{"id":501114,"date":"2020-07-08T08:00:30","date_gmt":"2020-07-08T06:00:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=501114"},"modified":"2020-07-07T13:38:34","modified_gmt":"2020-07-07T11:38:34","slug":"credi-al-destino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/07\/credi-al-destino\/","title":{"rendered":"Credi al destino?"},"content":{"rendered":"<p>\u201c[\u2026] aveva saputo da Gaia e da Urano stellato\/ che per lui era destino l\u2019essere vinto da un figlio,\/ per forte che fosse [\u2026]\u201d Si tratta dei versi 463-465, come i lettori pi\u00f9 attenti avranno gi\u00e0 notato siamo passati ben oltre la fase preludiale della Teogonia, quella che \u00e8 oggetto di questa nostra indagine, ma vi sono stato costretto poich\u00e9 per la prima volta, pi\u00f9 di 400 versi dall\u2019incipit della narrazione teogonica, compare in modo esplicito il concetto di Fato. In realt\u00e0, per\u00f2, la presenza del dio \u00e8 evidentissima sin dai primi versi e recita un ruolo fondamentale nella costruzione del Pantheon greco e della fondazione del pensiero arcaico, ma non viene citato mai, come se fosse l\u2019unico dio che non nasce ma che \u00e8: il fatto richiede una riflessione \u201caltra\u201d, proviamoci.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_568\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_568\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_568').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_568\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">In autori pi\u00f9 o meno coevi di Esiodo, come Omero, per esempio, il destino \u00e8 presentato come necessit\u00e0, come legge intrinseca ed immutabile dell\u2019Essere, una sorta di ordine cosmico che lo determina e lo eterna. Una legge ineludibile che coincide con la realt\u00e0 stessa. Nella cultura greca, in particolar modo nell\u2019orfismo, si individua l\u2019insorgere di tale energia dall\u2019unione della madre terra, Gea o Gaia, con l\u2019acqua che la avvolgeva come un serpente, o con un serpente che, in seguito, divenne il tempo. In Apollonio Rodio Ananke, questo il nome della divinit\u00e0 del destino, al femminile, \u00e8 generata direttamente dal Caos; una diversa narrazione presenta il Destino come figlio del Caos e della Notte che \u00e8 intesa dalla cultura greca come elemento pericoloso ed inquietante. Quando la civilt\u00e0 latina prese possesso di quella greca, ecco che il termine divenne Fato che deriva da fatum, ci\u00f2 che \u00e8 detto e non pu\u00f2 essere modificato. Una curiosit\u00e0 a margine, il plurale fata da cui \u201cfate\u201d indicava le dee del destino e da esse derivano le fate che abitano le fiabe. Ma torniamo alla radice greca: il Fato \u00e8 la divinit\u00e0 in assoluto pi\u00f9 potente, delibera senza dover dare ragione delle proprie scelte, non rispetta alcuna logica umana n\u00e9 divina, \u00e8 assolutamente autoreferenziale ed a-razionale. Anche gli dei, lo afferma l\u2019Oracolo di Delfi, sottostanno al Fato, non ne possono modificare le decisioni anche se \u00e8 improprio e fuorviante definirle in questo modo. Lo stesso Zeus sar\u00e0 costretto a non concepire con Teti una volta saputo che nel destino era scritto che il primogenito della dea sarebbe stato pi\u00f9 potente del padre, altra vicenda interessante che non approfondisco ma che cito qui solo a riprova della potenza del dio. Una notazione mi sembra necessaria e chiarificante: il Fato non \u00e8 progettuale, pertanto le sue scelte non si muovono verso un fine, nella direzione di un suo desiderio, in lui non c\u2019\u00e8 volont\u00e0. \u00c8 questa la sua vera forza, non \u00e8 contrastabile poich\u00e9 disinteressato, sa ci\u00f2 che accadr\u00e0 e tutto si compir\u00e0 come nel suo pensiero che, per\u00f2, non \u00e8 voluto o deciso, \u00e8 tale poich\u00e9 cos\u00ec \u00e8; concetto complesso per la prospettiva escatologica con la quale l\u2019uomo moderno osserva la realt\u00e0.<\/p>\n<p>Nella cultura arcaica il demiurgo platonico come il dio cristiano sono inconcepibili, sono di molto successivi, figli di un\u2019epoca che pretendeva, come arrogantemente esige l\u2019odierna, di comprendere l\u2019Essere in quanto strutturato secondo le possibilit\u00e0 logiche del nostro pensiero: nulla a che vedere con il Fato arcaico. Ed ora possiamo soffermarci su alcuni aspetti illuminanti: il nostro viaggio \u00e8 cominciato con l\u2019abisso oscuro e incomprensibile del Caos, \u00e8 proseguito con la prima grande dicotomia, il femminile ed il maschile, Gaia ed Urano, un passaggio fondamentale dal tutto indistinto ad una precisa determinazione che fonda il sopravvenire del molteplice, \u00e8 la transizione fondativa che determina nell\u2019uno l\u2019insorgere dell\u2019altro dall\u2019uno. Uno dei problemi fondamentali nella teologia di ogni monoteismo, ma nel pensiero greco antico \u00e8 evidente che l\u2019attenzione va spostata dall\u2019ordine naturale di una generazione sessuata, alle forze oscure ed irriducibili all\u2019intelletto umano, che nel Pantheon greco sono Eros ed il Fato. Sia Gaia che Urano, infatti, agiscono nell\u2019inevitabile rispetto di quanto espresso dalle nature di Eros e Fato senza comprenderli proprio perch\u00e9 tale azione \u00e8 impossibile. La prova di tali forze \u00e8 espressa in diversi momenti della Teogonia, ci basti, per ora una sintetica narrazione del primo passaggio generazionale nella genealogia divina, la nascita dei figli di Gaia ed Urano. La mia convinzione \u00e8 che gi\u00e0 in questa prima fase siano chiari gli elementi fondazionali del sapere arcaico.<\/p>\n<p>Una necessit\u00e0 che appare evidente nell\u2019Essere che si esprime nel divenire, nel perenne fluire, nel cambiamento, \u00e8 che tutto invecchia e si deteriora e, pertanto, viene sopravanzato dal giovane, dal nuovo che sopraggiunge. Anche e soprattutto il potere e chi lo detiene deve essere \u201cnel tempo\u201d esautorato da chi lo conquister\u00e0 e lo conserver\u00e0 fino all\u2019arrivo di un nuovo potere. \u00c8 il caso di Urano e poi di Crono, non lo sar\u00e0 per Zeus che, non casualmente, sar\u00e0 l\u2019ultimo dio greco, quello che razionalizzer\u00e0 il divenire controllandolo, il dio della decadenza e della morte della grande stagione greca. Interessante notare che il dio giudaico cristiano non verr\u00e0 mai esautorato dal figlio, la struttura di potere cristiana \u00e8 conservativa, esige la staticit\u00e0, vuole garanzie e certezze, \u00e8 l\u2019incipit del viaggio che conduce alla nuova religione, quella della scienza. Ma torniamo ai primi genitori, nel loro caso Esiodo non aveva ancora parlato del Fato, eppure, come necessario, la loro unione fu generativa, ne nacque numerosissima progenie, \u201cMa quanti da Gaia e da Urano nacquero\/ed erano i pi\u00f9 tremendi dei figli, furono presi in odio dal padre\/fin dall\u2019inizio, e appena uno di loro nasceva\/tutti li nascondeva, e non li lasciava venire alla luce,\/nel seno di Gaia\u201d ( vv. 154-158). Ora: perch\u00e9 mai Urano prese in odio i suoi stessi figli? La risposta ci rimanda al ruolo di Eros e del Fato. Il primo \u00e8 all\u2019origine della generazione stessa da parte di Urano e Gaia, il secondo sapeva che un figlio avrebbe esautorato il padre, non si sa come n\u00e9 quando, ma necessariamente sarebbe accaduto. Certo, Urano avrebbe potuto accettare di essere sopravanzato da un figlio o avrebbe potuto evitare la procreazione, ma non sarebbe stato ci\u00f2 che era, in particolare ci\u00f2 che era secondo la natura e la sapienza di Eros e del Fato, cio\u00e8 l\u2019espressione di un potere al maschile costretto dalla sua stessa natura a distruggere qualunque cosa lo avesse potuto minacciare, anche i suoi stessi figli, un potere spaventato dalla propria fragilit\u00e0 che doveva essere rigorosamente occultata. \u00c8 evidente che \u00e8 gi\u00e0 nella mente maschile l\u2019urgenza di potere e di controllo, l\u2019Hybris, la tracotanza, l\u2019arroganza del potere che porta ai pi\u00f9 efferati orrori: ma Gaia non rimase a guardare \u2026<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-501114","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/501114","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=501114"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/501114\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=501114"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=501114"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=501114"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}