{"id":507156,"date":"2020-09-12T08:24:19","date_gmt":"2020-09-12T06:24:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=507156"},"modified":"2020-09-12T08:31:31","modified_gmt":"2020-09-12T06:31:31","slug":"amanda-playle-una-terribile-storia-di-stalking","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/09\/amanda-playle-una-terribile-storia-di-stalking\/","title":{"rendered":"Amanda Playle: una terribile storia di stalking"},"content":{"rendered":"<p>\u201cCi sono stati dei momenti in cui credevo che nessuno potesse aiutarmi e ho pensato di farla finita.\u201d<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_476\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_476\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Cos\u00ec parla Amanda Playle, la vittima di questa incredibile ed inquietante storia di stalking, in un\u2019intervista sul canale BBC. Il suo viso \u00e8 molto provato, gli occhi sono stanchi. \u201cMolte persone che mi stavano vicino sminuivano la situazione dicendomi \u2018Sono solo messaggi\u2019. Ma no, non erano semplicemente messaggi: la mia intera esistenza \u00e8 stata compromessa. Mi sembrava di essere chiusa in una scatola senza alcuna via di uscita. Sono arrivata anche a compiere atti di autolesionismo, per la disperazione.\u201d<\/p>\n<p>Ci troviamo nell\u2019East Sussex, una contea dell\u2019Inghilterra sud-orientale. Amanda \u00e8 una donna che conduce un\u2019esistenza tranquilla con suo marito, dal quale ha avuto tre figlie.<br>\nFinch\u00e8 un giorno, sul suo profilo Facebook compare una richiesta di amicizia: \u00e8 Anthony Reynolds, una sua vecchia fiamma del liceo. La donna accetta ed i due iniziano a parlare del pi\u00f9 e del meno. Finch\u00e8 l\u2019ex fiamma non la invita a bere un drink, in memoria dei vecchi tempi. Amanda, con gentilezza, rifiuta l\u2019invito, spiegando all\u2019uomo di avere una famiglia. Da quel momento, per due settimane, Reynolds scompare. Ma \u00e8 un silenzio provvisorio. L\u2019uomo, infatti, ritorna alla carica, ma con messaggi molto pi\u00f9 violenti. Amanda, a questo punto, tenta di bloccarlo ripetutamente, ma l\u2019uomo riesce sempre a contattarla. Cos\u00ec la donna decide di cancellare ogni profilo sui social network.<br>\nMa questo non basta, purtroppo, perch\u00e9 in poco tempo vede la sua casella email riempirsi di messaggi, centinaia, ogni giorno, nonostante non avesse mai comunicato il suo indirizzo di posta elettronica a Reynolds.<\/p>\n<p>Con queste email, inviate tra il dicembre 2015 e il giugno 2017, l\u2019uomo definisce la donna come una moglie infedele e una madre inadeguata. Inoltre la interroga su precedenti incontri sessuali, definendola una \u201cscoria\u201d. Fa commenti sul fatto di averla vista fare jogging. Inizia a descrivere come \u00e8 vestita, con chi parla e cosa sta facendo. Le invia addirittura delle sue fotografie scattate di nascosto. Insomma, sembra che la stia controllando giorno e notte, come un vero e proprio stalker.<\/p>\n<p>Ma non solo: Reynolds contatta anche i genitori e i colleghi di Amanda, oltre ad hackerare i suoi account per inviare messaggi simili a tutti i suoi conoscenti.<\/p>\n<p>Finch\u00e8 un giorno, esausta e terrorizzata, la Playle decide di recarsi dalle forze dell\u2019ordine, accompagnata dal marito.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 a questo punto che viene a galla l\u2019impensabile. Dopo alcune indagini, infatti, la polizia scopre che l\u2019indirizzo IP dal quale provenivano le email corrisponde a quello di casa di Amanda. Inoltre, viene recuperato un video di sorveglianza all\u2019ingresso di un aereoporto, in cui erano state scattate alcune delle foto inviate alla sua casella email, che registra il vero colpevole di questo stalking estremo arrivare con la sua automobile munito di fotocamera, e passare all\u2019azione: si tratta di Paul Playle , il marito di Amanda. Proprio cos\u00ec: non \u00e8 mai stato nessun Anthony Reynolds a contattare la donna. Nessuna vecchia fiamma, bens\u00ec l\u2019uomo con cui \u00e8 sposata da ben ventisette anni, con cui ha condiviso una casa, con il quale ha messo al mondo tre figlie. Lo stesso uomo che ogni sera la tranquillizzava dopo l\u2019ennesima email terrificante ricevuta, vedendola isolarsi sempre di pi\u00f9 e tentare il suicidio.<\/p>\n<p>\u201cNon ci credevo, non volevo crederci. Ero irremovibile con la polizia, ero sicura che si fossero sbagliati. Era la mia roccia \u2026 Ho sempre detto alle persone intorno a me che questo stalker conosceva i miei pensieri e sentimenti interiori \u2026 Ed in realt\u00e0 era seduto proprio accanto a me.\u201d, ha poi affermato la donna.<\/p>\n<p>Oltre alle terribili conseguenze psicologiche su Amanda e le figlie, Paul Playe ha lasciato la consorte con un debito di 80.000 sterline per far fronte al recupero della casa di famiglia. L\u2019uomo, pur negando ogni accusa, \u00e8 stato condannato a tre anni e mezzo di prigione per stalking e comportamento coercitivo e di controllo.<\/p>\n<p>Quali siano le cause (patologiche, \u00e8 quasi scontato) che abbiano spinto Paul Playle a mettere in atto tale macabra dinamica di comportamento, non \u00e8 stato reso noto.<\/p>\n<p>Quello che \u00e8 certo \u00e8 che la povera Amanda aveva sposato un vero e proprio mostro.<\/p>\n<p>\u00c8 possibile che l\u2019uomo non avesse dato alcun segno di tale disagio? O forse Amanda era troppo innamorata e coinvolta nella vita di famiglia per potersene accorgere?<\/p>\n<p>Anche questo, probabilmente, non lo sapremo mai. L\u2019unica cosa tristemente certa, dopo aver letto questa storia, sembrerebbe essere una sola: non possiamo mai conoscere nessuno fino in fondo.<\/p>\n<p><em>\u201cNera-mente\u201d \u00e8 una rubrica in cui parleremo di crimini e non solo, scritta da Alice, studentessa ed aspirante criminologa: <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/nera-mente\/\">clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Nera-Mente&#8221; \u00e8 la rubrica di Alice, appassionata di criminologia<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,34],"tags":[106259],"class_list":["post-507156","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-cronaca","tag-nera-mente"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/507156","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=507156"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/507156\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=507156"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=507156"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=507156"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}