{"id":500514,"date":"2020-07-01T08:00:10","date_gmt":"2020-07-01T06:00:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=500514"},"modified":"2020-06-30T16:50:30","modified_gmt":"2020-06-30T14:50:30","slug":"poi-eros","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/07\/poi-eros\/","title":{"rendered":"\u2026 poi Eros"},"content":{"rendered":"<p>\u201c[\u2026] poi Eros, il pi\u00f9 bello fra gli immortali,\/ che rompe le membra, e di tutti gli dei e di tutti gli uomini\/ doma nel petto il cuore e il saggio consiglio.\u201d Sono i versi 120-122 della Teogonia nei quali viene presentato un altro dio degli inizi, una delle cause prime, addirittura per molti aspetti, il pi\u00f9 importante: nulla pu\u00f2 esser-ci dall\u2019essere senza l\u2019intervento di Eros. Dal Caos originario, da quel magma illimitato e tenebroso, tutto in potenza e nulla in atto, brodo cosmico primordiale, aggregazione quantistica, ecco che la scintilla meravigliosa e folle di Eros urla dall\u2019abisso, una voce definitiva ed immotivata, pura volont\u00e0 di esistere, grido taurino dionisiaco e fu il principio coscienziale: io sono \u2013 chi?<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_207\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_207\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Capisco bene che l\u2019apertura di questo incontro possa apparire criptica, ma i tre versi citati sono cos\u00ec pregni di contenuto che la loro comprensione richiede un piccolo sforzo. Eros va visto come pura ed irrazionale volont\u00e0 di esistere, molto prossima alla cieca volont\u00e0 schopenhaueriana. Non si tratta di una prospettiva di breve respiro, segna un ambito di riflessione filosofica discriminante: l\u2019essere \u00e8 razionale o irrazionale? l\u2019esser-ci \u00e8 progettuale o casuale? \u00c8 evidente che l\u2019orientamento esiodeo colloca il poeta nel grande alveo della cultura tragica pre-socratica, quella di quegli esseri iperborei che furono gli antichi greci, consapevoli dell\u2019assurdo, antesignani dei pi\u00f9 moderni avamposti del pensiero. L\u2019Eros di Esiodo \u00e8 bellissimo, come un eroe tragico, come un Achille ante litteram, feroce ed amorale, rompe le membra, la struttura logica portante degli uomini, degli dei, del sistema; doma nel petto il saggio consiglio, non si assoggetta alle categorie opportunistiche dell\u2019uomo sociale, della politica, si misura solo in base alla forza, all\u2019intensit\u00e0 delle sue pulsioni, del suo Es pi\u00f9 libero ed iconoclasta. Solo molti versi pi\u00f9 avanti lungo le strofe del meraviglioso testo esiodeo possiamo incontrare un Eros pi\u00f9 prossimo alla nostra idea di amore; un Eros figlio di Afrodite, lo stesso che avr\u00e0 gloria nelle pagine socratico-platoniche del Simposio.<\/p>\n<p>Solo una breve ma necessaria digressione sulla visione razional \u2013 socratica dell\u2019amore che tanto dettagliatamente ci presenta Platone nel dialogo appena citato, il Simposio, appunto. Non casualmente Socrate racconta quanto appreso da Diotima di Mantinea, una donna, ma una donna gi\u00e0 collocata in una realt\u00e0 maschilista \u2026 ma questo meriterebbe pi\u00f9 spazio analitico e rimando ad una diversa occasione, per ora limitiamoci a sottolineare brevemente che l\u2019Eros socratico non \u00e8 un dio fondamentale come quello esiodeo, nemmeno un dio secondario, \u00e8 solo un demone, un ibrido sospeso fra l\u2019anelito al divino e la componente umana ma che acquista dignit\u00e0 proprio per la sua sofferenza, il suo insaziabile bisogno di sapere proprio come atto filosofico. La filosofia, nella prospettiva classica, \u00e8 peculiarit\u00e0 umana; dio, infatti, essendo puro logos non pu\u00f2 desiderare quella sapienza che gi\u00e0 possiede, allo stesso modo il bruto, inconsapevole della bellezza della conoscenza, non desidera e non ama ci\u00f2 che non riesce nemmeno a concepire come esistente o possibile. Ed ecco scattare surrettiziamente la convinzione autofondativa dell\u2019esistenza di una bellezza apollinea, razionale, eterna, vera e giusta che esiste in quanto riferimento e fine dell\u2019atto d\u2019amore della filosofia, strumento razionale per antonomasia che cerca e fonda la razionalit\u00e0 intrinseca dell\u2019Essere. Concetto complesso, me ne rendo conto, e provo a semplificare: se decido che la realt\u00e0 \u00e8 razionale e che io, essere umano e pensante, sono depositario di una struttura razionale a \u201cimmagine e somiglianza\u201d di quella che fonda e genera la realt\u00e0, mi rassereno nella certezza che ben presto potr\u00f2 accedere alla conoscenza ed al controllo della realt\u00e0 stessa. Se, al contrario, riconosco la componente pulsionale ed irrazionale del tutto, comprendo che il mio cammino \u00e8 si progressivo, ma non mi assicura che la direzione intrapresa abbia un senso n\u00e9, soprattutto, lo richiede. La domanda sull\u2019amore non sar\u00e0 pi\u00f9 se tale fenomeno \u00e8 giusto, ma solo se \u00e8 vero e, in questo caso, la risposta va cercata solo nell\u2019energia vitale di ogni individuo.<\/p>\n<p>Quanto pi\u00f9 prossimo all\u2019Eros esiodeo il tiaso dionisiaco frequentato dalle Menadi che incede nell\u2019abisso dei misteri senza l\u2019arroganza della ragione ma con il coraggio di indagare ed offrirsi all\u2019abisso, ecco il nuovo sguardo filosofico, non l\u2019autoingannevole e rassicurante prospettiva razionalistica che ci svela solo ci\u00f2 che possiamo comprendere nascondendo l\u2019immenso sottostante dell\u2019iceberg, ma l\u2019occhio d\u2019aquila che sbigottisce ed ama davvero senza voler possedere. Quanto diverso l\u2019amore che afferma \u201csei mio perch\u00e9 ti amo\u201d da quello che accetta di essere condiviso per amare e lasciarsi amare, quello che non vuole comprendere il mistero ma viverlo, quello che dichiara \u201cvoglio respirare il tuo mistero per restituirtelo intatto\u201d, e non sto scrivendo di un amore puramente filosofico, ma di quello che possiamo incontrare nella nostra vita se abbiamo il coraggio di lasciarlo abitare in noi.<\/p>\n<p>Ed ora torniamo alla radice del \u201cpensiero altro\u201d che passeggia gi\u00e0 nell\u2019incipit di questo incontro: il \u201cchi?\u201d primordiale. L\u2019interrogativo archetipico altro non \u00e8 che il fondamento irrazionale ed egoistico del desiderio di esistere, di esser-ci come altro dal Caos. \u00c8 affermare l\u2019io all\u2019interno della coscienza dell\u2019io, senza l\u2019urgenza vigliacca di una giustificazione trascendentale, senza annichilirsi all\u2019interno del progetto di un altro, senza barricarsi vigliaccamente dietro regole predeterminate. Amare come creatore, come artista dionisiaco consapevole di essere l\u2019unico responsabile e portatore di istanze ogni volta nuove, senza garanzie pregresse, senza prospettive gi\u00e0 percorse, pioniere dell\u2019anima e della vita, inventore di fiabe, pastore di follie, poeta della realt\u00e0. Se Eros non ci cammina a fianco ma le sue impronte coincidono con le nostre, ecco che la vita diviene vera proprio nella bellezza dell\u2019impossibilit\u00e0 di sottostare a regole costruite nel tempo da quelli che il grande Federico definiva \u201cinutili\u201d.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99780],"class_list":["post-500514","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/500514","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=500514"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/500514\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=500514"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=500514"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=500514"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}