{"id":511163,"date":"2020-10-31T16:11:58","date_gmt":"2020-10-31T15:11:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=511163"},"modified":"2020-10-31T20:19:57","modified_gmt":"2020-10-31T19:19:57","slug":"sessanta-volte-diego","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/10\/sessanta-volte-diego\/","title":{"rendered":"Sessanta volte Diego"},"content":{"rendered":"<p>Nel giorno del suo 60\u00b0 compleanno (30 ottobre 2020), il Pibe de Oro ha scritto un\u2019accorata lettera di proprio pugno al Corriere dello Sport che vale la pena riportare: \u201cGracias, amigos. Grazie a tutti. Grazie per gli auguri, per la vicinanza e per l\u2019affetto che continuate a mostrarmi. Mi danno forza e sensazioni positive, cose che in tempi di grande paura per la salute dell\u2019umanit\u00e0 e di grandi sofferenze economiche per tanti sono assai preziose. Sono sessant\u2019anni, s\u00ec. Sono pochi o sono tanti? Devo cominciare a sentirmi pure io un po\u2019 vecchietto, oppure no? Beh, l\u2019ammetto, me lo sono chiesto. Ma non so darmi una risposta. Non ho rimpianti. Se ho fatto del male, l\u2019ho fatto solo a me stesso.Come regalo vorrei che questa pandemia terminasse e che Gimnasia e Napoli vincessero un altro scudetto. Seguo Gattuso, mi piace la sua grinta e il suo calcio\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_467\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_467\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Diego non \u00e8 stato uno qualsiasi, nel mondo del calcio (sono in tanti a sostenere che sia stato il pi\u00f9 grande davanti anche a Pel\u00e8). Dici Maradona e ti sovviene il sogno, l\u2019asso pi\u00f9 bravo dell\u2019orbe terraqueo nel periodo in cui giocava, quello che vinceva la Coppa del Mondo, lo scudetto, la Coppa Uefa quasi da solo con le sue prodezze, con le sue punizioni millimetriche, con la forza che soltanto un vero campione pu\u00f2 dare a una squadra che si riflette nella sua classe.<\/p>\n<p>Dici Maradona e ti vengono alla mente i Mondiali del 1990, i \u00abnostri\u00bb Mondiali, quelli che non abbiamo vinto perch\u00e9\u00a0proprio lui decise, con l\u2019appoggio dei tifosi napoletani (che lo tifarono al San Paolo), la qualificazione dell\u2019Argentina segnando l\u2019ultimo rigore, quello che segu\u00ec il tiro di Donadoni e precedette quello di Serena, entrambi parati da Goycoechea. Dici Maradona e vedi, nel dopo carriera, le sue immagini di uomo ammalato, ingrassato, che entra ed esce dagli ospedali.\u00a0La sua vita \u00e8 stata piena di prodezze e esagerazioni, vissuta fra i gol stupendi, l\u2019idolatria dei supporters e il fastidio del \u00abPalazzo\u00bb a causa dell\u2019alcol e della droga che lo hanno devastato e portato a un passo dalla morte.<\/p>\n<p>Regal\u00f2 due scudetti (i soli titoli vinti) al Napoli. Dicono che nel suo contratto ci fosse scritto che doveva solo presentarsi sul campo, la domenica, all\u2019ora della partita, in divisa di gioco. Nessun altro obbligo. E lui se ne approfittava un po\u2019. Lo chiamavano anche \u00abl\u2019artista\u00bb, perch\u00e9 dal suo straordinario sinistro poteva venir fuori qualsiasi prodezza. Una volta, al Verona, segn\u00f2 quasi da centrocampo, con un pallonetto imprendibile che lasci\u00f2 di stucco tutti; al Mondiale messicano, nel 1986, fece all\u2019Inghilterra un gol di mano (\u00abLa mano de Dios\u00bb) che fece scoppiare polemiche terrificanti, ma rifil\u00f2 ai britannici anche una rete incredibile, partendo da centrocampo e dribblando tutti gli avversari davanti a lui, prima di depositare la palla nella porta.<\/p>\n<p>Grazie per quanto ci hai regalato e ancora tanti auguri da parte chi ti ha amato per quello che hai saputo fare sul campo. Un saluto anche alla tua fantastica famiglia\u00a0da pap\u00e0 Diego detto Chitoro, a mamma Dalma Salvadora detta Tota e ai i tanti fratelli, otto: nell\u2019ordine Ana e Rita, poi Elsa e Maria, quindi Diego Armando, il primo maschietto e poi ancora Raul detto Lalo, Hugo detto El Turco e Claudia. Non dimenticando la tua nonna materna, Salvadora Cariolochi, che aveva origini calabresi. Come vedi anche il sangue italiano scorre nelle tue vene. Feliz cumpleanos que Dios te bendiga campeon!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo speciale del Ct Vaniglia<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[182,32],"tags":[85989],"class_list":["post-511163","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-calcio","category-sport","tag-calcio"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/511163","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=511163"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/511163\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=511163"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=511163"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=511163"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}