{"id":499971,"date":"2020-06-23T21:05:36","date_gmt":"2020-06-23T19:05:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=499971"},"modified":"2020-06-23T21:07:35","modified_gmt":"2020-06-23T19:07:35","slug":"mario-corso-un-talento-puro-incompreso-dalla-critica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2020\/06\/mario-corso-un-talento-puro-incompreso-dalla-critica\/","title":{"rendered":"Mario Corso: un talento puro, incompreso dalla critica"},"content":{"rendered":"<p>Ora che se n\u2019\u00e8 andato in tanti si sperticano di complimenti come spesso accade. Chi ne ricorda la genialit\u00e0, chi l\u2019estro, chi la capacit\u00e0 di mettere la firma sulle partite\u00a0che contavano, chi lo rivaluta da mister ricordando il magistrale lavoro fatto nella Primavera del Napoli da cui scaturirono 6\/7 elementi base della rosa che vinse il primo scudetto partenopeo.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_371\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_371\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Il punto \u00e8 che Mariolino Corso era nettamente in anticipo sui tempi, un trequartista puro: \u00e8 stato uno dei migliori d\u2019Italia, decisivo come Pirlo, maligno come Platini, realizzatore come Baggio. Solo ora che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 per\u00f2 sembra merita quel posto che non gli abbiamo mai dato.\u00a0Per il grande\u00a0<b>Gianni Brera<\/b>, Corso era soltanto\u00a0<b>il participio passato del verbo correre<\/b>, qualcosa che non gli apparteneva. Brera non amava gli artisti (vedi l\u2019abatino), gli sembravano delle auto-definizioni, parole senza senso compiuto. Lui si definiva un principe della zolla, era dalla terra nuda che tutto doveva nascere.<\/p>\n<p>E cos\u00ec la pensava il suo protetto Nereo Rocco, re del catenaccio. Ma su Corso di sbagliava, come sbagli\u00f2 su Rivera. Corso era s\u00ec un atleta, dinamicamente lento (non certo di testa), ma fisicamente duro. Non riteneva di aver bisogno di correre troppo, ma non era facile spostarlo e se guardate le sbiadite fotografie dell\u2019epoca, vedrete che possedeva muscoli da mezzofondista. La critica diceva che era atipico ed era quello il primo madornale errore. Non si \u00e8 atipici se si giocano pi\u00f9 di quattrocento partite in serie A e si segnano 104 reti in carriera. Un umorale forse, ma non un atipico.<\/p>\n<p>Corso era un trequartista puro, ruolo che allora non c\u2019era\u00a0nel nostro calcio, stava nascendo dalle parti di Rivera ma non era capito. Allora si andava un po\u2019 a spanne, o eri attaccante o un centrocampista. Bulgarelli, De Sisti, Iuliano avevano la qualit\u00e0 dei fantasisti, ma facevano il lavoro di regia, molto pi\u00f9 applaudito perch\u00e9 pi\u00f9 logico, pi\u00f9 normale. Come Mazzola l\u2019attaccante. D\u2019altra parte allora non c\u2019era televisione, nessuno vedeva il calcio, solo Brera e pochi altri. E alla fine eri quello che loro decidevano, anche se non lo eri.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 Corso \u00e8 stato uno dei giocatori migliori che l\u2019Italia abbia mai avuto. Certe sue invenzioni le hanno avute in pochi, per esempio Maradona. Discontinui sono tutti i giocatori quando vivono cercando il colpo diverso. Perch\u00e9 non sempre viene e nel frattempo perdi tempo. Ma\u00a0<b>Corso era sempre dentro il campo, vittoria dopo vittoria, spesso decideva lui<\/b>. Era un titolare fisso nonostante Herrera non lo sopportasse perch\u00e9 era il cocco della signora Erminia Moratti. Eppoi Herrera era un sofista elettrico, Mariolino un epicureo, non erano nati per capirsi. A ogni apertura di mercato Herrera faceva la lista dei partenti e la dava a Moratti. Al primo posto sempre Corso. Moratti aumentava lo stipendio a Herrera e si teneva Corso. Ma anche Herrera se lo teneva e lo faceva giocare sempre. Ma quale discontinuo. Era divino ed esatto, un giocatore straordinario che non aveva bisogno di correre quanto gli altri, faceva correre il pallone.<\/p>\n<p>Oggi farebbe la differenza nell\u2019Inter, nella Juve e in Nazionale. E nel suo cuore lento aveva anche carattere. Quando Giovanni Ferrari lo escluse dai convocati per il Mondiale in Cile, nel 1962, in fondo a una partita di notte in cui dette spettacolo, Corso lo and\u00f2 a cercare sotto la tribuna e lo mand\u00f2 a quel paese col classico gesto dell\u2019ombrello. Compromise per sempre il suo rapporto con l\u2019azzurro. Questo \u00e8 coraggio, \u00e8 dignit\u00e0. Sapeva di avere ragione lui. Peraltro l\u2019Italia in Cile and\u00f2 malissimo.<\/p>\n<p>Era molto amato dai compagni perch\u00e9 li faceva vincere. Tagnin diceva che \u00ab<b>se era in buona giornata Suarez sapevamo che non avremmo perso; se era in buona giornata Corso, sapevamo che avremmo vinto<\/b>\u00bb. Il commissario tecnico della Nazionale israeliana, Mandi, nel \u201962 stava battendo l\u2019Italia a Tel Aviv 2-0 alla fine del primo tempo. Poi entr\u00f2 Corso, aveva vent\u2019anni. Segn\u00f2 due gol, rovesci\u00f2 da solo il gioco e il risultato. Per Mandi fu come un\u2019apparizione:\u00a0<b>\u00abHo visto il piede sinistro di Dio\u00bb<\/b>. Poi le sue punizioni, sempre uguali, sempre dalla stessa posizione, sempre prevedibili e sempre in gol. Le chiamarono \u00aba foglia morta\u00bb. Noi diamo definizioni a tutto quello che non capiamo, serve a normalizzarlo. Ma nessuno in Italia ha mai pi\u00f9 battuto punizioni cos\u00ec. Maradona, Mihajlovic, Del Piero, Totti gli davano pi\u00f9 forza. Corso era inerzia, pigrizia, esattezza. Una presa in giro. Mi dispiace veramente sia morto in silenzio.<\/p>\n<p>Mai come in questi casi si dice che il calcio non ha quasi mai memoria, si ricorda solo quello che si vede. Tanti ragazzi mi scrivono per chiedermi se davvero Baggio sia stato come Zico. Ne dubitano, non lo conoscono. Nel calcio vince l\u2019ultimo che ha fatto gol. Per Corso spero avvenga l\u2019opposto. Merita un posto che non gli abbiamo mai dato. \u00c8 stato limitato dai luoghi comuni di una critica che era l\u2019unica allora ad avere diritto di parola.<\/p>\n<p>Forse gli renderemo la giustizia che merita\u00a0quando oltre a quel sinistro impareggiabile rivaluteremo il suo geniale superlativo cervello: con lui la palla arrivava a destinazione con un passaggio anzich\u00e9 con due. Negli ultimi 40 metri illuminava il gioco, letteralmente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo speciale del Ct Vaniglia<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[182,32],"tags":[85989],"class_list":["post-499971","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-calcio","category-sport","tag-calcio"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/499971","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=499971"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/499971\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=499971"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=499971"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=499971"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}