{"id":504899,"date":"2020-08-15T10:56:26","date_gmt":"2020-08-15T08:56:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=504899"},"modified":"2020-08-15T11:04:16","modified_gmt":"2020-08-15T09:04:16","slug":"il-gene-del-serial-killer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/08\/il-gene-del-serial-killer\/","title":{"rendered":"Il gene del serial killer"},"content":{"rendered":"<p>Nell\u2019ambito della ricerca criminologica, molti studi si sono concentrati, in passato, sulla cosiddetta \u201cpersonalit\u00e0 criminale\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_491\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_491\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Colonna portante di ci\u00f2 fu Cesare Lombroso, fondatore della psicologia clinica, che, da sempre, si \u00e8 posta l\u2019obiettivo di individuare i tratti caratteristici e specifici di tale personalit\u00e0, basandosi sul presupposto che i \u201cdelinquenti\u201d differiscano in modo significativo dai \u201cnon delinquenti\u201d.<\/p>\n<p>Lombroso, mediante l\u2019osservazione di innumerevoli casi clinici e la raccolta puntigliosa ed inesauribile di reperti collegati con il mondo del crimine (come tatuaggi, disegni e\u2026crani!) tent\u00f2, per tutta la sua vita, e con non poche critiche, anche violente, di verificare le sue ipotesi. In questo modo egli costitu\u00ec una teoria globale del crimine, di tipo bioantropologico, secondo la quale i delinquenti sarebbero caratterizzati da delle precise anomalie costituzionali o somatiche ( Lombroso ne identific\u00f2 parecchie: l\u2019asimmetria facciale, gli zigomi sporgenti, la fronte bassa, alcune anormalit\u00e0 delle orecchie, le mascelle grandi, l\u2019insensibilit\u00e0 al dolore. Tali caratteristiche sarebbero quelle tipiche del cosiddetto \u201cdelinquente nato\u201d).  <\/p>\n<p>Ma Cesare Lombroso merita sicuramente pi\u00f9 spazio di quello che posso dedicargli in questo articolo, con cui voglio arrivare da un\u2019altra parte. Perci\u00f2, proseguiamo.<\/p>\n<p>Dopo Lombroso, diversi altri studiosi ed esperti, (anche se con meno fortuna), hanno affermato l\u2019importanza dei fattori bio-antropologici nello studio del criminale.<\/p>\n<p>Molte ricerche, ad esempio, hanno dimostrato un legame tra la delinquenza dei genitori e quella dei figli. Sono stati effettuati studi sui fattori ereditari e su anomalie cromosomiche (era stato rilevato che gli individui in cui, all\u2019interno del patrimonio genetico, si trovava il cromosoma Y sovrannumerario, erano pi\u00f9 predisposti alla psicopatia e alla tendenza al delitto), sui gemelli, sui figli adottati.<\/p>\n<p>Tutti questi studi per\u00f2 hanno avuto delle notevoli limitazioni (legati all\u2019ambito di ricerca, alle statistiche, a fattori esterni che influivano sui risultati).<\/p>\n<p>Oggi, per\u00f2, in campo genetico, si \u00e8 aperto un nuovo scenario.<\/p>\n<p>\u00c8 stato scoperto il gene MAO-A, in grado di produrre un enzima che agisce sulle sostanze chimiche dell\u2019encefalo facendole funzionare negativamente e di conseguenza scatenando nell\u2019individuo l\u2019aggressivit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 obbligatorio sottolineare che non tutti gli individui influenzati da questo gene sono dei potenziali serial killer: il gene MAO-A \u00e8 pi\u00f9 o meno attivo a seconda del soggetto. Infatti, analizzando le personalit\u00e0 criminali, si deve tener conto maggiormente di quella che \u00e8 stata un\u2019infanzia caratterizzata da traumi, violenze e anomalie; questi sarebbero i fattori determinanti dei comportamenti aggressivi e criminali nelle persone.<\/p>\n<p>La prova inoppugnabile di quanto sia rilevante il fattore ambientale rispetto al gene arriv\u00f2 nel 2005 con l\u2019esperienza del neuroscienziato Fallon. Egli era uno studioso di neurocriminologia che lavorava anche sulla malattia di Alzheimer. Un giorno l\u2019uomo aveva davanti a s\u00e9 diverse lastre relative alla ricerca su quest\u2019ultima; tra queste ne trov\u00f2 una che presentava, senza ombra di dubbio, le caratteristiche di un individuo psicopatico. Notevole fu lo stupore di Fallon nello scoprire che quella lastra apparteneva al suo stesso cervello! La scansione dei suoi lobi frontali e temporali non lasciava spazio ad alcun dubbio: stando alle sue stesse ricerche, il suo cervello era terribilmente simile a quello di un serial killer.<\/p>\n<p>Ma se dall\u2019anatomia del suo encefalo si evinceva chiaramente che James Fallon era destinato ad essere uno psicopatico, perch\u00e9 allora era diventato uno che gli psicopatici li curava di mestiere? La risposta risiede, come sopra detto, nell\u2019ambiente in cui egli crebbe, nei rapporti sociali coltivati nel tempo e nel bagaglio culturale ed esperienziale che, come dimostrato da questo aneddoto , spesso nella vita di un individuo si rivela pi\u00f9 \u201ccongenito\u201d della genetica stessa. <\/p>\n<p>Per la prima volta in Europa, a Trieste, la presenza del gene MAO-A ha costituito un\u2019attenuante in un caso di omicidio. Qui, nel marzo del 2007, Abdelmalek Bayout \u00e8 stato condannato a nove anni e tre mesi di prigione dopo aver accoltellato un colombiano di 32 anni, Walter Perez, per averlo chiamato \u201comosessuale\u201d. Sottoposto a diversi test, il DNA di Bayout \u00e8 risultato positivo a questo gene.<\/p>\n<p>In seguito alla perizia degli esperti, sebbene prudente nel non dare un peso eccessivo alla scoperta, e dopo accurata valutazione di tutti gli elementi in gioco, il giudice triestino ha concesso infine un\u2019ulteriore riduzione di un anno della pena.<\/p>\n<p>Sono tutt\u2019ora in corso numerosi studi internazionali relativi al gene MAO-A, anche se quanto scoperto finora risulta pi\u00f9 che attendibile.<br>\nNon dimentichiamoci mai, per\u00f2, che \u201cgene del serial killer\u201d presente oppure no, ambiente di crescita disfunzionale o funzionale, e quant\u2019altro, non ci privano di un elemento importantissimo nella nostra vita: il libero arbitrio.<\/p>\n<p><em>\u201cNera-mente\u201d \u00e8 una rubrica in cui parleremo di crimini e non solo, scritta da Alice, studentessa ed aspirante criminologa: <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/nera-mente\/\">clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Nera-Mente&#8221; \u00e8 la rubrica di Alice, appassionata di criminologia<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,34],"tags":[106259,50935],"class_list":["post-504899","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-cronaca","tag-nera-mente","tag-serial-killer"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/504899","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=504899"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/504899\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=504899"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=504899"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=504899"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}