{"id":503066,"date":"2020-07-29T08:00:07","date_gmt":"2020-07-29T06:00:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=503066"},"modified":"2020-07-28T09:08:19","modified_gmt":"2020-07-28T07:08:19","slug":"finalmente-amore-e-bellezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/07\/finalmente-amore-e-bellezza\/","title":{"rendered":"Finalmente amore e bellezza"},"content":{"rendered":"<p>\u201cE come ebbe tagliati i genitali con l\u2019adamante\/ li gett\u00f2 dalla terra nel mare molto agitato,\/e furono portati al largo, per molto tempo; attorno bianca\/ la spuma dall\u2019immortale membro sort\u00ec, e da essa una figlia\/nacque\u201d  Siamo cos\u00ec arrivati nella nostra \u201clettura altra\u201d ai versi  188 \u2013 192 della Teogonia esiodea. Come \u00e8 evidente la narrazione delle origini nella cultura greca, una cultura con le radici ben profonde nella realt\u00e0, non cerca pi\u00f9 o meno consapevoli autoinganni, non immagina generazioni frutto di un concepimento asettico, mistico, spirituale, piuttosto rappresenta nel divino quello che \u00e8 dell\u2019umano. Non parlerei n\u00e9 di antropomorfizzazione del trascendentale n\u00e9 di divinizzazione dell\u2019umano, piuttosto di una prospettiva panteistica che colloca la consapevolezza e l\u2019intelligenza dell\u2019uomo nel cuore della volont\u00e0 di comprendere, senza censure, ben consapevole della conflittualit\u00e0 perenne del divenire e dell\u2019essere: ma andiamo per gradi.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_154\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_154\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_154').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_154\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Seppure in forma delicatamente poetica, appare chiara la descrizione dell\u2019estrema eiaculazione di Urano. Se dal sangue, conseguenza della violenza dettata dalla sete di potere del giovane Crono e dall\u2019arguta regia di Gaia, nacquero esseri violenti; dal desiderio di passione espresso dall\u2019erezione di Urano  si generarono amore e bellezza. Certo, non va dimenticato il comportamento di Urano, palesemente egoista ed ego-riferito, un agire che manifesta la sua naturale propensione alla ricerca del piacere oltre che del potere. \u00c8 in questa logica che l\u2019innaturale e perverso bisogno di potere viene punito con la definitiva impotenza, \u00e8 da allora, infatti, che il cielo stellato non scende pi\u00f9 sulla terra, a che pro? Si limita a ricordarle e rimpiangere tanto piacere condiviso donandole piogge e rugiade notturne! Ma la naturale propensione al piacere si traduce in ben altro: l\u2019estremo orgasmo di Urano unito all\u2019acqua del mare, forse pi\u00f9 ospitale e meno severa di Gaia, regala al mondo Afrodite, la dea della bellezza, del desiderio e dell\u2019amore. Mi sembra interessante sottolineare che, nel suo uscire meravigliosa dalle acque per camminare sulle rive di Citera, Afrodite gener\u00f2 ad ogni passo il verzicare di erbe e fiori. Mi sembra abbastanza evidente il riferimento alla vita che proviene dal mare. Va fatto notare, a mio avviso, che fino a questo momento non si \u00e8 fatto cenno a piante, animali o uomini, si deve attendere il passo delicato di Afrodite per osservare le prime forme di vita sulla terra con la comparsa anche di due divinit\u00e0 che sempre accompagnano la dea Afrogenea, nata dalla spuma, si tratta di Eros e Desiderio. Ma questo Eros non \u00e8 il dio di cui abbiamo parlato, non \u00e8 passione sconvolgente e a-razionale, ma il molto pi\u00f9 umano \u201cio ti amo\u201d. Personalmente avrei molto da aggiungere al riguardo ma mi vedo costretto, per tempi spazi e contestualit\u00e0, a rinviare ad un altro appuntamento tale argomentare.<\/p>\n<p>Numerosi sono gli aspetti del mito filommedeo che stiamo analizzando che si prestano a interessanti osservazioni filosofiche, per esempio i suoi compagni di viaggio, Peito ( persuasione ), Potos ( desiderio ) e Himeros ( brama ); oppure le sue numerose relazioni, con Hefesto, con Anchise, un umano da cui ebbe Enea, ancor pi\u00f9 interessante quella inevitabile con Dioniso, il dio del sesso e delle orge, dal quale, sembrerebbe ingannevolmente contraddittorio, nacque Imene, ma voglio concludere questa serie di incontri sul mito con la storia d\u2019amore tra Afrodite ed Ares. Come \u00e8 noto Ares \u00e8 il dio della guerra, quello che i romani chiamavano Marte, un po\u2019 l\u2019antesignano del machismo attuale, era pi\u00f9 o meno inevitabile che prima o poi i due dovessero flirtare, ma quello che mi piace raccontare \u00e8 del figlio che nacque dalla loro unione: ancora una volta Eros. Certo, l\u2019attento lettore avr\u00e0 registrato che Eros compare gi\u00e0 come forza primigenia, torna come accompagnatore di Afrodite ed ora come figlio, ma le incongruenze spazio-temporali della narrazione del mito greco sono legate all\u2019intrecciarsi delle differenti epoche e provenienze dello stesso, in ogni caso tali aspetti non sono oggetto della nostra riflessione. Ci\u00f2 che preferisco analizzare \u00e8 la delicatezza e la prospettiva nella quale si sviluppa tale mito. Bene: si narra che il piccolo Eros fosse bellissimo, sano e felice, la madre  ne era ovviamente orgogliosa e ne aveva grande ed amorevole cura, eppure il piccolo non cresceva. Non potendo ricorrere a psicologi e professori di fama, la madre preoccupata decise di rivolgersi ad Hera, la compagna di Zeus, che oltre ad essere una moglie gelosa, era soprattutto una madre capace e saggia, una diversa versione racconta che l\u2019interlocutrice terapeuta di Afrodite fosse Temi, dea dell\u2019ordine e della giustizia. Aldil\u00e0 dei protagonisti della vicenda, non \u00e8 un caso se non venne ipotizzata la sindrome di Peter Pan o se non si stigmatizz\u00f2 l\u2019eterno bambino che \u00e8 il maschio, molto pi\u00f9 acutamente si sugger\u00ec ad Afrodite di mettere al mondo un secondo bambino e di chiamarlo Anteros.<\/p>\n<p>\u00c8 importante precisare che Anteros non significa antitesi dell\u2019amore, il nuovo nato non \u00e8 \u201cchi non ama\u201d, al contrario, Anteros significa \u201camore corrisposto\u201d. \u00c8 evidente che da quel momento i due bimbi presero a crescere regalandosi reciprocamente ragioni per farlo. Insomma, solo l\u2019amore corrisposto pu\u00f2 crescere, in caso contrario la sua iniziale fragilit\u00e0 porter\u00e0 prima o poi ad inaridirlo. Cosa ci insegna il mito di Eros ed Anteros? Chi sa amare e desiderare e regalare la propria passione non ha la garanzia dantesca di essere corrisposto (amor che nullo amato amar perdona), ma per certo sta vivendo, \u00e8 al centro della propria esistenza intesa come groviglio di emozioni. Chi non ama, chi non sa corrispondere, sempre che possa mai davvero farlo senza limiti e censure in una diversa circostanza, non \u00e8 felice, anzi, la sua malinconia spesso diviene rabbia, frustrazione e, nei casi pi\u00f9 tristi, bisogno di punire chi sa sorridere alla vita. Solo un\u2019ultima notazione in chiusura: troppo spesso si confonde l\u2019amore con l\u2019unione della coppia, l\u2019amore \u00e8 altro, \u00e8 un sentimento libero, non soggetto a regole preconcette o ai giudizi dei \u201csuperflui\u201d, per dirla con Nietzsche, ed \u00e8 una forza anarchica che sa dire si alla vita, non solo Ich \u2013 Du ma anche  e, forse, soprattutto Ich \u2013 Es, per ricorrere, adattandolo alla circostanza, al pensiero di Martin Buber, non solo il mio rapporto con te, ma il mio rapporto con l\u2019altro che \u00e8 la manifestazione in me dell\u2019essere. Se sai amarlo l\u2019essere sar\u00e0 amore in te e forse Afrodite ce lo sta sussurrando gi\u00e0 dal suo primo incedere sulle coste della sua isola.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-503066","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/503066","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=503066"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/503066\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=503066"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=503066"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=503066"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}