{"id":501800,"date":"2020-07-15T08:00:52","date_gmt":"2020-07-15T06:00:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=501800"},"modified":"2020-07-14T13:39:24","modified_gmt":"2020-07-14T11:39:24","slug":"ci-pensa-gaia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/07\/ci-pensa-gaia\/","title":{"rendered":"Ci pensa Gaia"},"content":{"rendered":"<p>\u201cFigli miei e di un padre scellerato, se voi volete\/obbedirmi potremo vendicare il malvagio oltraggio del padre\/vostro, che per primo concep\u00ec opere infami\u201d sono i versi 164-166. Come anticipavo in chiusura del nostro ultimo incontro Gaia, il femminile, l\u2019archetipo del potere che non ha bisogno di controllare artificiosamente poich\u00e9 \u00e8 causa naturale di s\u00e9, ecco che Gaia, come recita la citazione, decide di passare all\u2019azione. La grande Madre si rivolge ai figli che \u201cun padre scellerato\u201d le impedisce di generare, cancellando la peculiarit\u00e0 che la rende ci\u00f2 che \u00e8 e li esorta ad obbedirle per vendicarsi. Possiamo affermare di aver gi\u00e0 messo sufficiente carne al fuoco, ma ancora non siamo al piatto di portata mentre \u00e8 utile illuminare e specificare alcuni concetti gi\u00e0 impliciti in queste prime righe e che saranno determinanti per la comprensione \u201caltra\u201d del prosieguo.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_700\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_700\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_700').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_700\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">In che senso Gaia \u00e8 archetipo del potere ma altro dallo stesso in senso convenzionale? Per chi segue questa rubrica con continuit\u00e0 rimando ad una argomentazione di carattere storico condotta ormai due anni or sono sulle civilt\u00e0 gilaniche, per tutti riprendo il concetto centrale di quella argomentazione. Prima del costituirsi della struttura statale come la intendiamo oggi, non \u00e8 che non esistesse la civilt\u00e0 umana, semplicemente era profondamente diversa da quell\u2019unica modalit\u00e0 con la quale circa tremila anni di storia, o meglio, di storiografia, ci hanno indotto a concepirla. Alle origini la comunit\u00e0 umana era un\u2019aggregazione spontanea e naturale di esseri cooperativi, per natura o necessit\u00e0 al momento poco importa, nella quale non esisteva il concetto di propriet\u00e0 sulla materia e, tanto meno, sui propri simili. Per intenderci, non aveva luogo il concetto di \u201cmio terreno\u201d ma nemmeno \u201cmia donna\u201d, \u201cmio figlio\u201d. La coppia era estremamente aperta, come in tutte le comunit\u00e0 poligamiche. (NB: non \u00e8 incisa nell\u2019essenza dell\u2019essere umano la monogamia, \u00e8 una sovrastruttura indotta da un preciso percorso della societ\u00e0) Anche in un simile contesto donna non aveva necessit\u00e0 di documentare il proprio legame con il figlio, ovviamente, lo aveva generato, non poteva avere dubbi al riguardo. Meno certi erano i collegamenti tra il nato ed il maschile, alla luce dell\u2019assenza della monogamia come del peccato e dell\u2019illegalit\u00e0 individuata in rapporti extra coniugali che, evidentemente, non potevano esistere. Ed ecco l\u2019insorgere della peggiore delle depravazioni: l\u2019invidia. Con buona pace dell\u2019amico Sigmund, ma quale invidia penis? La prima invidia non fu nemmeno quella di Lucifero verso Dio, ma quella del maschile nei confronti del femminile. Dall\u2019invidia, dalla frustrazione, dall\u2019incapacit\u00e0 di accettarsi per quello che si \u00e8, ecco nascere il bisogno di controllo \u2026 il potere contro natura \u2026 lo Stato al maschile. Rimando ad un ulteriore appuntamento lo sviluppo di questa argomentazione e torno alla Teogonia senza, per\u00f2, dimenticare che lo scontro tra Gaia ed Urano non pu\u00f2 essere banalmente letto come un contrasto coniugale ma va collocato nel pi\u00f9 ampio svolgersi della fenomenologia dello spirito, per dirla con le parole dell\u2019 iper-statalista Hegel<\/p>\n<p>Non abbiamo sufficiente spazio per presentare anche lo sviluppo della vicenda che analizzeremo nei prossimi appuntamenti, intanto \u00e8 interessante sottolineare la strategia politica ed oratoria di Gaia che, se anche non \u00e8 afflitta dall\u2019urgenza del controllo, \u00e8 indubbiamente abile nel pilotare l\u2019intera vicenda. Intanto ottiene l\u2019appoggio dei figli, evidentemente l\u2019interesse della madre di vederli nascere coincide con l\u2019istinto di sopravvivenza degli stessi; la responsabilit\u00e0 di un eventuale violenza \u00e8 gi\u00e0 sulle spalle di chi la subir\u00e0, il padre infame. L\u2019obbedienza alla madre \u00e8 indispensabile quanto inevitabile! L\u2019altro aspetto interessante \u00e8 che l\u2019azione progettata da Gaia rappresenta l\u2019archetipo della rivolta dei pi\u00f9 deboli nei confronti di un potere all\u2019apparenza invincibile: la rivoluzione! In realt\u00e0 il potere posticcio e fragile di Urano presenta tutti i limiti della fallocrazia, tutte le paure del maschio che ha bisogno sia fisicamente che psicologicamente dell\u2019esibizione di forza erettile: lo scettro, appunto. Il messaggio di Gaia \u00e8 che la storia pu\u00f2 essere cambiata, che chi comanda pu\u00f2 essere sconfitto, solo non puntualizza il non trascurabile dettaglio che il vero potere, da sempre il suo, viene confermato, non sconvolto. La natura vince sull\u2019invasivit\u00e0 della logica dei veri pi\u00f9 deboli, un apparente paradosso che rovescia l\u2019ottica fino ad ora indicata: non amo le prospettive \u201cdefinitive\u201d, la realt\u00e0 esiste solo nell\u2019angolazione dell\u2019osservatore, mai in valore assoluto, ma anche questo \u00e8 un argomento troppo ampio per affrontarlo ora. Torniamo al progetto della Madre: Gaia \u00e8 una rivoluzionaria professionale, nell\u2019ottica leninista, guider\u00e0 fino alla vittoria chi, altrimenti, sarebbe votato inevitabilmente a soccombere. Ha comunque bisogno della manovalanza per la rivoluzione, non pu\u00f2 essere certo lei ad agire, manifesterebbe un anelito al potere che non le si addice, ed ecco che, immancabile, trover\u00e0 il suo braccio armato, ovviamente un altro maschio.<\/p>\n<p>\u201c[\u2026] Crono dai torti pensieri\/rispose con queste parole alla madre sua illustre:\/\u201dMadre, sar\u00f2 io, lo prometto, che compir\u00f2 questa\/opera, che d\u2019un padre esecrabile cura non ho, sia pur mio, che per primo comp\u00ec opere infami\u201d ( vv. 168-172). Crono coglie immediatamente la logica della madre e la giustificazione etica compresa, non agisce per avere il potere paterno, almeno cos\u00ec afferma, ma in nome della giustizia. Vedremo pi\u00f9 oltre come si presenteranno gli avvenimenti a seguire e che ci offriranno un interessante scorcio interpretativo, per ora osserviamo il comportamento di Gaia: \u201c[\u2026] gio\u00ec grandemente nel cuore Gaia prodigiosa,\/e lo pose nascosto in agguato; e gli diede in mano\/la falce dai denti aguzzi e ord\u00ec tutto l\u2019inganno\u201d (vv. 173-175). La Madre ha scelto: tra il compagno di letto ed i figli nessun dubbio. Ne segue che l\u2019inganno \u00e8 lecito ed il fine benedetto. Bisogna solo aspettare il momento opportuno. Quale circostanza migliore se non quella nella quale il maschio, preso da desiderio sessuale, potente della sua erezione, tracotante nella sua ottusa virilit\u00e0, si avvicina alla femmina oggetto delle sue brame? \u00c8 indifeso, a guardia bassa, nel tutto ignaro di quanto la femmina possa essere letale, ingannevole, progettuale cos\u00ec come inconsapevole del male compiuto che vedeva come una necessit\u00e0 inevitabile: il potere al maschile \u00e8 decisamente ottuso! Ed ecco che Urano si avvicina nella notte \u201ce attorno a Gaia\/desideroso d\u2019amore incombette e si stese\u201d.<\/p>\n<p>Dobbiamo, per motivi di spazio, rinviare al prossimo incontro la conclusione del nostro argomentare, ma una settimana per sedimentare tanti eventi pu\u00f2 essere utile<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-501800","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/501800","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=501800"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/501800\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=501800"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=501800"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=501800"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}