{"id":50733,"date":"2009-02-20T12:56:46","date_gmt":"2009-02-20T11:56:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2009\/02\/20\/ceriale-zifio-spiaggiato-la-spiegazione-del-biologo\/"},"modified":"2009-02-20T19:35:47","modified_gmt":"2009-02-20T18:35:47","slug":"ceriale-zifio-spiaggiato-la-spiegazione-del-biologo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2009\/02\/ceriale-zifio-spiaggiato-la-spiegazione-del-biologo\/","title":{"rendered":"Ceriale, zifio spiaggiato: la spiegazione del biologo"},"content":{"rendered":"<p>[thumb:10734:l]<strong>Ceriale<\/strong>. Sar\u00e0 sottoposto ad un esame autoptico presso l\u2019acquario di Genova l\u2019esemplare di zifio, chiamato anche \u201cbalena dal becco d\u2019oca\u201d, trovato ieri alla foce del rio Torsero. Massimiliano Rosso, biologo marino dell\u2019Universit\u00e0 di Genova, spiega ad IVG.it le caratteristiche di questa specie: \u201cLo zifio viene definito uno degli ultimi misteri viventi del Mediterraneo essendo, in assoluto, uno tra animali meno conosciuti al mondo. Poco o nulla si conosce di questa balena che, fino agli anni Sessanta del secolo appena trascorso, veniva considerata addirittura assente nell\u2019intero Mediterraneo. Nonostante le ragguardevoli dimensioni, raggiungendo i 7 metri di lunghezza e le 3,5 tonnellate di peso, l\u2019avvistamento in mare di questi animali \u00e8 estremamente complesso: gli zifi hanno un comportamento particolarmente timido ed elusivo; quando riemergono in superficie, per respirare, mostrando solo una piccola porzione del loro corpo, risultando poco visibili\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_655\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_655\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Lo zifio (Ziphius cavirostris) \u00e8 una specie protetta a livello internazionale ma recenti spiaggiamenti di massa \u2013 in Grecia, Bahamas e Canarie \u2013 hanno posto in risalto come questo animale possa essere estremamente vulnerabile e fortemente sensibile all\u2019utilizzo di particolari sonar, low frequency active sonar (LAFS), utilizzati dalle marine militari. \u201cComunque lo spiaggiamento di ieri non \u00e8 dovuto ai sonar \u2013 precisa il bilogo \u2013 Quando lo spiaggiamento \u00e8 dovuto ai sonar, spiaggiano molti esemplari contemporaneamente. In questo caso si \u00e8 trattato di un unico esemplare probabilmente malato. L\u2019esemplare spiaggiato era un maschio adulto (nonostante mi siano giunte voci che sia stato classificato come femmina) in quanto solo i maschi adulti hanno due zanne all\u2019apice della mandibola inferiore che usano per combattere, tra maschi, per il dominio delle femmine\u201d.<\/p>\n<p>[image:10729:r]L\u2019esemplare insabbiato ieri sulla spiaggia cerialese raggiungeva i cinque metri di lunghezza, per due tonnellate circa di peso. \u201cQuesta specie, oltre ad un profilo emerso difficilmente individuabile, presenta un comportamento alimentare che la rende ancora pi\u00f9 difficile da studiare \u2013 sottolinea Massimiliano Rosso, che svolge ricerche anche in Canada \u2013 Gli zifi si nutrono di calamari di profondit\u00e0, compiendo lunghe e profonde immersioni intervallate solo da brevissimi periodi di superficie\u201d.<\/p>\n<p>Le immersioni profonde di questi cetacei possono durare anche pi\u00f9 di 90 minuti e raggiungere i 2000 metri di profondit\u00e0. Dal 2003 il DIBO e la Fondazione CIMA \u2013 Universit\u00e0 di Genova hanno lanciato una campagna di studio su questa specie, coordinata proprio dal biologo Massimiliano Rosso. Gli studiosi hanno identificato e fotografato pi\u00f9 di un centinaio di esemplari nelle acque liguri realizzando il database pi\u00f9 grande esistente nell\u2019intero Mediterraneo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[thumb:10734:l]Ceriale. Sar\u00e0 sottoposto ad un esame autoptico presso l\u2019acquario di Genova l\u2019esemplare di zifio, chiamato anche \u201cbalena dal becco d\u2019oca\u201d, trovato ieri alla foce del rio Torsero. 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