{"id":506791,"date":"2020-09-09T08:00:22","date_gmt":"2020-09-09T06:00:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=506791"},"modified":"2020-09-08T13:44:21","modified_gmt":"2020-09-08T11:44:21","slug":"orgoglio-del-disprezzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/09\/orgoglio-del-disprezzo\/","title":{"rendered":"Orgoglio del disprezzo"},"content":{"rendered":"<p>\u201cI filosofi hanno finora interpretato il mondo in modi diversi; si tratta ora di trasformarlo\u201d. \u00c8 questa una delle pi\u00f9 citate e commentate fra le \u201cTesi su Feuerbach\u201d di Karl Marx, un testo redatto nel 1845 e pubblicato da Friederich Engels dopo la morte dell\u2019amico e sodale pensatore in collaborazione col quale aveva prodotto il ben noto \u201cManifesto del Partito comunista\u201d nel 1848. Engels colloc\u00f2 le \u201cTesi\u201d in appendice al suo lavoro del 1888 titolato \u201cLudwig Feuerbach e il punto d\u2019approdo della filosofia classica tedesca\u201d; \u00e8 interessante la notazione poich\u00e9 con questi scritti possiamo datare la fondazione di quella filosofia della prassi che \u00e8 alla base del pensiero rivoluzionario che si svilupper\u00e0 nell\u2019attivit\u00e0 dei vari movimenti operaisti e comunisti che sfoceranno nella Rivoluzione bolscevica del 1917. Sarebbe interessante approfondire quanto l\u2019affermazione marxiana sia stata pi\u00f9 o meno deliberatamente fraintesa e quanto utilizzata di conseguenza, mi riferisco alla interpretazione della stessa come una sorta di pressante invito ai filosofi a superare il ruolo di pensatori per divenire operativi, una sorta di \u201crivoluzionari professionali\u201d ante litteram per dirla con le parole di Lenin. Insomma, secondo questa lettura Marx avrebbe inteso il filosofo non solo come un teorico ma anche e, forse, soprattutto come un pragmatico.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_1\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_1\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_1').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_1\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Per chiarire questo aspetto sarebbe indispensabile inserire la formazione e la maturit\u00e0 della filosofia marxiana in quel variegato laboratorio del pensiero che \u00e8 stato il dibattito post hegeliano, non \u00e8 questa ovviamente la sede, ci basti sottolineare l\u2019urgenza espressa da gran parte delll\u2019intellighenzia dell\u2019epoca, seppure in forme a volte assolutamente antitetiche, di far nascere una filosofia capace di abbandonare l\u2019iperuranio per divenire capace ad offrire risposte al quotidiano, ai problemi non solo di sistema, alle contraddizioni esistenziali che caratterizzavano il XIX secolo europeo e che preparavano i sanguinosi eventi del secolo successivo. Ma limitiamoci all\u2019oggetto di questo incontro: \u00e8 possibile lecito e doveroso cambiare il mondo? Se ogni uomo \u00e8 prodotto dalla realt\u00e0 nella quale si trova ad essere \u201cgettato\u201d del tutto casualmente, per dirla con Heidegger, e diviene inevitabilmente il frutto dell\u2019azione del sistema che lo precede e lo accompagna nel corso della sua esistenza, come potrebbe anche solo provare a modificare ci\u00f2 che lo determina? Come sarebbe possibile un originale cambio prospettico capace di produrre ipotesi rivoluzionarie? La risposta di Marx a questi, mi sembra, logici interrogativi la possiamo ricercare nella tesi numero 3 del medesimo testo: \u201cLa dottrina materialistica, secondo la quale gli uomini sono prodotti delle circostanze e dell\u2019educazione, dimentica che sono proprio gli uomini che modificano le circostanze e che l\u2019educatore stesso deve essere educato. Essa \u00e8 perci\u00f2 costretta a separare la societ\u00e0 in due parti, una delle quali sta al di sopra dell\u2019altra. La coincidenza nel variare delle circostanze dell\u2019attivit\u00e0 umana, o autotrasformazione, pu\u00f2 essere concepita o compresa razionalmente solo come prassi rivoluzionaria.\u201d<\/p>\n<p>Sono convinto che la tesi numero tre sia fondamentale per cogliere la forza e le fragilit\u00e0 del pensiero rivoluzionario e non solo marxiano: se \u00e8 vero, come afferma Marx e condivido, che sono gli uomini a generare quel sistema che poi, in un assurdo cortocircuito logico ed esistenziale, li va a determinare, se \u00e8 necessario educare l\u2019educatore ma chi lo educa \u00e8 espressione della cultura che lo ha formato, la stessa che dovrebbe educare a modificare, se si deve pervenire all\u2019autotrasformazione come prassi rivoluzionaria, chi e come pu\u00f2 essere capace di produrre un pensiero fuori dal sistema, ci\u00f2 che in questa rubrica abbiamo chiamato \u201cun pensiero altro?\u201d. Non si correrebbe il rischio, molto hegeliano ritengo, di reputarsi depositari di verit\u00e0 che, per il bene collettivo, devono essere inculcate nella mente di ogni singolo per renderlo adatto a quella \u201csociet\u00e0 della gioia\u201d nella quale tutti pensano allo stesso modo e, di conseguenza, trovano un\u2019assoluta omologante armonia nell\u2019uniformit\u00e0 comportamentale? Come riconoscere le reali differenze tra una dittatura di destra o di sinistra (uso queste parole con il senso che possedevano nel secolo scorso) o un sistema di libero mercato dove tutti sono, deliberatamente o meno, uniformemente \u201cproduttori \u2013 consumatori\u201d? Chi potrebbe farlo? Un singolo, l\u2019eccezione, colui il quale sa comprendere i problemi che l\u2019uomo comune nemmeno percepisce , quel singolo capace di produrre ed imporre agli altri un pensiero rivoluzionario? Deve essere una classe sociale intera? Dobbiamo attendere un genio? Un messia? Un capopopolo? L\u2019insorgere di un\u2019autocoscienza collettiva o di classe? La formazione deve partire dalla scuola? Dalla famiglia? Da un\u2019istituzione? Laica? Religiosa?<\/p>\n<p>Il pericolo gi\u00e0 paventato dall\u2019amico Immanuel Kant, il pericolo del fanatico, si nasconde in tutte le ideologie e la storia elenca un tragico numero di esperienze cruente che non sto ad elencare in quanto certamente note a chiunque. Se poi il \u201cgrande fratello\u201d orwelliano non \u00e8 un singolo ma un apparato la questione diviene ancor pi\u00f9 tragica sollevando il singolo dalla responsabilit\u00e0 della prevaricazione in nome di un bene superiore, che lo si chiami Dio o Stato o Benessere collettivo in fondo cambia ben poco. Ma allora, non c\u2019\u00e8 modo di spezzare la spirale perversa che come un immenso boa avvolge l\u2019intera umanit\u00e0? Il sogno delle belle bandiere deve rimanere tale? Intanto il fatto che qualcuno legga queste righe ed arrivi al termine delle stesse, addirittura si faccia carico della fatica di ripensarle, di parlarne, in alcuni casi addirittura di commentarle sulla mia posta o sul mio bolog o altrove, \u00e8 segno che non tutto \u00e8 perduto: esistono ancora pensatori liberi, che non hanno bisogno di titoli di studio n\u00e9 di platee davanti alle quali esibirsi, persone che amano la libert\u00e0 di generare un \u201cpensiero altro\u201d, ognuno a modo proprio. Questo \u00e8 un dato che suggerisce ottimismo, ma \u2026 esatto, sono convinto che esista un terribile ma!<\/p>\n<p>Sembra che il sistema generato dall\u2019uomo viva oramai di vita propria, che si sia arrogato o conquistato il diritto al libero arbitrio (quanti affascinanti e terribili parallelismi con la creazione da parte di un ente supremo che si \u00e8 visto scappare di mano la sua creatura, dalla Genesi alla fantascienza contemporanea). Sembra che il sistema si sia affinato autodeterminandosi ed ora il suo creatore, quell\u2019umanit\u00e0 che se non ricorda di essere \u201cinfinita individualit\u00e0\u201d non potr\u00e0 mai riprendere le redini del cavallo imbizzarrito del potere, \u00e8 definitivamente passato ad essere la sua creatura. Il pensiero dominante di oggi, quell\u2019educazione che dovrebbe insegnare la rivoluzione, tutto il sistema genera singoli individui che non si chiedono pi\u00f9 se \u00e8 possibile cambiare il mondo, singoli che nemmeno concepiscono il senso di una simile ipotesi, oramai la logica collettiva pu\u00f2 essere cos\u00ec sintetizzata: questa \u00e8 la realt\u00e0, essere adulti significa accettarla, le regole del gioco non vanno cambiate ma gestite, chi \u00e8 pi\u00f9 abile avr\u00e0 possibilit\u00e0 di maggiore successo ma tutti sono liberi di giocare, finalmente la libert\u00e0 per tutti ed una meritocrazia di fatto. Una sorta di darwinismo nel quale il pi\u00f9 adatto vince e chi non gioca a questo gioco, chi lo trova stupido e disumanizzante \u00e8 un perdente!<br>\nMi dichiaro orgoglioso di un simile disprezzo.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-506791","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/506791","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=506791"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/506791\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=506791"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=506791"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=506791"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}