{"id":510306,"date":"2020-10-21T08:00:26","date_gmt":"2020-10-21T06:00:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=510306"},"modified":"2020-10-20T13:48:46","modified_gmt":"2020-10-20T11:48:46","slug":"della-visione-e-dellenigma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/10\/della-visione-e-dellenigma\/","title":{"rendered":"Della visione e dell\u2019enigma"},"content":{"rendered":"<p>\u201c[\u2026] v\u2019erano molte cose strane e pericolose da ascoltare su quella nave che veniva da lontano e voleva andare ancora lontano. Ma Zarathustra era amico di tutti coloro che compiono lunghi viaggi e non sanno vivere senza pericolo. E guarda! Alla fine, ascoltando, gli si sciolse anche la lingua, e il ghiaccio del suo cuore si spezz\u00f2\u201d. Si tratta del terzo libro del noto \u201cCos\u00ec parl\u00f2 Zarathustra\u201d, in particolare della parte che Nietzsche intitola \u201cDella visione e dell\u2019enigma\u201d, l\u2019inizio di una delle narrazioni evocativo-allegoriche pi\u00f9 suggestive e ricche di profondit\u00e0 inquietanti della letteratura filosofica. Il protagonista eponimo del testo, Zarathustra appunto, si \u00e8 imbarcato su di una nave, quella sulla quale, consapevolmente o meno, siamo ancora noi adesso, e per due giorni \u00e8 rimasto \u201cfreddo e sordo\u201d tra gli uomini che lo osservavano senza avere la sua disponibilit\u00e0. Quanto dolore, quanta solitudine lo hanno accompagnato per troppo tempo. Chi non comprende la sua sofferenza, a chi non \u00e8 mai capitato nella vita? Ma la sua condizione era terribile: un gigante innamorato degli uomini che lo temono, lo disprezzano o lo idolatrano, ma che, in un caso o nell\u2019altro, non hanno ali per condividerne il volo, non hanno cuore per accogliere tanto amore. Peter Gast, suo \u201camico\u201d ne \u00e8 l\u2019esempio pi\u00f9 palese: l\u2019amore possente e la considerazione di Nietzsche che lo giudicava un grande musicista, fu un peso eccessivo per le sue povere forze, ed ecco il tradimento. Essere amati da un grande \u00e8 spesso un peso insopportabile per i mediocri, una sorta di rivelazione della propria inettitudine, e l\u2019uomo piccino non sa fare altro che divenire cattivo e scaricare colpe e risentimento su chi voleva solo essere un dono. Ma, ancora una volta, affascinato dal mistero dell\u2019uomo, dopo due lunghi giorni di silenzio, Zarathustra riprende a parlare.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_214\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_214\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_214').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_214\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cA voi, audaci nel cercare e nel tentare e a chi mai s\u2019imbarc\u00f2 con accorte vele su terribili mari. A voi, ebbri di enigmi, amanti d\u2019ogni luce crepuscolare, la cui anima \u00e8 attratta da flauti verso ogni voragine dell\u2019io: e poich\u00e9 voi non volete seguire con mano codarda un filo; e dove potete indovinare odiate dischiudere, a voi soli racconto l\u2019enigma che vidi, la visione del pi\u00f9 solitario\u201d. Si rivolge ai molti o ai pochissimi che possiedono una delle qualit\u00e0 imprescindibili per il vero filosofo, cio\u00e8 per qualsiasi essere umano che voglia vivere consapevolmente \u201cil proprio bene ed il proprio male\u201d: il coraggio. Con la precisa consapevolezza che essere coraggiosi non significa non avere paura, ma saperla vincere. Vuole comunicare con questi esseri meravigliosi che abitano ancora oggi le strade delle nostre citt\u00e0, i sentieri delle nostre campagne, questi esseri eccezionali e comuni che avevano ed hanno solo bisogno di essere esortati a concedersi all\u2019attrazione che provano ancora pudichi \u201cverso ogni voragine dell\u2019io\u201d, questi iperborei in attesa che, comunque, non si limitano a \u201cseguire con mano codarda un filo\u201d, che accettano il rischio di uscire dalla grammatica (\u201cnon ci libereremo mai di dio se non ci libereremo della grammatica\u201d), da quei binari convenzionali che non potrebbero che condurti l\u00e0 dove hanno destinazione, una scelta compiuta, pi\u00f9 o meno consapevolmente, dai costruttori della ferrovia, non certo da chi vi si trova a viaggiare. Ma il viandante pu\u00f2 scartare di lato, imboccare percorsi diversi, consentirsi \u201cun pensiero altro\u201d. \u00c8 necessario dotarsi di mezzi diversi, se non si seguono i binari, per quelli si \u00e8 attrezzati, un lungo percorso di abitudini e acquisizioni non deliberate prepara al viaggio prestabilito, \u201cindovinare e non dischiudere\u201d pu\u00f2 creare dubbi, incertezze, paure; insomma, richiede coraggio. Ottenuta l\u2019adeguata platea, finalmente Zarathustra pu\u00f2 raccontare la propria visione, una visione che introduce all\u2019enigma, che ti indica l\u2019abisso ma, guardare dentro di noi non \u00e8 sempre guardare abissi?<\/p>\n<p>La narrazione del \u201cfilosofo in cammino\u201d comincia con un\u2019ascesa, verso l\u2019alto, \u201ca dispetto dello spirito, che lo attirava verso il basso\u201d ma gravato di un faticoso e sgradevole peso aggrappato alle sue spalle, un essere ambiguo, \u201cmezzo nano, mezzo talpa; storpio e storpiante; piombo nel mio orecchio\u201d. Lo spirito \u00e8 il peso, quello dal quale liberarsi per poter accedere al nostro luogo di elezione, ma lo spirito che ci grava sui pensieri \u00e8 il figlio perverso di una cultura vigliacca, \u00e8 il retaggio di secoli di censure, di falsi moralismi, di bigottume del pensiero, ti sussurra il tuo fallimento se solo proverai ad infrangere le leggi, quelle che ti sono state insegnate da sempre, che hanno edificato la sinistra coscienza che ti perseguita con ingannevoli sensi di colpa. Ha inizio ci\u00f2 che per Nietzsche \u00e8 la \u201ctransvalutazione di tutti i valori\u201d. Lo spirito di gravit\u00e0 sussurra malevolo minando il tuo ardore: \u201cScagliasti te stesso tanto in alto, ma ogni pietra scagliata deve ricadere!\u201d. Sa bene come muoversi e su quali paure fare leva, ti minaccia, instilla dubbi: \u201cCondannato a te stesso e all\u2019autolapidazione: o Zarathustra scagliasti, s\u00ec, lontano la pietra, ma essa ricadr\u00e0 su di te\u201d. Se non hai mai vissuto nella vita un momento paragonabile a questo \u2026 allora non hai mai vissuto! Ma sempre si \u00e8 indotti a guardarsi attorno, tutti hanno paura, tutti preferiscono le tenebre alla luce, tutti accettano di rinunciare, per poi magari oltraggiare chi ha osato fare il contrario, addirittura ridere delle eventuali ferite da lapidazione che il temerario ha subito, cos\u00ec la moltitudine sconfitta diviene \u201cla maggioranza\u201d, la comunit\u00e0 abitata dal risentimento e, forte della propria consistenza numerica, eccola pronta alla celebrazione delle regole, quelle che, ingannevoli e subdole, trasformano \u201cla resa in buon senso\u201d. Ma Zarathustra conosce il coraggio e, nell\u2019infinita e terribile solitudine, che \u00e8 quella condivisa, si rivolge ardito verso il nano: \u201cNano! Tu o io\u201d<\/p>\n<p>\u201cAlt, nano! \u2013 dissi \u2013 O io! O tu! Ma io sono il pi\u00f9 forte dei due: tu non conosci il mio abissale pensiero! Quello non potresti sopportarlo\u201d. Si apre qui, con l\u2019assunzione di potere da parte del filosofo in cammino, la parte pi\u00f9 inquietante e caratterizzante del mito dell\u2019eterno ritorno, una sorta di chiave di volta del pensiero nietzscheano. Lo spirito di gravit\u00e0, il minaccioso e tracotante nano-talpa \u00e8 sorpreso dalla forza del filosofo, scende dalla sua spalla e si siede davanti a lui, in silenzio infine, in attesa di conoscere l\u2019abissale pensiero che potrebbe annichilirlo. Non \u00e8 il caso, per ora, di entrare nel cuore del discorso di Zarathustra per visitare il quale rimando ad un prossimo incontro, ma possiamo sin d\u2019ora sottolineare che il racconto nietzscheano vuole essere un esempio ed una esortazione. Chiunque ha avuto paura, non molti se ne sono resi conto. Il quotidiano \u00e8 quello che l\u2019amico Pascal definiva divertissement, una sottile e surrettizia induzione alla superficialit\u00e0, a non porsi domande, a seguire il corso incompreso della cosiddetta vita. La paura, comunque, in un anfratto del nostro abisso, sappiamo che ha fatto visita a tutti, ha bussato alla porta della nostra coscienza. Il coraggioso si \u00e8 alzato dalla sua comoda poltrona, \u00e8 andato all\u2019uscio, ha aperto e non ha trovato nessuno! Il vigliacco o l\u2019inconsapevole ora stanno sorbendo un t\u00e8 in sua compagnia nel proprio salotto, mentre la vita si consuma l\u00e0 fuori.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-510306","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/510306","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=510306"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/510306\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=510306"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=510306"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=510306"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}