{"id":508582,"date":"2020-09-30T10:02:26","date_gmt":"2020-09-30T08:02:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=508582"},"modified":"2020-09-30T10:02:26","modified_gmt":"2020-09-30T08:02:26","slug":"il-carceriere-libertario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/09\/il-carceriere-libertario\/","title":{"rendered":"Il carceriere libertario"},"content":{"rendered":"<p>\u201cPensa, ora, quale mai sarebbe la loro liberazione dalle catene e la loro guarigione dall\u2019ignoranza [\u2026] qualora uno di questi fosse sciolto e obbligato, all\u2019improvviso, a drizzarsi, a girare la testa, a camminare e a volgere gli occhi verso la luce\u201d. Si tratta, come ben sa chi segue i nostri appuntamenti per un pensiero altro, di uno dei pi\u00f9 noti miti platonici. Il filosofo prospetta a Glaucone, il suo ipotetico interlocutore, l\u2019eventualit\u00e0 della liberazione di uno degli schiavi imprigionati nella mitica caverna cos\u00ec che possa per prima cosa alzarsi in piedi e, subito dopo, volgersi dalla parte opposta alla quale era abituato per congenita e inconsapevole costrizione cos\u00ec da poter finalmente vedere la luce. Non c\u2019\u00e8 un passo del testo platonico che non sia pregno di contenuti fondamentali che, mi sembra piuttosto evidente, non siano riconoscibili nella mentalit\u00e0 omogenea ai frequentatori della cultura occidentale. Sar\u00e0 bene, allora, soffermarci sulle sulle poche righe della citazione d\u2019apertura per riflettere sugli snodi che la caratterizzano e offrirci la possibilit\u00e0 di individuarli in noi; credo sia una opportunit\u00e0 per decidere se accettarli come nostri o se riconoscerli come funzionali al contesto che li ha generati, usati, condivisi e diffusi nelle menti di tutti.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_797\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_797\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Credo che nessuno sia disponibile a riconoscere valore e dignit\u00e0 ad una vita determinata dalla volont\u00e0 di altri rispetto al soggetto tanto da incatenarlo e costringerlo ad una sola e perenne prospettiva nell\u2019osservare la vita che sta pi\u00f9 o meno vivendo. Ne consegue che la liberazione dalle catene sia giudicata assolutamente positiva da chiunque. Ricordo il primo incontro con il mito platonico, nei lontanissimi anni del liceo, certo pilotato dall\u2019insegnante, vissi il viaggio dello schiavo verso la luce come un percorso salvifico, un incedere verso la libert\u00e0, la dignit\u00e0 e la verit\u00e0. Successivamente elaborai una sorta di personale identificazione con lo schiavo che viaggia verso la luce, evidentemente ero un giovane innamorato della filosofia e del suo profeta: Socrate-Platone. Mi immaginavo pioniere ed eroe, solitario Prometeo che sfida il potere corrotto e prevaricante, disposto alla sofferenza pur di regalare all\u2019umanit\u00e0 la forza ed il coraggio di spezzare le proprie catene. Certo una lettura molto personalizzata, una immedesimazione che mi indusse allo studio della filosofia per tutta la vita e della quale non posso che ringraziare l\u2019insegnante di allora ed il giovane me stesso, ma assolutamente falsificante e, per come la vedo ora, ancor pi\u00f9 omologante della prevaricazione pre-salvifica.<\/p>\n<p>In effetti Platone non prospetta minimamente l\u2019eventualit\u00e0 di uno schiavo che, per prima cosa, prenda coscienza di essere tale e, con un eroico atto di coraggio, spezzi le catene, si alzi e provi ad osservare il mondo da una prospettiva antitetica rispetto a quella condivisa dall\u2019intera sua specie. Ricordo che immaginavo le difficolt\u00e0 dell\u2019incedere, le derisioni da parte degli \u201cancora schiavi\u201d nell\u2019osservare le velleit\u00e0 del giovane, la sconfitta di ogni inciampo quando, accecato dalla luce, non sapeva procedere. Quanto ho amato e mi sono riconosciuto nella lotta per sollevarsi dopo la caduta e riprendere il cammino, solo, contro tutti e per tutti, novello salvatore, messia di un domani di amore e libert\u00e0. Accecato davvero, tanto da riconoscere nelle parole di Platone la rivelazione che mi avrebbe accompagnato come un faro nell\u2019oscurit\u00e0 sofferta del mio viaggio: ora ironizzo, per\u00f2 devo ammettere che ricordo ancora con amore ed un pizzico di nostalgia di quegli anni in cui, come afferma Colmers (mi sembra) :\u201dCome tutti cominciai pensandomi un genio, poi, pietoso, sopraggiunse il sorriso\u201d.<br>\nBene, dopo aver sorriso di tanta ingenua sicumera, proviamo a rileggere, con maggiore attenzione e minor pregiudizio di allora, il testo platonico: la liberazione dalle catene non comporta consapevolezza n\u00e9 della loro esistenza n\u00e9 della propria possibilit\u00e0 di spezzarle; lo schiavo, che fino a quel momento era tale in quanto obbligato ad una predeterminata prospettiva, viene \u201csciolto e obbligato, all\u2019improvviso, a drizzarsi, girare la testa, a camminare e a volgere gli occhi verso la luce\u201d. Tragicamente l\u2019illuminato eroe disposto al sacrificio per la liberazione dell\u2019umanit\u00e0 diviene uno schiavo che, per volont\u00e0 altrui, esattamente come nella sua condizione precedente, \u00e8 costretto a volgere gli occhi in una direzione che, ancora una volta, non ha scelto e che, nessuna novit\u00e0, gli \u00e8 imposta da chi ha deciso fosse quella corretta \u2026 ma questa volta \u00e8 per il suo bene! Solo un breve e bisbigliato interrogativo: ma il bene dell\u2019uomo non dovrebbe essere identificabile nel suo diritto ad una scelta libera? L\u2019ottica platonica \u00e8 chiarissima, parte da un pregiudizio estremamente articolato che, anche se troppo spesso, ahim\u00e8, \u00e8 facilmente condivisibile, rimane pur sempre un pregiudizio e non una verit\u00e0 assiomatica: mi riferisco al fatto che esista una sola verit\u00e0, che il filosofo (il prete, il politico, l\u2019insegnante \u2026 il potere) ne sia depositario, che l\u2019uomo comune (povero schiavo) debba essere addestrato a riconoscere l\u2019autorit\u00e0 che lo guida e la sola verit\u00e0 che gli mostra. Letto in questa ottica il ruolo liberatorio della filosofia, che riconosco come imprescindibile, diviene una forma subdola e surrettizia di celebrazione dell\u2019impotenza di ogni individuo che non sia la guida, il saggio, il profeta o, per dirla con Platone, il politico-filosofo.<\/p>\n<p>Il giudizio di Platone sul \u201cnon filosofo\u201d si esplicita nel prosieguo del discorso di Socrate, quando il povero schiavo-libero soffre osservando la luce in quanto da sempre uso all\u2019oscurit\u00e0, per dirla con le parole di Giovanni evangelista: \u201cGli uomini preferirono le tenebre alla luce\u201d. Ipotizza Platone: se \u201c[\u2026] mostrandogli ogni singolo oggetto che passa dinnanzi a lui lo si obbligasse a dire ci\u00f2 che esso \u00e8, non credi che risponderebbe imbarazzato e che le ombre che vedeva prima gli sembrerebbero pi\u00f9 vere degli oggetti che ora gli si indicano?\u201d. Insomma, il malcapitato, dopo anni di schiavit\u00f9, costretto ad assuefare la sua vista all\u2019oscurit\u00e0, dovrebbe ora essere obbligato ad adeguarsi ad una luce fastidiosa ed ammettere non solo di essere stato un inconsapevole inetto, ma di permanere nella medesima condizione avendo paura e difficolt\u00e0 ad osservare la verit\u00e0 che gli \u00e8 cos\u00ec generosamente offerta. Certo, previa una violenta prevaricazione ma, ancora una volta, per il suo bene. Ebbene, se la funzione gnoseologica e pedagogica della filosofia \u00e8 questa, allora non voglio essere un filosofo, ma se, al contrario, il compito della filosofia \u00e8 suggerire ipotesi, prospettare dubbi, far si che \u201ccattivi maestri\u201d aiutino a liberare ottimi alunni, allora ecco che mi ci riconosco e torno ad amare il percorso verso una luce che non \u00e8 necessariamente quella indicata dal sapiente, ma, ed e per ognuno diversa, quella scoperta ed inverata da ogni singolo viandante.<\/p>\n<p>Lo so, la critica pi\u00f9 ovvia sar\u00e0: ma questa \u00e8 l\u2019anticamera del nichilismo, anzi, ne \u00e8 la celebrazione, la dissoluzione dei valori, delle certezze, della verit\u00e0. Se non esiste la verit\u00e0 non esiste giustizia, se si relativizza l\u2019etica cosa potremo mai insegnare ai nostri figli? Sarebbe il caos, l\u2019anarchia valoriale, il sabba dell\u2019egoismo e lo Stato, le istituzioni, insomma, tutto ci\u00f2 che abbiamo creato nei secoli, tutto crollerebbe miseramente. In effetti qualche rischio ci sarebbe, di certo uno schiavo consapevole delle catene e in grado di spezzarle difficilmente se ne farebbe fissare delle altre da chicchessia, sicuramente non accetterebbe per vere le immagini impostegli da chi, fino a poco prima, lo osservava in catene, ma, io credo, probabilmente aiuterebbe davvero gli altri a prendere coscienza di s\u00e9 che \u00e8 il primo vero incedere verso la libert\u00e0.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-508582","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/508582","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=508582"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/508582\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=508582"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=508582"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=508582"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}