{"id":503813,"date":"2020-08-05T08:00:53","date_gmt":"2020-08-05T06:00:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=503813"},"modified":"2020-08-04T13:55:20","modified_gmt":"2020-08-04T11:55:20","slug":"elogio-del-dubbio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/08\/elogio-del-dubbio\/","title":{"rendered":"Elogio del dubbio"},"content":{"rendered":"<p>\u2013 \u201cForse il dubbio \u00e8 una forma di ignoranza, ma l\u2019arroganza della certezza ne \u00e8 la garanzia\u201d \u2013 \u201cNe si certo?\u201d \u2013 \u201cForse\u201d. Non si tratta di nonsense o di un dialogo fra alieni, o forse si, ma per certo si tratta di un pensiero \u201caltro\u201d. Finalmente sono riprese le chiacchierate notturne con il caro amico Gershom Freeman e, in questo caso, partendo da una sua frase postata recentemente su facebook. (PS: Gershom mi ha assicurato che avr\u00e0 piacere di dare l\u2019amicizia ai miei lettori che volessero chiederla) Ancora una volta mi sono divertito a recitare il ruolo del sofista interrogandolo su una affermazione che, mentre elogia il dubbio comunica una certezza, un evidente paradosso logico. La mia provocatoria domanda: \u201cNe sei certo?\u201d ha suscitato nell\u2019amico scrittore, ma non ne dubitavo, una caustica ed immediata replica: \u201cForse\u201d. Certo la questione non \u00e8 stata posta da Gershom per primo, il tema \u00e8 dibattuto e controverso da quando l\u2019uomo ha cominciato, pensando, ad essere tale e si \u00e8 sinuosamente mosso tra le estreme antitesi di chi afferma che non pu\u00f2 esistere nessuna certezza e chi, al contrario, presuppone la ineludibilit\u00e0 della stessa. Il breve dialogo di apertura sembra intrecciare i due estremi con l\u2019intelligente ironia che si pu\u00f2 incontrare nella filosofia di Richart Rorty, cito testualmente da \u201cLa filosofia dopo la Filosofia\u201d (la prima minuscola e la seconda maiuscola secondo l\u2019ottica ironica che esprime il testo) : \u201cUso il termine \u201cironico\u201d per designare un individuo che guarda a viso aperto la contingenza delle sue credenze e dei suoi desideri fondamentali, uno che \u00e8 storicista e nominalista quanto basta per aver abbandonato l\u2019idea che tali credenze e desideri rimandino a qualcosa che sfugge al tempo e al caso\u201d<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_687\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_687\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_687').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_687\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Il rimando al testo di Rorty ci colloca nella filosofia contemporanea, (il pensatore statunitense \u00e8 scomparso nel 2007) ma interessanti riflessioni al riguardo, come accennavo, risalgono ad epoche lontane. Potremmo partire gi\u00e0 1300 anni prima della nascita di Cristo con un aforisma del Faraone Akhenaton: \u201cLa vera saggezza \u00e8 meno supponente della stupidit\u00e0. L\u2019uomo saggio dubita spesso e cambia la sua opinione; lo stupido \u00e8 ostinato e non ha dubbi; conosce tutte le cose ma non la sua stessa ignoranza\u201d. Conosco persone che si gloriano di non cambiare opinione , e chi, purtroppo, non ne ha mai incontrate sulla propria strada? Chiamano questa malinconica forma di imbecillit\u00e0 \u201ccoerenza\u201d o, i pi\u00f9 ottusi, \u201cfermezza dei princ\u00ecpi\u201d. \u00c8 gente che afferma all\u2019inizio di una conversazione: \u201cParla pure, io non cambier\u00f2 opinione\u201d. Ma la cosa pi\u00f9 terribile \u00e8 che poi realmente non la cambia, indipendentemente da quale sia il contenuto della conversazione, difesa dall\u2019impermeabilit\u00e0 di una certezza che \u00e8 tanto granitica quanto fragile, infatti ha le radici ben salde nel terrore di confrontarsi con un \u201caltro punto di vista\u201d. Ovvio, se non vedo altro la realt\u00e0 \u00e8 ci\u00f2 che cade all\u2019interno del mio campo visivo, che poi questo sia estremamente limitato che importa? Sarebbe interessante una riflessione sul mito platonico della caverna, mi impegno sin d\u2019ora con i miei lettori per affrontarlo nei prossimi incontri, ma torniamo al nostro attuale argomentare.<\/p>\n<p>Con un balzo di tremila anni, nel frattempo il dibattito ha registrato i dogmi della filosofia greca ma anche il nichilismo sofista, le guerre di religione dei cristiani cos\u00ec come dei musulmani, e potrei perdermi in un interminabile elenco, ma, come dicevo, arriviamo al 700 francese. Come non ricordare il caustico pensiero di Voltaire: \u201cIl dubbio \u00e8 scomodo, ma solo gli imbecilli non ne hanno\u201d. Fran\u00e7ois-Marie Arouet, meglio noto con lo pseudonimo di Voltaire, sottolinea un altro elemento interessante all\u2019interno della nostra riflessione: \u201cil dubbio \u00e8 scomodo\u201d. In effetti dubitare richiede intelligenza e coraggio. Sono la fragilit\u00e0, il poco rispetto delle idee degli altri e la poca profondit\u00e0 delle proprie che induce ad allontanare il dubbio. Pur senza scomodare l\u2019amico Ren\u00e9 Descartes ed il suo celeberrimo Je pense donc je suis nel quale pensare \u00e8 dubitare, il soggetto non dubitante diviene tanto sicuro quanto arrogante. Al contrario \u00e8 scomodo, faticoso e necessita di intelligenza ed apertura mentale dover ogni volta assumersi la responsabilit\u00e0 di provare ad osservare i \u201ccosiddetti fatti\u201d con gli occhi di un altro, quanto pi\u00f9 semplice risolvere ogni problema con la banalit\u00e0 di chi afferma che ci\u00f2 che \u201criesce a pensare\u201d \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8, senza domandarsi quanto, o meglio, quanto poco, \u201criesce a pensare\u201d. Numerosi sono ancora i filosofi che si sono occupati dell\u2019oggetto di questa nostra speculazione, ma mi limito, in questo caso, ad un pensatore anglosassone, grande logico e matematico, mi riferisco a Bertrand Russell che affermava: \u201cIl problema dell\u2019umanit\u00e0 \u00e8 che gli stupidi sono sempre sicurissimi, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 facile per me sottolineare, come ho fatto anche con l\u2019amico Gershom, che sicuramente Russell era profondamente consapevole di essere abitato da numerosi dubbi e, conseguentemente, gli risultava utile rimarcare la stretta relazione tra il dubbio e l\u2019intelligenza, allo stesso modo qualche caustico lettore pu\u00f2 sostenere che la posizione di Freeman e la mia, ovviamente, si ispirino alla medesima logica. Addirittura \u00e8 possibile affermare che sia pi\u00f9 \u201cscomodo\u201d, per tornare alle parole di Voltaire, avere certezze. In effetti sono proprio le certezze i fondamenti di quei principi etici che censurano comportamenti, precludono opportunismi, non consentono indulgenze n\u00e9 con gli altri n\u00e9, tanto meno, con se stessi. Ci\u00f2 che risulta poco comprensibile \u00e8 perch\u00e9 una certezza individuale debba trovare applicazione universale? Il buon amico Immanuel Kant metteva in guardia contro i \u201cfanatici\u201d, quei depositari di verit\u00e0 assolute che, nel loro nome, hanno promosso la ghigliottina, all\u2019epoca di Kant, e ben altri stermini nelle epoche successive.<\/p>\n<p>Solo una breve notazione in chiusura: nei rapporti interpersonali spesso si \u00e8 indotti da una egoistica necessit\u00e0 a definire con il mieloso \u201cmi fido di te\u201d il tentativo di sclerotizzare una persona nella gabbia del nostro pensiero di lei. Un simile comportamento ci sollevava dalla \u201cscomodit\u00e0\u201d di accettarne i cambiamenti. L\u2019amore, che dovrebbe essere uno dei volti della libert\u00e0, si trasforma in una prigione ed in un ricatto: non puoi cambiare da come ti penso, tradiresti la mia fiducia in te. Ma se ami una persona, se vuoi bene ad un\u2019amica o ad un parente, non dovresti offrirle la possibilit\u00e0 di cambiare per poterla amare nella sua nuova forma? E non \u00e8 forse un atto di amore ed intelligenza ascoltare il suo viaggio nella vita che le hanno rivelato altre prospettive invece di decidere che non se ne vuole sapere nulla, che queste sono \u201cdeviazioni\u201d illecite?<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-503813","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/503813","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=503813"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/503813\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=503813"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=503813"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=503813"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}