{"id":512159,"date":"2020-11-14T09:34:37","date_gmt":"2020-11-14T08:34:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=512159"},"modified":"2020-11-14T09:36:37","modified_gmt":"2020-11-14T08:36:37","slug":"lacna-di-cengio-storia-della-fabbrica-dei-veleni-prima-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/11\/lacna-di-cengio-storia-della-fabbrica-dei-veleni-prima-parte\/","title":{"rendered":"L\u2019Acna di Cengio: storia della \u201cFabbrica dei Veleni\u201d | PRIMA PARTE"},"content":{"rendered":"<p>\u201cEntroterra di Savona, comune di Cengio, 26 marzo 1882. Verbale relativo alla domanda del signor Pessano Giuseppe per essere autorizzato ad impiantare nel tenimento Ponzano, territorio di questo comune, una fabbrica di dinamite.\u201d<\/p>\n<p>La storia dell\u2019ACNA di Cengio comincia da qui. La fabbrica venne costruita a poche centinaia di metri dal comune di Saliceto, confine tra Piemonte e Liguria. In quegli anni, Cengio era una localit\u00e0 molto tranquilla, un borgo agricolo che si snodava attorno alla strada principale e alla ferrovia.<br \/>\nVerrebbe da chiedersi per quale motivo, essendo un posto come tanti altri, venne scelto proprio per costruire una fabbrica di dinamite. La risposta sta nella manodopera a basso costo. Se servivano braccia per lavorare, in quella cittadina se ne trovavano: i contadini erano abituati a spaccarsi la schiena giorno e notte, ed una paga sicura a fine mese non poteva che essere allettante. E non fu di secondaria importanza la vicinanza, tramite la ferrovia, al Porto di Savona, e la grande disponibilit\u00e0 d\u2019acqua data dal fiume Bormida, su una cui ansa crebbe, di giorno in giorno, mattone dopo mattone, una struttura di un\u2019imponenza mai vista prima dagli entusiasti abitanti del luogo.<\/p>\n<p>Durante i decenni successivi, gli esplosivi creati dal dinamitificio vennero usati in grande quantit\u00e0 durante le guerre del colonialismo italiano, la guerra d\u2019Abissinia e, a seguire, in entrambi i conflitti mondiali.<br \/>\nNel giro di pochi anni gli impianti industriali occuparono ben cinquanta ettari. La fabbrica produceva tritolo, acido solforico, oleum, in quantit\u00e0 di migliaia di kg al giorno.<\/p>\n<p>E gli effetti dell\u2019inquinamento non tardarono a farsi sentire: non si poteva pi\u00f9 utilizzare l&#8217;acqua del fiume per irrigare. La nebbia e le piogge portarono il\u00a0fenolo, altamente tossico,\u00a0nei terreni. In breve tempo nacque una netta spaccatura tra i liguri, che dalla fabbrica ricevevano i benefici occupazionali, ed i piemontesi, che subivano gli effetti dell&#8217;inquinamento per ben 100\u00a0chilometri di fiume, fino alla confluenza con il Tanaro, ad Alessandria.<\/p>\n<p>Intanto Cengio, da piccolo borgo agricolo che era, divent\u00f2 una vera e propria citt\u00e0 industriale. Cominciarono a spuntare le ville dei dirigenti e gli impiegati della fabbrica. E soprattutto crebbero in grande quantit\u00e0 le case popolari destinate agli operai (che a fine \u2018800 erano gi\u00e0 circa settecento, su 1300 abitanti ) , affacciate proprio sulle ciminiere da cui uscivano fumi tossici a qualunque ora del giorno e della notte.\u00a0Fu solo in seguito ad breve un tracollo economico che il dinamitificio prese il nome di ACNA (Azienda Coloranti Nazionali e Affini), con cui prosegu\u00ec comunque la produzione di esplosivi e gas tossici.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 nel 1938, circa 600 contadini citarono l\u2019azienda per i danni causati dall\u2019inquinamento, ma persero la sentenza e furono condannati a pagare le spese processuali.L\u2019anno successivo, una fortissima esplosione caus\u00f2 la morte di cinque operai.\u00a0Furono solo le prime, purtroppo, di una lunga serie di vittime dell\u2019ACNA. Ma, negli anni, non si tratt\u00f2 pi\u00f9 solamente di decessi dovuti ad incidenti sul luogo di lavoro: centinaia di operai morirono di cancro alla vescica, per quanto questo fatto, per molto tempo, fu celato dietro ad un muro di diffusa ed ostinata omert\u00e0.<\/p>\n<p>In base ad alcune testimonianze, sembrerebbe che i dipendenti, alla fine del turno, prima di lasciare il posto di lavoro, fossero obbligati a fare una doccia con l\u2019acqua fredda, senza nessuna spiegazione. Dovevano farlo e basta. Se per caso venivano sorpresi a utilizzare l\u2019acqua calda avrebbero subito tre giorni di sospensione dello stipendio. Nessuno spieg\u00f2 mai loro che l\u2019acqua calda apre i pori, assorbendo i veleni che, dopo tante ore a contatto con essi, inevitabilmente avevano sulla pelle. Meglio tentare di sciacquarli via con l\u2019acqua fredda. In questo modo chi era a capo dell\u2019ACNA tentava di pulirsi, se ce l\u2019aveva, un po\u2019 di coscienza.<\/p>\n<p>\u201cE gi\u00f9 dal Cengio il dinamitificio ti fotte in Bormida di quattro in sette tutta questa peste, e le acque vengon gi\u00f9 livide come ranno, una schiuma verde, pesci morti a pancia in s\u00f9, le bestie la rifiutano: un malefizio ti dico&#8230; E per far che cosa? Esplosivi, dinamite, balistite, per ammazzar della gente\u201d. (Augusto Monti)<\/p>\n<p>Una fabbrica che era nata con l\u2019intento di creare sostanze destinate alla guerra e alla morte, stava iniziando a creare dietro di s\u00e9 una scia di malattia e morti.\u00a0Nel\u00a01969 venne chiuso l&#8217;acquedotto di Strevi, a oltre 100\u00a0km di distanza da Cengio: le acque del fiume si tingevano di un colore diverso ogni giorno. L\u2019anno successivo il sindaco di Acqui Terme\u00a0sporse denuncia contro ignoti per avvelenamento di acque destinate al consumo umano. \u2028Nel 1974 vennero denunciati i dirigenti dell&#8217;ACNA, che quattro anni dopo vennero assolti. Condanne e assoluzioni in tempi brevi, troppo brevi, cos\u00ec sembravano funzionare i processi mirati a \u201cfermare\u201d la \u201cfabbrica dei veleni\u201d. Sempre in quel periodo si apr\u00ec un altro processo, mirato a far luce sulle suddette morti per cancro alla vescica. Processo a cui, per la prima volta, presero parte anche i sindacati come parte civile, che per\u00f2 furono \u201cconvinti\u201d dai vertici dell\u2019azienda a ritirarsi dal processo, e da quel momento rimarranno sempre, chiss\u00e0 perch\u00e9, schierati dalla parte dell\u2019ACNA, negandone la pericolosit\u00e0 in ogni senso, ed insistendo per tenerla aperta.<\/p>\n<p>Intanto, a Cengio, l\u2019ACNA gestiva il cinema, il teatro, la biblioteca, la banca, il bar, la sala giochi, il campo da calcio, quello da pallavolo e da tennis, le colonie estive per i figli dei dipendenti, la spiaggia in riviera per gli operai e le loro famiglie. E gestiva anche il Comune, con diverse donazioni, e mettendo sulle sedie pi\u00f9 importanti i suoi membri migliori, quelli \u201cdi cui ci si pu\u00f2 fidare\u201d.<\/p>\n<p>(Continua\u2026)<\/p>\n<p>\u201cNera-mente\u201d \u00e8 una rubrica in cui parleremo di crimini e non solo, scritta da Alice, studentessa ed aspirante criminologa: <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/nera-mente\/\"><b>clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Nera-Mente&#8221; \u00e8 la rubrica di Alice, appassionata di criminologia<\/p>\n","protected":false},"author":17962,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[106259],"class_list":["post-512159","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-nera-mente"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/512159","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/17962"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=512159"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/512159\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=512159"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=512159"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=512159"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}