{"id":510845,"date":"2020-10-28T08:00:49","date_gmt":"2020-10-28T07:00:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=510845"},"modified":"2020-10-27T13:40:54","modified_gmt":"2020-10-27T12:40:54","slug":"eternita-circolare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/10\/eternita-circolare\/","title":{"rendered":"Eternit\u00e0 circolare"},"content":{"rendered":"<p>\u201cGuarda questa porta, nano! \u2013 continuai io \u2013 Ha due facce. \u00c8 il punto di convergenza di due strade: nessuno le percorse mai sino in fondo. Questa lunga via fino alla porta: dura un\u2019eternit\u00e0. E quella lunga via al di l\u00e0 della porta \u00e8 un\u2019altra eternit\u00e0 [\u2026] e qui, a questa porta maestra, \u00e8 il punto dove convergono. Il nome della porta maestra \u00e8 scritto lass\u00f9 in alto: \u201cAttimo\u201d. Cos\u00ec si rivolge Zarathustra al nano che, sceso dalle sue spalle, si \u00e8 accoccolato davanti a lui, in un luogo casuale, in un istante casuale, non importa, ogni luogo ed ogni istante sono una porta maestra se li sappiamo osservare nella prospettiva proposta da Nietzsche. Ci si addentra, cos\u00ec, nel cuore del \u201cmito dell\u2019eterno ritorno dell\u2019uguale\u201d, per chi volesse approfondire a livello antropologico e cosmologico tale mito rimando al profondo saggio che Lowith gli ha dedicato, io, con assoluta modestia, prover\u00f2 a tradurne le conseguenze nella nostra vita di tutti i giorni ma sempre con la speranza di essere sostenuto da \u201cun pensiero altro\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_787\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_787\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_787').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_787\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">L\u2019argomentare di Zarathustra si fonda su di un\u2019antica concezione del tempo che non si presenta nella forma di una linea percorsa rettilineamente da una freccia come, per intenderci, nel caso del tempo cristiano. Questo, infatti, ha un inizio in Dio che, in quanto essere al di fuori del tempo, ne \u00e8 la causa nell\u2019istante in cui, creando, genera un principio. Ma l\u2019insorgere di un arch\u00e9 sottintende la necessit\u00e0 di una conclusione! Questa, nell\u2019ottica cristiana, si esplicita nel momento in cui lo stesso Eterno verr\u00e0 a chiedere conto all\u2019umanit\u00e0 per decretarne la fine \u201cnel tempo\u201d e l\u2019ingresso nel \u201cper sempre\u201d. Argomento abissale che non credo certo di risolvere in questa proposizione, chiedo anzi che mi si perdoni l\u2019estrema sintesi utile solo per poter procedere nell\u2019affrontare una diversa questione che \u00e8 oggetto dell\u2019attuale riflessione. L\u2019ipotesi di Zarathustra \u00e8 che il tempo sia circolare e che, pertanto, come in un cerchio, ogni punto geometrico della circonferenza, ogni \u201cattimo\u201d nella versione di Nietzsche, sia contemporaneamente il primo e l\u2019ultimo. Evidentemente questa visione elimina i concetti di inizio e fine come espressione del pensiero di un ente trascendentale per porre \u201cil soggetto coscienziale\u201d al centro delle proprie capacit\u00e0 progettuali. \u201cNon \u00e8 il tempo che passa \u2026 siamo noi\u201d. In questa prospettiva il tempo diviene \u201cpermanenza circolare\u201d ed ogni uomo ne fruisce una porzione limitata alle sue possibilit\u00e0 fisiche e coscienziali. La reazione del nano fu arrogante e supponente, \u201cTutto quel che \u00e8 rettilineo mente \u2013 mormor\u00f2 con disprezzo il nano \u2013 Tutte le verit\u00e0 sono ricurve, il tempo stesso \u00e8 un circolo\u201d. Che pu\u00f2 importare a Zarathustra di sentirsi condividere se questo non coglieva la profondit\u00e0 del suo pensiero? Fu cos\u00ec che minacci\u00f2 il nano di abbandonarlo in quel luogo ma poi, ancora una volta, \u201cil ghiaccio del suo cuore si spezz\u00f2\u201d e prosegu\u00ec nel suo argomentare. Credo non sia possibile che desiderare la condivisione di tanta bellezza una volta colta, sono convinto che ogni uomo visitato e capace alla gioia ed alla luce di simili pensieri desideri condividerle con gli altri: \u00e8 il fondamento di ogni creazione artistica!<\/p>\n<p>Tenter\u00f2 di esplicitare con un esempio il messaggio di cui \u00e8 portatore Zarathustra poich\u00e9 nel testo nietzscheano risulta complesso e potrebbe sembrare rivolto ai cosiddetti \u201ciniziati\u201d, credo non sia cos\u00ec, anzi, affermo che ogni grande pensiero \u00e8 dell\u2019uomo e per l\u2019uomo \u2026 per ogni uomo che si consenta alla possibilit\u00e0 di prenderne possesso! Ora, proviamo ad immaginare i punti della circonferenza come enti materiali, finiti, particolari e limitati. I chimici potrebbero vederli come i componenti elementari della materia, nell\u2019ottica della fisica recente come dei Quanti, un leibniziano come delle monadi non \u00e8 importante come, ma che sia chiaro il concetto. Per semplicit\u00e0 tali innumerevoli elementi li ipotizziamo molto meno numerosi, la logica del nostro procedere non ne risulter\u00e0 compromessa, anzi. Consideriamone solo tre e chiamiamoli A B C, ebbene, le combinazioni dei tre elementi risulteranno inevitabilmente limitate, ne consegue che, nella circolarit\u00e0 infinita del tempo, tali combinazioni, una volta realizzatesi tutte, non potranno che tornare a ripetersi, non necessariamente nello stessa successione, magari pi\u00f9 volte l\u2019una e meno l\u2019altra, ma non saranno inevitabilmente costrette a ritornare? Credo che la ovviet\u00e0 del mio esempio sia tale da renderlo almeno condivisibile da chiunque, ma ecco che l\u2019abissalit\u00e0 del pensiero nietzscheano trasforma l\u2019ovvio in sovrumano. Utilizzando la nostra riduttiva ma chiara allegoria, non potremmo definire questo momento, quello nel quale stai leggendo queste righe, come una delle varie possibili combinazioni, per esempio chiamiamola BCA? Ebbene, per ora ancora la questione non ci sconvolge minimamente, possiamo vederla come un giochino infantile e vano, ma se provassimo ad interrogarci nella prospettiva del filosofo, dovremmo chiederci: quante volte ho gi\u00e0 letto queste righe? Quante volte le ho amate? Quante volte le ho rifiutate e quante altre differenti reazioni ho avuto, cio\u00e8, quante volte a BCA \u00e8 seguita BAC e quante volte ACB? La risposta ovvia \u00e8: infinite!<\/p>\n<p>Capisco, il fatto di apprezzare o risultare infastiditi o essere indifferenti a queste righe pu\u00f2 rivestire scarsa rilevanza nella vita di ognuno, ma se la combinazione BCA fosse un momento cruciale nella vostra esistenza? Fosse un dire si o un dire no a un momento d\u2019amore? Se fosse quell\u2019istante in cui avete scelto di andarvene invece che restare, l\u2019attimo in cui avete ucciso un sogno oppure vi siete concessi a lui? A questo punto mi sia permessa solo un\u2019ulteriore provocazione che non \u00e8 esplicita nel testo nietzscheano ma che mi sembra affascinante e terribile raccogliere: se infinite volte ho amato la persona che ho davanti e se infinite volte l\u2019ho odiata, uccisa o che altro, \u00e8 evidente che l\u2019aspetto morale della mia decisione di \u201cquesto attimo\u201d sia stemperato nelle innumerevoli volte che l\u2019ho compiuta in un senso o in quello opposto, ma questo non conduce al nichilismo, allo svuotarsi di valore etico della mia scelta, come sostiene tanta superficiale critica al pensiero nietzscheano. Al contrario, proprio perch\u00e9 non ha valore eteronomo e assoluto ci\u00f2 che decider\u00f2 di fare, l\u2019assegnazione di senso e di pregnanza etica non sar\u00e0 garantito da nessun abitatore dell\u2019iperuranio, ma solo dalla mia volont\u00e0. Io divengo responsabile unico di ci\u00f2 che avviene proprio perch\u00e9, avendo gi\u00e0 scelto infinite volte sia l\u2019una che l\u2019altra opzione, la deliberazione attuale assume senso e valore alla luce della mia volont\u00e0. Io, in questa infinita ed inebriante possibilit\u00e0 di libert\u00e0, divengo la mia scelta, il mio coraggio, la mia assunzione di responsabilit\u00e0, il mio affermare assordante: io vivo.<\/p>\n<p>La prosa nietzscheana che presenta questa abissale filosofia merita di essere riportata in chiusura: \u201cPoich\u00e9 ogni cosa che pu\u00f2 camminare: anche per questa lunga via al di l\u00e0 della porta deve ancora una volta andare! E questo lento ragno che arranca al chiaro di luna e lo stesso chiaro di luna e io e te presso la porta maestra, sussurrando fra noi, sussurrando di cose eterne, non dobbiamo ritornare eternamente?\u201d Cos\u00ec parlavo, sempre pi\u00f9 sommesso: poich\u00e9 avevo paura dei miei stessi pensieri e di quel che si celava dietro i pensieri.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-510845","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/510845","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=510845"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/510845\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=510845"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=510845"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=510845"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}