{"id":502165,"date":"2020-07-18T08:41:23","date_gmt":"2020-07-18T06:41:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=502165"},"modified":"2020-07-18T08:44:42","modified_gmt":"2020-07-18T06:44:42","slug":"doretta-graneris-storia-di-una-mattanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/07\/doretta-graneris-storia-di-una-mattanza\/","title":{"rendered":"Doretta Graneris: storia di una mattanza"},"content":{"rendered":"<p>Siamo a Vercelli, \u00e8 una sera fredda del novembre 1975. In periferia, precisamente in via Caduti dei Lager numero 9, c\u2019\u00e8 una bella villetta in cui vive la famiglia Graneris: Sergio Graneris, quarantacinque anni, e la moglie Itala Zambon, di quarantuno. I figli Doretta e Paolo Graneris (diciotto e tredici anni) e i nonni materni Romolo Zambon e Margherita Baucero , settantanove e settantasei anni.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_184\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_184\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Doretta, la figlia maggiore, pi\u00f9 cresce e pi\u00f9 si dimostra ribelle: la vita di provincia le sta stretta ed il tenore di vita che le offre il pap\u00e0 Sergio per lei non \u00e8 abbastanza. <\/p>\n<p>In famiglia gli screzi sono all\u2019ordine del giorno. Si diploma al liceo artistico, nonostante a scuola non eccella in nessuna materia, a parte educazione artistica: dipinge abbastanza bene, pur non essendo un\u2019eccellenza. La ragazza, inoltre, \u00e8 fidanzata da tre anni con Guido Badini. Ma il ragazzo non piace ai suoi genitori: \u00e8 un ventenne senza lavoro, pur avendo un diploma in ragioneria, che sembra avere in testa solamente con Doretta e il tiro a segno.<\/p>\n<p>Viste le rimostranze dei suoi, in particolare di pap\u00e0 Sergio, al desiderio della figlia di sposarsi con Guido, i due decidono i scappare insieme: vanno a vivere a Novara, in un appartamento della zia di lui, dove per\u00f2 si rendono conto di non avere futuro. Non ci sono soldi.<\/p>\n<p>A questo punto il padre di Doretta fa un passo indietro e decide, nonostante lui continui a non piacergli, di appoggiare la figlia nella sua decisione, pur di saperla felice. <\/p>\n<p>Acconsente al matrimonio, e non solo: regala alla coppia l\u2019intero mobilio per la casa di Novara.<\/p>\n<p>Pap\u00e0 Sergio non sa, per\u00f2, che quel matrimonio era cos\u00ec sognato dai due ragazzi perch\u00e9 lo interpretavano idealmente come il distacco, finalmente definitivo, dalla famiglia di lei, che tanto li aveva ostacolati.<\/p>\n<p>Ma soprattutto, pap\u00e0 Sergio e gli altri familiari di Doretta non possono sapere che, in realt\u00e0, la rabbia ed il risentimento dei due fidanzati non si \u00e8 attenuato nonostante il tempo ed i compromessi. Anzi.<\/p>\n<p>In questo tipo di coppie (in cui, in questo caso, lei \u00e8 la personalit\u00e0 dominante) succede che nasce un\u2019idea, si sviluppa con il tempo, e nessuno la accetta fino in fondo ma non ha neanche le forze per zittire l\u2019altro. <\/p>\n<p>L\u2019idea poi diventa un piano, con i dettagli che diventano la realt\u00e0 di quei due individui: una realt\u00e0 liberatoria.<\/p>\n<p>La stessa dinamica la vedremo anni dopo con un\u2019altra coppia maledetta di giovani, tristemente famosa: Erika e Omar.  Anche loro annoiati dalla vita di provincia, anche loro a vivere in una famiglia in cui si sentono stretti.<\/p>\n<p>Arriviamo cos\u00ec al 13 novembre 1975. Sono circa le 20.30. Una Simca 1300 parcheggia nel vialetto fuori dalla villa dei Graneris, in cui la televisione trasmette ad alto volume un programma di variet\u00e0. Dal veicolo, che risulter\u00e0 rubato, scendono Doretta e Guido. Antonio D\u2019Elia, un amico dei giovani con precedenti penali, resta alla guida dell\u2019auto. La coppia entra in casa, dove tutta la famiglia di Doretta sta cenando, appunto, davanti alla televisione. Nessuna perplessit\u00e0 sui volti dei familiari: Doretta \u00e8 venuta a cenare con il futuro marito.<\/p>\n<p>Passano alcuni minuti e dal vialetto si sentono forti e continui rumori: sono colpi di arma da fuoco. Nella casa accade una vera e propria mattanza: vengono uccisi tutti i familiari. Compreso il cane, con la colpa di aver abbaiato troppo, spaventato dai rumori. <\/p>\n<p>Pochi istanti dopo ricompaiono Doretta e Guido, entrano in auto e spariscono nella nebbia di quella sera.<\/p>\n<p>Sergio Graneris \u00e8 una persona ligia e puntuale, non fa mai tardi al lavoro e, quando la mattina dopo i dipendenti della sua azienda non lo vedono arrivare, avvertono sua madre. Stranita anche quest\u2019ultima, si reca alla villa. <\/p>\n<p>Qui la porta \u00e8 aperta, non risponde nessuno. Poi, i cadaveri. Attorno al tavolo ci sono i corpi di Sergio e Itala, degli anziani Romolo e Margherita Zambon e del piccolo Paolo. Trucidati a colpi di pistola: saranno diciassette  quelli contati dai carabinieri.<\/p>\n<p>Le forze dell\u2019ordine rintracciano la figlia dei Graneris. Doretta \u00e8 con il fidanzato a far colazione in un bar, ma, quando i carabinieri le danno la tremenda notizia, la giovane non pare scomporsi pi\u00f9 di tanto. Il comportamento insospettisce subito gli ufficiali. Nella macchina di Guido, poi, viene trovato un bossolo compatibile con i colpi sparati la sera precedente. Doretta e Guido vengono portati in caserma.<\/p>\n<p>Ci vorranno otto ore di interrogatorio (che per una ragazza di diciott\u2019anni non sono poche) perch\u00e9 Doretta confessi l\u2019accaduto, assumendosene tutte le responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019impatto mediatico \u00e8 enorme, l\u2019opinione pubblica \u00e8 sconvolta, non solo per lo scandalo contro la morale della giovane che uccide a sangue freddo la propria famiglia, ma anche per i tanti particolari che emergono sul m\u00e9nage della coppia: dalle indagini viene, infatti, a galla, quanto il Badini sia plagiato dalla Graneris. Il ragazzo \u00e8 stato convinto dalla fidanzata a compiere il delitto multiplo, stuzzicato dalla prospettiva di una vita agiata con l\u2019eredit\u00e0 dei genitori. In realt\u00e0 \u00e8 Doretta Graneris a essere fortemente risentita nei confronti della famiglia, nonostante l\u2019avvicinamento dimostrato con il s\u00ec al matrimonio: la giovane si sente costretta a una vita di provincia, senza alcuna possibilit\u00e0 di spiccare il volo. Vive come un intralcio alla propria vita la stessa esistenza dei genitori.<\/p>\n<p>Questa versione viene confermata per mesi dalla ragazza, finch\u00e8 qualcosa non si incrina, altra costante nelle coppie criminali.<\/p>\n<p>Precedentemente isolati nel loro mondo, a progettare una vita insieme ed un efferato omicidio, adesso, dopo un po\u2019 di tempo separati, i due scoprono di non essere una cosa sola, di avere due anime diverse. Prima c\u2019\u00e8 la paura che il partner tradisca, poi partono direttamente le accuse reciproche, lo scarico sull\u2019altro della propria responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Vista l\u2019efferatezza del delitto, per i due viene disposta una perizia psichiatrica.  L\u2019esito evidenzia una certa tendenza a mentire da parte di Guido e una pronunciata immaturit\u00e0 per Doretta. Ma sono entrambi, indubbiamente, capaci di intendere e di volere.<\/p>\n<p>Vengono condannati all\u2019ergastolo. D\u2019Elia, invece, a venticinque anni di detenzione.<br>\nIn carcere Doretta Graneris ricomincia a studiare, laureandosi in architettura. <\/p>\n<p>Nel 1993, a suon di polemiche, ottiene la semilibert\u00e0, mentre nel 2000, in alternativa al carcere, le vengono concessi cinque anni di libert\u00e0 vigilata. \u201cVoglio essere dimenticata\u201d dir\u00e0 la donna, una volta uscita. E cos\u00ec sar\u00e0. <\/p>\n<p>Sono passati quarantacinque anni dalla strage. Oggi Doretta Graneris \u00e8 una donna sulla sessantina, di cui si sono perse le tracce.<br>\nDimenticata. Proprio come voleva lei.<\/p>\n<p><em>\u201cNera-mente\u201d \u00e8 una rubrica in cui parleremo di crimini e non solo, scritta da Alice, studentessa ed aspirante criminologa: <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/nera-mente\/\">clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Nera-Mente&#8221; \u00e8 la rubrica di Alice, appassionata di criminologia<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,34],"tags":[106259],"class_list":["post-502165","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-cronaca","tag-nera-mente"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/502165","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=502165"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/502165\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=502165"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=502165"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=502165"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}