{"id":502289,"date":"2020-07-20T12:36:25","date_gmt":"2020-07-20T10:36:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=502289"},"modified":"2020-07-20T12:36:25","modified_gmt":"2020-07-20T10:36:25","slug":"violenza-sulle-donne-in-liguria-piu-di-650-chiamate-ogni-anno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/07\/violenza-sulle-donne-in-liguria-piu-di-650-chiamate-ogni-anno\/","title":{"rendered":"Violenza sulle donne, in Liguria pi\u00f9 di 650 chiamate ogni anno"},"content":{"rendered":"<p>Come certifica l\u2019ISTAT,\u00a0in <strong>Liguria<\/strong> negli ultimi 6 anni sono state 3.937 le chiamate al numero antiviolenza 1522.\u00a0Nel\u00a0mondo\u00a0ogni giorno 137 donne sono vittime di femminicidio\u00a0e il lockdown non ha fatto che aumentare gli episodi di violenza domestica. Con la\u00a0campagna #Iolochiedo, Amnesty chiede al Governo italiano di rivedere l\u2019articolo 609-bis del codice penale, mettendo al centro della norma di legge l\u2019elemento del consenso della persona offesa.\u00a0La campagna \u00e8 rivolta a tutta l\u2019opinione pubblica, per produrre un profondo cambiamento culturale, per\u00a0permettere di passare dalla subcultura dello stupro alla cultura del consenso.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_663\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_663\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Stupri, femminicidi e altre violenze sessuali sono gravissime forme di violazione dei diritti umani, che segnano indelebilmente le vittime nel fisico e nella psiche, compromettendone la salute, il benessere psicofisico e sociale, nei casi estremi anche la loro stessa sopravvivenza. L\u2019ISTAT\u00a0(2019) calcola che quasi 7 milioni di donne italiane dai 16 ai 70 anni hanno subito almeno una volta nella vita una forma di violenza (20,2% violenza fisica, 21% violenza sessuale con casi nel 5,4% di violenze sessuali gravi, come stupro e tentato stupro). E secondo lo\u00a0Unodc Global study on homicide 2018\u00a0delle\u00a0Nazioni Unite, nel mondo si registrano ogni giorno 137 femminicidi, il 58% dei quali \u00e8 stato commesso dal partner, da un ex partner o da un familiare.<\/p>\n<p>La normativa italiana attualmente considera lo stupro un reato solamente nel caso in cui sussistano l\u2019elemento della violenza, della minaccia, dell\u2019inganno o dell\u2019abuso di autorit\u00e0 e non nel caso di un \u201crapporto sessuale senza consenso\u201d. Amnesty si appella al\u00a0Ministro della Giustizia\u00a0affinch\u00e9 la legislazione italiana si adegui alle norme internazionali, stipulate con la convenzione di Istanbul del 2011, e modifichi l\u2019articolo 609-bis del codice penale per\u00a0considerare reato qualsiasi atto sessuale senza consenso.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019Italia ha sottoscritto la Convenzione di Istanbul nel settembre del 2012, il parlamento l\u2019ha ratificata nel 2013 ma nonostante ci\u00f2 la legislazione non \u00e8 ancora stata modificata secondo le direttive del documento. A nostro avviso \u00e8 importante completare questo passaggio perch\u00e9 il trattato di Istanbul rappresenta il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne\u201d ha commentato\u00a0Tina Marinari, coordinatrice campagne di Amnesty International Italia.<\/p>\n<p>Ma un cambiamento legislativo da solo non basta, senza un parallelo cambiamento nelle percezioni e nella consapevolezza di tutti i cittadini. Attraverso una serie di attivit\u00e0 di informazione e sensibilizzazione, la campagna\u00a0#Iolochiedo\u00a0di Amnesty International Italia intende rafforzare la consapevolezza nelle\u00a0giovani generazioni\u00a0sul tema dello stupro, sugli stereotipi di genere da combattere e chiarire il concetto del consenso e chiede il supporto delle Istituzioni affinch\u00e9, oltre alla modifica della norma del codice penale che regola la violenza sessuale, siano messe in atto misure per promuovere una\u00a0cultura del consenso\u00a0come sinonimo di condivisione e rispetto.<\/p>\n<p>Del resto la necessit\u00e0 di cambiare gli\u00a0atteggiamenti sociali basati sulla discriminazione di genere\u00a0e sulle relazioni di potere di genere per contrastare la cosiddetta\u00a0cultura dello stupro, \u00e8 resa evidente dai dati ISTAT 2019, che mostrano come nel nostro paese sia duro a morire il pregiudizio che\u00a0addebita alla donna la responsabilit\u00e0 della violenza sessuale subita per il modo di vestire (23,9% degli intervistati)\u00a0o se sotto effetto di alcool e droghe (15,1%).\u00a0Il\u00a039,3% degli intervistati ritiene\u00a0inoltre che una donna sia perfettamente\u00a0sempre in grado di sottrarsi ad un rapporto sessuale se davvero non lo desidera. In questa prospettiva, non \u00e8 un caso se, su 3 milioni di donne, la violenza \u00e8 stata perpetrata nel 5,2% dei casi dall\u2019attuale partner e nel 18,9% dei casi da un ex partner.<\/p>\n<p>Il femminicidio e lo stupro sono le forme pi\u00f9 estreme della violenza di genere, ma non le sole. L\u2019ISTAT rileva anche l\u2019incidenza di minacce (12,3%), spintonate (11,5%), schiaffi, calci e morsi (7,3%), contusioni per mezzo di oggetti (6,1%). Il 15,6% delle donne ha subito contro la propria volont\u00e0 baci, abbracci o palpeggiamenti, mentre i rapporti sessuali inflitti con la forza e contro la volont\u00e0 della vittima sono al 4,7%; i tentati stupri arrivano al 3,5% e gli stupri effettivi al 3%.<\/p>\n<p>Non \u00e8 andata meglio nel 2020. La convivenza continua e forzata imposta dalla quarantena anti Covid-19 ha generato un generale e preoccupante incremento di episodi di violenza domestica nei confronti delle donne. Solamente nel mese di marzo circa 2900 donne si sono rivolte ai centri anti-violenza, il 74% in pi\u00f9 rispetto alla media registrata nel 2018 dalla rete dei centri antiviolenza D.i.Re.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi 6 anni sono state 3.937 le chiamate al numero antiviolenza 1522.<\/p>\n","protected":false},"author":20734,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[25855,18239],"class_list":["post-502289","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-amnesty-international","tag-violenza-donne"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/502289","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/20734"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=502289"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/502289\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=502289"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=502289"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=502289"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}