo del virus.<\/p>\n<p>Basti pensare alla possibilit\u00e0 di frequentare un <b>asilo nido o un servizio per la prima infanzia<\/b>, che in Liguria resta un privilegio per pochi: nell\u2019anno scolastico 2018\/2019 <b>solo il 15,7% dei bambini aveva accesso a servizi pubblici offerti dai Comuni<\/b>, un dato ad ogni modo migliore della media nazionale del 13,2%. In Calabria (3%), Campania (4,3%) e Sicilia (6,4%) le percentuali pi\u00f9 basse a livello nazionale, mentre sul lato opposto della graduatoria troviamo la provincia autonoma di Trento al 28,4% e l\u2019Emilia Romagna al 27,9%. <\/p><div class=\"single-img-content-container fullwidth-single shortcode standard\">\n    <div class=\"image_container\" style=\"text-align: center;\">\n        <picture class=\" lazyload\"><img loading=\"lazy\" class=\"lazy\" data-srcset=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654861.jpg 1024w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654861.jpg 970w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654861.jpg 660w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654861.jpg 316w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654861.jpg 150w\" data-src=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654861.jpg\" alt=\"Atlante dell'Infanzia a rischio\"><\/picture>\r\n\n    <\/div>\n    <\/div>\n\n<p>Ma anche nel percorso di crescita, gli indicatori di povert\u00e0 educativa confermano una situazione difficile gi\u00e0 prima dell\u2019emergenza, anche se c\u2019\u00e8 da sottolineare come la Liguria faccia registrare risultati di gran lunga migliori rispetto alla media del Paese: <b>nella regione pi\u00f9 di 1 giovane su 10 (10,1%) abbandona la scuola prima del tempo<\/b>, al di sotto della media nazionale che segna un tasso di dispersione scolastica del 13,5%; inoltre, in Liguria, <b>il 17,7% dei giovani rientra nell\u2019esercito dei NEET<\/b>, cio\u00e8 di coloro che non studiano, non lavorano e non investono nella formazione professionale, molto meglio dello scenario a livello nazionale che fa registrare una percentuale media del 22,2%.<\/p>\n<p>Anche al di fuori della scuola, le opportunit\u00e0 di crescita culturale, emozionale, creativa, di svago e di movimento che possono permettere ai bambini e agli adolescenti di sviluppare pienamente la propria personalit\u00e0 sembravano essere molto basse gi\u00e0 prima dell\u2019arrivo del virus: nel 2018-2019, in Liguria pi\u00f9 di <b>1 minore su 3 tra i 6 e i 17 anni non leggeva neanche un libro extrascolastico all\u2019anno <\/b>(un dato non troppo lontano dal 48% a livello nazionale),<b> mentre il 15,1% dei bambini o adolescenti tra i 3 e i 17 anni non praticava alcuna attivit\u00e0 sportiva<\/b>, un po\u2019 meglio, anche in questo caso, della media nazionale del 22,4%, quasi 1 su 4.<b><\/b><\/p>\n<p>\u201cNonostante l\u2019impegno di tanti docenti ed educatori, il funzionamento a singhiozzo delle scuole e la didattica solo a distanza stanno producendo in molti bambini non solo perdita di apprendimento, ma anche perdita di motivazione nel proseguire lo studio. Dai territori riceviamo segnalazioni di bambini e ragazzi che spariscono dal radar delle scuole. Le mappe dell\u2019Atlante indicano con chiarezza quali sono le \u201czone rosse\u201d della povert\u00e0 minorile e della dispersione, dove \u00e8 necessario intervenire subito e in via prioritaria per affrontare una doppia crisi: quella sanitaria e quella educativa\u201d, afferma Raffaela Milano, <b>Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children<\/b>.<\/p>\n<h3 class=\"article_heading\"><b>Diseguaglianze e povert\u00e0 educativa di genere: una crepa che si forma nella prima infanzia<\/b><\/h3>\n<p>Gli effetti della pandemia sul futuro dei minori rischiano di essere ancor pi\u00f9 pesanti sulle bambine e sulle ragazze, che gi\u00e0 scontano in prima persona un gap con i coetanei maschi che affonda le proprie radici proprio nell\u2019infanzia. Un divario di genere, alimentato da diseguaglianze sistematiche e ampiamente diffuse nel nostro Paese, che non accenna a ridursi, nonostante bambine e ragazze siano pi\u00f9 brave dei loro coetanei a scuola, abbiano meno bocciature e abbandoni scolastici, si mostrino pi\u00f9 resilienti e cooperative, abbiano competenze maggiori in lettura e in italiano e arrivino a laurearsi molto pi\u00f9 dei ragazzi.<\/p>\n<p>Sfogliando le oltre 100 mappe e infografiche dell\u2019Atlante dell\u2019infanzia a rischio di Save the Children, emerge ad esempio che <b>tra i minori tra i 6 ei 17 anni le bambine e le ragazze leggono pi\u00f9 dei maschi<\/b> (non ha l\u2019abitudine alla lettura il 53,6% dei maschi contro il 41,8% delle ragazze); con percentuali molto alte soprattutto al nord-est (14,1%) e al nord-ovest (10,4%). Ancora, le ragazze hanno performance scolastiche migliori dei coetanei: se, tra i maschi, pi\u00f9 di 1 su 4 (26,1%) non raggiunge le competenze sufficienti in matematica e in italiano, questa percentuale si abbassa al 22,1% per le ragazze. <b>In Liguria, le ragazze sono in linea con la media nazionale nelle province di Imperia (22,7%) e La Spezia ((22,2%), ma fanno meglio in quelle di Genova e Savona (18,6%), e sono comunque pi\u00f9 preparate dei coetanei maschi che si attestano intorno al 21% a Savona e Genova ma raggiungono il 24,9% a La Spezia e il 27,5% a Imperia.<\/b> <\/p><div class=\"single-img-content-container fullwidth-single shortcode standard\">\n    <div class=\"image_container\" style=\"text-align: center;\">\n        <picture class=\" lazyload\"><img loading=\"lazy\" class=\"lazy\" data-srcset=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654860.jpg 1024w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654860.jpg 970w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654860.jpg 660w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654860.jpg 316w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654860.jpg 150w\" data-src=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654860.jpg\" alt=\"Atlante dell'Infanzia a rischio\"><\/picture>\r\n\n    <\/div>\n    <\/div>\n\n<p>L\u2019istruzione rappresenta il principale fattore protettivo per le giovani all\u2019ingresso nel mondo del lavoro e il fallimento formativo le espone ad un futuro lavorativo irto di difficolt\u00e0 e di rischi. Una percezione che spinge a studiare fino ad ottenere una laurea un terzo delle giovani in Italia, a fronte di solo un quinto dei giovani maschi, uno dei gap pi\u00f9 ampi d\u2019Europa: tra le 30-34enni il 34% \u00e8 laureata, mentre tra i 30-34enni maschi lo \u00e8 solo il 22%. <\/p><div class=\"single-img-content-container fullwidth-single shortcode standard\">\n    <div class=\"image_container\" style=\"text-align: center;\">\n        <picture class=\" lazyload\"><img loading=\"lazy\" class=\"lazy\" data-srcset=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654866.jpg 1024w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654866.jpg 970w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654866.jpg 660w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654866.jpg 316w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654866.jpg 150w\" data-src=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654866.jpg\" alt=\"Atlante dell'Infanzia a rischio\"><\/picture>\r\n\n    <\/div>\n    <\/div>\n\n<p>Ma impegno, tenacia e dedizione allo studio sembrano non bastare: nonostante i migliori risultati durante il loro percorso, gli ostacoli e gli svantaggi attendono le giovani al momento dell\u2019ingresso nel mondo del lavoro. In generale, infatti, il nostro Paese detiene uno dei tassi di occupazione femminile pi\u00f9 bassi in Europa. <b>Nel 2019, il tasso di occupazione delle giovani laureate tra i 30 e i 34 anni era del 76% contro l\u201983,4% dei maschi, mentre tra le giovani diplomate senza la laurea le occupate erano solo il 56,7% a fronte dell\u201980,9% dei coetanei maschi<\/b>. Senza un diploma di scuola superiore, le occupate sono un esiguo 36,3%, a fronte del 70,7% dei coetanei maschi.<\/p>\n<p>Persino nel mondo accademico, i divari di genere sono ancora forti: basti pensare che nel 2018 le donne rappresentavano il 55,4% degli iscritti ai corsi di laurea, il 57,1% dei laureati, il 50,5% dei dottori di ricerca. Ma pur essendo maggioranza nei percorsi di formazione universitaria, restano delle Cenerentole nella carriera accademica, sin quasi a scomparire ai vertici. Nel 2018, le donne rappresentano il 50,1% degli assegnisti di ricerca, il 46,8% dei ricercatori universitari, il 38,4% dei professori associati, il 23,7% dei professori ordinari.\u00a0 Le donne rettrici, in Italia, sono 7 su 84. Eccolo il famoso \u201csoffitto di cristallo\u201d, \u201cla barriera invisibile che impedisce alle donne di accedere alle posizioni apicali per ostacoli spesso difficili da individuare\u201d.<\/p>\n<p>\u201cI dati dell\u2019Atlante mettono in evidenza la nascita dell'\u201dillusione della parit\u00e0\u201d delle bambine e delle ragazze, che a scuola godono di una condizione di parit\u00e0 con i coetanei, anzi sono pi\u00f9 brillanti nella lettura cos\u00ec come nelle performance scolastiche. Ma le aspettative si infrangono al primo confronto con il mondo del lavoro. E alcuni segnali si registrano gi\u00e0 nei primi anni di scuola, ad esempio con il progressivo allontanamento delle bambine dalle materie scientifiche. Servono interventi mirati, quali piani formativi e doti educative, per promuovere tra le bambine e le ragazze \u2013 a partire da quelle che vivono nei contesti pi\u00f9 svantaggiati \u2013 l\u2019acquisizione di fiducia nelle proprie capacit\u00e0 in tutti i settori. Anche nella matematica, le scienze, l\u2019ingegneria e le tecnologie digitali\u201d, ha affermato Raffaela Milano.<\/p>\n<p>Le bambine e le ragazze accumulano durante il loro percorso scolastico delle <b>lacune nelle materie scientifiche<\/b>, gi\u00e0 ravvisabili dal secondo anno della scuola primaria, ma che crescono via via: ad esempio a livello nazionale le bambine alla fine della primaria ottengono un punteggio medio ai test Invalsi di matematica di 4,5 punti inferiore rispetto ai coetanei, uno svantaggio che sale a -6 punti al 2\u00b0 anno delle superiori, fino a -10 punti all\u2019ultimo anno delle scuole superiori. <b>Una differenza, a sfavore delle ragazze, che in media nelle provincie di Genova e Savona sale a -7 punti e si attesta a -5,5 punti a Imperia e La Spezia.<\/b> <\/p><div class=\"single-img-content-container fullwidth-single shortcode standard\">\n    <div class=\"image_container\" style=\"text-align: center;\">\n        <picture class=\" lazyload\"><img loading=\"lazy\" class=\"lazy\" data-srcset=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654864.jpg 1024w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654864.jpg 970w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654864.jpg 660w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654864.jpg 316w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654864.jpg 150w\" data-src=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/11\/atlante-dell-infanzia-a-rischio-654864.jpg\" alt=\"Atlante dell'Infanzia a rischio\"><\/picture>\r\n\n    <\/div>\n    <\/div>\n\n<p>Questa elevata \u2018specializzazione\u2019 di genere nell\u2019ambito delle competenze scolastiche si riverbera poi nella scelta dell\u2019indirizzo di studio, che rafforza queste differenze, e di conseguenza della facolt\u00e0 universitaria. Secondo i dati forniti a Save the Children dal Miur relativi al 2019, in Italia tra i diplomati nei licei i ragazzi sono pi\u00f9 presenti in quelli scientifici (il 26% di tutti i diplomati, rispetto al 19% delle diplomate) mentre le ragazze sono pi\u00f9 presenti nei licei umanistici-artistici (il 42% di tutte le diplomate, solo il 13% dei diplomati). <b>Guardando i dati della Liguria, ad esempio, poco pi\u00f9 di 1 ragazza su 4 (27,7%) si diploma al liceo classico o scientifico, e solo il 17,3% si diploma in un istituto tecnico. <\/b><\/p>\n<p>Quando si iscrivono all\u2019universit\u00e0, inoltre, poche giovani in Italia scelgono le facolt\u00e0 in ambito scientifico-tecnologico (STEM): <b>solo il 16,5% delle giovani laureate tra i 25 e i 34 anni ha conseguito il titolo in questo settore, a fronte di una percentuale pi\u00f9 che doppia (37%) per i maschi.<\/b> Un percorso che conduce alla segregazione orizzontale nel lavoro e nelle carriere, nei settori pi\u00f9 innovativi (STEM e ICT).<\/p>\n<p>Nel mondo del lavoro, poi, le persistenti forme di discriminazione verso le donne fanno deragliare le prospettive di molte ragazze determinando un gap ancora significativo nelle percentuali di NEET tra i generi, che vedono pi\u00f9 ragazze ai margini di ogni progetto per il loro futuro. In Italia, le giovani in questa condizione sono il 24,3%, contro il 20,2% dei maschi, rischiando entro la fine dell\u2019anno di toccare quota 1 milione e 140 mila e raggiungere cos\u00ec i livelli del 2016. <b>In Liguria le giovani neet sono invece il 19,6%, contro il 16% dei coetanei maschi.<\/b> Sicilia e la Calabria (rispettivamente al 39,9 e al 36,2%) le regioni con pi\u00f9 giovani ragazze ai margini; Trentino Alto Adige e Veneto le pi\u00f9 virtuose (14,6% e 15,6%). Una situazione che \u2013 in base ai dati sul mercato del lavoro degli ultimi mesi \u2013 \u00e8 peggiorata per la crisi seguita all\u2019emergenza Covid-19.<\/p>\n<p>\u201cSenza un intervento tempestivo e mirato, oggi rischiamo un\u2019impennata nel numero delle NEET, cancellando le aspettative di futuro di pi\u00f9 di un milione di ragazze in Italia. \u00c8 un rischio concreto, se solo si guardano i dati pi\u00f9 recenti, come il calo del 2,7% dell\u2019occupazione femminile \u2013 gi\u00e0 storicamente tanto fragile in Italia \u2013 rispetto all\u2019anno precedente, con una perdita secca di 264mila occupate. La mancanza di servizi per la prima infanzia e la necessit\u00e0 di prendersi cura dei bambini in questa fase difficile sta inoltre pregiudicando il futuro lavorativo delle mamme. Occorre invertire la rotta, per non doverci svegliare dalla pandemia in un mondo del lavoro tutto al maschile, con l\u2019effetto di scoraggiare le ragazze che sono oggi impegnate in un percorso educativo gi\u00e0 ricco di ostacoli. E\u2019 necessario partire dalle donne \u2013 e dalle bambine \u2013 non solo a parole, ma con investimenti e obiettivi precisi che riguardino il mondo del lavoro cos\u00ec come i servizi per la prima infanzia, i percorsi educativi all\u2019interno delle scuole cos\u00ec come il contrasto ad ogni forma di violenza di genere e il sostegno al protagonismo delle stesse ragazze\u201d, ha concluso Raffaela Milano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Save The Children diffonde l&#8217;XI edizione dell&#8217;Atlante dell&#8217;infanzia a rischio in Italia &#8220;Con gli occhi delle bambine&#8221;, con una forte denuncia sulla necessit\u00e0 di intervenire alla radice delle diseguaglianze che colpiscono le ragazze<\/p>\n","protected":false},"author":10593,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,56,35],"tags":[17510],"class_list":["post-512291","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-altre","category-economia","tag-save-the-children"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/512291","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/10593"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=512291"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/512291\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=512291"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=512291"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=512291"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}