{"id":508783,"date":"2020-10-03T08:00:35","date_gmt":"2020-10-03T06:00:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=508783"},"modified":"2020-10-02T12:20:04","modified_gmt":"2020-10-02T10:20:04","slug":"lo-scandalo-delle-linee-guida-di-tiktok-il-trionfo-del-narcisismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/10\/lo-scandalo-delle-linee-guida-di-tiktok-il-trionfo-del-narcisismo\/","title":{"rendered":"Lo scandalo delle linee guida di TikTok: il trionfo del narcisismo"},"content":{"rendered":"<p>Sono in parecchi ormai ad utilizzarla, specialmente tra i giovanissimi, ma non solo. Negli ultimi mesi l\u2019applicazione \u201cTikTok\u201d ha letteralmente spopolato, risultando la pi\u00f9 scaricata al mondo, superando di gran lunga Facebook e Instagram. Per chi non lo sapesse , si tratta di\u00a0un social network che permette ai suoi utenti di realizzare video divertenti e creativi di breve durata, che spaziano da un tema all\u2019altro. Gli utenti possono creare nuovi contenuti o reinterpretare delle scene di un film o di una serie tv\u00a0imitando il proprio attore preferito. Sono molto popolari anche alcuni \u201cballetti\u201d realizzati con il sottofondo di alcune musichette di default. TikTok, cos\u00ec facendo, permette agli iscritti di costruirsi un seguito, avere persone con cui interagire, essere apprezzati (con le ormai celebri reazioni o il pi\u00f9 classico cuoricino, che corrisponde al \u201cmi piace\u201d).<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_752\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_752\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_752').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_752\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Sembrerebbe tutto molto roseo, ma basta indagare un po\u2019 per scoprire che in realt\u00e0 non lo \u00e8. L\u2019applicazione \u00e8 gi\u00e0 stata al centro di molti dibattiti mediatici: in Europa se ne \u00e8 parlato come di un sistema potenzialmente pericoloso, il cui intento sarebbe quello di appropriarsi dei dati degli utenti per poi utilizzarli in modo illecito. Lo stesso problema \u00e8 emerso negli Stati Uniti, dove Trump \u00e8 arrivato a minacciare di vietare l\u2019uso di TikTok, anche se mosso da motivazioni pi\u00f9 economiche che altro (la minaccia del presidente ha portato alla vendita di parte della societ\u00e0 ad una compagnia statunitense). In India, invece, le accuse sono state ancora peggiori: eccessiva presenza di contenuti inappropriati, incoraggiamento alla pornografia e la possibilit\u00e0 che l\u2019applicazione diventi un mezzo per i predatori sessuali nell\u2019adescare vittime, specialmente minorenni. Per questo motivo, nel paese, \u00e8 stato vietato definitivamente l\u2019utilizzo dell\u2019applicazione.<\/p>\n<p>Questi sono problemi, per\u00f2, che ByteDance, l\u2019azienda cinese proprietaria di TikTok, avrebbe potuto in parte prevedere. Quello che probabilmente non si immaginava, \u00e8 che le varie indagini sul loro social network avrebbero portato a galla qualcosa di molto pi\u00f9 sconcertante.<\/p>\n<p>Fin dalla nascita di TikTok, uno degli aspetti maggiormente legati al successo della piattaforma, che vanta pi\u00f9 di un miliardo di utenti, sono stati i suoi algoritmi (ossia sistemi automatizzati pensati per premiare i contenuti pi\u00f9 interessanti, mostrandoli pi\u00f9 spesso agli spettatori). Il meccanismo ha sempre funzionato in due direzioni: ha proiettato persone comuni nell\u2019olimpo degli influencer, ma ha anche selezionato video che, per il loro valore, hanno contribuito ad aumentare il passaparola sull\u2019applicazione, attirando nuovi iscritti. Nel 2018, The Intercept, una famosa testata giornalistica statunitense, decise di investigare pi\u00f9 a fondo su questo social, di cui tutti ormai parlavano. Riuscendo a mettersi in contatto con fonti affidabili che lavoravano o avevano lavorato per ByteDance, scoprirono che, in realt\u00e0, dietro agli imperscrutabili algoritmi, si sarebbe nascosto per mesi il lavoro incessante di diversi moderatori, istruiti a censurare i video che mostravano determinate categorie di persone. Non solo: la testata giornalistica riusc\u00ec ad ottenere i documenti ufficiali con le linee guida che questi moderatori avrebbero dovuto seguire. Questi riportavano che, nella sezione #foryou (per te), dove vengono suggeriti nuovi video da seguire e di tendenza, non dovevano assolutamente apparire queste categorie di utenti: persone con una forma del corpo non armoniosa (in evidente sovrappeso o affette da obesit\u00e0), ma anche quelle oggettivamente troppo magre, persone apparentemente povere (che si riprendevano all\u2019interno di abitazioni modeste o che indossavano vestiti vecchi o consumati), persone \u201coggettivamente brutte\u201d, con tratti del viso sproporzionati o difetti fisici evidenti. Ma soprattutto, e questa \u00e8 la cosa pi\u00f9 sconvolgente, non si sarebbero mai e poi mai dovuti pubblicare video che ritraevano persone affette da disabilit\u00e0 fisiche.<\/p>\n<p>Come se ci\u00f2 non bastasse, TikTok ha tenuto sotto controllo anche tutti i contenuti contrari al governo cinese attuale.<\/p>\n<p>Tutti questi video, risultati non conformi, venivano silenziosamente occultati dall\u2019algoritmo dell\u2019applicazione (non rimossi, perch\u00e9 in quel caso i moderatori avrebbero dovuto motivare la loro azione): in sostanza, non \u201capparivano\u201d a nessuno.<\/p>\n<p>I dirigenti di ByteDance, messi alle strette, hanno confessato e confermato almeno in parte quanto emerso, sollevando per\u00f2 due argomentazioni a sostegno dell\u2019azienda: che le linee guida fossero mirate a prevenire fenomeni di bullismo nei confronti delle categorie di utenti sopra citati, e che comunque non fossero pi\u00f9 in vigore da mesi. Nelle pagine ottenute da The Intercept, per\u00f2, si legge diversamente: per spiegare le motivazioni dietro all\u2019applicazione di alcuni dei criteri incriminati si legge che \u201cSe l\u2019aspetto del protagonista o dell\u2019ambientazione non sono ideali, il video risulter\u00e0 molto meno piacevole da vedere, e inadatto a essere consigliato ai nuovi utenti\u201d.<\/p>\n<p>Insomma, in un mondo in cui tutto deve essere sempre perfetto, bello e possibilmente costoso, bisogna per forza eliminare tutto ci\u00f2 che non lo \u00e8, o il quadretto rischia di venire danneggiato. \u00c8 la preoccupante vittoria del narcisismo nei confronti di tutto ci\u00f2 che \u00e8 umilt\u00e0, insicurezza e imperfezione.<\/p>\n<p>TikTok, per riprendere un vecchio e famoso slogan, non vende sogni, ma solide realt\u00e0.<\/p>\n<p><em>\u201cNera-mente\u201d \u00e8 una rubrica in cui parleremo di crimini e non solo, scritta da Alice, studentessa ed aspirante criminologa: <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/nera-mente\/\">clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Nera-Mente&#8221; \u00e8 la rubrica di Alice, appassionata di criminologia<\/p>\n","protected":false},"author":17675,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,34],"tags":[106259],"class_list":["post-508783","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-cronaca","tag-nera-mente"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/508783","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/17675"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=508783"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/508783\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=508783"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=508783"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=508783"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}