{"id":509972,"date":"2020-10-17T14:00:08","date_gmt":"2020-10-17T12:00:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=509972"},"modified":"2020-10-17T18:24:45","modified_gmt":"2020-10-17T16:24:45","slug":"lizzie-borden-un-duplice-omicidio-ancora-irrisolto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/10\/lizzie-borden-un-duplice-omicidio-ancora-irrisolto\/","title":{"rendered":"Lizzie Borden: un duplice omicidio (ancora) irrisolto"},"content":{"rendered":"<p>Anno 1892. La famiglia Borden viveva a\u00a0Fall River, Massachusetts, Stati Uniti,\u00a0in una modesta abitazione. Il nucleo era cos\u00ec composto: Andrew Borden, la sua seconda moglie Abby , le figlie Emma, quarantaduenne, e Lizzie, di trentadue, e, da qualche tempo, una domestica di nome Bridget Sullivan. Andrew era un uomo molto ricco, proprietario di banche, terreni e fattorie, ma allo stesso tempo molto avaro. La sua taccagneria non era tollerata soprattutto da Lizzie, che rimpiangeva, ancora dopo vent\u2019anni, la morte della madre Sarah, e che non aveva approvato le seconde nozze del padre.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_740\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_740\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">17Anche Emma non aveva buoni rapporti con la matrigna: le due sorelle si erano rassegnate a condurre una vita da zitelle, rinchiuse in quella scomoda casa, priva di bagno e persino dell\u2019acqua corrente, che il padre aveva considerato un\u2019inutile spesa. Andrew, per risparmiare, aveva anche deciso di vendere la carrozza ed il cavallo: nella stalla erano rimasti solo dei piccioni, a cui Lizzie si era molto legata. Parte di questi, un giorno, vennero rubati. Per la rabbia del furto subito, Andrew, uomo anche violento, uccise il resto degli uccelli. Lizzie, disperata, ne pianse a lungo la morte. Ma la secondogenita rimase ben pi\u00f9 sconfortata quando scopr\u00ec che il padre, cos\u00ec avaro con la famiglia, aveva acquistato una casa alla sorella della moglie.<\/p>\n<p>Il 4 agosto di quell\u2019anno era una mattinata molto afosa. Emma in quei giorni era in vacanza presso alcuni lontani parenti, Andrew era uscito per fare alcune commissioni. Nell\u2019abitazione dei Borden erano presenti la matrigna Abby, Lizzie e la domestica. Verso le 10.30 Andrew rientr\u00f2 e si dedic\u00f2, come consuetudine, alla lettura del giornale. Circa una mezz\u2019ora dopo, la domestica, che si trovava al piano di sopra, sent\u00ec un lacerante grido di Lizzie: \u201cBridget! Vieni subito! Pap\u00e0 \u00e8 morto! Qualcuno \u00e8 entrato e l\u2019ha ucciso!\u201d<\/p>\n<p>La donna usc\u00ec di corsa e torn\u00f2 in casa con il medico di famiglia ed una vicina. Questi, ispezionando l\u2019abitazione per vedere se ci fossero estranei, trovarono anche il cadavere di Abby Borden. Sia il suo corpo che quello del marito erano stati straziati a colpi d\u2019ascia alla testa.<\/p>\n<p>Meno di un\u2019ora dopo arriv\u00f2 la prima squadra di agenti, che constat\u00f2 che nella casa non vi era la minima traccia di effrazione. In cantina venne rinvenuta una scatola contenente due accette, macchiate di sangue e con attaccati dei capelli.<\/p>\n<p>Lizzie venne interrogata e presto accusata del duplice omicidio, non avendo la domestica alcun movente apparente. La ragazza, invece, avrebbe ereditato, insieme alla sorella,il patrimonio di famiglia. L\u201911 agosto la giovane venne arrestata.<\/p>\n<p>Il processo a Lizzie Borden inizi\u00f2 l\u2019anno successivo e si concluse il 20 giugno 1893. Dopo novanta minuti di deliberazioni, la giuria formul\u00f2 un verdetto di non colpevolezza: le prove contro di lei erano principalmente di natura indiziaria, ma soprattutto, la mentalit\u00e0 vittoriana dell\u2019epoca non poteva concepire che una zitella di classe agiata potesse commettere un simile atto.<\/p>\n<p>Lizzie us\u00f2 la sua eredit\u00e0 per acquistare una casa per lei e la sorella in un quartiere benestante di Fall River, dove mor\u00ec nel 1927, lasciando tutto il suo patrimonio a parenti, amici e alla Lega per la protezione degli animali. L\u2019abitazione in cui si consum\u00f2 il duplice omicidio \u00e8 oggi un <a href=\"https:\/\/www.tripadvisor.it\/Attraction_Review-g41564-d209550-Reviews-Lizzie_Borden_House-Fall_River_Massachusetts.html\">bed and breakfast<\/a> richiestissimo, noto agli amanti del genere.<\/p>\n<p>L\u2019omicidio irrisolto dei Borden rimane tutt\u2019ora un caso affascinante e molte sono le teorie (alcune delle quali sfiorano il ridicolo) su chi commise gli omicidi, come e perch\u00e9. Coloro che ritengono Lizzie colpevole, si basano sulle prove presentate dall\u2019accusa: il movente, almeno trenta dichiarazioni incoerenti e la testimonianza di una persona che, il giorno dell\u2019omicidio, avrebbe visto Lizzie bruciare l\u2019abito azzurro che indossava, che in effetti non fu mai pi\u00f9 ritrovato.<\/p>\n<p>I resoconti sul carattere di Lizzie oscillano da \u201cuna gentile insegnante della scuola domenicale con un ruolo attivo negli enti di beneficenza locali\u201d a \u201cuna cleptomane irritabile che decapit\u00f2 il gatto di Abby perch\u00e9 la infastidiva\u201d.<\/p>\n<p>Cio che \u00e8 certo \u00e8 che fosse una ladra recidiva e, sebbene suo padre, quando era ancora in vita, la proteggesse da ripercussioni giudiziarie, in seguito fu accusata del furto di un dipinto, che venne per\u00f2 risolto senza il tribunale.<\/p>\n<p>Lizzie rimane un\u2019assassina per tutta l\u2019America, dove il duplice omicidio fece scalpore tanto da restare vivo ancora oggi nei racconti popolari e nelle filastrocche.\u00a0Tutt\u2019ora uno dei \u201ccold case\u201d pi\u00f9 affascinanti della storia, quello di Lizzie Borden non ha mai smesso di far parlare di s\u00e9. Un mostro, una strega, o una donna che si \u00e8 presa la sua libert\u00e0? il mistero \u00e8 ancora aperto e, probabilmente, cos\u00ec rimarr\u00e0.<\/p>\n<p><em>\u201cNera-mente\u201d \u00e8 una rubrica in cui parleremo di crimini e non solo, scritta da Alice, studentessa ed aspirante criminologa: <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/nera-mente\/\">clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Nera-Mente&#8221; \u00e8 la rubrica di Alice, appassionata di criminologia<\/p>\n","protected":false},"author":17675,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,34],"tags":[106259],"class_list":["post-509972","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-cronaca","tag-nera-mente"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/509972","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/17675"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=509972"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/509972\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=509972"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=509972"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=509972"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}